mercoledì 26 febbraio 2014

Primo Chakra - Che cos'è il primo Chakra?


CHI LASCIA O VIENE ESPULSO DOVREBBE DECADERE DALLA CARICA, IN QUANTO NON FA PIU' PARTE DELLA LISTA CHE è STATA VOTATA

Scrivo sull'espulsione dei 4 senatori non per influenzare il voto di qualcuno (credo che tutti coloro che leggano sia intellettualmente indipendenti e sappiano valutare, d'altronde anche sull'incontro con Renzi avevo condiviso una mia idea – quella di non andare – e alla hanno vinto i sì) ma per darvi degli elementi dall'interno. Come a noi spesso mancano “elementi esterni” a voi possono mancare delle informazioni e dei modi di vedere le cose che abbiamo noi che lavoriamo in questo gruppo tutti i giorni. Ricordo in quanti mi hanno scritto chiedendomi di andare in TV. Vi ricordate quanto ero restio? Non mi piace il mezzo, la consideravo una mezza sconfitta. Voi mi scrivevate «hai ragione ma è necessario». Alla fine ho deciso di andarci e devo dirvi che avevate ragione voi! A me mancava un punto di vista che avevate soltanto voi. Sull'espulsione dei 4 senatori è più o meno la stessa cosa. Credo che vi manchi un punto di vista interno ed è mio dovere, per il bene del Movimento, fornirvelo. Li chiamano “dissidenti”, mai parola e è stata più sbagliata. Credetemi, non si tratta di dissentire, di avere opinioni diverse, di criticare. Ma stiamo scherzando? Ognuno di noi, cittadini nelle Istituzioni e fuori dissentiamo, critichiamo, abbiamo opinioni diverse. E meno male! Il pensiero unico, come il PartitoUnico portano alla rovina di qualsiasi gruppo, società o nazione. Ma non è questo il punto. Io ho visto in queste 4 persone, sistematicamente, da mesi, e in modo organizzato la logica del dolo, la malafede, il sabotaggio di tutte le grandissime battaglie che abbiamo portato avanti come gruppo. Ogni qual volta avevamo un successo da comunicare (e voi sapete quanto per il M5S che ha il 99% dei mezzi di informazione contro sia difficile comunicare) usciva, sistematicamente una dichiarazione di uno dei 4 pronta a coprire il messaggio del gruppo. Ogni qual volta serviva lanciarsi e buttare il cuore al di là dell'ostacolo (molte battaglie le abbiamo iniziate senza sapere come sarebbero finite, senza nemmeno immaginare le conseguenze agli occhi dell'opinione pubblica, vedi art.138) c'era sempre uno dei 4 che si trasformava in “zavorra professionale”, una zavorra che puntava all'immobilismo. E per un Movimento restare fermi è la morte assoluta. Anche io sono un dissidente, non l'ho pensata come Grillo sul reato di clandestinità e infatti ho votato per la sua abolizione, io, come tutti i miei colleghi critico in assemblea una posizione, un modo di vedere, un'idea. Io voto, io vinco e io perdo. Ma quando perdo so che la decisone dell'assemblea è sacra in quanto frutto di un vero processo decisionale, frutto dell'intelligenza collettiva, non di diktat di berlusconiana o debenedettiana matrice. Mi spiego? Siamo in guerra, una guerra democratica, fatta di informazione, partecipazione, amore per la politica. Ma di guerra si tratta. Abbiamo tutti contro, tutti i partiti, un magma succhiasoldi, abbiamo contro gran parte della stampa, delle TV, abbiamo contro i poteri forti, le banche, abbiamo contro la mafia, la massoneria (credete che queste organizzazioni parastatali non vi siamo in Parlamento?), abbiamo contro quest'Europa della finanza. Questo non è un gioco. Ecco, io non posso lasciare la “trincea” sapendo che mentre sferro un “attacco” (ripeto, le nostre armi sono e saranno solo informazione, impegno, studio e partecipazione alla politica) qualcuno mi sparerà, scientemente e volutamente alle spalle. O mando via queste persone o finirà che resteremo fermi in “trincea”. Mi spiego? Sono 10 mesi che la storia è sempre la stessa, l'assemblea decide, l'assemblea suda per prendere una decisione, fatica, (la democrazia partecipata è bellissima ma è faticosa) e non appena questo avviene, in 3 nanosecondi, leggiamo attoniti, titoli sui giornali che infangano 9 milioni di persone che credono che il letame vada spalato e non trattato con i cucchiaini d'argento. Il palazzo è una vasca di squali, trasforma cittadini in onorevoli, in statisti da 4 lire, in sabotatori speranzosi in futuri da protagonisti. Questo fa il palazzo e quello che deve fare il M5S è mandare via queste persone, con il cuore sofferente per averle perse sul cammino ma la consapevolezza che il cammino vale più di ogni altra cosa. Ve lo dico con il cuore e vi chiedo di fidarvi anche se la fiducia è un bene che si deve dare con parsimonia di questi tempi. Queste persone, in prossimità delle europee, elezioni fondamentali per noi, farebbero danni irreparabili al gruppo. Voterò sì per l'espulsione dei 4 senatori, e mai come questa volta voto convinto!

P.S. Giusto per darvi un ulteriore spunto. Andate sul sito http://www.tirendiconto.it/trasparenza/ e date un'occhiata alle restituzioni di tutti quanti. Controllare è un dovere da parte dei cittadini, i datori di lavoro di noi dipendenti nelle istituzioni. Se io volessi tenermi più soldi di quelli che mi spettano (e per codice comportamentale e per etica, l'etica va oltre le regole!) io non avrei dubbi, inizierei a criticare il gruppo, l'assemblea e Grillo. Mi trasformerei in “dissidente” come li chiamano i giornali. Allora sì, starei in una botte di ferro. Terrei più soldi e accuserei l'assemblea di essere antidemocratica se intendesse espellermi. Pensateci.

P.S.2 «Sono d'accordo per l'espulsione ma sarebbe un autogol mediatico». Leggo qualcuno di questi commenti. Questo non è da M5S, noi facciamo le cose giuste, sempre, poi ci occupiamo delle conseguenze. Se avessimo dovuto dar retta ai titoli dei giornali non ci saremmo mai dovuti presentare alle elezioni, non avremmo provato a fermare la votazione sul decreto Bankitalia (che pensate che non sapessimo che ci avrebbero dato degli squadristi, ma 7,5 miliardi di soldi nostri erano più importanti). Ecco anche adesso la salvaguardia del gruppo è molto ma molto più importante dei titoli di quei giornali che ovviamente ci detestano perché vogliamo toglierli il finanziamento pubblico. I giornali finiscono nei cassonetti nel giro di 24 ore, il Movimento se lo proteggiamo durerà molto a lungo.

Cosa penso dell’espulsione dei 4 senatori

Cosa penso dell’espulsione dei 4 senatori

di Alessandro Di Battista

 


Scrivo sull’espulsione dei 4 senatori non per influenzare il voto di qualcuno (credo che tutti coloro che leggano sia intellettualmente indipendenti e sappiano valutare, d’altronde anche sull’incontro con Renzi avevo condiviso una mia idea – quella di non andare – e alla hanno vinto i sì) ma per darvi degli elementi dall’interno. Come a noi spesso mancano “elementi esterni” a voi possono mancare delle informazioni e dei modi di vedere le cose che abbiamo noi che lavoriamo in questo gruppo tutti i giorni. Ricordo in quanti mi hanno scritto chiedendomi di andare in TV. Vi ricordate quanto ero restio? Non mi piace il mezzo, la consideravo una mezza sconfitta. Voi mi scrivevate «hai ragione ma è necessario». Alla fine ho deciso di andarci e devo dirvi che avevate ragione voi! A me mancava un punto di vista che avevate soltanto voi. Sull’espulsione dei 4 senatori è più o meno la stessa cosa. Credo che vi manchi un punto di vista interno ed è mio dovere, per il bene del Movimento, fornirvelo. Li chiamano “dissidenti”, mai parola e è stata più sbagliata. Credetemi, non si tratta di dissentire, di avere opinioni diverse, di criticare. Ma stiamo scherzando? Ognuno di noi, cittadini nelle Istituzioni e fuori dissentiamo, critichiamo, abbiamo opinioni diverse. E meno male! Il pensiero unico, come il PartitoUnico portano alla rovina di qualsiasi gruppo, società o nazione. Ma non è questo il punto. Io ho visto in queste 4 persone, sistematicamente, da mesi, e in modo organizzato la logica del dolo, la malafede, il sabotaggio di tutte le grandissime battaglie che abbiamo portato avanti come gruppo. Ogni qual volta avevamo un successo da comunicare (e voi sapete quanto per il M5S che ha il 99% dei mezzi di informazione contro sia difficile comunicare) usciva, sistematicamente una dichiarazione di uno dei 4 pronta a coprire il messaggio del gruppo. Ogni qual volta serviva lanciarsi e buttare il cuore al di là dell’ostacolo (molte battaglie le abbiamo iniziate senza sapere come sarebbero finite, senza nemmeno immaginare le conseguenze agli occhi dell’opinione pubblica, vedi art.138) c’era sempre uno dei 4 che si trasformava in “zavorra professionale”, una zavorra che puntava all’immobilismo. E per un Movimento restare fermi è la morte assoluta. Anche io sono un dissidente, non l’ho pensata come Grillo sul reato di clandestinità e infatti ho votato per la sua abolizione, io, come tutti i miei colleghi critico in assemblea una posizione, un modo di vedere, un’idea. Io voto, io vinco e io perdo. Ma quando perdo so che la decisone dell’assemblea è sacra in quanto frutto di un vero processo decisionale, frutto dell’intelligenza collettiva, non di diktat di berlusconiana o debenedettiana matrice. Mi spiego? Siamo in guerra, una guerra democratica, fatta di informazione, partecipazione, amore per la politica. Ma di guerra si tratta. Abbiamo tutti contro, tutti i partiti, un magma succhiasoldi, abbiamo contro gran parte della stampa, delle TV, abbiamo contro i poteri forti, le banche, abbiamo contro la mafia, la massoneria (credete che queste organizzazioni parastatali non vi siamo in Parlamento?), abbiamo contro quest’Europa della finanza. Questo non è un gioco. Ecco, io non posso lasciare la “trincea” sapendo che mentre sferro un “attacco” (ripeto, le nostre armi sono e saranno solo informazione, impegno, studio e partecipazione alla politica) qualcuno mi sparerà, scientemente e volutamente alle spalle. O mando via queste persone o finirà che resteremo fermi in “trincea”. Mi spiego? Sono 10 mesi che la storia è sempre la stessa, l’assemblea decide, l’assemblea suda per prendere una decisione, fatica, (la democrazia partecipata è bellissima ma è faticosa) e non appena questo avviene, in 3 nanosecondi, leggiamo attoniti, titoli sui giornali che infangano 9 milioni di persone che credono che il letame vada spalato e non trattato con i cucchiaini d’argento. Il palazzo è una vasca di squali, tiraforma cittadini in onorevoli, in statisti da 4 lire, in sabotatori speranzosi in futuri da protagonisti. Questo fa il palazzo e quello che deve fare il M5S è mandare via queste persone, con il cuore sofferente per averle perse sul cammino ma la consapevolezza che il cammino vale più di ogni altra cosa. Ve lo dico con il cuore e vi chiedo di fidarvi anche se la fiducia è un bene che si deve dare con parsimonia di questi tempi. Queste persone, in prossimità delle europee, elezioni fondamentali per noi, farebbero danni irreparabili al gruppo. Voterò sì per l’espulsione dei 4 senatori, e mai come questa volta voto convinto!
P.S. Giusto per darvi un ulteriore spunto. Andate sul sito http://www.tirendiconto.it/trasparenza/ e date un’occhiata alle restituzioni di tutti quanti. Controllare è un dovere da parte dei cittadini, i datori di lavoro di noi dipendenti nelle istituzioni. Se io volessi tenermi più soldi di quelli che mi spettano (e per codice comportamentale e per etica, l’etica va oltre le regole!) io non avrei dubbi, inizierei a criticare il gruppo, l’assemblea e Grillo. Mi trasformerei in “dissidente” come li chiamano i giornali. Allora sì, starei in una botte di ferro. Terrei più soldi e accuserei l’assemblea di essere antidemocratica se intendesse espellermi. Pensateci.
P.S.2 «Sono d’accordo per l’espulsione ma sarebbe un autogol mediatico». Leggo qualcuno di questi commenti. Questo non è da M5S, noi facciamo le cose giuste, sempre, poi ci occupiamo delle conseguenze. Se avessimo dovuto dar retta ai titoli dei giornali non ci saremmo mai dovuti presentare alle elezioni, non avremmo provato a fermare la votazione sul decreto Bankitalia (che pensate che non sapessimo che ci avrebbero dato degli squadristi, ma 7,5 miliardi di soldi nostri erano più importanti). Ecco anche adesso la salvaguardia del gruppo è molto ma molto più importante dei titoli di quei giornali che ovviamente ci detestano perché vogliamo toglierli il finanziamento pubblico. I giornali finiscono nei cassonetti nel giro di 24 ore, il Movimento se lo proteggiamo durerà molto a lungo.
Alessandro Di Battista

biografia

Reporter col chiodo fisso per il Sud America. Dal 2013 è deputato per il Movimento 5 Stelle. Il suo primo libro è "Sicari a 5 euro" (Adagio, 2012), un reportage scritto viaggiando fra Ecuador, Panama, Guatemala e Colombia, che racconta l'origine del sicariato nell'America latina e le possibili soluzioni (legalizzazione droga, riforma agraria, socializzazione dell’economia, decrescita).

Alessandro Di Battista

reporter

sabato 22 febbraio 2014

UOMO CHE NON MANGIA E NON BEVE DA 70 ANNI -INDIA - VOYAGER 1/ 2.


Morra (M5S): "Gentile (NCD) fa bloccare l'uscita di un giornale"


Berlusconi Renzi Discorso in Parlamento dopo Consultazioni - Video Strea...

In più di 40.000 avete partecipato al sondaggio del venerdì, a scelta multipla, sui sei minuti di oblio delle consultazioni tra Renzie e Berlusconi. Secondo il 42% circa i due "nuovi statisti" hanno parlato della legge elettorale contro il M5S, altrettanti ritengono che si sia discusso delle rassicurazione per il conflitto di interessi di Berlusconi. Il 30% dei partecipanti pensa che abbiano discusso delle preoccupazione per la vittoria del M5S alle europee e della Riforma della Giustizia. Il 23% ha votato la possibilità che abbiano parlato della Riforma della Costituzione in senso presidenzialista come previsto dalla P2. Il 13% crede che abbiano parlato del prossimo presidente della Repubblica, delle nomine dell'ENI e dell'Enel e de La Ruota della Fortuna. L'11% ha segnalato altri argomenti.
Leggi tutti i risultati!
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

martedì 18 febbraio 2014

De benedetti pronto a battere cassa al governo Renzi

Ultimo aggiornamento

Sorgenia lotta contro il tempo per salvarsi. E la famiglia De Benedetti potrebbe battere cassa al governo Renzi.

NOTIZIE SU:  Borsa Milano Cir
La crisi di Sorgenia, unitamente a quella del resto delle attività editoriali e delle altre partecipazioni della Cir, rischia di travolgere l’impero finanziario del gruppo De Benedetti. Cir controlla il 52% della centrale elettrica, la quale è gravata da 1,86 miliardi di euro di debiti, di cui 60,7 milioni già scaduti e non pagati a gennaio.
A dicembre, l’ad Andrea Mangoni ha presentato un piano di ristrutturazione, che prevede il taglio del debito per 600 milioni di euro e una moratoria (“standstill”) fino al luglio del 2014, assicurando al contempo alla società piena operatività.

Niente accordo con le banche

L’incontro tenutosi giovedì sera a Milano presso la sede di Monte Paschi di Siena tra le banche creditrici (MPS, Banco IMI, Unicredit, Banco Popolare, Ubi Banca, Bpm, solo le principali) e i vertici della Cir (presidente Rodolfo De Benedetti e ad Monica Mondardini) non avrebbe esitato alcuna soluzione definitiva sul caso. Le banche chiedono che la famiglia De Benedetti partecipi alla ristrutturazione per la metà, ossia per 300 milioni, restando gli altri 300 a loro carico. Ma la Cir non sarebbe disposta ad andare oltre i 100 milioni, sempre che le banche concedano la moratoria e assicurino il raggiungimento degli obiettivi del Piano Industriale, si legge in una nota. L’impegno non necessariamente avverrebbe tramite un aumento di capitale, in quanto si valutano anche le ipotesi di emettere un prestito convertendo o un finanziamento soci.
Gli istituti non intendono cedere più di tanto, sia perché non potrebbero accampare grosse giustificazioni, qualora si caricassero di perdite, a fronte di alcun passo in avanti da parte del debitore, in una fase nella quale non concedono prestiti alle imprese e alle famiglie; sia anche in vista degli “asset quality review” e degli stress-test. E come fidarsi, se il socio austriaco Verbund (46%) ha azzerato la sua partecipazione, non volendone più sapere? La più esposta risulta MPS con 600 milioni, che già di suo ha una situazione finanziaria difficilissima.
Stando a una clausola di cosiddetto “cross default”, il mancato pagamento del bond Sorgenia 2024 di 259 milioni di euro darebbe il diritto agli azionisti della controllante (Cir) di chiedere il rimborso anticipato del finanziamento. Ma Rodolfo De Benedetti assicura che ci sarebbe in cassa la liquidità sufficiente per il rimborso, anche se – calcoli alla mano – senza una moratoria, Sorgenia avrebbe risorse appena per tirare a campare un altro mese.
Ai guai di Sorgenia per la Cir si aggiungono anche quelli di Tirreno Power, controllata al 39%, oberata da 875 milioni di debiti e per i quali ancora non è stata trovata una soluzione con Unicredit.

L’ipotesi bad company

Ma ecco uscire dal cilindro del capitalismo creativo italiano la soluzione al problema: battere cassa alla stato. Come? Si parla di creare una “bad company” che metta insieme diverse centrali elettrice e a gas, come Sorgenia, E.ON ed Edipower. Quest’ultima è controllata da A2A, società partecipata dal Comune di Milano e dal Comune di Brescia, entrambi a guida PD.
L’idea sarebbe di ritirare dal mercato una capacità produttiva di 12.500 MegaWatt (Sorgenia 3.200, E.ON 3.300, A2A 6000), da mettere a disposizione del sistema energetico nazionale, per quando le energie rinnovabili non dovessero più bastare. In questo modo, la “bad company” potrebbe attingere a sovvenzioni pubbliche per 250 milioni di euro, ma che arriverebbero a 700-800 milioni, includendo gli altri 25 mila MegaWatt di Enel, Edison, Iren, Gdf).
E così, non sono bastati i 494 milioni di euro (350 post-tasse) sborsati dalla famiglia Berlusconi in favore della Cir, in seguito alla richiesta di risarcimento chiesta dalla famiglia De Benedetti sul caso “lodo Mondadori” e accolta dal giudice . Pare che la famiglia dell’Ingegnere ora debba sperare nel governo Renzi per salvare il suo impero.

Discuti di Cir con i trader

29/11/12 : F2, Interview de Frigide Barjot perturbée par le Maire (Compl...


domenica 16 febbraio 2014

Letta/Bersani ammettono inganno elettori PD per allearsi con Berlusconi ...



Paolo Barnard La Gabbia 12 febbraio 2014


PERCHè GLI USA HANNO BISOGNO DELLE PRIMAVERE ARABE PRIMA DELLA 3° GUERRA...


Alta Disoccupazione ed Ingiustizia sociale portano ad un Rivoluzione ed ...

LA TROIKA EUROFINANZIARIA

Alta Disoccupazione ed Ingiustizia sociale portano ad un Rivoluzione ed ...


Germania: Donna vive da 13 anni senza soldi


La prima semina OGM Monsanto in Italia


IL VERO GOLPE SARA’ PRODI AL POSTO DI NAPOLITANO, 7 ANNI DI “GARANZIA” PER I MASSONI DI BRUXELLES

IL VERO GOLPE SARA’ PRODI AL POSTO DI NAPOLITANO, 7 ANNI DI “GARANZIA” PER I MASSONI DI BRUXELLES
C’È UNA DATA

Giorgio Napolitano, ecco quando si dimetterà

Se avesse potuto,Giorgio Napolitano la staffetta l’avrebbe evitata. Meglio andare avanti con Enrico Letta, pensava il capo dello Stato. Ma la ribellione (nel nome della poltrona?) del Pd contro il suo stesso premier ha segnato la via. “Decidete voi”, ha detto l’inquilino del Colle ai democratici.
E i democratici, in Direzione, hanno preso la (scontata) decisione: “Grazie Enrico, ma ora vai a casa”. Fuori Letta, dentro Renzi. Staffetta, appunto. Un avvicendamento che taglia i tempi di permanenza di Napolitano al Colle. Ora, con buona approssimazione, si può indicare la data in cui Re Giorgio abdicherà, rimettendo il suo secondo mandato quirinalizio. Se tutto andrà come previsto, Napolitano si dimetterà tra ottobre e novembre. Lascerà soltanto dopo che la riforma della legge elettorale sarà approvata.
Il mantra - Nel primo fulmineo giro di consultazioni del venerdì, il Capo dello Stato ha iniziato a ripetere quello che diventerà il suo mantra negli incontri di oggi, sabato 15 febbraio: “Va fatta al più presto“, spiega riferendosi alla riforma elettorale. Italicum o non Italicum, una nuova legge è fondamentale: se tutto precipitasse, e se la riforma ancora non fosse attuata, il Paese precipiterebbe nel baratro di un proporzionale puro, quel Consultellum che è la versione del Porcellum riveduta e corretta dalla Corte Costituzionale, versione che, in caso di voto, sancirebbe l’ingovernabilità di un paese tripartito. Dunque Re Giorgio ha la ferma intenzione di chiudere il suo mandato, ma soltanto dopo aver “traghettato” il Paese fuori dalla palude di quest’insidia.
Mortadella - D’altronde, con il passaggio di testimone a Renzi, da certi punti di vista la stagione di Re Giorgio si è chiusa. E’ proprio questo il pensiero di Giovanni Toti, che a Il Foglio spiega: “Chiuso il governo Letta si chiude anche il senso politico della stagione di Napolitano. Con il nuovo governo, la nuova leadership del Pd e gli accordi di riforma tra il centrosinistra e Berlusconi, ci vuole un nuovo presidente. Un sigillo su questa nuova fase che è forse di pacificazione”. Peccato però che sullo sfondo, la “figura di pacificazione” non ci sia. A Roma, per il dopo-Napolitano, si continua a ricamare su un nome, quello di Romano Prodi, che proprio venerdì ha fatto capolino nella Capitale. Per il centrodestra, dunque, si apre ora una nuova sfida: quella di impedire che, da qui ad ottobre, l’ascesa di Prodi al Colle sia l’ineluttabile.

FONTE: Basta Casta

IL VERO GOLPE SARA’ PRODI AL POSTO DI NAPOLITANO, 7 ANNI DI “GARANZIA” PER I MASSONI DI BRUXELLES

IL VERO GOLPE SARA’ PRODI AL POSTO DI NAPOLITANO, 7 ANNI DI “GARANZIA” PER I MASSONI DI BRUXELLES
C’È UNA DATA

Giorgio Napolitano, ecco quando si dimetterà

Se avesse potuto,Giorgio Napolitano la staffetta l’avrebbe evitata. Meglio andare avanti con Enrico Letta, pensava il capo dello Stato. Ma la ribellione (nel nome della poltrona?) del Pd contro il suo stesso premier ha segnato la via. “Decidete voi”, ha detto l’inquilino del Colle ai democratici.
E i democratici, in Direzione, hanno preso la (scontata) decisione: “Grazie Enrico, ma ora vai a casa”. Fuori Letta, dentro Renzi. Staffetta, appunto. Un avvicendamento che taglia i tempi di permanenza di Napolitano al Colle. Ora, con buona approssimazione, si può indicare la data in cui Re Giorgio abdicherà, rimettendo il suo secondo mandato quirinalizio. Se tutto andrà come previsto, Napolitano si dimetterà tra ottobre e novembre. Lascerà soltanto dopo che la riforma della legge elettorale sarà approvata.
Il mantra - Nel primo fulmineo giro di consultazioni del venerdì, il Capo dello Stato ha iniziato a ripetere quello che diventerà il suo mantra negli incontri di oggi, sabato 15 febbraio: “Va fatta al più presto“, spiega riferendosi alla riforma elettorale. Italicum o non Italicum, una nuova legge è fondamentale: se tutto precipitasse, e se la riforma ancora non fosse attuata, il Paese precipiterebbe nel baratro di un proporzionale puro, quel Consultellum che è la versione del Porcellum riveduta e corretta dalla Corte Costituzionale, versione che, in caso di voto, sancirebbe l’ingovernabilità di un paese tripartito. Dunque Re Giorgio ha la ferma intenzione di chiudere il suo mandato, ma soltanto dopo aver “traghettato” il Paese fuori dalla palude di quest’insidia.
Mortadella - D’altronde, con il passaggio di testimone a Renzi, da certi punti di vista la stagione di Re Giorgio si è chiusa. E’ proprio questo il pensiero di Giovanni Toti, che a Il Foglio spiega: “Chiuso il governo Letta si chiude anche il senso politico della stagione di Napolitano. Con il nuovo governo, la nuova leadership del Pd e gli accordi di riforma tra il centrosinistra e Berlusconi, ci vuole un nuovo presidente. Un sigillo su questa nuova fase che è forse di pacificazione”. Peccato però che sullo sfondo, la “figura di pacificazione” non ci sia. A Roma, per il dopo-Napolitano, si continua a ricamare su un nome, quello di Romano Prodi, che proprio venerdì ha fatto capolino nella Capitale. Per il centrodestra, dunque, si apre ora una nuova sfida: quella di impedire che, da qui ad ottobre, l’ascesa di Prodi al Colle sia l’ineluttabile.

FONTE: Basta Casta

Cancro in aumento tra i consumatori di carne - fonte disinformazione

Già nel 1907 era risaputo che l'incidenza di cancro era maggiore tra la popolazione che consumava più carne, rispetto le persone che ne mangiavano poca o niente!
Ecco un articolo pubblicato dal New York Times il 24 settembre del 1907
 

Cancro in aumento tra i consumatori di carneNew York Times, 24 settembre 1907
In particolare tra gli immigranti che consumano cibo che proviene da animali malati.
D’altra parte, italiani e cinesi, praticamente vegetariani mostrano la mortalità più bassa di tutti.
Gli scienziati di Chicago sono fortemente interessati al risultato dello studio durato due anni sui tumori nella stessa città, ricerca del Dr. G. Cooke Adams di Londra e precedentemente di Australia, ha appena reso pubblico attraverso il Dipartimento per la Salute pubblica.
Il dottor Adams ha dimostrato conclusivamente che la dieta è il fattore più importante nella crescita della malattia ed il tasso di mortalità negli ultimi sette anni, tra 58.835 di decessi totali tra i nati a Chicago per tutte le cause, ci sono stati solo 178 decessi per cancro.
Nello stesso periodo ci sono stati 61.019 decessi totali per tutte le cause tra gli abitanti stranieri  (che comprendono oltre un terzo della popolazione) e 4.463 di queste morti erano dovute al cancro!
Per quanto riguarda le sue ricerche il dottor Adams dichiara:
Le mie indagini statistiche in Europa, Gran Bretagna e gli Stati Uniti confermano pienamente le mie precedenti osservazioni in Australia, l'aumento del cancro e il suo tasso di mortalità negli Stati Uniti in particolare tra gli abitanti nati all'estero sono allarmanti, la mortalità degli immigranti è di gran lunga superiore al tasso di mortalità dei nativi del posto contribuendo ad una generica elevata mortalità.
L'aumento della mortalità per cancro può essere dimostrato da uno studio delle statistiche vitali di qualsiasi grande città americana, le tabelle di Chicago dà i seguenti risultati:
In Chicago 1856-1866 c'è stato un aumento del tasso di mortalità per cancro del 680%, mentre il 1866-1905 l'incremento è stato del 232%.
Nel 1856, 1 per ogni 1000 decessi era dovuto al cancro, nel 1866 questo era salito a 1 ogni 164.
Nel 1905 era 1 ogni 23 morti mentre nel 1906 1 morto ogni 21.8 è deceduto a causa di questa malattia
Le stesse tabelle mostrano chiaramente la terribile mortalità tra i residenti immigrati di Chicago, in particolare tra i tedeschi, irlandesi, scandinavi e sloveni
Il tasso di mortalità per cancro tra i residenti tedeschi e irlandesi di Chicago è la più alta del mondo, essendo quasi 300% superiore a quello dei loro paesi d'origine.
La tabella su Chicago dimostra che di 4 morti tra i tedeschi oltre i 40 anni di età, 1 è causata dal cancro. In Germania è 1 a 12.
Dei morti irlandesi a Chicago oltre 40 anni di età, 1 ogni 6 muore di cancro, mentre il tasso di morte per cancro in Irlanda alla stessa età, è di 1 a 15.
Allo stesso modo, gli scandinavi, Slavi e altri immigranti, tranne italiani e cinesi mostrano un tasso di mortalità per cancro di gran lunga maggiore in Chicago che nei propri paesi, gli ultimi due mantenendo la bassa mortalità della loro terra nativa.
La causa di questo notevole aumento del tasso di mortalità tra gli immigranti non può essere attribuito alle condizioni climatiche, perché ho scoperto che i nati a Chicago e l'Illinois hanno il tasso più basso di mortalità per cancro di qualsiasi altro popolo al mondo, per molti anni la media dei morti per cancro è di 1 ogni 400 morti ma solo 1 su 72 oltre 40 anni di età.
La ricerca è stata effettuata sul numero di decessi per cancro nelle quindici divisioni sanitarie della città di Chicago, così come nelle istituzioni pubbliche, ponendo particolare attenzione in relazione alla popolazione, natività, occupazione, sesso, età, razza, la dieta, e le loro condizioni igieniche, sociali ed economiche e sanitarie, con l'idea di fare luce sul tasso di anomalia sull’elevata mortalità di alcune nazionalità residenti a Chicago, il basso tasso di mortalità di altri, e l'immunità comparativa dei nativi dell'Illinois e Chicago, rispetto alla maggiore mortalità di altri residenti americani nati a Chicago
Si è riscontrato che gli italiani che hanno mantenuto la loro dieta base composta da maccheroni e spaghetti (il loro piatto nazionale) e i cinesi che hanno mantenuto la loro dieta nazionale a base di riso, mostrano una minore mortalità rispetto alle nazioni che consumano grandi quantità di carni in scatola, carni conservate, carni secche e sott'aceto, salumi ecc., spesso vengono consumate crude.
Mentre questi alimenti a base di carne conservata vengono consumati in una certa misura nei loro paesi, i salari americani più elevati hanno permesso un loro uso maggiore, mentre il costo più alto della carne fresca è un incentivo al consumo.
E’ stato anche accertato che la maggior parte delle carni fresche preparate presso lo stabilimento di una società di macellazione, in cui vengono macellati gli animali e giudicati non idonei al consumo umano dagli ispettori governativi e di settore, vengono poi consumate dai poveri.
Circa l'87% del bestiame da macello dopo essere stato dichiarato non idoneo al consumo umano e dopo che le parti o gli organi vitali malati sono stati rimossi e finalmente viene autorizzata la vendita, entra sul mercato sia come carne fresca o sotto forma di prodotti alimentari a base di carne ed è ampiamente consumata dagli immigranti poveri.
Le mie inchieste presso i macelli di bestiame a Chicago attestano che la maggior parte delle carni  dichiarate non idonee a causa della tubercolosi, attinomiceti e cancro, così come il bestiame principalmente utilizzato come "carni per industrie di trasformazione" sono alimentati con malto bagnato o porcherie da distilleria.
Non ci può essere il minimo dubbio che il grande aumento di cancro tra gli immigranti in prevalenza della malattia nei loro paesi di origine, è dovuta al maggiore consumo di alimenti di origine animale in particolare quelli derivati
​​da animali malati.

IL VERO PROBLEMA DELL’INGEGNERIA GENETICA - fonte disinformazione


IL DNA TRANSGENICO:

IL VERO PROBLEMA DELL’INGEGNERIA GENETICA
Pietro Perrino
Dirigente di Ricerca del CNR, già Direttore dell’Istituto del Germoplasma del CNR di Bari
Riassunto
Il DNA transgenico è diverso dal DNA naturale e ciò spiega anche perché gli organismi

geneticamente modificati (OGM) sono instabili. Il DNA transgenico contiene punti caldi alla

ricombinazione e ciò alimenta il trasferimento genico orizzontalmente (TGO) anche tra specie

lontane. Il TGO naturale è causale e preciso, mentre quello provocato dal DNA transgenico è

casuale, impreciso e inaffidabile. Di conseguenza, il DNA transgenico e la ricombinazione

producono nuovi virus, nuovi batteri e nuove malattie. Per gli stessi motivi la coesistenza tra

colture convenzionali e transgeniche è impossibile e il cibo transgenico è causa di mutazioni,

neoplasie, tumori e cancri. È come giocare alla lotteria: più cibo transgenico mangiamo e più

possibilità abbiamo di ammalarci, più individui mangiano transgenico e maggiori sono le

possibilità di un’epidemia. Più piante transgeniche ci sono in campo e maggiori sono le probabilità

che il DNA transgenico e la ricombinazione causino contaminazione e nuove malattie. I risultati

delle ricerche suggeriscono di non coltivare e non usare le piante transgeniche sia per scopi

alimentari che non alimentari.
Il trasferimento genico orizzontale
In un processo normale di riproduzione, che accade tra individui della stessa specie, i geni sono

trasferiti dai genitori ai discendenti a mezzo delle cellule germinali. Recentemente, questo processo

è indicato anche come trasferimento genico verticale (TGV) per distinguerlo dal trasferimento

genico orizzontale (TGO), che indica, invece, il trasferimento di materiale genetico tra individui



appartenenti alla stessa specie o a specie diverse, attraverso processi diversi da una normale

riproduzione. In lingua inglese è detto horizontal gene transfer (HGT) o lateral gene transfer (LGT).

Normalmente, il TGO avviene tra batteri che si scambiano tra loro dei geni, superando le barriere

naturali esistenti tra le specie. Ciò avviene in tre modi: tramite coniugazione, trasduzione e

trasformazione. Nella coniugazione il DNA è trasferito da una cellula all’altra attraverso strutture

lunghe e sottili chiamate pili (singolare pilus); nella trasduzione il DNA è trasferito da una cellula

all’altra attraverso virus (infezione); nella trasformazione il DNA passa dall’ambiente alla cellula



attraverso l’assorbimento.

Affinché il TGO avvenga realmente il DNA estraneo deve integrarsi nel genoma della

cellula ospite e qui essere mantenuto stabilmente in alcune forme particolari. Durante questo

processo d’integrazione il DNA può essere soggetto a riarrangiamenti o ricombinazioni.

Il TGO e la ricombinazione tra virus hanno luogo quando diversi virus infettano e si

moltiplicano nella stessa cellula. I genomi virali spesso si integrano nel DNA della cellula ospite

per replicarsi con il genoma di quest'ultima. Quando si attivano i processi infettivi, questi pezzi di

DNA virale possono agganciare geni vicini o sequenze di DNA dell’ospite. I virus possono inoltre

agganciare pezzi liberi di materiale genetico nel proprio genoma.

Il TGO e la ricombinazione hanno giocato un ruolo fondamentale nella creazione di nuovi

virus e batteri associati a malattie infettive esplosive e nella diffusione della resistenza ad antibiotici

e a medicine tra i patogeni, rendendo le infezioni molto difficili da curare.

Per molto tempo, nessuno sospettava che il TGO poteva estendersi a piante e animali

superiori. Negli ultimi vent’anni, comunque, è emerso chiaramente che il TGO si estende all’intera
2
biosfera, con batteri e virus che funzionano sia come intermediari per geni trafficanti e sia come

recipienti per la moltiplicazione e ricombinazione di geni, e possiamo sostenere che il TGO è

diventato molto più frequente con l’avvento dell’ingegneria genetica.
Il TGO in organismi superiori
Potenzialmente ci sono molte vie per il trasferimento orizzontale di geni a cellule vegetali e animali.

La via principale è la trasduzione, perché ci sono molti virus che infettano piante e animali e ci sono



molte opportunità per i virus di prelevare geni e di trasferirli da un ospite all’altro.

La trasformazione è potenzialmente molto importante per le cellule di animali superiori,



incluse quelle dell’uomo e decadi di ricerca di terapia genica non hanno lasciato dubbi. E’ stato

accertato che una grande varietà di materiali genetici nudi è assorbita da tutti i tipi di cellule,

semplicemente attraverso l’applicazione di gocce negli occhi, lo strofinamento sulla pelle, materiali

iniettati o ingoiati. In molti casi, i costrutti di geni estranei finiscono con l’essere integrati nel

genoma, inclusi quei costrutti che non sono progettati per essere integrati. Alcuni di noi sono stati

avvertiti per anni dei danni causati dall’integrazione di tali costrutti di geni estranei nel genoma

delle cellule, tra cui il cancro e la proliferazione incontrollata di certe cellule.

La trasformazione diretta può non essere importante per le cellule vegetali, le quali



generalmente hanno pareti cellulari spesse e protettive. Ma i batteri del suolo appartenenti al genere

Agrobacterium sono capaci di trasferire segmenti di DNA alle cellule vegetali, in un processo che

somiglia molto alla coniugazione. Questo processo, specifico di Agrobacterium, è largamente



sfruttato per il trasferimento genico nell’ingegneria genetica vegetale, sollevando alcuni problemi di

sicurezza.

Il materiale genetico estraneo può anche essere introdotto nelle cellule delle piante e degli

animali dagli insetti e altri artropodi (crostacei, miriapodi e aracnidi) con i loro apparati boccali ben

affilati. Inoltre, i patogeni batterici che entrano nelle cellule delle piante e degli animali possono

essere vettori del TGO. Pertanto, non ci sono pressoché barriere a prevenire l’entrata di materiale

genetico estraneo nelle cellule di qualunque specie terrestre. Le barriere più importanti al TGO



esistono dopo che il materiale genetico estraneo è entrato nella cellula.

La maggior parte del DNA estraneo che entra in una cellula, così come quello presente nel

cibo ordinario, è rotta per produrre energia e costruire i mattoni necessari a crescere e a riparare

eventuali guasti. Anche nell’eventualità che il materiale genetico estraneo sia incorporato nel

genoma, una modificazione chimica può ancora metterlo fuori causa o eliminarlo.

Tuttavia, in determinate condizioni ecologiche, ancora non ben comprese, il DNA estraneo

sfugge alla rottura e s’integra nel genoma delle cellule. Per esempio, shock termici e inquinanti,

come i metalli pesanti, aumentano il TGO, ma anche gli antibiotici possono aumentarne la

frequenza da 10 a 10.000 volte.

Alcuni materiali genetici possono resistere alla rottura, specialmente quelli dei parassiti

genetici, come virus, plasmidi e trasposoni. Virus, plasmidi e trasposoni non solo supportano il

trasferimento orizzontale, ma possono anche agire da vettori (carriers) per il trasferimento di altri



geni ed essere usati come tali nell’ingegneria genetica.

Questi parassiti genetici hanno segnali speciali e strutture globali che li proteggono dagli

enzimi (DNAasi) che rompono il DNA. Un virus è formato da sequenze di materiale genetico

avvolte in un mantello di proteine di cui si spoglia quando entra nella cellula ospite. Grazie alla sua

struttura può dirigere l'apparato della cellula ospite per replicarsi o può integrare il suo materiale

genetico nel genoma dell'ospite trasformandosi in un provirus. Quando i provirus si attivano e

riprendono il processo infettivo riproducendo molte copie del loro DNA, è possibile che alcuni geni

dell'ospite restino legati e vengano trasferiti con successo ad altre cellule durante i seguenti processi

infettivi. Questo spiega perché questi parassiti genetici sono considerati veri vettori per il TGO.
3
In natura i parassiti genetici esistenti possono contare su un numero limitato di specie ospiti

che possono infettare, per cui, per esempio, i virus dei suini infettano i suini e non l’uomo e i virus

dei cavolfiori non infettano i pomodori. È il mantello proteico che avvolge il virus a determinare la

specificità dell’ospite, che spiega perché i genomi virali nudi (materiale genetico virale senza

rivestimento proteico) hanno generalmente un numero di specie ospiti più ampio rispetto ai virus

intatti (cioè quelli il cui materiale genetico è circondato da un mantello proteico).

Altro elemento importante per il trasferimento genico sono i trasposoni, cioè blocchi di

sequenze di DNA che hanno la capacità di saltare dentro e fuori i genomi in cui sono contenuti.

L’ingegneria genetica ha creato una grande varietà di costrutti artificiali e vettori attraverso

la ricombinazione del materiale genetico di batteri, virus, plasmidi e trasposoni; tali costrutti sono

progettati per trasformare cellule di tutte le specie e per inserirsi nei loro genomi. In altre parole,

l’ingegneria genetica artificiale (cioè quella eseguita dall’uomo) aumenta il TGO, un processo che

crea nuove combinazioni di geni e può diffondere tra i microrganismi patogeni la resistenza ad

antibiotici e altri farmaci.

Attraverso la creazione di una vasta gamma di varietà di vettori promiscui, l’ingegneria

genetica ha agevolato il trasferimento genico orizzontale e la ricombinazione, processi che prima

erano strettamente regolati e limitati (Mae Wan Ho).

Attualmente, in nessun paese, c’è una legislazione atta a prevenire la fuga e/o rilascio

nell’ambiente di vettori artificiali e di costrutti di DNA nudo (Mae Wan Ho).

Terje Traavik fu il primo ad avvertire il suo governo e la comunità internazionale dei

pericoli legati ai costrutti di DNA, che realizzati in maniera crescente dall’industria biotecnologica

sono scaricati nell’ambiente. Traavik fu allarmato dal fatto che durante uno dei suoi esperimenti di

routine, insieme ai suoi colleghi, iniettando del DNA nudo di un virus della poliomielite umana in

conigli, come controllo, osservò che il virus intatto non determinò alcuna infezione, mentre con sua

sorpresa il genoma virale nudo determinò, nei conigli iniettati, un’infezione esplosiva. Dunque, la

semplice manipolazione di genomi virali nudi usati dall’ingegneria genetica è di per sé un pericolo.
Pericoli derivanti dal trasferimento orizzontale del DNA transgenico
Siccome i vettori artificiali e i costrutti artificiali sono costituiti prevalentemente da materiale

genetico proveniente da virus e batteri normalmente presenti in natura, essi si potranno ricombinare

con i ceppi selvatici, potendo così condurre alla creazione di nuovi ceppi potenzialmente più

pericolosi.

Negli ultimi 40 anni e più è stato registrato un aumento dell’uso di medicine e antibiotici per

il trattamento delle malattie infettive. Tra le cause, oltre all’abuso di antibiotici, la distruzione

ecologica, il deterioramento della sanità pubblica, la malnutrizione, la povertà, la disintegrazione

sociale, l’aumento di viaggi e trasporti e le guerre, possiamo aggiungere anche l’ingegneria genetica

(Mae Wan Ho).

Per molti genetisti microbiologi medici ci sono pochi dubbi che il TGO e la ricombinazione

sono stati responsabili della creazione di nuovi patogeni e diffusione della resistenza ad antibiotici e

altri farmaci. Questi studiosi hanno affermato che la frequenza del TGO e la ricombinazione è

aumentata da quando è iniziata l’ingegneria genetica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità dopo

aver ripetutamente negato quest’affermazione ha riconosciuto al TGO un ruolo nell’evoluzione dei

patogeni, ma nega che un ceppo benigno di microrganismi si possa trasformare in uno patogeno

attraverso l’acquisizione di geni trasferiti orizzontalmente da un microrganismo geneticamente

modificato (Mae Wan Ho).

Verso la metà degli anni Settanta, i pionieri dell’ingegneria genetica chiesero una moratoria

- la famosa dichiarazione di Asilomar – perché si preoccuparono di questa possibilità. Tuttavia,

dopo breve cedettero alle pressioni commerciali e la moratoria finì. L’argomento in questione non è

stato mai risolto, anche se, scoperte successive hanno fatto crescere di molto la sua rilevanza

specialmente per quanto riguarda la persistenza di DNA nell'ambiente, compreso l’intestino umano

anche dopo la morte degli organismi che lo abitano, e la facilità con cui tutte le cellule, comprese

quelle degli esseri umani, assorbono il DNA estraneo.
Creazione accidentale di virus assassini con l’ingegneria genetica
 
 
A gennaio 2001, il sospetto della creazione di virus pericolosi attraverso l’ingegneria genetica

venne alla luce. Alcuni ricercatori in Australia, durante un esperimento d’ingegneria genetica

trasformarono incidentalmente il virus innocuo dell’esantema del topo (mouse-pox virus) in un

patogeno altamente pericoloso. I ricercatori, inoltre, mostrarono uno dei modi in cui potrebbe

avvenire questo processo: è sufficiente inserire nel virus un gene codificante per una proteina che

sopprime il sistema immunitario, come ad esempio l'interleuchina-4. Geni simili a questo sono

presenti nelle colture transgeniche allevate in campi sperimentali in Canada, come evidenziato da

Joe Cummins. Ci sono molte opportunità per virus benigni, presenti nell’ambiente, di diventare

simili a virus assassini, semplicemente attraverso l’assorbimento dalle colture transgeniche

contenenti il gene che codifica la proteina che sopprime l’immunità.

Ma non è tutto, anche durante altre ricerche di routine su patogeni pericolosi per produrre

vaccini, i genetisti hanno creato virus ibridi accidentalmente. Si veda per esempio il virus SHIV, un

virus ibrido tra il virus che causa l'AIDS nell’uomo e quello che causa l'AIDS nella scimmia, usato

come virus test per saggiare i vaccini per l'AIDS in laboratorio. Molti vaccini AIDS stessi – fatti

con geni di glicoproteine (gp 120) del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) – sono così

pericolosi che un gruppo di virologi diretti da Veljko Veljkovic dell’Istituto di Scienze Nucleari di

Belgrado ha richiesto di bloccare gli esperimenti clinici. La società ProdiGene, ad esempio, che per

produrre vaccini ha inserito la proteina gp120 nelle piante di mais, è stata querelata per aver

contaminato colture alimentari con colture ingegnerizzate; in tale occasione scienziati come Veljko

Veljkovic e Mae Wan Ho dichiararono al giornale AID Science la pericolosità di questo

procedimento, mettendo in evidenzia il fatto che in tal modo si potrebbe anche rischiare di mettere

in circolazione una sorta di arma biologica.

La maggior parte dei patogeni mortali prodotti dall’ingegneria genetica è creata e liberata

nell’ambiente senza che nessuno se ne accorga. Grandi quantità di DNA transgenico, con geni virali

e batterici e combinazioni nuove di geni di organismi diversi possono essere liberate nell’ambiente

dalle attrezzature di laboratorio usate come contenitori di residui di DNA, sulla base del

presupposto che il DNA una volta scaricato nell’ambiente si disintegra subito. Il DNA transgenico è

anche rilasciato deliberatamente nell’ambiente con le coltivazioni di piante geneticamente

modificate (GM) che generano polline, polvere e residui; tra le colture GM ci sono anche quelle

ingegnerizzate con materiali genetici che producono farmaci e vaccini.
Il DNA transgenico e il cancro
 
 
Mae Wan Ho ha affermato che il cancro può essere generato dall’integrazione di geni estranei nel

genoma delle cellule attraverso la terapia genica.

La terapia genica consiste nella modificazione genetica di cellule umane, usando costrutti

simili a quelli usati nella modificazione genetica di animali e piante. La cosa preoccupante di alcuni

casi di sperimentazione di questa terapia effettuati in Francia è che sono stati ottenuti solo 9

successi, dopo 14 anni di prove cliniche e ricerche in Europa e negli Stati Uniti. Tuttavia,

nonostante il fatto che i pazienti furono trattati con una procedura disegnata per minimizzare i rischi

di cancro, in alcuni casi le cose non andarono come sperato. Ai pazienti, infatti, furono prelevate dal
midollo spinale alcune cellule che furono poi trasformate in vitro usando un vettore derivato da un


virus contenente il costrutto transgenico. Tra tutte le cellule trasformate si scelsero quelle desiderate

e si trapiantarono nuovamente nel paziente originario. La domanda rimasta senza risposta, anzi la

domanda mai posta durante l’inchiesta che ne seguì, era se il costrutto transgenico si fosse mosso di
5
 
nuovo dopo il trapianto: nessuna caratterizzazione molecolare fu eseguita finché non si verificò il

primo problema. Nel primo paziente analizzato, il vettore virale che conteneva i nuovi geni

introdotti si era integrato in prossimità del gene LM02, causandone la super-espressione, cosa che a

sua volta condusse alla proliferazione incontrollata dei globuli bianchi e quindi allo sviluppo della

leucemia nel paziente. Venne fuori che il vettore virale si era integrato vicino allo stesso gene anche

in un secondo paziente, che allo stesso modo sviluppò la leucemia. Da allora, una terapia simile è

stata praticata in un terzo bambino che dopo poco tempo non mostrava ancora segnali di leucemia.

Tuttavia, il 10 febbraio 2003, i membri del NIH (National Institute of Health) degli Stati Uniti e

quelli del RAC (Recombinant DNA Advisory Committee) si incontrarono e decisero di

raccomandare questo particolare tipo di terapia genica solo nel caso in cui i pazienti non rispondono

ad altri trattamenti – come il trapianto di midollo spinale convenzionale prelevato da donatori

compatibili – omettendo però di dire che anche altri vettori comportano lo stesso rischio.
Il DNA transgenico non è uguale al DNA naturale
 
 
I fautori dell’ingegneria genetica amano rassicurare il pubblico affermando che il DNA è DNA, non

importa come si fa o come si ottiene e affermano: abbiamo mangiato una quantità di DNA con i

nostri cibi e non siamo mai diventati né cavoli né mucche, quindi perché dovremmo preoccuparci

del DNA transgenico? (Mae Wan Ho).

Già abbiamo detto perché dovremmo preoccuparci del DNA transgenico, ma osservandone

la struttura di base, possiamo osservare ancora meglio quanto il DNA transgenico è diverso da
quello naturale. I geni non sono mai trasferiti da soli, ma in unità note come cassette di espressione

di geni (una cassetta può contenere più di un costrutto) Ciascun gene, infatti, per poter essere


espresso correttamente, deve essere accompagnato da uno speciale pezzo di DNA regolatore, il
promotore, che segnala alla cellula di accendere il gene, attivandone la trascrizione, e da una

sequenza detta terminatore che ferma la trascrizione e permette che quanto trascritto possa essere


ulteriormente processato e tradotto in proteina. La più semplice cassetta di espressione (un solo

costrutto) è simile a questa:

Generalmente, ciascun pezzo del costrutto (promotore, gene, terminatore) deriva da una

fonte diversa. Il gene stesso può anche essere composto da pezzi di diversa origine. Spesso un

costrutto non è sufficiente a ingegnerizzare la pianta. E in alcuni casi servono più cassette. Diverse

cassette sono, frequentemente, legate in serie o “accatastate” in una grossa cassetta o costrutto

finale. Almeno una delle cassette (o costrutti) di espressione sarà quella con il gene marcatore per la

resistenza all’antibiotico, che consente alle cellule trasformate con successo dal costrutto estraneo,

di essere selezionate utilizzando specifici antibiotici. In alcuni casi può capitare che queste sequenze

capaci di conferire resistenza agli antibiotici restino nell’organismo transgenico.

I blocchi di materiale genetico del costrutto sopra disegnato, di origine diversa, sono legati

da semplici linee per indicare la potenziale debolezza dei legami. Tali costrutti artificiali sono noti

per essere strutturalmente instabili: tendendo a rompersi e a inserirsi in punti diversi, talvolta anche

in un numero di copie ripetute. Questa instabilità strutturale non va sottovalutata perché può

aumentare il TGO e la ricombinazione.
Promotore Gene Terminatore
 
6
 
Il promotore CaMV 35S
 
 
Il virus del mosaico del cavolfiore (CaMV) infetta normalmente le piante della famiglia dei cavoli.

Uno dei suoi promotori, il promotore 35S, è stato ampiamente usato in colture GM sin dall’inizio

dell’ingegneria genetica, prima che venissero alla luce alcuni suoi caratteri preoccupanti. Il più serio

di questi è che il promotore 35S sembra avere al suo interno un punto caldo per la ricombinazione,

per cui tende a ricombinare con altro DNA.

Sin dall’inizio degli anni Novanta sono sorti alcuni dubbi a proposito della sicurezza di geni

virali incorporati nelle piante GM per renderle resistenti agli attacchi da virus. Molti dei geni virali

tendono a ricombinare con altri virus generandone di nuovi: nel 1994, Joe Cummins fu tra i primi a

fare osservazioni sul promotore CaMV35S mettendone in dubbio la sicurezza.

Nel 1999, l’evidenza definitiva sul punto caldo alla ricombinazione del promotore CaMV

35S fu fornita da due lavori pubblicati, indipendentemente, da due gruppi di ricercatori. Ciò spinse

il gruppo di Mae Wan Ho a condurre un’analisi critica della sicurezza che comporta l'impiego del

promotore CaMV35S. Si evidenziò così che il punto caldo per la ricombinazione del promotore

CaMV35S è affiancato da diversi elementi noti per essere coinvolti in processi di ricombinazione e
simili ad altri punti caldi, tra cui anche gli estremi del DNA di Agrobacterium tumefaciens usato


come vettore per la trasformazione delle piante. Inoltre, questo promotore funziona con efficienza
in molti organismi diversi (piante, alghe verdi, lieviti ed Escherichia coli) ed è dotato di struttura


modulare, cioè formato da parti comuni a, e quindi interscambiabili con, diversi promotori di altri

virus capaci di infettare sia le piante che gli animali.

Tali scoperte suggeriscono che i costrutti transgenici con il promotore CaMV35S

dovrebbero essere particolarmente instabili e inclini al trasferimento genico e alla ricombinazione,

con tutti i rischi che ne conseguono: mutazioni geniche dovute a inserzioni casuali, cancro,

riattivazione di virus dormienti e generazione di nuovi virus. Queste considerazioni furono
particolarmente rilevanti alla luce del rapporto di Ewen e Pusztai, pubblicato sulla rivista The

Lancet, nel quale si evidenziava che certe patate transgeniche contenenti il promotore CaMV35S


possono essere nocive per i ratti. Gli autori suggerirono che una parte significativa degli effetti

potrebbe essere dovuta “al costrutto o alla trasformazione genetica o a entrambi”. Successivamente

a tali risultati, il gruppo di Ho chiese l’immediato ritiro di tutte le colture GM contenenti il

promotore CaMV35S.

Il problema dei costrutti transgenici risiede nel fatto che tutti o quasi tutti gli elementi

integrati nei genomi nel corso dell’evoluzione sono stati “addomesticati”, si sono adattati alle

condizione del loro ospite e hanno ridotto la loro mobilità da un individuo a un altro. Tuttavia

l’integrazione di costrutti transgenici prima non presenti (come nel caso di quelli contenenti il

promotore CaMV35S) possono mobilizzare tali elementi, che a loro volta possono fungere da

vettori per destabilizzare il DNA transgenico e favorirne il trasferimento.
Evidenze del trasferimento orizzontale del DNA transgenico
 
 
Un mutante di una pianta selvatica, l'Arabidopsis, resistente agli erbicidi fu ottenuto attraverso


mutagenesi convenzionale in un laboratorio al Department of Ecology and Evolution dell'Università

di Chicago. Questo mutante fu usato per creare una linea transgenica (un OGM) mediante

introduzione del gene mutato nelle cellule delle altre piante che bisognava rendere resistenti agli

erbicidi. Sia il mutante sia le piante transgeniche furono in grado di trasmettere la resistenza agli
erbicidi alle piante normali di Arabidopsis che crescevano nelle vicinanze, ma con un rapporto


variabile: il transgene delle piante transgeniche risultò 30 volte più diffuso tra le piante selvatiche

rispetto al gene mutato originario. Questa differenza è difficile da spiegare se ci si basa

esclusivamente sulle diverse capacità d’impollinazione delle piante: perché non pensare che sia

legata a effetti inattesi del vettore? Perché non ipotizzare che le piante transgeniche potessero

produrre più polline o polline più vitale? O che si potesse verificare un trasferimento genico
7
 
orizzontale (TGO) attraverso gli insetti che visitano le piante per il polline e il nettare o che

succhiano la linfa? Queste possibilità, che non possono essere escluse a priori, non furono

investigate e, indipendentemente dal modo in cui il transgene si diffonde, l’esperimento mostrò che

il DNA transgenico era capace di comportarsi in maniera diversa dal DNA non transgenico e che in

particolare può diffondersi con una capacità superiore al DNA mutante e naturale.

Il trasferimento orizzontale di transgeni e di geni marcatori per la resistenza agli antibiotici

da piante geneticamente ingegnerizzate a batteri e funghi del suolo è stato registrato in laboratorio

la prima volta verso la metà degli anni Novanta. Il trasferimento di transgeni a funghi fu ottenuto

semplicemente allevando funghi insieme a piante transgeniche e il trasferimento ai batteri attraverso

l’applicazione di DNA totale, estratto da piante transgeniche, a colture di batteri.

Verso la fine degli anni Novanta, fu possibile estrarre i geni per la resistenza alla kanamicina
dalle foglie di piante transgeniche e trasferirli a batteri del suolo del tipo Acinetobacter;

l'esperimento fu condotto con successo con diversi tipi di piante GM: patata (Solanum tuberosum),

tabacco (Nicotiana tabacum), barbabietola (Beta vulgaris), colza (Brassica napus), pomodoro

(Lycopersicon esculentum). Secondo alcune stime, le sequenze transgeniche presenti in una singola


pianta GM dovrebbero essere sufficienti per trasformare circa 109 batteri.

Nel 1999, alcuni ricercatori tedeschi riportarono i risultati del primo esperimento di

monitoraggio in campo che forniva l’evidenza che il DNA transgenico si trasferiva dai residui della

barbabietola da zucchero ai batteri del suolo.

Il DNA non solo persiste nell’ambiente, sia nel suolo sia nell’acqua, ma esso non si degrada

in modo sufficientemente veloce nel sistema digestivo per prevenirne il trasferimento ai

microrganismi residenti nell’intestino degli animali. La letteratura scientifica esistente mostra che il

rischio di TGO esiste.
Conclusioni
 
 
Quanto finora riportato mostra come il trasferimento genico orizzontale (TGO) esista realmente,

sebbene la ricerca per studiarne i meccanismi non venga pianificata adeguatamente. La valutazione

del rischio per l’ambiente non può concentrarsi solo sulle distanze di coltivazione per evitare la

contaminazione delle colture circostanti dal trasferimento genico verticale (cioè attraverso

l’impollinazione), ma deve considerare anche il trasferimento genico orizzontale del DNA

transgenico che è molto più pericoloso e subdolo di quello verticale perché non conosce distanze né

barriere tra specie. La letteratura esistente sul TGO è sufficiente a dimostrare che la coesistenza di

piante transgeniche con piante non transgeniche è impossibile. La coesistenza significa, in modo

certo, contaminazione anche di piante e microrganismi appartenenti a specie molto diverse e

lontane. In definitiva, le piante transgeniche non solo non servono e non risolvono i problemi della

fame nel mondo, ma sono anche nocive per la salute, l’ambiente e la biodiversità. Non si

comprende perché, nonostante le evidenze, il TGO è completamente ignorato dalle istituzioni

pubbliche deputate a salvaguardare la salute dell’uomo. Se il TGO ricevesse la dovuta attenzione,

gli OGM sarebbero ormai solo un ricordo. Il vero flagello dell’ingegneria genetica è il DNA

transgenico, un DNA instabile e facile alla ricombinazione. L’ingegneria genetica non funziona: gli

OGM non risolvono i problemi della fame nel mondo e sono nocivi per la salute. Qualunque

governo bene informato non dovrebbe consentire l’introduzione, la coltivazione e l’uso di piante

transgeniche, sia per usi alimentari che non alimentari.
Ringraziamenti
 
 
Ringrazio Mae Wan Ho, Direttrice della rivista Science in Society, e Joe Cummins, Professore

Emeritus di Genetica all’Università di Western Ontario, perché senza i loro contributi, questo

lavoro non sarebbe stato possibile. Desidero ringraziare anche Giovanni Monastra e gli

organizzatori del Convegno “Task Force per un’Italia Libera da OGM”, svoltosi presso
8
 
l’Auditorium Ara Pacis di Roma, il 20 luglio 2010, per avermi dato la possibilità di intervenire e

presentare i risultati riportati nel presente lavoro.
Bibliografia consigliata
 
 
1. Beachy R, Bennetzen JL, Cgassy BM, Chrispeels M, Chory J, Ecker JR, Noel JP, Kay SA,

Dean C, Lamb c, Jones J, Santerre CR , Schroeder Jl, Umen J, Yanofshy M, Wessler S, Zhao Y
and Parrott W, 2002. Divergent perspectives on GM food. Nature biotechnology 2002, 20,


1195-6..
2. Bergelson, J, Purrington, CB and G Wichmann, 1998. Male promiscuity is increased in

transgenic plants. Nature 395: 25.

3. Bizzarri M., 2001. Quel gene di troppo. L’inquietante realtà dei cibi transgenici. 168 pp.


Frontiera Editore, Milano
4. Buiatti M., 2006. Epigenetic Processes and the “Unintended Effects” of Genetic Engineering.


Proc.of the Conference: “Epigenetics, Transgenic Plants & Risk Assessment, Dec. first 2005,

Literaturhau, Frankfurt and Main, Germany,. Freiburg, April 2006. Katja Moch (Ed.). ISBN-Nr.

3-934490-24-7, 12-14.
5. Burke C, Yu XB , Machitelli L, Davis EA, Ackerman S., 1990. Transcription factor llA of

wheat and human function similarly with plant and animal viral promoters. Nucleic Acids Res.


1990, 18, 3611-20
6. Courtail B, Fenebach F, Ebehard S, Rhomer L, Chiapello H, Carilleri C and Lucas H, 2001. Tnt



1 transposition events are induced by in vitro transformations of Arabidopsis thaliana, and
 
transposed copies integrated into genes. Mol gen genomics 2001, 265,32-42

7. Cummins Joe, 2002. 2002. Poison pharm crops near you. Science in Society , 2002, 15,16.

8. Cummins J. Ho MW and Ryan A., 2000. Hazardous CaMV promoter ? Nature biotechnology


2000, 18, 363.
9. Dobrindt U., Hochhut B., Hentschel U. and Hacker J., 2004. Genomic islands in pathogenic and

environmental microorganisms. Nature Reviews Microbiology, 2: 414-424.

10. Doolittle W.F. 1999. Lateral genomics. Trends Cell Biol., 9, 5-8.

11. Erika Check, 2003. Cancer fears cast doubts on future of gene therapy .Nature news, 421,678.

12. Ermakova I., 2005. Conclusion to the report about feeding of rats by genetically modified

potatoes. Russet Burbank Agrarian Russia 2005: 62-64.

13. Ermakova I., 2006. Influence of genetically modified soya on the birth-weight and survival of

rat pups. Proc.of the Conference: “Epigenetics, Trans-genic Plants & Risk Assessment, Dec. ist


2005, Literaturhau, Frankfurt and Main, Germany,. Freiburg, April 2006. Katja Moch (Ed.).

ISBN-Nr. 3-934490-24-7, 41-47.
14. Ewen S., Pusztai A., 1999. Effect of diets containing genetically modi-fied potatoes expressing

Galianthus nivalis lectin on rat small intestine. The Lancet, 354, 1352-4.

15. Frost L.S., Leplae R., Summers A.O. and Toussaint A., 2005. Mobile genetic elements: the

agents of open source evolution. Nature Reviews Microbiology, 3: 722-732

16. Gibbs M and Weiler G. , 1999. Evidence that a plant virus switched hosts to infect a

vertebrate and then recombined with a vertebrate infecting virus . Proceedings of the National


Academy of Science USA 1999, 96, 8022-7.
17. Gogarten J. Peter and Townsend Jeffrey P, 2005. Horizontal gene transfer, genome innovation

and evolution. Nature Reviews Microbiology, 3679-687.


18. Gogarten, Maria Boekels; Gogarten, Johann Peter; Olendzenski, Lorraine (Eds.), 2009.
Horizontal Gene Transfer. 500p. 87 illus., 2 in color., Hardcover ISBN: 978-1-60327-852-2.



9
 
19. Grillot-Courvalin C, Goussand S, Huetz F, Ojcius DM , Courvalin P., 1998. Functional gene

transfer from intracellular bacteria to mammalian cells. Nature Biotechnoly, 16 , 862-6.


20. Ho MW, Traavik T, Olsvik R, Tappeser B, Howard V, von Weizsacker C, McGavin G., 1998.
Gene technology and gene ecology of infectious diseases. Microb. Ecol. Health Dis. 1998,10,


35-59.
21. Ho MW, Ryan A and Cummins J., 1999. Cauliflower mosaic viral promoter – a recipe for

Disaster? Microbial Ecology in Health and Disease 1999 11, 194-7

22. Ho MW. What is horizontal gene transfer? SCOPE website, AAAS, Science, 2000.

23. Ho MW, Ryan A and Cummins J., 2000. Hazards of transgenic plants with cauliflower mosaic

viral promoter. Microbial Ecology in Health and Disease 2000, 12, 189.

24. Ho MW, Ryan A and Cummins J., 2000. CaMV 35S promoter fragmentations hotspot

confirmed and it is active in animals. Microbial Ecology in Health and Disease 2000, 12. 189

25. Ho MW. Horizontal Gene Transfer. Hidden Hazards of Genetic Engineering. TWN


Biotechnology & Biosafety Series 4, Penang, 2001.
26. Ho MW. 2001. Genetic engineering superviruses, ISIS News 9/10, July 2001.

27. Ho MW and Cummins J. GM., 2001. AIDs virus more deadly. ISIS News 11/12 October 2001,


ISSN: 1474-1547, ISSN : 1474-1814 .
28. Ho Mae-Wan. Predicted hazards of gene therapy a reality. ISIS Report October 2002,


Commenting on Science, News of the Week, 4 October 2002.
29. Ho MW.. 2002. GM and bioweapons, in the post genomics-era. Science in Society 15, 2002, 15.

30. Ho MW, 2003. Gene therapy’s first victim. Science in Society, 17, 26-27.

31. Ho Mae-Wan, 2003. Living with the Fluid Genome. Published by ISIS (Institute of Science in


Society) & the TWN (Third World Network).

32. Ho MW and Cummins J. Horizontal gene transfer from GMOs does happen. Science in Society

39, 22-24, 2008.

33. Ho MW. Transgenic lines unstable hence illegal and ineligible for protection. Science in Society

39, 28-29, 2008.

34. Ho MW. GM maize disturbs immune system of young and old mice. Science in Society 41, 42,

2009.
35. Hull R, Covey SN, and Dale P., 2000. Genetically modified plants and the 35S promoter

assessing the risks and enhancing the debate . Microbial Eecology in Health and Disease 2000,


12,1-5.
36. Jain R, Rivera MC, Lake JA. 1999. Horizontal gene transfer among genomes: The complexity

hypothesis. Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., 96, 3801-6.

37. Malatesta M., 2006. A diet based on genetically modified soybean affects cell functions in mice.


Proc.of the Conference: “Epigenetics, Trans-genic Plants & Risk Assessment, Dec. ist 2005,

Literaturhau, Frankfurt and Main, Germany,. Freiburg, April 2006. Katja Moch (Ed.). ISBN-Nr.

3-934490-24-7, 48-50.
38. Malatesta M., Caporalony C., Gavaudan S., Rocchi M.B.L., Tiberi C., Gazzanelli G.,

2002.Ultrastructural, morphometrical and immunocytochemical analysis of heaptocyte nuclei

from mice fed on genetically modified soybean. Cell Struct. Funct. 27, 173-180.

39. Malatesta M., Biggiogera M., Manuali E., Rocchi M.B.L., Baldelli B., Gazzanelli G. 2003.

Fine structural analyses of pancreatic acinar cell nuclei from mice fed on GM soybean. Eur. J.


Histochem. 47, 385-388.
40. Monastra G., 2002. “Maschera e volto” degli OGM: Fatti e misfatti degli organismi

geneticamente modificati. 120 pp. Edizioni Settimo Sigillo, Roma.

41. Nielsen KM, Bones AM, Smalla K, van Elsas, JD., 1998. Horizontal gene transfer from



transgenic plants
 
to terrestrial bacteria-a rare event? FEMS Microbiol. Rev., 22, 79-103.



10

42. Perrino P. and Ho Mae-Wan, 2006. Horizontal transfer of transgenic DNA. Proceedings of the


“Workshop – Environmental risk assessment of GM plants: discussion and consensus”,

organized by ENEA and held at TRISAIA, Policoro (MT), Italy, 5-9 June 2006.

43. Perrino P. and Ho MW, 2008. Il DNA transgenico ed effetti sulla biodiversità ambiente e salute.

In “La Biodiversità – Risorsa per Sistemi Multifunzionali. Atti del Convegno Nazionale sulla

Biodiversità, pagine 512. Lecce, 21-23 aprile 2008: 337-339.
44. Pollack A., 2003. Gene therapy trials halted, 15 January, 2003, The New York Times.


45. Prljic J, Veljkovic N. Doliana R., Colombatti A, Johnson E, Metlas R. and Veljkovic V., 1999.
Identification of an active Chi recombinational hot spot within the HIV-1 envelope gene:

consequences for development of AIDS vaccine. Vaccine 1999: 17: 1462-7.

46. Pusztai A., 2001. Genetically Modified Foods: Are They a Risk to Human/Animal Health? An

ActionBioscience.org original article. Biotechnology: genetically modified organisms.

47. Schubert D. , 2002. A different perspective on GM food. Nature biotechnology 2002, 20, 969.

48. Simpson DJ, Fry JC, Rogers HJ and Day MJ. Thematic issue on horizontal gene transfer.



Transformation of Acinetobacter baylyi in non-sterile soil using recombinant plant nuclear

DNA. Environ Biosafety Res 2007, 6, 101-12.

49. Sørensen S.J., Bailey M., Hansen L. H., Kroer N. and Wuertz S, 2005. Studying plasmid

horizontal transfer in situ: a critical review. Nature Reviews Microbiology, 3: 700-710.

50. Tappeser B, Jager M and Eckelkamp C. 1999. Survival, Persistence, Transfer, An update on

current Knowledge on GMOs and the fate of their recombinant DNA. TWN Biotechnology &


Biosafety series 3, Third World Network, Penang.
51. Traavik T. Too Early May Be Too Late: Ecological Risks Associated with the Use of Naked

DNA as a Biological Tool for Research, Production and Therapy. Report for the Directorate for


Nature Research, Trondheim, 1998.

52. Veljkovic V. Metlas R, Kohler H, Urnovitz HB, Prljic J, Veljkovic E and Muller S. , 2001.
AIDS epidemic at the beginning of the third millennium: time for a new AIDS vaccine strategy.


Vaccine 2001, 19,1855-62.
53. Veljkovic V. and Ho MV. , 2002. Edible AIDS vaccine or dangerous biological agent? AIDS


Science 25 April 2002.