domenica 14 agosto 2016

Referendum costituzionale

Referendum costituzionale: dialogo fra un venditore di riforme e un cittadino





Referendum costituzionale: Matteo Renzi ha promesso di mandare frotte di volontari casa per casa, per spiegare le ragioni del Sì. Questo dialogo immaginario potrebbe avvenire in una domenica mattina di ottobre o novembre 2016.
Ore 8:12, suona il citofono.
“Mmm. Chi è?”
“Buongiorno. Lei lo sa che la fine del mondo è vicina?”
“Eh?”
“Fra poco si vota per il referendum costituzionale. Se non passa, per noi è la fine”
“Ma davvero?”
“Certo. Lo hanno detto Fmi, Confindustria, Financial Times. A lei piace Matteo Renzi?”
“No.”
“Molto bene, perché il referendum costituzionale non è su Matteo Renzi, ma sulla riforma costituzionale. Abbiamo sbagliato a personalizzare. Possiamo discutere nel merito?”
“Veramente ho il caffè sul fuoco…”
referendum costituzionale
“Lei vorrebbe superare il bicameralismo paritario?”
“Cioè abolire il Senato?”
“Ehm… no, quello resta, ma i senatori diventano solo 100. Lei vorrebbe diminuire i parlamentari e velocizzare l’approvazione delle leggi?”
“I parlamentari vorrei diminuirli, ma non era meglio abolire proprio il Senato oppure dimezzare deputati e senatori?”
“Ma no, quella sarebbe stata demagogia!”
“Ma è sicuro che le leggi si approveranno più in fretta? Così come stanno le cose la riforma Fornero è stata approvata in 19 giorni…”
“Eh…” (il venditore di riforme consulta il suo opuscolo) “Guardi, lei ha la sindrome di Bertinotti, meglio questo che niente, no? Risparmiamo 500 milioni di euro e li diamo ai poveri!”
“Veramente la Ragioneria di Stato dice che sono 50 milioni… e comunque i poveri sono dieci milioni, quindi ci uscirebbe qualche caffè a testa…”
“Va bene, ma l’abolizione del Cnel? Quella è buona no?
“Sì, ma bastava cambiare solo l’articolo 99, mica stravolgere la Costituzione… poi in combinato disposto con l’Italicum praticamente stiamo cambiando forma di governo…”
“Non si preoccupi, forse l’Italicum lo cambiamo…”
“Perché?”
“I tempi sono cambiati, ora con il ballottaggio si rischia di consegnare il paese ai populisti fascisti finti partigiani amici dei terroristi irrispettosi del Parlamento… e sessisti”
“Ma voi non avete fatto delle votazioni per la riforma con il Parlamento mezzo vuoto perché le opposizioni erano uscite dall’Aula?”
“Scusi” (il venditore si innervosisce) “Ma lei come fa a sapere tutte queste cose? Al corso di formazione ci avevano detto che dovevamo convincere gli indecisi e che la maggior parte degli italiani non sa un cazzo della riforma!”
“Ho letto il testo della riforma, anche se l’art.70 nuovo non l’ho capito, mi informo sul Web, leggo il Fatto Quotidiano…”
“Ma lei per chi vota?”
“M5S.”
“…”
“E’ ancora lì…?”
The end. 

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