The Goldman Sachs Group, Inc. da: Wikipedia
The Goldman Sachs Group, Inc. è una delle più grandi banche d'affari del mondo, che si occupa principalmente di investimenti bancari e azionari, di risparmio gestito e di altri servizi finanziari, prevalentemente con investitori istituzionali (multinazionali, governi e privati).
Fondata nel 1869, ha sede legale al 200 di West Street, a Lower Manhattan, con filiali importanti anche nei principali centri finanziari mondiali (Londra, Francoforte, Tokyo, Hong Kong). È quotata al New York Stock Exchange. Fornisce servizi di consulenza su piani di acquisizioni e fusioni fra aziende, su sottoscrizioni di titoli di debito, sulla gestione delle risorse finanziarie e sul prime brokerage, oltre che occuparsi di servizi di proprietary trading e private equity. È anche autorizzata al piazzamento di titoli di debito del Governo statunitense. Fra gli ex-dipendenti e gli ex consulenti più illustri, figurano i Segretari al Tesoro statunitensi Robert Rubin e Henry Paulson, il Governatore della Bank of England ed ex governatore della Bank of Canada Mark Carney, il Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi e l'ex Presidente del Consiglio italiano Mario Monti. Fondata nel 1869 da Marcus Goldman, un tedesco di origini ebraiche immigrato negli Stati Uniti, la società acquisisce il nome Sachs quando nel 1896 a Marcus Goldman si unisce il genero Samuel Sachs e nello stesso anno viene quotata alla borsa di New York. Agli inizi del 1900 la banca diviene la miglior guida per le società che vogliono quotarsi: ad esempio nel 1906 accompagna in borsa importanti società come Sears&Roebuck, e la banca sempre in quel periodo diviene la prima Banca di Wall Street a reclutare neolaureati tra le sue fila. A seguito del grande crack del 1929 la banca rischia quasi il collasso per via della grande esposizione assunta sul finire degli anni '20 sul mercato azionario, anche tramite fondi d'investimento venduti al pubblico, come il Goldman Sachs Trading Corporation, Shenandoah Corporation e Blue Ridge Corporation, dal funzionamento simile allo schema di Ponzi. La reputazione della Goldman Sachs ne soffre per diversi anni. Sul punto John Kenneth Galbraith scrisse: "l'autunno del 1929 fu forse la prima occasione in cui gli uomini riuscirono a truffare se stessi." Nel 1930 Sidney Weinberg assume il ruolo di Senior Partner e ristruttura la banca, riducendo la sua esposizione sui mercati azionari e focalizzandola verso i servizi ad aziende; attraverso questo processo la banca stringe forti legami con le più importanti aziende americane. Nel 1933 sviluppa una divisione di studio e ricerca sui Fondi d'Investimento, e nel 1934 un dipartimento sull'emissione di Bond Municipali. Negli anni cinquanta, sotto la guida di Gus Levy, la banca sviluppa avanzate tecniche d'investimento come il Block trading, che consente di negoziare grandi quantità di titoli fuori dalle normali sessioni di mercato. Nascono nuovi elevati guadagni, e la banca decide di aprire nel 1956 la divisione Investment Banking, diventando la prima banca a vendere prodotti finanziari al pubblico. Sempre in quell'anno gestisce la quotazione in Borsa della Ford. Negli anni ottanta la banca diviene consulente di molti governi intenti ad avviare processi di privatizzazione di aziende statali, e sempre in quegli anni acquisisce la J. Aron & Company per potenziare la propria presenza sul mercato delle materie prime. Nel 1986 viene quotata anche a Londra ed a Tokyo, e nel contempo gestisce la quotazione in borsa di Microsoft e assiste General Electric nell'acquisizione di RCA. Negli anni novanta e duemila la banca ha continuato la sua espansione, potenziando la sua presenza sul mercato asiatico e portando in borsa società come Yahoo, NTT Docomo ecc. Critiche e aspetti controversi
Il 16 aprile 2010 Goldman Sachs è stata inaspettatamente incriminata per frode dalla SEC, l'ente governativo statunitense preposto alla vigilanza della Borsa valori.
Al centro dello scandalo vi sarebbe il titolo Abacus 2007-AC1, un complesso sistema, attraverso il quale la banca d'affari avrebbe di fatto truffato i propri clienti, tra i quali figurano anche grandi istituzioni finanziarie internazionali. L'apertura di questo procedimento giudiziario ha spinto al ribasso molti titoli bancari nelle borse europee e statunitensi. Il procedimento è stato formalizzato dalla SEC non con un voto unanime, come accaduto in passato per casi di tale portata, ma con un voto a maggioranza che ha visto i 3 membri della commissione di nomina democratica votare a favore, e i due membri di nomina repubblicana votare contro. Poiché ciò è avvenuto mentre al Senato era in discussione la riforma finanziaria delle banche di Wall Street, voluta dal presidente Barack Obama, è stato ipotizzato che questo caso fosse stato portato avanti per mettere in difficoltà quanti si opponessero a tale riforma. Un gruppo di membri del Congresso ha scritto alla presidente della SEC per protestare, mentre Obama ha negato alcun coinvolgimento politico nel caso. Revolving doors
George W. Bush nomina alla carica di Segretario del Tesoro degli Stati Uniti l'amministratore delegato della Goldman Sachs Group, Henry Paulson, che succede a John William Snow (30 maggio 2006)Diverse polemiche suscita, in generale e in particolare riguardo a Goldman Sachs, il fenomeno conosciuto come revolving doors (in inglese: "porte girevoli"), per cui determinate persone passano da responsabilità pubbliche a ruoli di vario genere all'interno della banca d'affari e viceversa, configurando un potenziale conflitto di interessi.
I casi più controversi riguardano il ruolo di diversi dirigenti nel contesto della crisi economica del 2008-2010, come ad esempio Henry Paulson: Segretario del Tesoro degli Stati Uniti dalla metà del 2006 al gennaio 2009, ha lavorato in Goldman Sachs a partire dagli anni settanta fino a diventarne direttore operativo (1994-1999) e amministratore delegato (1999-2006). Il lobbista della Goldman Sachs Mark Patterson è stato poi posto alla testa dello staff del Segretario del Tesoro Timothy Geithner, nonostante il presidente Barack Obama, nella sua campagna presidenziale, avesse promesso che l'influenza dei lobbisti nella sua amministrazione sarebbe stata fortemente ridimensionata. Nel febbraio 2011, il Washington Examiner riporta che Goldman Sachs nel 2008 ha intensamente finanziato la campagna presidenziale di Obama del 2008 e che il suo chairman Lloyd Blankfein ha visitato la Casa Bianca almeno dieci volte. Altri dirigenti di Goldman Sachs che hanno ricoperto ruoli pubblici negli USA: Robert Rubin, Segretario al Tesoro degli Stati Uniti d'America dal 1995 al 1999, socio dal 1966 al 1992 della banca e co-presidente della stessa dal 1990 al 1992 Robert Zoellick, Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti d'America dal 2001 al 2005 e presidente della Banca Mondiale dal 2007, è stato managing director di Goldman Sachs dal 2006 al 2007 Joshua Bolten, capo di gabinetto della Casa Bianca di George W. Bush dal 2006 al 2009 è stato direttore esecutivo di Goldman Sachs International a Londra dal 1994 al 1999 Il dibattito sulle "porte girevoli" di Goldman Sachs si è riaperto in Europa in occasione delle crisi di governo nazionali di fine 2011, in particolare in Grecia e Italia. Alcuni hanno accusato la società di esercitare influenze poco trasparenti su economia e politica. Altri hanno spiegato come sia comprensibile che persone che hanno ricoperto ruoli pubblici vengano assunte a diverso titolo da Goldman Sachs per la loro competenza o per il loro networking, non vedendo in questo nulla di strano (o al limite un fenomeno "non particolarmente commendevole"), e criticando come infondate le teorie tendenti al cospirazionismo. Alcune persone notorie che hanno avuto rapporti a vario titolo con Goldman Sachs e che hanno assunto incarichi di rilievo in Europa sono: Mario Draghi, Governatore della Banca d'Italia dal 2006 al 2011 e della Banca centrale europea dal 2011, è stato vicepresidente di Goldman Sachs per l'Europa dal 2002 al 2005. Gianni Letta, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi guidati da Silvio Berlusconi Mario Monti, Commissario europeo dal 1994 al 2004 e Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 2011 al 2013, è stato consulente di Goldman Sachs Lucas Papademos, primo ministro della Grecia dal 2011 al 2012 Altre persone che nel corso della loro vita hanno avuto rapporti con Goldman Sachs e che hanno assunto rilevanti incarichi di governo: Mark Carney, governatore della Banca del Canada dal 2008 al 2013, quando è divenuto governatore della Bank of England, e presidente del Financial Stability Board dal 2001, ha lavorato per tredici anni alla Goldman Sachs Romano Prodi, presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008 e presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004, è stato consulente della banca d'affari dal 1990 al 1993 e dopo il 1997 Massimo Tononi, sottosegretario all'Economia del secondo governo Prodi dal 2006 al 2008 e presidente di Borsa Italiana dal 2011, è stato partner e advisory director della banca d'affari Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 22 set 2013 alle 11:24 |
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Alcuni la vedono girare in senso orario, altri in senso antiorario. Interessante è confrontarla in contemporanea con amici.
La spiegazione del perchè e interessante e coinvolgente e vi verrà fornita dopo l'adesione a questo concorso.
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Scrive: Il Fatto Quotidiano
Crisi, Enterprise-Italia. Non è tutta colpa dell’instabilità politicadi Loretta Napoleoni | 22 settembre 2013
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Nessuno si sognerebbe a Bruxelles di andare in Germania per impartire una lezione d’economia politica alla cancelliera, eppure di critiche da fare ce ne sarebbero… 7,4 milioni di lavoratori guadagnano 450 euro al mese, uno stipendio che non basta per pasteggiare giornalmente a salsicce e birra, cibi e bevande a buon mercato e prediletti dei tedeschi. Secondo i dati dell’Ocse in Germania i salari reali sono fermi agli anni Novanta e tra il 2004 ed il 2011 sono addirittura scesi del 2,9 per cento. La povertà avanza di pari passo con la sperequazione dei redditi e lo fa ad una velocità superiore al resto dell’economia europea. La lista dei problemi economici è lunga: ad aprile la Banca centrale europea ha pubblicato uno studio sul reddito medio dei paesi dell’Unione dal quale risulta che quello delle famiglie tedesche è inferiore a quello delle famiglie greche. Possibile? Viene spontaneo chiedersi. Sebbene in termini di Pil la Germania non è certamente un paese povero mentre la Grecia sicuramente lo è, il 25 per cento della popolazione attiva tedesca guadagna meno di 9,54 euro l’ora. In Europa ci imbattiamo in una percentuale più alta di lavoratori così mal pagati soltanto in Lituania. Le cose in Italia non vanno certamente bene, lo sappiamo tutti, però da noi, alla vigilia delle elezioni tedesche è arrivato il portavoce del commissario agli affari economici dell’Unione Europea, Olli Rehn, per dirci di darci da fare subito, entro la fine di settembre, e far rientrare il deficit di bilancio nel limite imposto del 3 per cento. Come farlo? Sono affari nostri anche se il consiglio dell’Unione è quello di tassare immobili e consumi invece che la produzione, cosa che abbiamo fatto fino ad oggi. E così si riaccende la questione dell’Imu e dell’Iva, due sigle da scegliere. Il risultato sarà però lo stesso: riduzione ulteriore del reddito disponibile delle famiglie. Il governo ci vuol far credere che il motivo per il quale stiamo sforando l’ennesimo parametro imposto da Bruxelles alle nostre finanze – e quello per cui uno straniero può bacchettarci e farci finire sulle prime pagine dei giornali finanziari internazionali quale nazione della periferia ‘a rischio’ – è colpa dell’instabilità politica che ha fatto fermare la discesa dei tassi d’interesse. Sembra una frase da Star Trek: la nebulosa di asteroidi che ci circonda ci impedisce di procedere, il governo come l’equipaggio dell’Enterprise non c’entra niente con questa situazione, per andare avanti bisogna aspettare che passi la nebulosa, nel nostro caso si tratta dell’instabilità politica. In fondo quello che ci vuol far credere Letta, il suo governo e tutto questo parlamento – eletto con una legge elettorale che piace tanto ai politici e che gli elettori detestano – è che l’instabilità politica dipende dai cittadini, non da chi li rappresenta. Ma non basta, aspettiamo che la signora Merkel venga rie–Letta, tanto per fare un gioco di parole, e ci dica lei, o meglio ci imponga lei cosa fare. Imu? Iva? E così via. A quel punto le metamorfosi di un governo di coalizione che nessuno voleva, ma che tutti hanno votato, si trasformerà in un governo tecnico, di robot manovrati da Bruxelles e tutto tornerà come l’anno scorso. Fine della storia. E l’economia? Ma perché a qualcuno interessa l’economia? Tutti gli occhi sono sempre e solo puntati sullo spread, e questo sale o meglio, smette di scendere quando c’è la cosiddetta ‘instabilità politica’. Così almeno vogliono farci credere. ![]() |




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