lunedì 29 luglio 2013

Svenimento: cosa fare ?

Svenimento Cos’è? Lo svenimento, anche detto sincope è la temporanea perdita di coscienza seguita da una successiva ripresa dei sensi. La perdita dei sensi può essere accompagnata da una perdita del tono muscolare e quindi da una conseguente caduta della stessa persona, che non riesce a reggersi in piedi. Data la serie di eventi che si verifica con lo svenimento, lo stesso può essere molto pericoloso a seconda delle situazioni in cui si ci trova, ad esempio se si sta guidando o si sta eseguendo qualche particolare attività. Cosa succede quando si sviene? Durante la fase centrale dello svenimento, quando il paziente è in stato di incoscienza, è possibile che si abbiano delle contrazioni del corpo, le quali non devono essere confuse però con un’attività convulsa. Subito dopo il risveglio, invece, il paziente potrebbe avere difficoltà nel capire cosa sia accaduto, ma questo stato di confusione scomparirà autonomamente entro qualche secondo. svenimento Svenimento cosa fare Cause dello svenimento Tra i fattori a causa dei quali si verifica uno svenimento vi è la diminuzione del flusso sanguigno al cervello, evento che a sua volta può essere dovuto a diversi motivi quale una difficoltà del cuore nel pompare sangue, o altrimenti tale diminuzione può essere legata ai vasi sanguigni non in grado di fornire il giusto apporto di sangue al cervello o ancora, nel caso in cui questi non contengano una quantità sufficiente di sangue. È possibile che più di una di queste motivazioni siano alla base di uno svenimento. La variazione del ritmo cardiaco è la causa più comune che porta allo svenimento. Alle volte tale variazione, sia che si tratti di una tachicardia che al contrario di una bradicardia (nel primo caso vi è una rapida frequenza cardiaca, nell’altro un rallentamento del battito cardiaco), può essere potenzialmente pericolosa per la stessa vita. Spesso è possibile che lo svenimento si verifichi a causa di un temporaneo mutamento delle normali funzioni dell’organismo. Oltre che a problemi strutturali e legati al cuore, anche i farmaci possono essere i diretti responsabili di uno svenimento. I farmaci in questione sono quelli utilizzati per il trattamento della pressione arteriosa e quindi tra questi sono inclusi i beta bloccanti ed i bloccanti dei canali del calcio. Eventuali effetti collaterali di questi, sono dovuti al fatto che il cuore alle volte è molto sensibile di fronte i loro effetti e di conseguenza inizia a battere in modo anormale, rallentando e diminuendo la produzione di sangue. Soggetti a rischio svenimento Chiunque può essere colpito da uno svenimento, ma vi sono particolari condizioni che innalzano la probabilità che ciò avvenga. Nello specifico, maggiori rischi di assistere ad uno svenimento si hanno nel caso di soggetti con problemi di base al cuore: esempi sono soggetti che hanno avuto un attacco cardiaco o soggetti con cardiomiopatia i quali hanno il muscolo cardiaco indebolito. Nel caso di giovani persone, maggiori rischi si hanno per gli atleti, nei quali lo svenimento può essere dovuto ad un ispessimento di alcune parti del muscolo cardiaco, fatto che può ostacolare il flusso di sangue. Situazioni di questo tipo possono verificarsi specialmente quando al cuore è richiesto un eccessivo sforzo e quindi durante un pesante esercizio fisico. Sintomi comuni dello svenimento Quando una persona sviene, la cosa che innanzitutto si osserva è la perdita di coscienza. Prima che ciò avvenga è possibile osservare alcuni sintomi, che includono: stordimento, nausea, forte sudorazione, debolezza. Nei precedenti momenti è anche probabile che si avvertano vertigini o giramenti di testa, offuscamenti nella visione, osservazione poco nitida di ciò che si ha attorno, percezione dei suoni attutita o ancora è possibile avvertire dei disturbi, come piccoli formicolii in tutto il corpo. Non tutte le persone però, avvertono dei particolari sintomi prima dello svenimento. Cosa fare in caso di un possibile svenimento? Nel caso in cui si ci trovi di fronte ad una situazione di svenimento la prima cosa da fare è cercare di ottenere un maggior flusso di sangue ed ossigeno al cervello. È necessario stendere il paziente sul pavimento, in maniera tale da portare la testa sullo stesso livello del cuore. Se la debolezza sussiste, o il paziente è ancora in stato di incoscienza, procedere innalzando le gambe. Nei successivi istanti dopo lo svenimento, la persona dovrebbe tornare in un brevissimo periodo di tempo nel suo stato di coscienza e quindi alla normalità. Se ciò non accade, o si hanno successivi problemi di debolezza è possibile che oltre lo svenimento ci sia qualche altra situazione anomala di base. Svenimento e vomito Quando lo svenimento è seguito dalla presenza di vomito, non si corrono rischi maggiori per la vita, questo è semplicemente un possibile effetto collaterale collegato alla precedente situazione anomala. La condizione è spesso identificata in questo caso come sincope vasovagale, ma ad ogni modo si tratta di uno svenimento. Raramente sintomi di vomito, così come la nausea, precedono uno svenimento. Svenimento a occhi aperti Durante lo svenimento è possibile che nonostante la perdita di coscienza, gli occhi del paziente rimangano aperti, con uno sguardo come perso nel vuoto. La situazione, meno che per questo aspetto non è molto differente da un normale episodio di svenimento, il soggetto è infatti in questi momenti in uno stato di mancanza di coscienza ed è incapace di rispondere agli stimoli esterni. Svenimento in gravidanza Lo svenimento è un evento che molto spesso è legato ad una condizione di gravidanza. Per quanto riguarda queste situazioni, un eventuale episodio di questo tipo si ricollega ad una probabile compressione della vena cava inferiore, ovvero della grande vena responsabile del trasporto di sangue al cuore. Altra possibile spiegazione è attribuita ad un’ipotensione ortostatica. Svenimenti, così come vertigini sono eventi molto frequenti in gravidanza, a causa delle fluttuazioni di zucchero nel sangue. La situazione per altro è aggravata nel caso di soggetti con anemia. Occasionalmente, uno svenimento in gravidanza potrebbe essere ricondotto a diabete già esistente o sviluppato inseguito. In rare occasioni è invece possibile che la causa sia un problema molto più grave, come il sanguinamento della placenta o una gravidanza extrauterina. Nel caso in cui si presentino troppo frequentemente episodi di perdita di coscienza in gravidanza, si raccomanda di contattare un’ostetrica o un ginecologo. Rimedi e svenimento Le proprietà benefiche delle erbe risultano molto efficaci anche nel caso di svenimenti. Nello specifico è consigliato l’utilizzo di erbe quali: Gingko biloba: ricca di bio-flavonoidi, grazie ai quali aiuta a regolare la circolazione sanguigna. Melissa: indicata in particolare per lo svenimento a causa di eccessivo nervosismo, è in grado di calmare il cuore e rilassare il corpo. Erba di San Giovanni: nota per il suo uso in caso di depressione, ma allo stesso tempo molto valida in caso di svenimenti. Oltre che beneficiare dell’aiuto da parte delle erbe, è possibile adottare dei rimedi omeopatici per la risoluzione di frequenti episodi di svenimento. A tal proposito molto efficace risulta l’applicazione dei seguenti rimedi: Ignatia: indicata in caso di svenimento legato a situazioni di nervosismo eccessivo, debolezza specialmente in anziani ed infine in caso di fastidio verso i forti odori. Ammonio carb: adottato per svenimenti legati ad alterazioni nel battito cardiaco o ad una bassa pressione sanguigna. Pulsatilla: indicata in caso di svenimenti legati anche a cause ormonali. Si raccomanda ad ogni modo, specialmente se in stato di gravidanza, di consultare prima di ogni genere di trattamento a base di erbe o rimedi omeopatici, uno specialista. Come prevenire lo svenimento? Svenimenti possono essere prevenuti, specialmente quando si è in uno stato di gravidanza, mantenendo normali i livelli di zucchero nel sangue. È necessario, dunque, mangiare regolarmente, preferibilmente poco e spesso. È bene mantenere sempre una buona idratazione del corpo bevendo otto bicchieri di acqua al giorno ed evitando bevande diuretiche come tè, caffè ed alcool. Si consiglia inoltre di aggiungere alla dieta alimenti ricchi di ferro e contenenti molta vitamina C. È per finire, consigliato un incremento dell’assunzione di sale, ma per quanto riguarda ciò è bene avere anche il parere di un esperto.

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