venerdì 5 dicembre 2014

Effetti dell'accumulo degli Elementi Tossici nell'organismo umano PARTE 1

Effetti dell'accumulo degli Elementi Tossici nell'organismo umano PARTE 1


 

 Gli oncologi dicono che è colpa nostra se prendiamo il cancro perchè mangiamo male e facciamo poco movimento. Ma non ci dicono che per mangiare bene, non dovremmo mangiare niente perchè hanno riempito alimenti e molte cose di uso quotidiano di sostanze tossiche: cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione e allergeni.

 
Queste sostanze si chiamano: COLORANTI, CONSERVANTI, ANTIOSSIDANTI, ADDENSANTI, EMULSIONANTI, SALI MINERALI, GELIFICANTI, STABILIZZANTI, ADDITTIVI, CELLULOSE, ESALTATORI DI SAPIDITA', EDULCORANTI, AMIDI, noi le ingeriamo, le respiriamo, le maneggiamo, le offriamo ai nostri figli.
 
Difendiamo il nostro diritto alla salute vietando tutte quelle sostanze che sono state riconosciute tossiche.
 
Non vanno moderate vanno eliminate.
 
Non aspettiamo, in altri Paesi le stanno già vietando, si parla della nostra salute e di quella dei nostri figli e nipoti, il cancro non conosce limiti di età, limiti di etnia, ne limiti economici, colpisce chiunque, ed è in aumento ogni anno 250.000 persone solo in italia scoprono di avere il cancro.
 
E noi cosa facciamo?
 

Abbassiamo mettiamo un limite delle sostanze tossiche nei nostri cibi? NO!! VANNO ELIMINATE, NO MODERATE se fanno male, fanno male anche moderandole BISOGNA VIETARLE.

 
 

ARSENICO

 
 
L'arsenico compare in tre forme allotropiche: giallo, nero e grigio; la forma stabile è un solido cristallino grigio-argento, fragile, che si appanna velocemente in aria e ad alte temperature brucia per formare una nube bianca di triossido di arsenico. La forma cristallina gialla e una forma amorfa nera sono inoltre note. L'arsenico è un membro della gruppo Va della tavola periodica. Si lega rapidamente con molti elementi. La sua forma metallica è fragile, si annera e se riscaldato si ossida rapidamente a triossido di arsenico, che ha un odore simile a quello dell'aglio. La forma non metallica è meno reattiva ma si dissolve una volta riscaldata con acidi e alcali d'ossidazione forti.
 
Effetti dell'arsenico sulla salute
 
L'arsenico è uno degli elementi più tossici che esistono. Malgrado il loro effetto tossico, legami di arsenico inorganico si presentano naturalmente sulla terra in piccole quantita'. Gli esseri umani possono essere esposti ad arsenico attraverso cibo, acqua ed aria. L'esposizione può anche avvenire attraverso il contatto della pelle con terreno o acqua contenente arsenico. I livelli di arsenico negli alimenti sono ragionevolmente bassi, in quanto non è aggiunto a causa della sua tossicità. Ma si possono trovare livelli elevati di arsenico in pesci e frutti di mare, poiche' i pesci assorbono l'arsenico dall'acqua in cui vivono. Fortunatamente questa è pricipalmente una forma organica ragionevolmente inoffensiva di arsenico, ma i pesci che contengono quantita' significative di arsenico inorganico possono essere un pericolo per la salute umana.
 
L'esposizione all'arsenico può essere più alta per le persone che lavorano con l'arsenico, per le persone che bevono quantità significative di vino, per le persone che vivono in case che contengono legno conservato di qualsiasi tipo e per coloro che vivono in fattorie in cui in passato sono stati utilizzati pesticidi contenenti arsenico.
 
L'esposizione ad arsenico inorganico può causare i vari effetti sulla salute, quali irritazione dello stomaco e degli intestini, produzione ridotta di globuli rossi e bianchi del sangue, cambiamenti della pelle e irritazione dei polmoni. Si ipotizza che l'assorbimento di quantita' specifiche di arsenico inorganico possa intensificare le probabilità di sviluppo del cancro, soprattutto la probabilità di sviluppo di cancro della pelle, di cancro polmonare, di cancro al fegato e di cancro linfatico.
 
Un'esposizione molto alta ad arsenico inorganico può causare sterilità ed false gestazioni nelle donne e può causare disturbi alla pelle, bassa resistenza alle infezioni, disturbi a cuore e danni al cervello sia negli uomini che nelle donne. Per concludere, l'arsenico inorganico può danneggiare il DNA.
 
Generalmente la dose di arsenico considerata letale e' pari a 100 mg.
 
L'arsenico organico non può causare né cancro, né danni al DNA. Ma l'esposizione a quantita' elevate può avere certi effetti a salute umana, quali la ferita ai nervi e dolori di stomaco.
 
 

ALLUMINIO

 
 
L'80% delle persone che esegue un test mineralogramma dei capelli, scopre di essere intossicato dall'alluminio. Una percentuale da brivido. Che non meraviglia se si pensa che l'alluminio oggi viene usato in grandissimi, enormi quantità sia nel campo alimentare, che in quello medicinale e cosmetico.Se si pranza ad una mensa o ad un ristorante, ad esempio, si ha un'ottima probabilità di mangiare dei cibi cotti in pentole di alluminio. Allo stesso modo anche i cibi contenuti nei contenitori argentati e nella carta stagnola sono contaminati. Alluminio contenuto anche nella birra e nelle bevande gassate in lattina (a maggior ragione se sono bevande acidificate). Ne basta una al giorno per generare una minima intossi-cazione. Altro ricettacolo è il latte, che in Italia è confezionato quasi esclusivamente in tetrapak, foderato internamente di alluminio. Lo stesso dicasi per i succhi di frutta ed altri alimenti come la panna. Ma l'elenco degli altri alimenti sarebbe lungo.
 
 
Fonti di Alluminio:Pentole di alluminio; lattine di alluminio, antiacidi (idrossido di alluminio); antitraspiranti; agenti essiccanti (per mantenere secchi il cacao, sale, lieviti per dolci); cosmetici; emulsionante nella lavorazione dei formaggi; allume di potassio per sbiancare la farina.
 
 
Ed ancora...
 
- i panetti di burro avvolti in carta argentata.- budini e yogurt chiusi con un tappo argentato.- i biscotti contenuti in scatole foderate di una carta color argenteo.- cacao, sale e lievito tradizionali. Il silicoallumi-nato è una polvere fine che viene usata per mantenerli secchi. Da preferire quelli biologici.- farina bianca. Viene usato l'allume di potassio per sbiancarla- alcuni formaggi, in particolare quelli più lavorati, dove viene impiegato il fosfato di sodio ed alluminio come emulsionante.- Nell'acqua che esce dal rubinetto, in quanto a sempre più acquedotti viene aggiunto alluminio come agente flocculante che serve a rimuovere le impurità.
 
L'alluminio inoltre è contenuto anche in altri tipi di prodotti per l'igiene e negli stessi medicinali:- nei tubetti di dentifricio e nei contenitori di medicinali (i famosi blister)- nei deodoranti/antitraspiranti. Qui il cloruro di alluminio è un ingrediente inibitore della sudorazione. Se usati giornalmente, vengono assorbite significative quantità di alluminio tramite la pelle- Negli antiacidi (Maalox, Mylanta, Riopan, Alka-Selzer, e altri ancora).- nei cosmetici anche di marca (rossetti, phard, matite, ecc.)Per avere la certezza che tale metallo non sia presente nella composizione si può leggere con attenzione le etichette, evitando prodotti che contangono sostanze che iniziano con "ALLUM".Come riconoscere l'intossicazione da alluminio?Il suo assorbimento dipende da alcuni fattori, quali i livelli di minerali antagonisti ed il livello dell'ormone paratiroideo. Parte dell'alluminio viene assorbito per via orale e si accumula nel cervello e in altri organi, in particolare nei reni, nei polmoni, nella tiroide, nel fegato, nelle ossa e nell'intestino. E' molto difficile determinare l'intossicazione da alluminio dall'esame del sangue, in quanto vi rimane per troppo poco tempo e viene subito immagazzinato in altri tessuti.
 
 
Sintomi di intossicazione- Problemi di apprendimento e riflessi di parola lenti (diffuso tra i bambini).- Problemi di coordinazione.- Scarsa memoria, confusione mentale. Recenti studi hanno riscontrato nelle autopsie di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, un significativo aumento di alluminio nel cervello- Cefalee, mal di testa, tensione cerebrale- Coliche di media/forte intensità, talvolta con problemi digestivi- Anemia. L'alluminio interferisce con il metabolismo del ferro.- Sono possibili alcuni disturbi del sangue, come emolisi e leucocitosi- Carie dentaria. L'alluminio compete con il fluoro impedendone l'assorbimento- Ipoparatiroidismo (con sintomi quali freddolosità, problemi di circolazione, rallentato metabolismo)- Disfunzioni renali- Disturbi neuromuscolari- Osteomalacia, con conseguente incremento di fratture ossee- Possibile aggravamento dei sintomi del morbo di Parkinson.
 
 

PIOMBO

 
 
Poiché il piombo è largamente utilizzato (anche se molto meno che in passato), molte sono le possibilità di esposizione, sia in ambito professionale che extra-professionale.
 
Il piombo può essere introdotto nell'organismo attraverso 3 vie:- inalatoria - orale - cutaneaVia inalatoria: Riguarda prevalentemente l'esposizione professionale. In ambiente di lavoro il piombo, sotto forma di polveri e fumi, finisce nell'organismo attraverso la via respiratoria.Via orale Riguarda prevalentemente l'esposizione extra-professionale, dovuta a:vino ed alcolici, contenenti piccole quantità di piombo derivante da tappi metallici o superalcolici distillati in serpentine con saldature al piombo,recipienti in ceramica, utilizzati come contenitori di liquidi (acqua, spremuta, vino), acqua inquinata da piccole quantità di piombo, ove le tubature domestiche siano costituite da tale metallo, inquinamento atmosferico, sia industriale che legato a scarichi automobilistici derivante dalle benzine, determinante un conseguente inquinamento delle acque, del terreno e dei vegetali, assunzione di piombo nell'età infantile tramite ingestione di frammenti di vernici provenienti da giocattoli (saturnismo dell'età infantile).Via cutanea L'assunzione del piombo tramite la pelle, peraltro modesto, si può verificare tramite contatto, ad esempio con benzine contenenti piombo. Utilizzo: Di seguito sono elencate le principali attività lavorative che comportano esposizioni al piombo: Attività lavorativeFabbricazione o uso di vernici e smalti al piombo; Fabbricazione di materie plastiche; Fabbricazione di accumulatori di automobili; Fabbricazione di proiettili e munizioni contenenti piombo; Fusione del piombo; Fabbricazione di leghe con piombo; Operazioni di saldatura; Produzione di batterie al piombo; Lavorazione del cristallo e del vetro; Industria della ceramica (limitatamente alla vetrificazione delle terraglie e alla decolorazione con vernici al piombo); Impiego in spazi chiusi di munizioni contenenti piombo; Costruzione e riparazione di automobili; Zincatura delle lamiere o stagnatura; Fabbricazione di lastre per la protezione ai raggi-x; Industria metallurgica dell'acciaio.Tossicità L'intossicazione cronica da piombo, prevalentemente professionale, viene chiamata saturnismo.Il saturnismo può dar luogo a svariate manifestazioni:- anemia (pallore da riduzione di globuli rossi)- colica intestinale (dolori addominali)- ipertensione arteriosa (aumento della pressione del sangue)- alterazione dell'abilità manuale, aumento dei tempi di reazione- nefropatia (danno renale)- neuropatia (danno al sistema nervoso) L'intossicazione acuta, oggi estremamente rara, può arrivare all'encefalopatia (danno cerebrale) e al coma.
 
 

MERCURIO

 
 
Il metallo tossico che più di tutti sta creando gravi problemi di salute all'essere umano è decisamente il MERCURIO che non è soltanto un metallo pesante, ma soprattutto un veleno pericolosissimo.Per veleno si intende qualunque sostanza solida, liquida o gassosa, che assorbita dall'organismo, è capace di determinarvi delle alterazioni di struttura o dei disturbi funzionali più o meno intensi, causando la morte, o almeno mettendo l'esistenza in serio pericolo.
E' IL SECONDO PIU' TOSSICO ELEMENTO SULLA TERRA, SECONDO SOLO AL PLUTONIO.

 
 
La quantità di mercurio contenuta in un termometro è sufficiente a contaminare un piccolo lago.
 
La tossicità del mercurio è stata collegata a molte malattie, come l'artrite, l'alzaimer, la sclerosi multipla, la depressione, la schizofrenia, l'autismo e a disabilità nell'apprendimento.
 
Alcuni sintomi da intossicazione da mercurio sono:insonnia, parestesia, nervosismo, perdita di memoria, ansietà, dolori muscolari, irritabilità, depressione, infiammazione della pelle, disbiosi intestinale, stomatite aftosa, lingua fissurata o a lampone, psoriasi, vitiligine, fatica cronica, alterazioni tiroidee, ovaio policistico, oligospermia, candidosi.Purtroppo il mercurio non viene usato solo nella costruzione degli strumenti destinati a misurare pressione o temperature come l'uomo comune potrebbe pensare. Il più dettagliatamente possibile vorrei spiegare come si entra in contatto fin dai primi mesi di vita con il mercurio.Nei VACCINI c'è il mercurio, quindi fin da bambini come appena scritto...In essi è contenuto in un conservante che si chiama Tiomersale, ovvero timerosal, mercuriotiolato, etilmercuriotiosalicilato, sodio timerfonato. Lo si può trovare nei vaccini contro il tetano, difterite e pertosse, antiepatite A, antiepatite B e antiinfluenzale. Negli Stati Uniti l'ente di controllo sui farmaci, la FDA, ha intimato che il timerosal venga eliminato dai vaccini, già dal 99. In Italia invece ce lo teniamo. Perché? Lo sanno negli ambulatori vaccinali delle USL, che c'è il mercurio nei vaccini? "Si, era noto da tempo che esistevano questi composti mercuriali - dice la dottoressa Luisella Grandori, responsabile del centro vaccinale di una USL di Modena. "Non ce ne eravamo mai preoccupati perché la convinzione era che le quantità di mercurio contenute nei vaccini non fossero neanche in maniera dubitativa pericolose. Anche il nostro Ministero della Sanità ci aveva tranquillizzato al riguardo".Come si fa a dire che la quantità non è pericolosa se non è stato determinato un livello di pericolosità?Molti genitori e non solo, ma anche bravi medici, credono che il maggior responsabile dell'Autismo dei figli sia il THIMEROSAL, un conservante usato nei vaccini e in altre medicine. Il thimerosal contiene il 50% di mercurio. Nell'ottobre del 1998, la FDA proibì l'uso del thimerosal nelle farmacie e sin dal luglio del1989 "incoraggiò" i produttori a rimuovere il thimerosal dai vaccini. Alcuni lo hanno fatto; altri no. Oggi, molti vaccini sono prodotti senza thimerosal, o ne contengono solo una "traccia". Ma noi non sappiamo quanti dei vecchi prodotti contenenti thimerosal siano ancora sul mercato. Ogni vaccino che contiene thimerosal eccede le linee guida per la salute EPA che sono di 0,1 mcg/kg/day. Si, da quando i vaccini multipli sono somministrati nello stesso giorno,la quantità di mercurio introdotta nel bambino è molte volte sopra questo limite di guardia. Prima del bando della FDA, il mercurio era aggiunto anche a colliri, prodotti per lenti a contatto, spray nasali, creme contraccettive, creme x emorroidi ecc.
 
SE IL MERCURIO E' CONTENUTO NEI VACCINI PERCHE' NON TUTTI I BAMBINI VENGONO INTOSSICATI?La sensibilità al mercurio varia enormemente da persona a persona, come la naturale capacità del corpo di disintossicarsi. Alcuni bambini possono liberarsi del mercurio facilmente, mentre in altri, le tossine rimangono nel corpo più a lungo , depositandosi nel cervello e in altri organi, causando gravissime malattie autoimmuni croniche.
 
 
QUALI SONO LE ALTRE FONTI PER POTERSI INTOSSICARE?-amalgama dentale-pesce (soprattutto tonno e salmone)-alcune vernici-termometri ( soprattutto se si rompono)-tubi di luce fluorescenteE' importante notare che il mercurio presente nel corpo della madre passa al bambino attraverso la placenta, e dopo attraverso il latte..una sorta di esposizione prenatale.
 
AMALGAMA DENTALE. Quando è utilizzato per le otturazioni dentarie, il mercurio viene rilasciato continuamente in forma di vapori e di microparticelle, accedendo così a vari organi attraverso i polmoni e lo stomaco, causando un'intossicazione cronica e un vero e proprio lento e continuo avvelenamento. Il mercurio presenta un elevato grado di tossicità per il sistema immunitario e per il funzionamento dell'intero organismo. Dal cavo orale si diffonde ai reni, al fegato, alle ghiandole, al sistema nervoso centrale, al cuore, ecc..
 
VACCINI ANTI INFLUENZALI: Ciò che è certo è che sono state autorizzate alla commercializzazione due tipi di vaccino contenete mercurio, che al 30 giugno di quest'anno erano fuorilegge a seguito di un apposito Decreto emanato il 13 novembre 2001. A tre giorni dall'entrata in vigore della disposizione il Ministro Sirchia ci ha ripensato e le due multinazionali che hanno continuato a produrli, la GlaxoSmithKline e la Solvay li hanno commercializzati a prezzi stracciati.L'insidia arriva al momento dell'acquisto in farmacia, dove il prodotto arriva con un prezzo al pubblico quasi dimezzato rispetto ai prodotti equivalenti senza mercurio.
 
TERMOMETRO A MERCURIO: Il termometro più diffuso nella case italiane è ancora quello al mercurio. Ma il suo destino è segnato. L'unione Europea ha infatti deciso di mettere al bando questo strumento sanitario in considerazione dei rischi ambientali collegati allo smaltimento del metallo fuso, altamente inquinante. Nonostante la sua pericolosità, in Italia, ad esempio, non sono mai state organizzate specifiche campagne di informazione ed il cittadino che voglia ottenere corrette indicazioni sullo smaltimento di un termometro al mercurio si scontra, ha rivelato una indagine di Legambiente, con l'impreparazione delle stesse aziende che si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Solo in quattro città - Roma, Milano, Bologna, Genova – è stato attivato un servizio specifico di smaltimento in linea con la normativa europea. Entro dicembre prossimo, dunque, l'Unione Europea varerà un provvedimento che vieterà di fatto la produzione di termometri al mercurio entro il 2010.
 
 
QUINDI LE FONTI TOSSICHE SONO LE PIU' DISPARATE: Pur essendo uno degli elementi meno abbondanti nella crosta terrestre, dove presenta concentrazioni intorno a 0,05 ppm, ma è tra i più importanti sotto il profilo ambientale per la sua alta tossicità e per le modalità di circolazione in natura. La quasi totalità del Mercurio presente nella biosfera è riconducibile ad apporti secondari dovuti alle attività umane. Viene utilizzato nelle industrie chimiche, industrie produttrici di doro e soda caustica (elettrolisi), industrie petrolchimiche, fonderie, acciaierie, nella fabbricazione di vernici e della carta. Altre importanti sorgenti secondarie sono gli insetticidi e i fungicidi agricoli, ma viene impiegato piuttosto frequentemente anche nelle cere per pavimenti, prodotti lucidanti per mobili, ammorbidenti di tessuti, filtri di condizionatori d'aria, lampade per depuratori d'acqua. Negli ultimi trent'anni la sua produzione è aumentata di circa 20 volte. La ecotossicologia di questo elemento è ben descritta in letteratura, in particolar modo in conseguenza degli episodi catastrofici avvenuti in Giappone (Minagata e Niigata) negli anni '50-'ó0, dove la popolazione locale si nutriva prevalentemente di pesce inquinato da metilmercurio. La tossicità dei composti organici del Mercurio è dovuta alla grande affinità dimostrata per i gruppi sulfìdrilici delle proteine cellulari: legandosi alle proteine di membrana oppure agli enzimi cellulari, il Mercurio determina alterazioni delle normali attività della cellula. Il principale organo bersaglio è il cervello, ed in particolare le aree associate con la funzione sensoriale uditiva e visiva e con le aree che interessano la coordinazione dei movimenti. Gli effetti più gravi si verificano a carico del sistema nervoso centrale durante lo sviluppo fetale. Autori giapponesi hanno osservato che l'esposizione prenatale al metilmercurio produce microcefalea, con alterazioni irreversibili delle cellule nervose della corteccia cerebrale.La pericolosità del Mercurio risiede anche nella sua tendenza ad accumularsi nelle catene alimentari, in particolare negli ecosistemi acquatici dove può raggiungere concentrazioni notevolissime nel muscolo dei pesci predatori.
 

BERILLIO

 
 
Il berillio e' un elemento bivalente tossico, grigio acciaio, forte, leggero, principalmente usato come agente indurente nelle leghe. Esso ha uno dei punti di fusione piu' alti di tutti i metalli leggeri. Ha un'eccellente conduttivita' termica, e' non magnetico, resiste all'attacco di acido nitrico concentrato e a temperatura e pressione standard resiste all'ossidazione se esposto all'aria.
 
Effetti sulla salute del berillio:
 
Il berillio non è un elemento cruciale per gli esseri umani; infatti è uno degli elementi chimici più tossici che conosciamo. È un metallo che può essere molto nocivo se respirato dagli esseri umani, perché può danneggiare i polmoni e causare polmonite. L'effetto il più comunemente noto del berillio è detto berilliosi, un disordine pericoloso e persistente dei polmone che può anche danneggiare altri organi, come il cuore. In circa il 20% dei casi le persone muoiono a causa di questa malattia. L'inalazione di berillio sul posto di lavoro è la causa di berilliosi. Le persone dotate di un sistema immunitaio indebolito sono le piu' soggette a questa malattia. Il berillio può anche causare reazioni allergiche nelle persone ipersensibili a tale elemento chimico. Queste reazioni possono essere molto pesanti e possono persino portare una persona ad ammalarsi seriamente, condizione nota come la malattia cronica del berillio (CBD).
 
I sintomi sono: debolezza, stanchezza e problemi di respirazione. Qualche persona che soffre di CBD sviluppa anoressia, un colore bluastro in mani e piedi. In alcuni casi la CBD puo' essere così seria da causare la morte.
 
Oltre che causare berilliosi e CBD, il berillio può anche aumentare le probabilità di sviluppo del cancro e di danni al DNA.
 

STAGNO

 
 
E' un metallo morbido, flessibile, bianco-argento. Lo stagno non è facilmente ossidato e non resiste alla corrosione perché è protetto da una pellicola di ossido. Resiste alla corrosione di acqua distillata marina e di acqua di rubinetto dolce e può essere attacato dagli acidi forti, alcali e sali acidi.
 
Effetti dello stagno sulla salute
 
Lo stagno e' applicato in varie sostanze organiche. I legami organici dello stagno costituiscono la forma di stagno più pericolosa per gli esseri umani. Malgrado il pericolo essi sono applicati in tantissime industrie, come l'industria di vernici e l'industria di plastiche e in agricoltura attraverso gli antiparassitari. Il numero di applicazioni dei composti di stagno organico sta ancora aumentando, nonostante siamo a conoscenza delle conseguenze dell'avvelenamento da stagno. Gli effetti dei composti organici dello stagno possono variare. Dipendono dal tipo di sostanza presente e dell'organismo che vi è esposto. Trietilstagno è il composto organico dello stagno più pericoloso per gli esseri umani. Ha legami idrogeno relativamente corti. Quando i legami a idrogeno diventano più lunghi il composto di stagno diventa meno pericoloso per la salute umana.
 
Gli esseri umani possono assorbire i legami dello stagno attraverso gli alimenti, la respirazione ed attraverso la pelle.
 
L'assorbimento dei legami si stagno può causare effetti acuti così come effetti di lunga durata.Gli effetti acuti sono:- Irritazione a occhi e pelle- Mal di testa- Mal di pancia- Malessere e stordimento- Forte sudorazione- Assenza di respiro- Problemi alle vie urinarieGli effetti a lungo termine sono:- Depressione- Danni al fegato- Malfunzionamento del sistema immunitario- Danno ai cromosomi- Scarsita' di globuli rossi- Danni al cervello (causanti rabbia, disturbi al sonno, vuoti di memoria e mal di testa).
 

SELENIO

 
 
Il selenio è un elemento chimico non metallico, membro del gruppo XVI della tavola periodica. Nel comprtamento chimico e nelle proprietà fisiche assomiglia allo zolfo ed al tellurio. Il selenio presenta allotropie, e si trova in un certo numero di forme, compresa una polvere amorfa rossa, un materiale cristallino rosso ed una forma cristallina grigia del simile al metallo chiamata selenio "metallico". Quest'ultima forma conduce meglio l'elettricità alla luce che al buio ed è usata nelle fotocellule. Il selenio brucia in aria non e' affetto da acqua, ma si dissolve in acido nitrico ed alcali concentrati.
 
Effetti del selenio sulla salute
 
Gli esseri umani possono essere esposti a selenio in vari modi. L'esposizione a selenio avviene attraverso cibo o acqua, o quando entriamo in contatto con terreno o aria che contengono alte concentrazioni di selenio. Ciò non e' molto strano, dal momento che il selenio si presenta naturalmente nell'ambiente in modo abbondante ed è molto diffuso. L'esposizione a selenio avviene principalmente attraverso gli alimenti, perché il selenio è naturalmente presente in grano, cereali e carne. Gli esseri umani devono assorbire determinate quantità di selenio al giorno, per mantenere una buona salute. Gli alimenti contengono solitamente abbastanza selenio da prevenire malattie causate dalla sua mancanza. L'assorbimento del selenio attraverso gli alimenti può essere in molti casi superiore al normale, perché in passato molti fertilizzanti ricchi di selenio venivano applicati sul terreno coltivabile. Popoli che vivono in prossimità di siti di deposizione rifiuti pericolosi avvertiranno una piu' alta esposizione attraverso terreno ed aria. Il selenio proveniente da discariche pericolose e da terreno coltivabile finisce nell'acqua superficiale o nell'acqua freatica attraverso l'irrigazione. Questo fenomeno fa entrare il selenio nell'acqua potabile locale, di modo che l'esposizione a selenio attraverso l'acqua aumenta temporaneamente. Le persone che lavorano nelle industrie di metalli, industrie di recupero del selenio e nelle industrie di vernici tendono ad essere soggetti ad una più alta esposizione a selenio, soprattutto attraverso la respirazione. Il selenio è rilasciato nell'aria attraverso la combustione di petrolio e carbone.Le persone che mangiano molto grano che cresce vicino a siti industriali possono essere soggetti ad una più alta esposizione a selenio attraverso l'alimentazione. L'esposizione a selenio attraverso l'acqua potabile può aumentare quando il selenio derivante dalla deposizione di rifiuti pericolosi finisce nei pozzi d'acqua. L'esposizione a selenio attraverso l'aria di solito avviene soltanto sul posto di lavoro. Può causare stordimento, affaticamento e irritazione delle membrane mucose. Quando l'esposizione è estremamente alta, può verificarsi accumulo di liquido nei polmoni e bronchite.
 
L'assorbimento di selenio attraverso gli alimenti è solitamente abbastanza elevata da soddisfare le esigenze umane; carenza si verifica raramente.
 
Quando si verifica carenza la gente può avvertire problemi muscolari e cardiaci.
 
Quando l'assorbimento del selenio è troppo alto e' probabile che si manifestino effetti sulla salute.
 
La gravita' di questi effetti dipende dalle concentrazioni di selenio negli alimenti ed ogni quanto tempo questo alimento viene mangiato. Gli effetti sulla salute di varie forme di selenio possono variare da capelli fragili e unghie deformate, a eruzioni, calore, gonfiore cutaneo e dolori forti. Quando il selenio va a finire negli occhi le persone provano bruciore, irritazione e lacrimazione.
 
 
 
L'avvelenamento da selenio può diventare così grave che in alcuni casi può persino causare la morte. Sovraesposizione a vapori di selenio può produrre accumulazione di liquido nei polmoni, alito dell'aglio, bronchite, polmonite, asma bronchiale, nausea, freddo, febbre, emicrania, gola irritata, alito corto, la congiuntivite, vomito, dolori addominali, diarrea e fegato ingrossato. Il selenio è irritante per occhi e sistema respiratorio superiore e un sensibilizzatore. La sovraesposizione può provocare macchie rosse a unghie, denti e capelli. Il diossido del selenio reagisce con l'umidità per formare acido di selenio, che è corrosivo per pelle e occhi.
 
Carcinogenicità: l'agenzia internazionale per ricerca contro il cancro (IARC) ha collocato il selenio all'interno del gruppo 3 (agente non classificabile quanto alla sua carcinogenicità per gli esseri umani).
 

NICHEL

 
 
Il nichel è metallo bianco argenteo che subisce un'alta lucidatura. Appartiene al gruppo del ferro ed è duro, malleabile e duttile. Il nichel è un conduttore abbastanza buono di calore e di elettricità. Nei suoi composti piu' comuni il nichel è bivalente, anche se presuppone altre valenze. Inoltre forma un certo numero di composti complessi. La maggior parte dei composti del nichel sono blu o verdi. Il nichel si dissolve lentamente in acidi diluiti ma, come il ferro, diventa passivo una volta trattato con acido nitrico. Il nichel diviso finemente assorbe l'idrogeno.
 

Effetti del nichel sulla salute
Il nichel è un composto che si presenta ambiente soltanto in quantita' molto bassi. Gli esseri umani utilizzano il nichel in molte applicazioni differenti. L'applicazione più comune del nichel è l'uso come ingrediente dell'acciaio ed di altri prodotti metallici. Può essere trovato in comuni prodotti metallici quali bigiotteria.
 
Il cibo contiene naturalmente piccole quantita' di nichel. Il cioccolato ed i grassi sono noti contenerne quantità molto alte. L'assunzione di nichel si amplifica quando la gente mangia grandi quantità di verdure provenienti da terreni inquinanti. Le piante sono note accumulare il nichel e di conseguenza l'assunzione del nichel dalle verdure e' rilevante. I fumatori sono soggentti ad un più alto assorbimento di nichel tramite i loro polmoni. Infine, il nichel può essere trovato nei detersivi.
 
Gli esseri umani possono essere esposti a nichel respirando aria, bevendo acqua, mangiando certi alimenti o fumando sigarette. Anche il contatto della pelle con terreno o acqua contaminati da nichel può provocare esposizione a nichel. Il nichel è essenziale in piccoli importi, ma quando l'assorbimento è troppo alto può essere un pericolo per la salute umana.La presa di una quantita' troppo bassa di nichel ha le seguenti conseguenze:- Propabilita' piu' elevata di sviluppo di cancro ai polmoni, al naso, alla laringe ed alla prostata- Malessere e stordimento a seguito di esposizione al nichel gassoso- Embolie polmonari- Problemi respiratori- Problemi di nascita- Asma e bronchite cronica- Reazioni allergiche come prurito alla pelle, principalmente da gioielleria- Problemi di cuore
 
I fumi del nichel sono irritanti per la respirazione e possono causare la polmonite. L'esposizione a nichel ed ai suoi composti può provocare lo sviluppo di una dermatite nota come "il prurito del nichel" in individui sensibili. Il primo sintomo e' solitamente il prurito, che si manifesta fino a 7 giorni prima che si verifichino eruzioni cutanee. La principale eruzione cutanea è eritematosi, o folliculare, che può essere seguita dall'ulcerazione della pelle. La sensibilità al nichel, una volta che si manifesta, sembra persistere indefinitamente.
 
 

Carcinogenicità: Il nichel e determinati composti del nichel sono stati elencati dal programma nazionale di tossicologia (NTP) come per essere composti quasi cancerogeni. L'agenzia internazionale per ricerca sul cancro (IARC) ha collocato i composti del nichel all'interno del gruppo 1 (esiste evidenza sufficiente di carcinogenicità per gli esseri umani) ed il nichel all'interno del gruppo 2B (agenti che possono essere cancerogeni per gli esseri umani). L'OSHA non regola il nichel come sostanza cancerogena. Il nichel è sull'avviso dell'ACGIH sui cambiamenti progettati come categoria A1, agente cancerogeno umano confermato.

 
 

DIOSSINA

 
 
Fonti di diossina
 
Le diossine di per sé non rivestono alcuna utilità pratica, e non sono mai state un prodotto industriale. Sono tuttavia reperibili pressoché ovunque nell'ambiente: possono essere isolate nel tessuto adiposo di un animale dell'Antartide come nel terriccio di una foresta (Berry et al., 1993) . Ciò è dovuto alla elevata stabilità chimica e all'uso indiscriminato fatto nel recente passato di elevatissime quantità di prodotti chimici contaminati. In pochi decenni, centinaia di migliaia di tonnellate di PCB (bifenili policlorurati,) e PCP (pentaclorofenoli), contaminate da quantità variabili di diossine, sono state impiegate nell'industria (i bifenili come oli isolanti e termoconduttori nell'industria elettrica ed elettronica, i clorofenoli come additivi antimuffa nelle vernici e come impregnanti per il legno) e di conseguenza disperse in ambiente.
 
Il problema della presenza delle diossine nell'ambiente è molto più complesso di quello che potrebbe sembrare ad un primo esame. Due dati sono particolarmente significativi: 1) alcuni Autori sostengono che, sommando tutte le fonti conosciute di diossine, si riesca a giustificare non più del 10% della quantità totale stimata presente in ambiente (Meharg & Osborn, 1995); 2) le diossine possono essere rinvenute anche in strati geologici risalenti ad epoche preindustriali, anche se in minime quantità. E' probabile quindi che una parte della diossina rinvenibile in ambiente possa avere avuto origine da fonti non ancora chiaramente individuate, sia di origine antropogenica che naturale. In effetti è stato dimostrato che le diossine si possono formare in molti processi di combustione con presenza molto bassa, anche se non nulla, di precursori clorurati (motori a combustione interna di auto, navi ed aerei, stufe e caminetti domestici, incendi forestali).
 
Anche la fermentazione anaerobica da parte di alcuni micro organismi naturalmente presenti nell'humus sembra portare alla sintesi di quantità non trascurabili di diossine (Gribble, 1994). E' comunque da sottolineare che la discussione scientifica sull'argomento dell'origine naturale delle diossine è vivissima ed ancora molto aperta: alcuni degli elementi a sostegno delle possibili origini naturali della diossina provengono da studi della multinazionale chimica Dow Chemical (Bumb et al., 1980), contestati nel metodo e nella sostanza (Kimble & Gross, 1980). Comunque sia, l'incuria e la superficialità dell'uomo sono le sole cause della elevata concentrazione di diossina riscontrabile nelle vicinanze di inceneritori tecnicamente obsoleti o mal funzionanti, come pure in corrispondenza di complessi industriali che non abbiano adottato severi mezzi di prevenzione e di trattamento dei reflui (inceneritori, cartiere, fonderie, raffinerie, impianti per la sintesi di materie plastiche) (W.H.O., 1989; U.S. EPA, 1994; Greenpeace, 1996). E' un dato di fatto che l'andamento della concentrazione di diossine nei sedimenti lacustri e marini è temporalmente e quantitativamente correlato con la diffusione di composti clorurati industriali nell' ambiente, piuttosto che l'utilizzo generalizzato del carbone come combustibile (Czuczwa et al., 1984a,b, 1985, 1986; Hagenmaier et al., 1986; Smith et al., 1992). Di conseguenza, pur essendovi delle concause, è l'uso indiscriminato dei prodotti di sintesi che ha contaminato l'intero pianeta con le diossine (U.S. E.P.A. - 1994).
 
 
Attualmente, bandito l'utilizzo dei più pericolosi organoclorurati dai processi industriali e dalle tecniche agronomiche, la fonte accertata maggiormente significativa di diossine consiste nei processi inefficienti di combustione, specialmente in presenza di elevate quantità di sostanze clorurate (basti pensare all'incenerimento dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti ospedalieri, caratterizzati dall'elevatissima percentuale di imballi e prodotti usa-e-getta in gran parte realizzati in PVC (Polivinile Cloruro). Gli impianti destinati alla termodistruzione di questi rifiuti lavorano spesso in condizioni tecniche inadeguate per carenze di progetto o di manutenzione. E' stato dimostrato come l'emissione di diossina da parte di un inceneritore possa dipendere in gran parte da inadeguati parametri di funzionamento e solo in seconda battuta dalla concentrazione di cloro nei materiali combusti. Per quanto riguarda il contributo dei motori a combustione interna, una recente indagine ha potuto verificare che i motori a ciclo Diesel di una nave portacontainer producono annualmente una quantità di diossina pari a 79 mg I-TEQ (Rapporto TNO 51115, 1992).
 
 
Cenni dell'impatto delle diossine sugli animali e sull'uomo.
 
A causa delle loro proprietà, le diossine sono oggetto di fortissima attenzione da parte delle autorità sanitarie di molti Paesi e di organismi sovranazionali: qui di seguito sono elencati gli effetti internazionalmente riconosciuti causati da diossine.
 
 
Cloracne
 
La cloracne è stata storicamente la prima espressione clinica e patologica collegata all'esposizione a diossine, descritta per la prima volta nel 1897 (Herxhaimer, 1899). Emerge come malattia occasionale tra i lavoratori addetti alla produzione dei primi pesticidi negli anni '30, e tra i lavoratori degli impianti per la sintesi dei bifenili policlorurati (PCB). Il primo incidente industriale, ufficialmente registrato come causa di cloracne tra i lavoratori, risale al 1949 in un impianto Monsanto a Nitro (West Virginia) (Suskind, 1950). Tuttavia la causa della cloracne non è stata sicuramente individuata nella diossina fino al 1953, quando si rilevarono alcuni gravi episodi tra i lavoratori di un impianto chimico BASF in Germania, che vennero risolti con l'eliminazione della TCDD dal processo produttivo (Bauer et al., 1961). La cloracne si manifesta con eruzioni cutanee e pustole simili a quelle dell'acne giovanile, però con possibile localizzazione estesa all'intera superficie corporea e con manifestazioni protratte, nei casi più gravi, per molti anni. Negli animali da laboratorio, la cloracne insorge a livelli di accumulo corporeo di TCDD da 23 ng/kg p.v. fino a 13900 ng/kg p.v., mentre negli esseri umani le soglie sono rispettivamente di 96 ng/kg p.v. e 3000 ng/kg p.v.. Ciò significa che alcune persone possono sviluppare cloracne a livelli di accumulo che sono solo circa 7 volte superiori all'accumulo medio di 13 ng/kg p.v. riscontrato negli abitanti degli Stati Uniti (U.S. E.P.A. - 1994).
 
 
Cancro
 
L'effetto cancerogeno è stato ampiamente documentato negli animali da laboratorio in tutta la sua complessità (Kociba et al., 1978; Maronpot et al., 1993), anche se a rigore di termini la diossina non può essere considerata un cancerogeno completo. Infatti la diossina ed i suoi congeneri esplicano sicuramente una attività di promotori, tramite l'induzione di moltiplicazione cellulare e l'inibizione dell'apoptosi (effetti mediati dall'interazione con il recettore endocellulare AHR (Aryl Hydrocarbon Receptor): tuttavia, non sembrano in grado di esplicare di per sè una completa azione cancerogena. Sicuramente è accertato che l'esposizione alla diossina predispone fortemente le cellule alla trasformazione neoplastica. Attualmente la diossina è da ritenersi classificata come sostanza ad azione cancerogena di classe B1 "Probabile carcinogena per l'uomo in base ad informazioni limitate provenienti da studi sull'uomo e sugli animali" (U.S. E.P.A. Science Advisory Board, 1995). Nell'uomo, diversi studi epidemiologici hanno evidenziato una correlazione significativa tra l'esposizione a diossine e l'incremento di determinati tipi di tumore, come sarcoma dei tessuti molli, linfoma Hodgkin e non-Hodgkin, tumori tiroidei e polmonari, mesoteliomi (Flesch-Janis et al., 1995; Fingerhut et al., 1991; Bertazzi et al., 1989; Hardell et al., 1981;1988; Coggon et al., 1986; Bair et al., 1983; Axelson et al., 1980). Da notare che una ricerca le cui conclusioni portavano apparentemente ad una non correlazione tra esposizione a diossina e tumore (Zack & Gaffey, 1983), è stata basata su dati epidemiologici forniti dalla multinazionale chimica Monsanto risultati manipolati ad arte (Wanchinski, 1989), (Environmental Research Foundation, 1990).
 
 
Disturbi dell' apprendimento
 
Intossicazioni sperimentali con diossine su scimmie (uistiti) dimostrano ridotte capacità di apprendimento in soggetti giovani con livelli di accumulo tissutale pari a 42 ng/kg p.v. (Schantz et al., 1989). Tale effetto sembra correlato con l'azione perturbante della diossina sul metabolismo degli ormoni tiroidei nella madre e nel feto.
 
 
Diminuzione degli ormoni sessuali maschili
 
Il livello di testosterone negli esseri umani di sesso maschile esposti al contatto con diossina è significativamente più basso rispetto ai controlli (Egeland et al., 1994). Il dato preoccupante è rappresentato dal bassissimo livello di accumulo al quale si manifestano i primi effetti, solo 17 ng/kg di diossine p.v., un valore facilmente rilevabile anche in persone non professionalmente esposte. La diossina è fortemente indiziata come causa della caduta di fertilità che affligge molte specie animali in questa seconda metà di secolo, attraverso una serie complessa di effetti dovuti all'azione simil-estrogenica di questa molecola (es. diminuzione della conta spermatica nel sesso maschile, endometriosi nel sesso femminile). Emblematica a questo proposito è la situazione delle specie animali ospitate nella zona dell'estuario del fiume San Lorenzo (Quebec), fortemente inquinata dalla diossina e dai suoi congeneri (Béland, 1996).
 
 
Diabete
 
Un significativo incremento nell'incidenza di diabete è stato dimostrato in esseri umani con livelli di accumulo di diossina in un intervallo da 99 ng/kg p.v. a 140 ng/kg p.v., attraverso un monitoraggio durato oltre 20 anni su veterani della guerra del Vietnam (USAF, 1996).
 
Tossicità a carico del sistema immunitario
 
Studi condotti su scimmie Rhesus hanno evidenziato alterazioni della serie bianca del sangue indicative di immunosoppressione, simili a quelle indotte dal virus HIV (Hong et al., 1989; Tryphonas et al., 1989); solamente 10 ng/kg di diossine p.v. sono sufficienti per rendere il topo più vulnerabile alle infezioni virali (Burleson et al., 1994). Si tratta di valori estremamente bassi, riscontrabili in gran parte della popolazione umana ed animale dei Paesi industrializzati.
 
 
Nonostante i clamorosi episodi di contaminazione ambientale occorsi nel recente passato, che hanno coinvolto numerosi animali da reddito e di affezione, disponiamo ancora di un numero limitato di studi riguardo agli aspetti anatomopatologici legati all'azione delle diossine sulla popolazione animale esposta. I reperti di queste indagini evidenziano soprattutto gli effetti a carico del tessuto epatico (necrosi epatica centrolobulare) e della cute (paracheratosi), accompagnati da atrofia del timo e da una generalizzata deplezione del tessuto adiposo. Si dispone invece di un gran numero di dati provenienti da intossicazioni sperimentali su animali da laboratorio, che hanno messo in luce l'estrema complessità dell'interazione tra diossine ed organismi animali, con effetti e conseguenze caratterizzati da grande specificità in rapporto ad una serie di variabili (specie, razza, sesso, età, fattori ereditari ed ambientali, via e veicolo di somministrazione ecc.). L'interpretazione di questi dati è un argomento che alimenta un vivacissimo dibattito che coinvolge ricercatori, autorità sanitarie, industrie ed associazioni ambientaliste, viste le implicazioni socio-economiche che comporterebbero dei provvedimenti politici radicali contro le diossine (ad esempio l'eliminazione dal mercato di tutti i precursori organoclorurati). Un aspetto però sembra incontrovertibile: le diossine ed i composti congeneri, come i dibenzofurani ed i bifenili policlorurati, sono tra i rappresentanti più tipici della classe dei cosiddetti contaminanti ambientali. Dette sostanze, ampiamente diffuse nell'ecosfera, sono in grado di determinare effetti globali sugli esseri viventi: in particolare si comincia a sospettare della capacità delle diossine di interferire con gli equilibri ormonali di innumerevoli specie animali, pericolo ancora più grande e subdolo rispetto al pur imponente potere tossico esercitato a dosi comunque maggiori ed in modo quantitativamente e qualitativamente differente da specie a specie (U.S. E.P.A. - 1994). Di conseguenza, pur essendo una sostanza estremamente tossica, la diossina esprime la sua massima pericolosità non in relazione ad eventi accidentali di intossicazione acuta o subacuta, ma per la sua azione lenta e inesorabile sui delicatissimi equilibri ormonali degli animali e nell'uomo. Naturalmente ciò non significa che si debbano sottovalutare gli episodi di produzione o dispersione localizzata di diossine, che possono portare a conseguenze gravissime, come purtroppo si è più volte verificato in passato: attualmente, il pericolo più immediato consiste, con tutta probabilità, nella contaminazione dei pascoli e dei mangimi destinati all'alimentazione di bovini ed ovicaprini, da parte di uno stillicidio di diossine provenienti da inceneritori, discariche, liquami fognari usati come fertilizzanti, rifiuti tossici dispersi fraudolentemente (U.S. E.P.A. - 1994). In questo modo si compie il ciclo delle diossine, che, prodotte dalle attività umane, all'uomo ritornano come contaminanti del latte e delle carni, accumulandosi di generazione in generazione.

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