
>>> Guarda il video della tappa di ieri a Bari! Continua il VINCIAMONOI Tour di Beppe Grillo. Oggi a Napoli, piazza Sanità, ore 20.30. Domani a Reggio Emilia, piazza Prampolini, ore 21.00. La diretta sarà trasmessa in streaming sul blog e su La Cosa. VINCIAMONOI! <<<
Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.
Cancellazione del Fiscal Compact da parte della Repubblica Italiana.
Analisi e spiegazione del punto 1 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.
"E’ il punto centrale della battaglia in Europa per l’Italia. Il Movimento 5 Stelle è l’unica organizzazione politica italiana che ha posto nel proprio programma la necessità immediata di cancellare il Fiscal Compact, identificato come il diabolico meccanismo che distruggerà l’economia italiana.
Che cos’è il Fiscal Compact? E’ una clausola firmata dalle nazioni aderenti al Trattato di Maastricht che identifica il debito pubblico come l’elemento scatenante delle crisi economiche.
Questo assunto nasce dall’applicazione della dottrina liberista, basata sul presupposto che bisogna liberare il mercato privato dei capitali finanziari, e per far ciò bisogna poco a poco eliminare le spese dello Stato, andando a tagliare ogni presenza pubblica nel campo della sanità, dell’istruzione, dei servizi sociali, dei beni comuni, imponendo a ogni singola nazione l’abbattimento del debito e quindi impedendo ogni forma di investimento da parte dello Stato centrale. Per quanto riguarda l’Italia, che ha un debito complessivo nell’ordine di 2.100 miliardi di euro, è stato stabilito che la nostra nazione debba cancellarlo del 50% nell’arco di venti anni, corrispondente a 1.100 miliardi di euro, tagliando dalla spesa pubblica 55 miliardi di euro all’anno a partire dalla prima tranche che scade nella primavera del 2015. Questo significa che a gennaio del 2015 –restando il Fiscal Compact- l’Italia dovrà attuare una eccezionale manovra economica per trovare 55 miliardi di euro. E’ stato calcolato che per raggiungere un simile obiettivo senza operare tagli lineari dei servizi, nel 2014 l’economia italiana nel suo complesso dovrebbe aumentare di un valore tra un +8% e un +12% , come si verificò nel 1960. Le probabilità che ciò accada sono dello 0,0%. Il Fondo Monetario Internazionale, infatti, ha previsto per l’Italia nel 2014 (se va bene) una crescita intorno a un + 0,6%, ultima in Europa. L’Italia, quindi, sarà costretta a vendere parte delle proprie riserve auree depauperando il proprio risparmio strategico nazionale; sarà costretta a svendere le più importanti aziende strategiche nazionali pubbliche ai privati (energia elettrica, acqua, gestione di infrastrutture, Eni, telefonia, siderurgia, turismo balneare e turismo artistico); sarà costretta a svendere il proprio patrimonio artistico di riserva (i ragionieri europei hanno già iniziato la quantificazione di valore dei sotterranei della Galleria degli Uffizi, la somma di reperti archeologici del Museo dell’Antica Roma, il passaggio della gestione dei più importanti siti archeologici nazionali, da Pompei a Selinunte, da Segesta alle tombe etrusche di Volterra); a questo bisogna anche aggiungere la cessione del diritto di occupazione delle battigie dell’intero sistema di spiagge italiane appartenenti al demanio che verranno affidate a multinazionali del turismo gestite dal gruppo tedesco Allianz e dalla Prudential Bache anglo-americana; e infine dovrà ridurre di almeno 20 miliardi di euro all’anno l’investimento nell’istruzione pubblica con la possibile chiusura di almeno 250 atenei statali che passeranno ai privati, comprese grandi università con centinaia di anni alle spalle, la cancellazione della gestione nazionale degli asili-nido che diventeranno tutti privati, probabilmente la cancellazione definitiva di intervento da parte dello Stato a favore dei disabili, oltre che una fortissima tassazione sui ticket sanitari, la contrazione dei mezzi di trasporto pubblici, ecc. Per obbligare le nazioni a rispettare tali parametri, bisognava immettere “l’obbligo di aderenza al Fiscal Compact” all’interno dei singoli meccanismi istituzionali; doveva essere quindi il Parlamento a legiferare in materia. Il 26 luglio 2011, nel corso del Festival de l’Unità a Pesaro, il giornalista Giovanni Floris chiese all’allora segretario del Pd, Pierluigi Bersani, se il suo partito intendesse votare il fiscal compact e lui rispose "non sono mica matto, questo è un meccanismo da strozzini, vuol dire mettere in ginocchio l’Italia, ci obbliga a indebitarci per 20 anni per pagare debiti, che senso ha? Non lo farò mai". Pochi mesi dopo, il Pd lo votava all'unanimità. Mario Monti era stato eletto premier per imporre questa decisione. Il 15 agosto del 2011, a Cortina d’Ampezzo, l’allora ministro dell’economia, Giulio Tremonti, rispondendo alla stessa domanda, dichiarava: "non diciamo sciocchezze. E’ un follia e un suicidio e il popolo della libertà non consentirà mai l’applicazione di questo parametro il cui fine consiste nel depauperare l’Italia senza scampo". Il suo partito, Pdl, pochi mesi dopo, lo votava all'unanimità insieme al Pd. Il 28 agosto del 2011 a Pontida, Roberto Maroni, allora Ministro degli Interni, a nome della Lega Nord dichiarava: "ma stiamo scherzando! Non lo firmeremo mai perché noi siamo in prima linea sul territorio a difesa delle imprese". Pochi mesi dopo lo firmava compatto insieme a Pd e Pdl. A Gennaio del 2014, il premier Matteo Renzi, non appena arrivato a Berlino dichiarò pubblicamente che l’Italia rispetterà fino in fondo sia il Fiscal Compact che l’obbligo di pareggio in bilancio. Per il Movimento 5 Stelle, questo è considerato il punto saliente del proprio programma elettorale alle europee.
Sotto la gogna di questa spaventosa cifra da trovare ogni singolo anno, dal 2015 al 2035, l’Italia annulla ogni possibilità di ripresa. La posta in gioco, oggi, è la più alta in assoluto mai giocata in Europa dal 1712.
Consiste nella destrutturazione della spina dorsale europea per trasformare il continente in un gigantesco bacino d’utenza di individui schiavizzati dal bisogno, quindi obbligati dalla necessità e dalle circostanze a dover accettare per forza ogni imposizione, ogni scelta esterna, ogni dettame, senza più poter fare appello al proprio diritto, sancito e conquistato, di scegliere in piena libertà l’esercizio all’autodeterminazione. E’ una Guerra Invisibile. Ma non per questo meno micidiale di una guerra immediatamente percepibile per le rovine, i lutti e i crateri provocati dalle bombe piovute dagli aerei nemici. E’ la Prima Guerra Mondiale della società post-moderna cresciuta nell’esposizione globale dell’uso dell’alta tecnologia che produce una realtà virtuale. E’ la Prima Guerra dell’”Homo Electronicus” e, come tale, si manifesta attraverso l’uso massivo dei “droni globali mediatici”: quotidiani bombardamenti a tappeto dove, al comando delle invisibili fortezze aeree, si trovano i piloti dirigenti della truppa professionale asservita alla cupola mediatica. Costoro eseguono gli ordini dei colossi della finanza anglo-americana-tedesca che vedono la possibilità di potersi appropriare per sempre dell’intera nostra ricchezza nazionale. In questa micidiale guerra europea ogni nazione ha i suoi droni mediatici, a ogni popolo e a ogni etnia viene offerta la rappresentazione quotidiana di falsi ideologici, di cifre menzognere, dove alla realtà viene sostituita la surrealtà, creando uno stato di confusione permanente; dove le più folli assurdità vengono presentate come norma di riferimento; dove il buon Senso comune è stato cancellato, in modo tale da poter presentare delle soluzioni deliranti e folli come ragionevoli e sensate. Spread, trend, governance, fiscal compact, buyback, firewall, margin call, FMI, BCE, EFSM, WB, ISM, sigle, acronimi e termini per lo più in lingua inglese che stanno a significare la nuova simbolica di massa, proposta e riproposta fino alla nausea, presentata come i nuovi totem di riferimento. Un bombardamento regolarmente presentato e offerto all’ora di cena.
Ma nulla è più precario, traballante, insicuro, quasi impossibile da controllare, di una gigantesca catena speculativa creata nel mondo virtuale delle transazioni bancarie, con investimenti sottratti ai bilanci ufficiali che da un momento all’altro possono determinare e provocare una gigantesca catastrofe finanziaria che farebbe scattare un effetto domino rovinoso. Vivono all’interno di un edificio traballante, terremotato (le banche e le istituzioni finanziarie) e si avvalgono della corruttela complice, nel disperato tentativo di salvare un sistema di valori, di relazionalità e di scambi che loro stessi hanno distrutto giorno dopo giorno, nella più totale dimenticanza e irresponsabilità, perché troppo presi dalle illusioni megalomani covate nei castelli dorati di un territorio di privilegio immeritato. Sono l’antico passato medioevale che ritorna, nel tentativo di ripostularsi per costruire un futuro che non esiste e per cancellare definitivamente, una volta per tutte, le conquiste nate dalla rivoluzione francese in poi.
Il futuro, invece, sono i giovani e tutti coloro che hanno mantenuto saldo il Senso e il Significato dei valori dell’esistenza. La Guerra Invisibile è la guerra tra un’oligarchia di privilegiati che rappresenta gli interessi della finanza speculativa planetaria sovra-nazionale e i cittadini dei singoli popoli e delle singole nazioni.
Combatterla, questa guerra, è un dovere e un diritto di ogni cittadino europeo. E’ per questo motivo che il Movimento 5 Stelle ha messo al primo posto questo punto, nella piena consapevolezza di star combattendo una guerra: da una parte l’oligarchia del privilegio acquisito garantito, dall’altra le istanze della collettività".
Sergio Di Cori Modigliani
*Dal libro di prossima pubblicazione #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con introduzione e primo capito di Gianroberto Casaleggio

Il VINCIAMONOI tour di Beppe Grillo dal 5 al 23 maggio. Tutte le date:
05-mag: Cagliari, piazza dei Centomila
06-mag: Palermo, piazza Politeama
07-mag: Bari, Parco 2 Giugno
Oggi: Napoli, piazza Sanità - ore 20.30
09-mag: Reggio Emilia, piazza Prampolini - ore 21.00
10-mag: Bologna, piazza San Francesco - ore 18.00
11-mag: Treviso, piazza dei Signori - ore 21.15
12-mag: Brescia, piazza Duomo - ore 21.00
13-mag: Bergamo, piazza da confermare - ore 20.30
14-mag: Novara, Piazza martiri della libertà - ore 21.00
15-mag: Pavia, piazza Vittoria - ore 21.00
16-mag: Tortona, Piazza Duomo - ore 21.00
17-mag: Torino, piazza Castello - ore 15.00
17-mag: Verbania, piazzale Flaim - ore 21.00
18-mag: Verona, piazza Bra - ore 21.00
19-mag: pausa
20-mag: Pescara, piazza 1 maggio - ore 18.00
21-mag: Firenze, piazza SS. Annunziata (da confermare) - ore 21.00
22-mag: Milano, piazza Duomo - ore 18.30
23-mag: Roma, piazza San Giovanni - ore 18.00

8 Mag 2014, 17:00 | Scrivi | Commenti (3) |
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Tags: cinque stelle, elezioni, europee, fiscal compact, sergio cori di modigliani, vinciamonoi
"La legge elettorale del Movimento 5 Stelle, costruita insieme, sul blog, è realtà. È un fatto storico, un fatto unico, abbiamo dimostrato che la democrazia diretta può essere attuata in sostituzione della democrazia rappresentativa; non più delega in bianco ma i cittadini possono partecipare direttamente alla costruzione delle leggi. Lo abbiamo fatto con la legge elettorale: 40.000 cittadini iscritti al blog hanno contribuito alla costruzione, passo dopo passo, di tutti gli articoli della legge elettorale. Questa legge elettorale dà per la prima volta ai cittadini il vero potere di decidere. I cittadini potranno, come avete deciso, come abbiamo deciso, scegliere i propri candidati con la preferenza. Non ci saranno più le coalizioni non ci sarà più un premio di maggioranza. Ciò significa che gli eletti, rappresentanti della sovranità popolare in Parlamento, dipenderanno dai cittadini e non più dal capo politico.
Questo lo abbiamo ottenuto inserendo accanto alle preferenze positive (perché, come potete vedere, queste sono le due schede: la prima scheda, quella alla mia sinistra, è la scheda dove si voterà la forza politica. Qui si potrà segnare la forza politica e si potrà anche cancellare - per una o due volte - dei candidati impresentabili), il cosiddetto voto negativo. Come vi ricorderete abbiamo, in una delle otto votazioni, scelto il panachage, cioè due schede: una si vota il partito, l’altra il voto di preferenza. Una volta segnata una X su una forza politica, se all'interno dei candidati ci saranno degli impresentabili, dei collusi con la mafia, della gente che ha speso troppo per la campagna elettorale e quindi si è troppo esposta e che non piace ad un elettorato consapevole ed intelligente, lo potremo cancellare. E sapete che cosa comporta questo? Che i partiti saranno obbligati ad inserire gente credibile, onesta e competente e questo perché il vostro voto negativo comporta la cancellazione di una porzione di voto. In questo caso ci sono 10 candidati, se voi cancellate uno di questi candidati significa che la forza politica votata perderà un decimo del voto e la conseguenza diretta è semplicissima: i partiti e le forze politiche non potranno mettere in lista cosiddetti 'impresentabili' altrimenti i cittadini gli faranno perdere voti. Il potere quindi torna in mano ai cittadini e gli eletti dovranno rispondere ai cittadini. L'altra conseguenza, ancora più importante, è una delle nostre battaglie ovvero sia il vincolo di mandato. Ebbene noi inseriamo il vincolo di mandato senza modificare la Costituzione. Sapete come lo facciamo? Col fatto che se l'eletto non mantiene le promesse in Parlamento i cittadini non lo voteranno più e non potrà più fare politica perché non ha mantenuto le promesse.
Oggi sapete tutti che con quella schifezza del ‘porcellum' e con quel iper schifezza dell’Italicum la rielezione di un parlamentare, di un politico, dipende esclusivamente dal capo. Noi abbiamo eliminato i premi di maggioranza, eliminato le coalizioni, i partiti si presentano da soli, i partiti piccoli sono obbligati ad unirsi altrimenti - con il sistema che abbiamo votato - saranno svantaggiati, quindi abbiamo ottenuto anche l’effetto e l'obiettivo della governabilità sana e, di conseguenza, gli eletti: o rispondono a quello che hanno promesso, continuano a parlare con i cittadini, continuano a spiegare le loro decisioni e portare in Parlamento le istanze e i desideri dei cittadini, oppure la politica per loro non sarà più una professione. Questo veramente è un momento straordinario, questo è il più grande successo del Movimento 5 Stelle, è il più grande e sublime esempio di partecipazione diretta, di democrazia diretta. In alto i cuori."
Vito Crimi e Danilo Toninelli
P.S. Sono arrivate delle email non firmate dirette a giornalisti da un sedicente coordinamento dei circoli della Calabria utilizzante il simbolo del MoVimento 5 Stelle. Si diffida gli autori dal qualificarsi come rappresentanti del MoVimento 5 Stelle e dall'uso del logo del MoVimento 5 Stelle nelle proprie comunicazioni.
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Tags: cinque stelle, elezioni, europee, fiscal compact, sergio cori di modigliani, vinciamonoi

La prima legge elettorale scritta dai cittadini
Questo lo abbiamo ottenuto inserendo accanto alle preferenze positive (perché, come potete vedere, queste sono le due schede: la prima scheda, quella alla mia sinistra, è la scheda dove si voterà la forza politica. Qui si potrà segnare la forza politica e si potrà anche cancellare - per una o due volte - dei candidati impresentabili), il cosiddetto voto negativo. Come vi ricorderete abbiamo, in una delle otto votazioni, scelto il panachage, cioè due schede: una si vota il partito, l’altra il voto di preferenza. Una volta segnata una X su una forza politica, se all'interno dei candidati ci saranno degli impresentabili, dei collusi con la mafia, della gente che ha speso troppo per la campagna elettorale e quindi si è troppo esposta e che non piace ad un elettorato consapevole ed intelligente, lo potremo cancellare. E sapete che cosa comporta questo? Che i partiti saranno obbligati ad inserire gente credibile, onesta e competente e questo perché il vostro voto negativo comporta la cancellazione di una porzione di voto. In questo caso ci sono 10 candidati, se voi cancellate uno di questi candidati significa che la forza politica votata perderà un decimo del voto e la conseguenza diretta è semplicissima: i partiti e le forze politiche non potranno mettere in lista cosiddetti 'impresentabili' altrimenti i cittadini gli faranno perdere voti. Il potere quindi torna in mano ai cittadini e gli eletti dovranno rispondere ai cittadini. L'altra conseguenza, ancora più importante, è una delle nostre battaglie ovvero sia il vincolo di mandato. Ebbene noi inseriamo il vincolo di mandato senza modificare la Costituzione. Sapete come lo facciamo? Col fatto che se l'eletto non mantiene le promesse in Parlamento i cittadini non lo voteranno più e non potrà più fare politica perché non ha mantenuto le promesse.
Oggi sapete tutti che con quella schifezza del ‘porcellum' e con quel iper schifezza dell’Italicum la rielezione di un parlamentare, di un politico, dipende esclusivamente dal capo. Noi abbiamo eliminato i premi di maggioranza, eliminato le coalizioni, i partiti si presentano da soli, i partiti piccoli sono obbligati ad unirsi altrimenti - con il sistema che abbiamo votato - saranno svantaggiati, quindi abbiamo ottenuto anche l’effetto e l'obiettivo della governabilità sana e, di conseguenza, gli eletti: o rispondono a quello che hanno promesso, continuano a parlare con i cittadini, continuano a spiegare le loro decisioni e portare in Parlamento le istanze e i desideri dei cittadini, oppure la politica per loro non sarà più una professione. Questo veramente è un momento straordinario, questo è il più grande successo del Movimento 5 Stelle, è il più grande e sublime esempio di partecipazione diretta, di democrazia diretta. In alto i cuori."
Vito Crimi e Danilo Toninelli
P.S. Sono arrivate delle email non firmate dirette a giornalisti da un sedicente coordinamento dei circoli della Calabria utilizzante il simbolo del MoVimento 5 Stelle. Si diffida gli autori dal qualificarsi come rappresentanti del MoVimento 5 Stelle e dall'uso del logo del MoVimento 5 Stelle nelle proprie comunicazioni.
8 Mag 2014, 11:51 in MoVimento | Scrivi |
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Il #Vinciamonoi tour di Beppe Grillo ieri sera a Bari, al Parco 2 Giugno!
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VINCIAMONOI!
#Vinciamonoi Tour - Bari
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VINCIAMONOI!
7 Mag 2014, 19:12 in MoVimento | Scrivi |
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"Il 16 maggio termineranno le elezioni politiche in India. Una volta formatosi il nuovo governo non ci saranno più ragioni, a parte l'assoluta incapacità del governo italiano, per trattenere a New Delhi i due fucilieri della Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il M5S si è occupato incessantemente del caso e abbiamo presentato, soltanto alla Camera 5 atti di sindacato ispettivo, 1 mozione, 1 risoluzione, 1 question time, 2 interrogazioni a risposta scritta e svariati interventi in aula per mettere il governo di fronte alla sue responsabilità. Non è bastato e siamo andati oltre. La decisone presa come commissione esteri e difesa M5S di recarci in India ha obbligato quelle cariatidi di Casini e Cicchitto a istituire una delegazione ufficiale che facesse, finalmente, visita ai marò Latorre e Girone e pressione sul governo indiano. Responsabili o no della morte dei due pescatori indiani Massimiliano e Salvatore sono due soldati italiani che hanno obbedito a degli ordini ricevuti. Fino ad oggi il M5S ha scelto la strada dell'opposizione dura ma responsabile. Ora basta! All'estero credono che gli italiani siano quelli della trattativa Stato-Mafia o della nuova versione Stadio-Mafia. La perdita di prestigio internazionale con la conseguente perdita di potere contrattuale e diplomatico nasce tutta da qui. Dai bunga-bunga, dai condannati che salgono al Quirinale, dai piduisti che riformano la Costituzione o dai mafiosi che fondano partiti politici. Il popolo italiano ha una dignità a differenza della gentaglia che ci ha governato in questi anni. O il Ministro degli esteri farà tornare in Italia i nostri ragazzi subito dopo la conclusione delle elezioni indiane o inizieremo a trattare direttamente con le autorità indiane. Sono passati oltre 2 anni, è ora che Salvatore e Massimiliano tornino a casa." Commissioni Esteri e Difesa M5S Camera
Riportiamo in Italia i marò Latorre e Girone
7 Mag 2014, 18:00 in Politica | Scrivi |
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"C’è qualcosa di inquietante nella cultura del nostro Paese. O in quel che rimane della "cultura" di questo Paese. Da ormai due anni viviamo in quello che ho definito il colpo di Stato permanente. Definizione netta, radicale, me ne rendo conto. E mi rendo anche conto che possa non essere condivisa da molti. Mi è stato rimproverato che, più che di "colpo di Stato", avrei dovuto parlare di stato di eccezione permanente, o emergenza permanente. Fatto è – almeno questo mi sia concesso – che la nostra Costituzione, il nostro ordinamento costituzionale, da almeno due anni ha subito una serie di trasformazioni che, pur senza modificare il dettato della Carta, hanno consentito il passaggio, di fatto, da una forma parlamentare ad una presidenziale. Ciò che trovo inquietante, è che proprio da parte di coloro che di professione dovrebbero occuparsi di tutto ciò, ossia i costituzionalisti, vi sia stato un silenzio assordante durante tutto questo tempo, un silenzio che continua tutt’oggi. Su tutto ciò che è accaduto, non hanno nulla da dire, né da eccepire.
Trascuriamo pure tutti coloro che sono a busta paga dei grandi quotidiani nazionali, che scrivono sotto dettatura. Trascuriamo anche quelli assoldati da Re Giorgio per cambiare la Costituzione, trascuriamo i saggi e i meno saggi che hanno messo mano ad un progetto incostituzionale di riforma della nostra Carta (e di cui 5 risultano, peraltro, oggi indagati dalla Procura di Bari per vicende relative al dubbio svolgimento di una serie di concorsi universitari banditi per diritto costituzionale. Si aggiunga anche che, tra gli indagati, c’è il costituzionalista ed ex Presidente dell’Autorità garante per la privacy Francesco Pizzetti). Trascuriamo, ancora, quanti, dalla cattedra, sono passati a ricoprire cariche politiche essenziali, dalla Corte Costituzionale in giù, e che hanno rendite e posizioni da difendere. Trascuriamoli pure tutti loro. Restano, però, i centinaia di professori, ordinari e non, ricercatori e studiosi che hanno taciuto e continuano a tacere di fronte allo scempio che si sta facendo delle nostre istituzioni repubblicane. Certo, ci sono delle eccezioni. Ma sono poche, troppo poche (come troppo pochi furono i professori che dissero no al “giuramento”). Certamente sono penose le uscite servili dei professori a stipendio, sono penosi gli articoli a difesa di Napolitano che escono sui giornali di regime. Ma non è forse più inquietante il servilismo del tacere?
Se cercate di parlare con qualcuno di loro, vi risponderà – con un sorriso pieno di disprezzo, ma anche di malafede – che non è successo niente, che Napolitano è il miglior Presidente della Repubblica, tanto da essere stato persino rieletto. Non riflettono neppure su questo: uno schiaffo alla Costituzione, quello della rielezione, che reclama ancora vendetta. Non si rendono conto o ancora peggio vogliono tenere nascosto il dato politico reale: il passaggio da una forma di Stato parlamentare ad una forma di Stato fortemente presidenziale, che si regge sul tandem Presidente della Repubblica - Corte costituzionale e che stravolge completamente lo spirito della Carta costituzionale. L’intero sistema fa perno su Napolitano e su una Corte Costituzionale che ne riflette quasi sempre le intenzioni: gli ha dato ragione sul conflitto di attribuzione, gli ha dato ragione sul Porcellum.
Come mai ai tempi di Cossiga, delle “picconature” (che erano dolci carezze rispetto a quello che sta ora succedendo) il dibattito tra i costituzionalisti era molto vivace mentre oggi è del tutto assente? La risposta non è difficile. L'intera corporazione dei costituzionalisti è colonizzata dal PD e risponde agli ordini di questo partito. Ma il PD ormai non ha alcuna prospettiva, è privo di qualsiasi visione: l'unica cosa che conta è sopravvivere insieme a FI conservando l'attuale situazione di potere.
Se nessuno parla del Colpo di Stato in cui viviamo, se si snobba chi ne parla come complottista avulso dalla realtà, allora il gioco dell’omertà potrà avere successo. Una politica dello struzzo che nasconde il pauroso vuoto morale di un ceto di giuristi asserviti ad un partito. Minimizzano, tacciono, si nascondono dietro il dito della legalità, mentre la Costituzione che loro dovrebbero insegnare e commentare viene quotidianamente stuprata. Fino a quando potrà durare? Fino a quando continueranno a prenderci per il culo? E soprattutto: fino a quando il popolo italiano lo consentirà?".
Paolo Becchi
Il silenzio dei (non) innocenti

"C’è qualcosa di inquietante nella cultura del nostro Paese. O in quel che rimane della "cultura" di questo Paese. Da ormai due anni viviamo in quello che ho definito il colpo di Stato permanente. Definizione netta, radicale, me ne rendo conto. E mi rendo anche conto che possa non essere condivisa da molti. Mi è stato rimproverato che, più che di "colpo di Stato", avrei dovuto parlare di stato di eccezione permanente, o emergenza permanente. Fatto è – almeno questo mi sia concesso – che la nostra Costituzione, il nostro ordinamento costituzionale, da almeno due anni ha subito una serie di trasformazioni che, pur senza modificare il dettato della Carta, hanno consentito il passaggio, di fatto, da una forma parlamentare ad una presidenziale. Ciò che trovo inquietante, è che proprio da parte di coloro che di professione dovrebbero occuparsi di tutto ciò, ossia i costituzionalisti, vi sia stato un silenzio assordante durante tutto questo tempo, un silenzio che continua tutt’oggi. Su tutto ciò che è accaduto, non hanno nulla da dire, né da eccepire.
Trascuriamo pure tutti coloro che sono a busta paga dei grandi quotidiani nazionali, che scrivono sotto dettatura. Trascuriamo anche quelli assoldati da Re Giorgio per cambiare la Costituzione, trascuriamo i saggi e i meno saggi che hanno messo mano ad un progetto incostituzionale di riforma della nostra Carta (e di cui 5 risultano, peraltro, oggi indagati dalla Procura di Bari per vicende relative al dubbio svolgimento di una serie di concorsi universitari banditi per diritto costituzionale. Si aggiunga anche che, tra gli indagati, c’è il costituzionalista ed ex Presidente dell’Autorità garante per la privacy Francesco Pizzetti). Trascuriamo, ancora, quanti, dalla cattedra, sono passati a ricoprire cariche politiche essenziali, dalla Corte Costituzionale in giù, e che hanno rendite e posizioni da difendere. Trascuriamoli pure tutti loro. Restano, però, i centinaia di professori, ordinari e non, ricercatori e studiosi che hanno taciuto e continuano a tacere di fronte allo scempio che si sta facendo delle nostre istituzioni repubblicane. Certo, ci sono delle eccezioni. Ma sono poche, troppo poche (come troppo pochi furono i professori che dissero no al “giuramento”). Certamente sono penose le uscite servili dei professori a stipendio, sono penosi gli articoli a difesa di Napolitano che escono sui giornali di regime. Ma non è forse più inquietante il servilismo del tacere?
Se cercate di parlare con qualcuno di loro, vi risponderà – con un sorriso pieno di disprezzo, ma anche di malafede – che non è successo niente, che Napolitano è il miglior Presidente della Repubblica, tanto da essere stato persino rieletto. Non riflettono neppure su questo: uno schiaffo alla Costituzione, quello della rielezione, che reclama ancora vendetta. Non si rendono conto o ancora peggio vogliono tenere nascosto il dato politico reale: il passaggio da una forma di Stato parlamentare ad una forma di Stato fortemente presidenziale, che si regge sul tandem Presidente della Repubblica - Corte costituzionale e che stravolge completamente lo spirito della Carta costituzionale. L’intero sistema fa perno su Napolitano e su una Corte Costituzionale che ne riflette quasi sempre le intenzioni: gli ha dato ragione sul conflitto di attribuzione, gli ha dato ragione sul Porcellum.
Come mai ai tempi di Cossiga, delle “picconature” (che erano dolci carezze rispetto a quello che sta ora succedendo) il dibattito tra i costituzionalisti era molto vivace mentre oggi è del tutto assente? La risposta non è difficile. L'intera corporazione dei costituzionalisti è colonizzata dal PD e risponde agli ordini di questo partito. Ma il PD ormai non ha alcuna prospettiva, è privo di qualsiasi visione: l'unica cosa che conta è sopravvivere insieme a FI conservando l'attuale situazione di potere.
Se nessuno parla del Colpo di Stato in cui viviamo, se si snobba chi ne parla come complottista avulso dalla realtà, allora il gioco dell’omertà potrà avere successo. Una politica dello struzzo che nasconde il pauroso vuoto morale di un ceto di giuristi asserviti ad un partito. Minimizzano, tacciono, si nascondono dietro il dito della legalità, mentre la Costituzione che loro dovrebbero insegnare e commentare viene quotidianamente stuprata. Fino a quando potrà durare? Fino a quando continueranno a prenderci per il culo? E soprattutto: fino a quando il popolo italiano lo consentirà?".
Paolo Becchi
7 Mag 2014, 10:41 in Muro del pianto | Scrivi |
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Il #Vinciamonoi tour di Beppe Grillo da piazza Politeama a Palermo!
VINCIAMONOI!
#Vinciamonoi Tour - Palermo
VINCIAMONOI!
6 Mag 2014, 20:22 in MoVimento | Scrivi |
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Nel 1300 in Europa arrivò la peste nera. Fu portata da delle navi genovesi dalla Crimea alla Sicilia e da lì dilagò in tutta Europa. Morì tra un terzo e la metà della popolazione europea e l'economia fu completamente distrutta. Vasti territori coltivati furono abbandonati, i raccolti rovinati e alcune grandi città spopolate. Topi e pulci furono i portatori dell'epidemia. I rimedi messi in campo furono solo dei palliativi, un po' come gli 80 euro di Renzie (da lui definiti con spregio e sarcasmo "l'antipasto"): preghiera, penitenza, quarantena dei malati, sfollamento delle persone sane e ricerca di capri espiatori. Quando è arrivata la nuova peste in Europa? E' epidemica come quella medioevale, spietata nel distruggere le economie nazionali più deboli, indifferente alla democrazia e allo Stato sociale. E' giunta tra noi, silenziosa, tra la fine dello scorso secolo e l'attuale. La sua esplosione è avvenuta con la caduta del muro di Berlino e l'avvento del Supercapitalismo e della finanza. Da quel momento il morbo non ha più avuto freni. In Italia il ceppo iniziale della Peste nera ha avuto una sua mutazione, la cosiddetta Peste rossa. Una peste più subdola, insidiosa, che si è qualificata come cura invece che malattia. Un farmaco miracoloso venduto da imbonitori del "lavoro, lavoro, lavoro",ricatto che verrebbe eliminato con il reddito di cittadinanza, e del politicamente corretto. I suoi effetti sono stati il deserto della produzione, la morte dell'innovazione, il cemento come idea di futuro e il massacro dell'ambiente. Dove è passata la Peste rossa, che si indigna se viene chiamata così, in particolare i vecchi compagni che hanno bisogno di una fede, di "Credere, Obbedire e Combattere", e più ancora di loro i nuovi affaristi rossi venduti alle multinazionali, lupi travestiti da agnelli post comunisti, figli di massoni e non di operai. La Peste rossa ha ormai i suoi luoghi dove si possono ammirare nuove Hiroshima nostrane. Dal MPS di Siena, alla Lucchini di Piombino, alla Sorgenia di Vado, all'Olivetti di Ivrea, alla Telecom (ex) Italia, alle nuove schiavitù di Prato, all'ILVA di Taranto alla Tav in Val di Susa. Un elenco interminabile dove il minimo comun denominatore è la crescita spacciata per progresso. Gli untori sono immancabilmente il PD (spesso alleato con Forza Italia o con quello che ne resta) e le cooperative rosse, quest'ultime instancabili cementificatrici del territorio con i soldi pubblici, dalla Val di Susa all'Expo di Milano. Gli untori della Peste rossa sono permalosi, chi li accusa è sempre in odore di fascismo, nazista, contro l'informazione, antidemocratico e non si accorgono che così si qualificano per quello che invece sono loro: fascisti, anzi "fascistelli" che fa più figo, per dirla alla De Benedetti. Durante il tour elettorale "Vinciamonoi" mi recherò in raccoglimento in questi luoghi martoriati, sono stato per ora a Piombino e a Siena. Attenti agli untori e in alto i cuori!
P.S. Il MoVimento 5 Stelle non è rappresentato da nessuna lista a Marina di Bibbona, si diffida Massimiliano Rugo dal qualificarsi come rappresentante del Movimento 5 Stelle con la sua lista civica.
La Peste rossa

Nel 1300 in Europa arrivò la peste nera. Fu portata da delle navi genovesi dalla Crimea alla Sicilia e da lì dilagò in tutta Europa. Morì tra un terzo e la metà della popolazione europea e l'economia fu completamente distrutta. Vasti territori coltivati furono abbandonati, i raccolti rovinati e alcune grandi città spopolate. Topi e pulci furono i portatori dell'epidemia. I rimedi messi in campo furono solo dei palliativi, un po' come gli 80 euro di Renzie (da lui definiti con spregio e sarcasmo "l'antipasto"): preghiera, penitenza, quarantena dei malati, sfollamento delle persone sane e ricerca di capri espiatori. Quando è arrivata la nuova peste in Europa? E' epidemica come quella medioevale, spietata nel distruggere le economie nazionali più deboli, indifferente alla democrazia e allo Stato sociale. E' giunta tra noi, silenziosa, tra la fine dello scorso secolo e l'attuale. La sua esplosione è avvenuta con la caduta del muro di Berlino e l'avvento del Supercapitalismo e della finanza. Da quel momento il morbo non ha più avuto freni. In Italia il ceppo iniziale della Peste nera ha avuto una sua mutazione, la cosiddetta Peste rossa. Una peste più subdola, insidiosa, che si è qualificata come cura invece che malattia. Un farmaco miracoloso venduto da imbonitori del "lavoro, lavoro, lavoro",ricatto che verrebbe eliminato con il reddito di cittadinanza, e del politicamente corretto. I suoi effetti sono stati il deserto della produzione, la morte dell'innovazione, il cemento come idea di futuro e il massacro dell'ambiente. Dove è passata la Peste rossa, che si indigna se viene chiamata così, in particolare i vecchi compagni che hanno bisogno di una fede, di "Credere, Obbedire e Combattere", e più ancora di loro i nuovi affaristi rossi venduti alle multinazionali, lupi travestiti da agnelli post comunisti, figli di massoni e non di operai. La Peste rossa ha ormai i suoi luoghi dove si possono ammirare nuove Hiroshima nostrane. Dal MPS di Siena, alla Lucchini di Piombino, alla Sorgenia di Vado, all'Olivetti di Ivrea, alla Telecom (ex) Italia, alle nuove schiavitù di Prato, all'ILVA di Taranto alla Tav in Val di Susa. Un elenco interminabile dove il minimo comun denominatore è la crescita spacciata per progresso. Gli untori sono immancabilmente il PD (spesso alleato con Forza Italia o con quello che ne resta) e le cooperative rosse, quest'ultime instancabili cementificatrici del territorio con i soldi pubblici, dalla Val di Susa all'Expo di Milano. Gli untori della Peste rossa sono permalosi, chi li accusa è sempre in odore di fascismo, nazista, contro l'informazione, antidemocratico e non si accorgono che così si qualificano per quello che invece sono loro: fascisti, anzi "fascistelli" che fa più figo, per dirla alla De Benedetti. Durante il tour elettorale "Vinciamonoi" mi recherò in raccoglimento in questi luoghi martoriati, sono stato per ora a Piombino e a Siena. Attenti agli untori e in alto i cuori!
P.S. Il MoVimento 5 Stelle non è rappresentato da nessuna lista a Marina di Bibbona, si diffida Massimiliano Rugo dal qualificarsi come rappresentante del Movimento 5 Stelle con la sua lista civica.
6 Mag 2014, 14:53 in Politica | Scrivi |
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"Perchè quando tu compri con i soldi... non stai comprando con i soldi, stai comprando con il tempo della tua vita che hai dovuto impiegare per guadagnare quei soldi. E l'unica cosa che non si compra è la vita. Quindi bisogna essere avari nel modo di spenderla.
E vedo che l'Umanità è impazzita perdendo tempo. Non ha tempo per i figli, non ha tempo... quando sei giovane non ha tempo per la fidanzata, poi non ha tempo per i figli, poi per un'altra cosa, quindi quando te ne rendi conto sei un vecchio reumatico ed hai passato il tempo pagando la carta di credito, e quant'altro.
Quindi la mia austerità è un modo di mostrare: ragazzo non prendere quel cammino."Jose Mújica
Intervistatrice:
Buongiorno, piacere di conoscerla. Lei che discende da spagnoli, questa visita ha per lei qualcosa di speciale?
Presidente Jose Mújica:
Si, ho molta nostalgia. Inoltre penso in castigliano. E questo non è cosa da poco. Inoltre, la mia generazione è molto influenzata da tutto quanto succede in Spagna.
Dalla generazione del '98 Azorin, le lotte ed i dolori della Spagna hanno seminato in America Latina molte persone di valore che diffusero cultura ed al di là delle definizioni politiche in ogni caso lasciarono cose impossibili da misurare che compongono il nostro modo di essere. Come diceva Darío, non testualmente... la mia amante è di Parigi la mia sposa è della Castiglia. Quindi c'è una matrice che ha molto a che vedere con la Spagna
Intervistatrice:
Oltre a quella nostalgia di quei nessi reali e personali fra la Spagna ed Urugay, ci sono anche nessi economici e aziendali, ci sono molte relazioni di aziende spagnole in Uruguay. È sicuro investire nel suo Paese?
Presidente Jose Mújica:
Il mio Paese è piccolo ed è in un angolo importante. Se fosse per il mercato andrebbero da altri più grandi. Per questo dobbiamo giocare la carta della serietà della sicurezza perchè nel mondo non si cerca solo guadagno ma anche sicurezza. E questa la offre l'Uruguay.
Non è un problema di questo governo, nè di un altro: è un'attitudine degli uruguayani. Qualsiasi partito vinca in Uruguay, si farà responsabile dei compromessi del governo che lo ha preceduto.
Nonostante stia all'opposizione. È un valore che abbiamo generato come cultura. E scommettiamo
che si collocheranno investimenti in direzione alla zona Sud, una realtà di 270 milioni di abitanti
cerchiamo di offrire questo al mondo e la Spagna lo ha capito
Intervistatrice:
Come vede dal suo punto di vista di uruguayano, dalla serietà , dal compromesso di cui mi parla, la crisi in Spagna, dove vivono molti uruguayani, in mezzo a questa crisi e soprattutto nell'Unione Europea?
Presidente Jose Mújica:
A noi uruguayani ci influenza, abbiamo perso partecipazione in alcuni mercati importanti di valore aggiunto, perchè è caduto il potere di acquisto dell'Europa, è una cosa nota. Per esempio
vendevamo pesci molto ben preparati come cibo nei supermercati italiani con il marchio eccetera, fantastico. Il business è però crollato. E quel valore aggiunto non si vende altrove.
La crisi europea ci riguarda, ma si sta prolungando nel tempo, l'Europa non ha solo, è la mia impressione, una crisi economica, ma anche una crisi política che sta scatenando una serie di eventi. Sono gli eventi che governano gli uomini, e non gli uomini che governano gli eventi!
Intervistatrice:
Alla crisi economica di cui parlavamo alla crisi politica a cui si riferisce io ne aggiungo una terza la crisi dei valori. Cosa è per lei fare politica?
Presidente Jose Mújica:
La politica ha a che vedere con la vita di relazione della polis e da come la vedo la politica è la lotta
per migliorare la vita della gente, personalmente aggiungerei un altro punto: vivere meglio non è solo avere di più ma essere più felici. E questo a volte ha a che fare con le carenze materiali ma ha anche a che vedere con altre cose. Siamo sempre con l'acqua al collo perchè se non reagiamo e l'economia non cresce è una tragedia. Però l'uomo ha bisogno di "questo" e di altre cose.
Clicca qui per leggere l'intervista integrale
Grazie agli Amici Movimento Cinque Stelle Madrid -Spagna per la collaborazione
P.S. Stefano Piroddi e Pietro Salaris sono diffidati dal creare una struttura regionale in rappresentanza del MoVimento 5 Stelle non avendo alcun titolo per crearla.
P.S.2 La lista depositata a Foggia con il simbolo del MoVimento 5 Stelle non corrisponde al volere espresso nelle comunarie da parte degli iscritti ed è stata arbitrariamente compilata da parte di Vincenzo Rizzi che ha tradito lo spirito del MoVimento.
Passaparola - Jose Mújica, Il Presidente più povero del mondo
E vedo che l'Umanità è impazzita perdendo tempo. Non ha tempo per i figli, non ha tempo... quando sei giovane non ha tempo per la fidanzata, poi non ha tempo per i figli, poi per un'altra cosa, quindi quando te ne rendi conto sei un vecchio reumatico ed hai passato il tempo pagando la carta di credito, e quant'altro.
Quindi la mia austerità è un modo di mostrare: ragazzo non prendere quel cammino."Jose Mújica
Intervistatrice:
Buongiorno, piacere di conoscerla. Lei che discende da spagnoli, questa visita ha per lei qualcosa di speciale?
Presidente Jose Mújica:
Si, ho molta nostalgia. Inoltre penso in castigliano. E questo non è cosa da poco. Inoltre, la mia generazione è molto influenzata da tutto quanto succede in Spagna.
Dalla generazione del '98 Azorin, le lotte ed i dolori della Spagna hanno seminato in America Latina molte persone di valore che diffusero cultura ed al di là delle definizioni politiche in ogni caso lasciarono cose impossibili da misurare che compongono il nostro modo di essere. Come diceva Darío, non testualmente... la mia amante è di Parigi la mia sposa è della Castiglia. Quindi c'è una matrice che ha molto a che vedere con la Spagna
Intervistatrice:
Oltre a quella nostalgia di quei nessi reali e personali fra la Spagna ed Urugay, ci sono anche nessi economici e aziendali, ci sono molte relazioni di aziende spagnole in Uruguay. È sicuro investire nel suo Paese?
Presidente Jose Mújica:
Il mio Paese è piccolo ed è in un angolo importante. Se fosse per il mercato andrebbero da altri più grandi. Per questo dobbiamo giocare la carta della serietà della sicurezza perchè nel mondo non si cerca solo guadagno ma anche sicurezza. E questa la offre l'Uruguay.
Non è un problema di questo governo, nè di un altro: è un'attitudine degli uruguayani. Qualsiasi partito vinca in Uruguay, si farà responsabile dei compromessi del governo che lo ha preceduto.
Nonostante stia all'opposizione. È un valore che abbiamo generato come cultura. E scommettiamo
che si collocheranno investimenti in direzione alla zona Sud, una realtà di 270 milioni di abitanti
cerchiamo di offrire questo al mondo e la Spagna lo ha capito
Intervistatrice:
Come vede dal suo punto di vista di uruguayano, dalla serietà , dal compromesso di cui mi parla, la crisi in Spagna, dove vivono molti uruguayani, in mezzo a questa crisi e soprattutto nell'Unione Europea?
Presidente Jose Mújica:
A noi uruguayani ci influenza, abbiamo perso partecipazione in alcuni mercati importanti di valore aggiunto, perchè è caduto il potere di acquisto dell'Europa, è una cosa nota. Per esempio
vendevamo pesci molto ben preparati come cibo nei supermercati italiani con il marchio eccetera, fantastico. Il business è però crollato. E quel valore aggiunto non si vende altrove.
La crisi europea ci riguarda, ma si sta prolungando nel tempo, l'Europa non ha solo, è la mia impressione, una crisi economica, ma anche una crisi política che sta scatenando una serie di eventi. Sono gli eventi che governano gli uomini, e non gli uomini che governano gli eventi!
Intervistatrice:
Alla crisi economica di cui parlavamo alla crisi politica a cui si riferisce io ne aggiungo una terza la crisi dei valori. Cosa è per lei fare politica?
Presidente Jose Mújica:
La politica ha a che vedere con la vita di relazione della polis e da come la vedo la politica è la lotta
per migliorare la vita della gente, personalmente aggiungerei un altro punto: vivere meglio non è solo avere di più ma essere più felici. E questo a volte ha a che fare con le carenze materiali ma ha anche a che vedere con altre cose. Siamo sempre con l'acqua al collo perchè se non reagiamo e l'economia non cresce è una tragedia. Però l'uomo ha bisogno di "questo" e di altre cose.
Clicca qui per leggere l'intervista integrale
Grazie agli Amici Movimento Cinque Stelle Madrid -Spagna per la collaborazione
P.S. Stefano Piroddi e Pietro Salaris sono diffidati dal creare una struttura regionale in rappresentanza del MoVimento 5 Stelle non avendo alcun titolo per crearla.
P.S.2 La lista depositata a Foggia con il simbolo del MoVimento 5 Stelle non corrisponde al volere espresso nelle comunarie da parte degli iscritti ed è stata arbitrariamente compilata da parte di Vincenzo Rizzi che ha tradito lo spirito del MoVimento.
5 Mag 2014, 14:19 in Passaparola | Scrivi |
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"Costerà 63 miliardi la più onerosa e imponente opera pubblica italiana, ed è del tutto inutile. C’è scritto nero su bianco in uno studio commissionato all’università austriaca di Innsbruck dalla stessa società costruttrice, e tenuto ben chiuso in un cassetto dal governo. Ma noi del Movimento 5 Stelle siamo riusciti ad aprire quel cassetto e a rivelarne il contenuto. È la Tav del Brennero: un’opera mastodontica di cui nessuno parla ma che supera per impegno di spesa anche quella della Val di Susa.
E non bruscolini. 63 miliardi: soldi che potremmo risparmiare perché, come dicono gli scienziati che hanno firmato il Public Health, questo il nome del documento – circa mille pagine, scaricabile qui - nascosto per otto anni, quell’opera non serve né per migliorare in modo significativo la salute pubblica né per diminuire il traffico merci autostradale e quindi l’inquinamento che ne deriva.
Il progetto prevede la realizzazione della Galleria di base del Brennero (55 chilometri da Innsbruck a Fortezza di cui 23 in territorio italiano) e le tratte di accesso sud che collegherebbero Fortezza a Verona. Su 218 km di tracciato dal confine a Verona, dovrebbero essere scavati 191 km di gallerie. L’obiettivo sarebbe spostare il traffico merci dall’autostrada A22 del Brennero e dalla ferrovia storica alla nuova linea sotto le montagne.
Tutti condizionali d’obbligo: nel 2006, quando lo studio sugli effetti che la Galleria di base avrebbe prodotto fu consegnato, la previsione era che il tunnel sarebbe entrato in esercizio per il 2015, ma a oggi i chilometri scavati sono ben pochi (2 km di gallerie principali). Secondo l’Italia il tunnel di base costerebbe 9,7 miliardi, mentre secondo la Corte dei Conti austriaca 24; tutto il progetto, secondo stime indipendenti, verrebbe a costare 63 miliardi di euro, in difetto.
Leggendo il Public Health si capisce bene perché è stato chiuso nei cassetti dalla Bbt Se, la società che sta costruendo l’opera e che è per metà austriaca e per metà italiana (posseduta da Rfi più le province di Bolzano, Trento e Verona).
Al 2015 – si legge nel rapporto – il nuovo tunnel sarebbe stato in grado di assorbire solo la crescita di traffico su gomma prevista, lasciando sulla A22 un numero di Tir esattamente uguale al passato. Opera inutile, dunque, visto che lungo l’autostrada si registrano emissioni inquinanti superiori del 50% ai limiti imposti dall’UE. Secondo lo studio, infatti, si registrerebbe a Galleria di base ultimata una riduzione dell’inquinante NO2 del 12%, ma ciò sarebbe dovuto alla prevedibile evoluzione tecnologica dei camion e non allo spostamento di traffico determinato dalla nuova ferrovia.
Ricordiamo che secondo le previsioni dei promotori dell’opera, nel 2012 avrebbero dovuto essere trasportate sulla A22 41 milioni di tonnellate di merci, che sarebbero state ridotte a 32 con il nuovo tunnel. Invece nel 2012 le merci su gomma non superavano le 29 tonnellate. L’errore nelle previsioni di traffico è del 30%.
Gli effetti positivi sull’ambiente e sulla salute delle persone secondo lo studio sarebbero trascurabili, dato che non è previsto lo spostamento del traffico merci dalla gomma alla rotaia. Il rumore elevato e l’inquinamento non si ridurrebbero, calcolano i medici di Innsbruck.
Per farlo, diciamo noi, sarebbe necessario introdurre barriere acustiche, materiale rotabile moderno, utilizzare al massimo la ferrovia storica (oggi utilizzata al 30% della sua capacità), incentivare il traffico merci ferroviario e disincentivare quello su gomma. Si dovrebbe infatti equiparare il pedaggio della A22 a quello degli altri valichi alpini: più della metà del traffico di Tir della A22 transita al Brennero pur allungando il tragitto perché costa 6 volte di meno rispetto alle autostrade austriache e svizzere.
Dal 2006 il documento era chiuso nei cassetti. Grazie al deputato trentino Riccardo Fraccaro e al Movimento 5 Stelle quel cassetto è stato aperto.
Qui il link per leggere la sintesi dello studio elaborata da notavbrennero.info." M5S Camera
63 miliardi per un'opera inutile #NoTavBrennero

"Costerà 63 miliardi la più onerosa e imponente opera pubblica italiana, ed è del tutto inutile. C’è scritto nero su bianco in uno studio commissionato all’università austriaca di Innsbruck dalla stessa società costruttrice, e tenuto ben chiuso in un cassetto dal governo. Ma noi del Movimento 5 Stelle siamo riusciti ad aprire quel cassetto e a rivelarne il contenuto. È la Tav del Brennero: un’opera mastodontica di cui nessuno parla ma che supera per impegno di spesa anche quella della Val di Susa.
E non bruscolini. 63 miliardi: soldi che potremmo risparmiare perché, come dicono gli scienziati che hanno firmato il Public Health, questo il nome del documento – circa mille pagine, scaricabile qui - nascosto per otto anni, quell’opera non serve né per migliorare in modo significativo la salute pubblica né per diminuire il traffico merci autostradale e quindi l’inquinamento che ne deriva.
Il progetto prevede la realizzazione della Galleria di base del Brennero (55 chilometri da Innsbruck a Fortezza di cui 23 in territorio italiano) e le tratte di accesso sud che collegherebbero Fortezza a Verona. Su 218 km di tracciato dal confine a Verona, dovrebbero essere scavati 191 km di gallerie. L’obiettivo sarebbe spostare il traffico merci dall’autostrada A22 del Brennero e dalla ferrovia storica alla nuova linea sotto le montagne.
Tutti condizionali d’obbligo: nel 2006, quando lo studio sugli effetti che la Galleria di base avrebbe prodotto fu consegnato, la previsione era che il tunnel sarebbe entrato in esercizio per il 2015, ma a oggi i chilometri scavati sono ben pochi (2 km di gallerie principali). Secondo l’Italia il tunnel di base costerebbe 9,7 miliardi, mentre secondo la Corte dei Conti austriaca 24; tutto il progetto, secondo stime indipendenti, verrebbe a costare 63 miliardi di euro, in difetto.
Leggendo il Public Health si capisce bene perché è stato chiuso nei cassetti dalla Bbt Se, la società che sta costruendo l’opera e che è per metà austriaca e per metà italiana (posseduta da Rfi più le province di Bolzano, Trento e Verona).
Al 2015 – si legge nel rapporto – il nuovo tunnel sarebbe stato in grado di assorbire solo la crescita di traffico su gomma prevista, lasciando sulla A22 un numero di Tir esattamente uguale al passato. Opera inutile, dunque, visto che lungo l’autostrada si registrano emissioni inquinanti superiori del 50% ai limiti imposti dall’UE. Secondo lo studio, infatti, si registrerebbe a Galleria di base ultimata una riduzione dell’inquinante NO2 del 12%, ma ciò sarebbe dovuto alla prevedibile evoluzione tecnologica dei camion e non allo spostamento di traffico determinato dalla nuova ferrovia.
Ricordiamo che secondo le previsioni dei promotori dell’opera, nel 2012 avrebbero dovuto essere trasportate sulla A22 41 milioni di tonnellate di merci, che sarebbero state ridotte a 32 con il nuovo tunnel. Invece nel 2012 le merci su gomma non superavano le 29 tonnellate. L’errore nelle previsioni di traffico è del 30%.
Gli effetti positivi sull’ambiente e sulla salute delle persone secondo lo studio sarebbero trascurabili, dato che non è previsto lo spostamento del traffico merci dalla gomma alla rotaia. Il rumore elevato e l’inquinamento non si ridurrebbero, calcolano i medici di Innsbruck.
Per farlo, diciamo noi, sarebbe necessario introdurre barriere acustiche, materiale rotabile moderno, utilizzare al massimo la ferrovia storica (oggi utilizzata al 30% della sua capacità), incentivare il traffico merci ferroviario e disincentivare quello su gomma. Si dovrebbe infatti equiparare il pedaggio della A22 a quello degli altri valichi alpini: più della metà del traffico di Tir della A22 transita al Brennero pur allungando il tragitto perché costa 6 volte di meno rispetto alle autostrade austriache e svizzere.
Dal 2006 il documento era chiuso nei cassetti. Grazie al deputato trentino Riccardo Fraccaro e al Movimento 5 Stelle quel cassetto è stato aperto.
Qui il link per leggere la sintesi dello studio elaborata da notavbrennero.info." M5S Camera
5 Mag 2014, 09:30 in Trasporti/Viabilità | Scrivi |
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di Sergio Di Cori Modigliani
“Questo paralitico sgangherato e il suo amico frocio damerino londinese affonderanno per sempre l’America distruggendola”. Così, Edward Hodgson, responsabile della campagna presidenziale per la rielezione di Hoover, apriva la battaglia elettorale nel 1932 in Usa, descrivendo Roosevelt e Keynes. Fu la più sanguinosa campagna presidenziale della Storia nel secolo scorso e anche la più costosa, per i repubblicani. La Standard Oil, la Manufacturers Hannover Trust, il gruppo Rockfeller, la Morgan Stanley, si gettarono nella mischia con tutta la loro potenza finanziaria sostenendo che “soltanto il pareggio di bilancio potrà salvarci dalla rovina economica”. La campagna si concluse con la vittoria di Roosevelt che ottenne il 58% dei voti. Due giorni prima del suo insediamento, nel febbraio del 1933, a Miami, veniva preso a pistolettate da un muratore calabrese, Giuseppe Zangara, emigrato dieci anni prima da Crotone. Roosevelt ne uscì illeso, mentre il sindaco di Chicago che gli sedeva accanto morì colpito dalle pallottole. Quando la polizia fece irruzione nella abitazione dell’attentatore trovò migliaia e migliaia di opuscoli e centinaia di pubblicazioni che descrivevano Roosevelt come un agente segreto di Stalin, con minuziosi e dettagliati articoli su omicidi e rituali satanici compiuti da Keynes, descritto come una specie di guru diabolico che si nutriva del sangue di vergini che faceva immolare per lui. Circa 200 milioni di euro, al valore attuale, vennero spesi dai colossi della finanza per attaccare, calunniare, diffamare, dileggiare Roosevelt e Keynes. Nelle università americane, al corso di Storia moderna e contemporanea, si studia ancora oggi quella campagna presidenziale, per analizzare i fenomeni di manipolazione del consenso, e spiegare come, in presenza di fondamentali e decisive scadenze nel campo economico, quelli che noi oggi definiamo con il termine di “poteri forti” siano disposti a usare ogni tipo di arma, ogni forma di subdola menzogna, ogni artefatta falsificazione della realtà, per ottenere il loro scopo: impedire che lo Stato e l’Amministrazione Pubblica metta le briglia sulle attività delle banche e della finanza pretendendo da loro che rispettino le leggi. Da allora, sono trascorsi 80 anni, e le società sono molto cambiate. Non i Poteri Forti. Per loro, ciò che conta, è avere la garanzia che la classe politica dirigente rappresenti, in maniera esclusiva, gli interessi di quella oligarchia del privilegio garantito i cui patrimoni loro custodiscono, ad ogni costo, ad ogni prezzo. Era così nel 1932 in Usa e così anche nell’Europa del 2014. Intendiamoci, era così anche nella campagna elettorale europea del 2009 e nelle precedenti campagne elettorali politiche generali italiane. Ma gli italiani erano totalmente all’oscuro di ciò che accadeva, semplicemente non lo sapevano. Così come non lo sapevano gli americani, i quali, nell’agosto del 1929 (quaranta giorni prima del crollo delle borse mondiali) si sentivano dire che l’economia andava bene e che la priorità era il pareggio di bilancio, mentre lo Stato pompava soldi soltanto nel sistema finanziario delle banche. Quando la disoccupazione, tre anni dopo, raggiunse la cifra del 26% e tra i giovani del 58%, la gente cominciò a volersi informare su ciò che stava accadendo. E’ un teatro sociale simile a quello italiano di oggi. I cittadini, ormai stravolti e travolti dal disagio sociale, dalla mancanza di lavoro, dalla spaventosa impennata della disoccupazione che seguita ad aumentare, dalla totale assenza di una politica industriale da parte del governo, dalla latitanza di idee efficienti, da una diffusione della corruttela senza freni che non ha mai avuto eguale nel corso della storia nazionale, ha cominciato ad informarsi. Grazie alla Rete e ai nuovi sistemi di comunicazione ad alta tecnologia, è stato possibile, negli ultimi anni, aggirare la cappa ufficiale della disinformazione messa in campo dai professionisti della cupola mediatica per distogliere l’attenzione del pubblico. Il giornalismo è servito in Italia, negli ultimi anni, soprattutto per evitare che si diffondesse un processo di consapevolezza collettiva tale da provocare, dentro di sé, in ciascuno di noi, il salto dall’idea dell’essere sudditi a quella della cittadinanza attiva. Ma il lavoro continuo di nuovi soggetti mediatici autonomi e indipendenti, sui siti on line, sui blog, su tutto il web, hanno regalato alle persone curiose la possibilità di dotarsi di strumentazione critica e capire. Rendersi conto, quindi, che i partiti politici italiani da lungo tempo ormai non sono più partiti, perché non rappresentano più dei blocchi sociali, delle esigenze di categoria, dei soggetti lavorativi ben definiti; sono diventati semplicemente delle aziende procacciatrici di affari finanziari per pochi ed esclusivi circoli di eletti. Sulla pelle dei gonzi che pagano le tasse. Con la scandalosa aggravante che il contribuente, il lavoratore onesto, è diventato (a propria insaputa) il principale finanziatore di queste società, alimentate continuamente di denaro pubblico che non viene usato per servizi della collettività, bensì per garantire profitto individuale a centri di potere familista partitico. Il lavoro di 15 mesi degli eletti in parlamento nelle fila del M5S è servito a questo: smascherare il gioco del potere, far toccare con mano alla cittadinanza il fatto che queste persone al governo sono tutte intercambiabili, perché le differenze tra i membri di un partito e un altro non sono ideologiche, non sono progettuali, non sono ideali, sono soltanto formali e apparenti: sono semplici impiegati al servizio delle grandi multinazionali internazionali che controllano l’energia, le banche, le sementi e il loro interesse è appropriarsi della ricchezza nazionale italiana. I cittadini italiani hanno cominciato a capire che il re è davvero nudo, e i sondaggi hanno iniziato a vomitare previsioni statistiche per loro davvero impietose, terrificanti. Forza Italia trasformato in un partitino, il PD che arretra ogni settimana, e il M5S che avanza in ogni regione, in ogni comune, in ogni territorio nazionale, nonostante non sia stata dispiegata nessuna fortezza finanziaria. Da Berlusconi a Renzi si sono messi, quindi, paura. Anche perché i poteri forti si stanno irritando. Non a caso, i grossi big che contano nella finanza mondiale, si sono precipitati in Italia perché sanno che se il M5S, a queste elezioni europee, fa il botto e ottiene un risultato vincente, gli salta davvero tutto. Non mi stupisce, quindi, che negli ultimi giorni sia stato sferrato un bombardamento mediatico senza precedenti contro Grillo e il M5S, gestito addirittura in prima persona dall’ingegner Carlo De Benedetti che, ieri pomeriggio, in un’occasione pubblica e formale, ha definito Grillo un “fascistello populista”. Di solito, il lavoro sporco lo fanno fare a quelli de L’Espresso o la Repubblica, o ai propri nominati dentro la Rai e in Mediaset, quelli inviati a gestire i talk show per tirare la volata ai giornalisti compiacenti, deferenti, servi. Inevitabilmente servi. E come tali, sempre sciocchi. Non capiscono che è cambiata l’atmosfera, perché la gente si è stufata e comincia a rendersi conto di come stanno le cose. Come era accaduto agli americani nel 1932. Stanno scendendo in campo i poteri forti, perchè si sentono minacciati. Hanno ragione: è proprio così. Sanno che la vittoria elettorale del M5S il 25 maggio spiana la strada all'immediata discussione parlamentare per il varo del reddito di cittadinanza universale, unica medicina sensata per aggredire subito al collo la triste e oscena piaga della povertà: l’Italia è la nazione più ricca d’Europa e in quota parte ha il più alto aumento in percentuale di poveri, con un disagio socio-economico che si diffonde sempre di più. Inaccettabile per un europeo civile e civilizzato.
Inconcepibile e improponibile per Carlo De Benedetti e per i poteri forti.
Pensavate che la Repubblica fosse un ente di beneficenza?
In ballo c’è la sovranità del nostro paese che vale 9.000 miliardi di euro. Tra questa cifra e gli squali che intendono impossessarsi dell’industria manifatturiera nazionale, dell’agricoltura, dei beni culturali storici, dell’industria ittica, dell’intero patrimonio tradizionale dell’artigianato d’arte, della produzione energetica, del rilancio della produttività nelle strategie marketing multimediali sul web, dell’industria turistico-alberghiera, ci si è messo di mezzo il Grande Guitto di Genova che ha fatto da megafono agli afoni, al clan degli invisibili, ai non garantiti, ai paria del sistema, e come un granello di sabbia che inceppa un meccanismo perfettamente oliato, sta bloccando il piano di esproprio e di razzia della ricchezza nazionale, perché oggi è possibile capire e sapere per davvero come stanno le cose.
Gli ha rotto le uova nel paniere. E con le frittate non si fanno più affari.
Gli italiani vanno capendo che è possibile raddrizzare la schiena e ritrovare il senso della dignità, prima di tutto come Persone, annullando il concetto di suddito e sostituendolo con quello di cittadino, e poi ritrovare anche quello di popolo e infine quello di nazione adulta, responsabile, finalmente pronta a rimboccarsi le maniche e decidere del proprio destino e del proprio futuro.
Questa è la posta in palio.
E da bravo fallito di successo, visto che alle spalle lui si porta una Olivetti da lui rasa al suolo, una Sorgenia decotta piena di debiti, e un gruppo di prodotti cartacei di stampa che ogni mese, inequivocabilmente, perdono lettori, perdono copie e perdono guadagni, giustamente Carlo De Benedetti è preoccupato all’idea che domani possa esistere una rappresentanza politica che lo inchioderà alle sue responsabilità, insieme al suo ex (??) socio in affari Silvio Berlusconi e agli altri compagni d merenda.
Il numero 1 del fondo finanziario “Black Rock”, Larry Fink si è precipitato in Italia a parlare con Renzi. Sono arrivati anche i big di Goldman Sachs, quelli di Morgan Stanley e di J.P.Morgan.
La partita la si gioca qui da noi.
L’Italia può diventare la vera avanguardia di un processo di ricostruzione di tutto il continente europeo. E’ una possibilità unica, rara. C’è l’opportunità di far schiattare i francesi dall’invidia, perché, forse per la prima volta negli ultimi 300 anni, siamo noi italiani ad assumerci la responsabilità di prendere il toro per le corna e sfidare a viso aperto i poteri forti. Per crescere noi. Per liberarci.
E grazie a noi, liberare tutta l’Europa.
Arriva in Italia il n.1 di Black Rock e poche ore dopo De Benedetti va all’attacco personale di Beppe Grillo.
Dobbiamo preoccuparci e protestare?
Nient’affatto.
Dobbiamo esserne orgogliosi.
Vuol dire che, finalmente, stiamo sulla strada giusta.
O noi o loro."
Sergio Di Cori Modigliani
De Benedetti, Black Rock e la svendita dell'Italia

di Sergio Di Cori Modigliani
“Questo paralitico sgangherato e il suo amico frocio damerino londinese affonderanno per sempre l’America distruggendola”. Così, Edward Hodgson, responsabile della campagna presidenziale per la rielezione di Hoover, apriva la battaglia elettorale nel 1932 in Usa, descrivendo Roosevelt e Keynes. Fu la più sanguinosa campagna presidenziale della Storia nel secolo scorso e anche la più costosa, per i repubblicani. La Standard Oil, la Manufacturers Hannover Trust, il gruppo Rockfeller, la Morgan Stanley, si gettarono nella mischia con tutta la loro potenza finanziaria sostenendo che “soltanto il pareggio di bilancio potrà salvarci dalla rovina economica”. La campagna si concluse con la vittoria di Roosevelt che ottenne il 58% dei voti. Due giorni prima del suo insediamento, nel febbraio del 1933, a Miami, veniva preso a pistolettate da un muratore calabrese, Giuseppe Zangara, emigrato dieci anni prima da Crotone. Roosevelt ne uscì illeso, mentre il sindaco di Chicago che gli sedeva accanto morì colpito dalle pallottole. Quando la polizia fece irruzione nella abitazione dell’attentatore trovò migliaia e migliaia di opuscoli e centinaia di pubblicazioni che descrivevano Roosevelt come un agente segreto di Stalin, con minuziosi e dettagliati articoli su omicidi e rituali satanici compiuti da Keynes, descritto come una specie di guru diabolico che si nutriva del sangue di vergini che faceva immolare per lui. Circa 200 milioni di euro, al valore attuale, vennero spesi dai colossi della finanza per attaccare, calunniare, diffamare, dileggiare Roosevelt e Keynes. Nelle università americane, al corso di Storia moderna e contemporanea, si studia ancora oggi quella campagna presidenziale, per analizzare i fenomeni di manipolazione del consenso, e spiegare come, in presenza di fondamentali e decisive scadenze nel campo economico, quelli che noi oggi definiamo con il termine di “poteri forti” siano disposti a usare ogni tipo di arma, ogni forma di subdola menzogna, ogni artefatta falsificazione della realtà, per ottenere il loro scopo: impedire che lo Stato e l’Amministrazione Pubblica metta le briglia sulle attività delle banche e della finanza pretendendo da loro che rispettino le leggi. Da allora, sono trascorsi 80 anni, e le società sono molto cambiate. Non i Poteri Forti. Per loro, ciò che conta, è avere la garanzia che la classe politica dirigente rappresenti, in maniera esclusiva, gli interessi di quella oligarchia del privilegio garantito i cui patrimoni loro custodiscono, ad ogni costo, ad ogni prezzo. Era così nel 1932 in Usa e così anche nell’Europa del 2014. Intendiamoci, era così anche nella campagna elettorale europea del 2009 e nelle precedenti campagne elettorali politiche generali italiane. Ma gli italiani erano totalmente all’oscuro di ciò che accadeva, semplicemente non lo sapevano. Così come non lo sapevano gli americani, i quali, nell’agosto del 1929 (quaranta giorni prima del crollo delle borse mondiali) si sentivano dire che l’economia andava bene e che la priorità era il pareggio di bilancio, mentre lo Stato pompava soldi soltanto nel sistema finanziario delle banche. Quando la disoccupazione, tre anni dopo, raggiunse la cifra del 26% e tra i giovani del 58%, la gente cominciò a volersi informare su ciò che stava accadendo. E’ un teatro sociale simile a quello italiano di oggi. I cittadini, ormai stravolti e travolti dal disagio sociale, dalla mancanza di lavoro, dalla spaventosa impennata della disoccupazione che seguita ad aumentare, dalla totale assenza di una politica industriale da parte del governo, dalla latitanza di idee efficienti, da una diffusione della corruttela senza freni che non ha mai avuto eguale nel corso della storia nazionale, ha cominciato ad informarsi. Grazie alla Rete e ai nuovi sistemi di comunicazione ad alta tecnologia, è stato possibile, negli ultimi anni, aggirare la cappa ufficiale della disinformazione messa in campo dai professionisti della cupola mediatica per distogliere l’attenzione del pubblico. Il giornalismo è servito in Italia, negli ultimi anni, soprattutto per evitare che si diffondesse un processo di consapevolezza collettiva tale da provocare, dentro di sé, in ciascuno di noi, il salto dall’idea dell’essere sudditi a quella della cittadinanza attiva. Ma il lavoro continuo di nuovi soggetti mediatici autonomi e indipendenti, sui siti on line, sui blog, su tutto il web, hanno regalato alle persone curiose la possibilità di dotarsi di strumentazione critica e capire. Rendersi conto, quindi, che i partiti politici italiani da lungo tempo ormai non sono più partiti, perché non rappresentano più dei blocchi sociali, delle esigenze di categoria, dei soggetti lavorativi ben definiti; sono diventati semplicemente delle aziende procacciatrici di affari finanziari per pochi ed esclusivi circoli di eletti. Sulla pelle dei gonzi che pagano le tasse. Con la scandalosa aggravante che il contribuente, il lavoratore onesto, è diventato (a propria insaputa) il principale finanziatore di queste società, alimentate continuamente di denaro pubblico che non viene usato per servizi della collettività, bensì per garantire profitto individuale a centri di potere familista partitico. Il lavoro di 15 mesi degli eletti in parlamento nelle fila del M5S è servito a questo: smascherare il gioco del potere, far toccare con mano alla cittadinanza il fatto che queste persone al governo sono tutte intercambiabili, perché le differenze tra i membri di un partito e un altro non sono ideologiche, non sono progettuali, non sono ideali, sono soltanto formali e apparenti: sono semplici impiegati al servizio delle grandi multinazionali internazionali che controllano l’energia, le banche, le sementi e il loro interesse è appropriarsi della ricchezza nazionale italiana. I cittadini italiani hanno cominciato a capire che il re è davvero nudo, e i sondaggi hanno iniziato a vomitare previsioni statistiche per loro davvero impietose, terrificanti. Forza Italia trasformato in un partitino, il PD che arretra ogni settimana, e il M5S che avanza in ogni regione, in ogni comune, in ogni territorio nazionale, nonostante non sia stata dispiegata nessuna fortezza finanziaria. Da Berlusconi a Renzi si sono messi, quindi, paura. Anche perché i poteri forti si stanno irritando. Non a caso, i grossi big che contano nella finanza mondiale, si sono precipitati in Italia perché sanno che se il M5S, a queste elezioni europee, fa il botto e ottiene un risultato vincente, gli salta davvero tutto. Non mi stupisce, quindi, che negli ultimi giorni sia stato sferrato un bombardamento mediatico senza precedenti contro Grillo e il M5S, gestito addirittura in prima persona dall’ingegner Carlo De Benedetti che, ieri pomeriggio, in un’occasione pubblica e formale, ha definito Grillo un “fascistello populista”. Di solito, il lavoro sporco lo fanno fare a quelli de L’Espresso o la Repubblica, o ai propri nominati dentro la Rai e in Mediaset, quelli inviati a gestire i talk show per tirare la volata ai giornalisti compiacenti, deferenti, servi. Inevitabilmente servi. E come tali, sempre sciocchi. Non capiscono che è cambiata l’atmosfera, perché la gente si è stufata e comincia a rendersi conto di come stanno le cose. Come era accaduto agli americani nel 1932. Stanno scendendo in campo i poteri forti, perchè si sentono minacciati. Hanno ragione: è proprio così. Sanno che la vittoria elettorale del M5S il 25 maggio spiana la strada all'immediata discussione parlamentare per il varo del reddito di cittadinanza universale, unica medicina sensata per aggredire subito al collo la triste e oscena piaga della povertà: l’Italia è la nazione più ricca d’Europa e in quota parte ha il più alto aumento in percentuale di poveri, con un disagio socio-economico che si diffonde sempre di più. Inaccettabile per un europeo civile e civilizzato.
Inconcepibile e improponibile per Carlo De Benedetti e per i poteri forti.
Pensavate che la Repubblica fosse un ente di beneficenza?
In ballo c’è la sovranità del nostro paese che vale 9.000 miliardi di euro. Tra questa cifra e gli squali che intendono impossessarsi dell’industria manifatturiera nazionale, dell’agricoltura, dei beni culturali storici, dell’industria ittica, dell’intero patrimonio tradizionale dell’artigianato d’arte, della produzione energetica, del rilancio della produttività nelle strategie marketing multimediali sul web, dell’industria turistico-alberghiera, ci si è messo di mezzo il Grande Guitto di Genova che ha fatto da megafono agli afoni, al clan degli invisibili, ai non garantiti, ai paria del sistema, e come un granello di sabbia che inceppa un meccanismo perfettamente oliato, sta bloccando il piano di esproprio e di razzia della ricchezza nazionale, perché oggi è possibile capire e sapere per davvero come stanno le cose.
Gli ha rotto le uova nel paniere. E con le frittate non si fanno più affari.
Gli italiani vanno capendo che è possibile raddrizzare la schiena e ritrovare il senso della dignità, prima di tutto come Persone, annullando il concetto di suddito e sostituendolo con quello di cittadino, e poi ritrovare anche quello di popolo e infine quello di nazione adulta, responsabile, finalmente pronta a rimboccarsi le maniche e decidere del proprio destino e del proprio futuro.
Questa è la posta in palio.
E da bravo fallito di successo, visto che alle spalle lui si porta una Olivetti da lui rasa al suolo, una Sorgenia decotta piena di debiti, e un gruppo di prodotti cartacei di stampa che ogni mese, inequivocabilmente, perdono lettori, perdono copie e perdono guadagni, giustamente Carlo De Benedetti è preoccupato all’idea che domani possa esistere una rappresentanza politica che lo inchioderà alle sue responsabilità, insieme al suo ex (??) socio in affari Silvio Berlusconi e agli altri compagni d merenda.
Il numero 1 del fondo finanziario “Black Rock”, Larry Fink si è precipitato in Italia a parlare con Renzi. Sono arrivati anche i big di Goldman Sachs, quelli di Morgan Stanley e di J.P.Morgan.
La partita la si gioca qui da noi.
L’Italia può diventare la vera avanguardia di un processo di ricostruzione di tutto il continente europeo. E’ una possibilità unica, rara. C’è l’opportunità di far schiattare i francesi dall’invidia, perché, forse per la prima volta negli ultimi 300 anni, siamo noi italiani ad assumerci la responsabilità di prendere il toro per le corna e sfidare a viso aperto i poteri forti. Per crescere noi. Per liberarci.
E grazie a noi, liberare tutta l’Europa.
Arriva in Italia il n.1 di Black Rock e poche ore dopo De Benedetti va all’attacco personale di Beppe Grillo.
Dobbiamo preoccuparci e protestare?
Nient’affatto.
Dobbiamo esserne orgogliosi.
Vuol dire che, finalmente, stiamo sulla strada giusta.
O noi o loro."
Sergio Di Cori Modigliani
4 Mag 2014, 17:56 in Economia | Scrivi |
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Ieri sera mi si è stretto il cuore. Vedere Alessandra Amoroso cantare l'inno d'Italia sommersa dai fischi in uno stadio sequestrato dagli ultrà con la Polizia impotente e i politici in tribuna d'onore, gente del calibro di Renzie. La Repubblica è morta, ma i suoi funerali sono indegni, troppo imbarazzanti. Non abbiamo neppure la dignità di un buon funerale. Devono andare fuori dal Parlamento e dalle Istituzioni i corrotti, gli indagati, i condannati in primo grado (Renzie). Un pregiudicato, Berlusconi, che colloquia amorevolmente al Quirinale con Napolitano e che sconta una pena ridicola vale come cento stadi fischianti. Ma nessuno ci fa caso. I colloquianti hanno tutti e due la cravatta, non sono tatuati, non urlano. Sono diversamente ultrà. La Repubblica è morta e i suoi cittadini non hanno più rappresentanza, la pentola a pressione sta per saltare. La Polizia è attonita e anche parte della Magistratura, ma gli italiani sono sempre più incazzati di fronte allo scempio del Paese. Ieri all'Olimpico veniva da piangere, come a un funerale. Alessandra Amoroso sembrava recitare un Requiem. I politici sono stati tra i primi a scappare, amorevolmente scortati nelle loro auto blu, quelle non ancora vendute su Ebay (per ora ben sei!) dall'Ebetino incazzato nero per la Partita del cuore. Antognoni non gli passerà la palla e lui non calcerà un calcio di rigore...
La Repubblica è morta
4 Mag 2014, 10:45 in Muro del pianto | Scrivi |
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Il V3Day "Oltre" di Genova è stato un successo di partecipazione reso possibile dalle donazioni di migliaia di cittadini. Sono arrivate 12.888 donazioni per un totale di 286.550,50 euro. Una donazione media di poco più di 20 euro. 4.043 persone hanno dato il consenso a pubblicare il loro nome e l'importo della donazione effettuata, trovate i loro nomi qui insieme a ulteriori dettagli. Sono state sostenute spese per un totale di 232.045,75 euro. L'eccedenza di 54.502,75 euro, come annunciato, è stata devoluta al sostenimento delle spese per la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle per le elezioni europee del 25 maggio.
Nel dettaglio le voci di spesa sono:
Trasporti, vitto e alloggio ospiti: € 7.356,99
Noleggio bagni chimici: € 7.320
Occupazione parcheggio Piazza della Vittoria: € 23.985,20
Assicurazione per manifestazione (persone e aree verdi): € 5.200
Servizi impianto audio: € 58.560
Servizi impianto video: € 26.840
Servizi e organizzazione palco: € 58.700,30
Trasporti, vitto e alloggio struttura tecnica: € 9.348,74
Trasporti, vitto e alloggio staff: € 4.935,14
Servizi di doppiaggio video: € 536,80
Security notturna e diurna per cantiere ed evento (8 giorni): € 9.803,92
Realizzazione pass: € 1.740,60
Servizi di traduzione simultanea: € 1.403
Parcheggio pullman: € 610
Servizio di interpretariato in lingua dei segni: € 500
Noleggio cartelli stradali: € 1.781,20
Connessione internet Telecom: € 1.878,47
Spese bancarie banca etica: € 79,82
Commissioni Paypal: € 11.465,57
Grazie a tutti coloro che hanno concretamente contribuito alla riuscita di questo evento e a tutti quelli che hanno partecipato.
Rendicontazione delle spese del V3Day Oltre

Il V3Day "Oltre" di Genova è stato un successo di partecipazione reso possibile dalle donazioni di migliaia di cittadini. Sono arrivate 12.888 donazioni per un totale di 286.550,50 euro. Una donazione media di poco più di 20 euro. 4.043 persone hanno dato il consenso a pubblicare il loro nome e l'importo della donazione effettuata, trovate i loro nomi qui insieme a ulteriori dettagli. Sono state sostenute spese per un totale di 232.045,75 euro. L'eccedenza di 54.502,75 euro, come annunciato, è stata devoluta al sostenimento delle spese per la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle per le elezioni europee del 25 maggio.
Nel dettaglio le voci di spesa sono:
Trasporti, vitto e alloggio ospiti: € 7.356,99
Noleggio bagni chimici: € 7.320
Occupazione parcheggio Piazza della Vittoria: € 23.985,20
Assicurazione per manifestazione (persone e aree verdi): € 5.200
Servizi impianto audio: € 58.560
Servizi impianto video: € 26.840
Servizi e organizzazione palco: € 58.700,30
Trasporti, vitto e alloggio struttura tecnica: € 9.348,74
Trasporti, vitto e alloggio staff: € 4.935,14
Servizi di doppiaggio video: € 536,80
Security notturna e diurna per cantiere ed evento (8 giorni): € 9.803,92
Realizzazione pass: € 1.740,60
Servizi di traduzione simultanea: € 1.403
Parcheggio pullman: € 610
Servizio di interpretariato in lingua dei segni: € 500
Noleggio cartelli stradali: € 1.781,20
Connessione internet Telecom: € 1.878,47
Spese bancarie banca etica: € 79,82
Commissioni Paypal: € 11.465,57
Grazie a tutti coloro che hanno concretamente contribuito alla riuscita di questo evento e a tutti quelli che hanno partecipato.
3 Mag 2014, 17:07 in MoVimento | Scrivi |
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Blog: "Buongiorno a tutti, oggi giovedì 20 marzo 2014 mi trovo nel comune di Vado Ligure, è una giornata tra l’altro abbastanza ventosa, come potete vedere, alle mie spalle due orrende ciminiere, le due orrende ciminiere fanno parte della centrale elettrica Tirreno Power. Che cosa è successo l’11 marzo? La procura di Savona ha posto Sequestro sulla struttura, sulla centrale, per l’inquinamento, le emissioni, i fumi sostanzialmente, e oggi mi trovo qui con Milena Debenedetti, portavoce del MoVimento 5 Stelle al comune di Savona, nonché grande esperta della vicenda, nel senso che è una cittadina, innanzitutto, di Savona, che si è occupata della centrale elettrica e con cui io adesso vorrei chiarire o approfondire il discorso. Ciao Milena, grazie e benvenuta, naturalmente, se vuoi farmi una breve cronistoria della vicenda…"
Milena: "Allora partiamo dalla anomalia della Liguria, una stretta lingua di terra sul mare, a prevalente vocazione turistica, con ben tre centrali a carbone, almeno due delle quali di grande potenza, la Spezia, Vado Ligure – Savona e Genova. E già questa anomalia la dice lunga sui criteri che vengono seguiti. Questa centrale nasce nel 74 come centrale con 4 gruppi a Olio combustibile, negli anni 80 è iniziato una.. e era Enel, negli anni 80 è inizita una sperimentazione a Carbone, che avveniva a rotazione sui 4 gruppi e che già allora evidenziò, cioè all’inizio, dei limiti che venivano sforati, cioè il carbone iniziò a farsi sentire subito. E questo dimostra, il fatto stesso che si parlasse di sperimentazione, dimostra che non ci fosse poi tutto questo entusiasmo nell’andare a carbone e che già allora si iniziava a sapere i rischi del carbone, anche se certamente l’olio combustibile in partenza non era meglio, però esisteva già allora la possibilità di pensare al Gas, come alternativa meno inquinante. Diciamo che questi gruppi hanno continuato a funzionare, la sperimentazione è diventata effettiva, nel periodo 93 – 94 si trova poi l’accordo per la sostituzione di due gruppi con gruppi a turbogas, non i migliori, con le migliori tecnologie esistenti, ma comunque diminuzione di inquinamento passando dal carbone al gas, anche se poi non è chiaro se questi gruppi funzionino sempre o adesso soprattutto la azienda continua a lamentare che sarebbero troppo costosi e troppo poco redditizi. Arriviamo al 99, in cui Bersani inizia con le liberalizzazioni, l’Enel non poteva più essere monopolista dell’energia e si iniziarono a formare nuove società che dovevano gestire le centrali, nel 2003 questa fu ceduta al gruppo Tirreno Power, Enel cedette a loro, e già allora iniziò a esserci una riduzione di personale. Allora nessuno disse niente…"
B: "Per gli esuberi? Nel 2003 mi hai detto?"
M: "Sì sì, allora nessuno disse niente, la cosa sembrava normale, ma è un dato di fatto che in tutta la filiera del carbone e non solo in questa, mano a mano che aumentavano i profitti e la potenzialità per le aziende, diminuivano gli occupati, cioè questo fenomeno, sarà forse la famosa ripresa senza occupazione di cui si parla da tanto tempo. E questa cosa, appunto andò avanti per qualche anno, ma nel frattempo iniziavano a essere sempre più forti i gruppi che si opponevano, i comitati che si opponevano al carbone, si iniziò a esserci una certa sensibilizzazione, i primi furono due ammirevoli.. un biologo e un medico, che sotto la sigla Moda non smettevano di postare dati, di mandare lettere ai giornali, di segnalare la pericolosità del carbone e di chiedere la completa metanizzazione della centrale, queste cose andarono avanti, fino a che nel 2007 la azienda presenta un progetto per l’ampliamento a carbone, altri 460 megawatt da aggiungere ai 660 già esistenti."
B: "I due gruppi energetici già esistenti."
M: "I quali tra l’altro funzionavano senza una Aia, senza una autorizzazione integrata ambientale, che peraltro non avrebbero potuto ottenere, perché l’Aia prevede che si utilizzano le migliori tecnologie disponibili, the best avaiable technology, questi gruppi, queste tecnologie, non le avevano e sarebbe stato anche arduo metterli in condizioni di averle, sia perché erano… sarebbe stato necessario un investimento enorme, sia perché erano talmente obsoleti che era un po’ difficile. Diciamo che…. Che cosa è successo? La azienda ha presentato la richiesta di Aia, questa è rimasta ferma sui tavoli, insabbiata sui tavoli burocratici per anni, per 4 o 5 anni, nel frattempo formalmente la azienda era a posto e i gruppi continuavano a produrre, non si sa come, perché non dimentichiamo che Tirreno Power spesso e volentieri ha funzionato in regime di autocontrollo, cioè la azienda si faceva le misurazioni e le autocertificava, dicendo che era tutto a posto e che rispettava i limiti."
B: "Strano, avrei detto il contrario. Che avrebbe… che si sarebbe autodenunciata."
M: "Sì, ma alla politica andava tutto bene così e quindi credevano evidentemente alla buona fede della azienda. E inizialmente come capita in questi casi tutti allarmati, sembra che questo progetto di ampliamento terrorizzi tutti quanti, poi il PD in occasione delle primarie, delle elezioni scorse regionali liguri inizia a fare manifesti no all’ampliamento e a fare una raccolta firme, con molta adesione della popolazione, passate le elezioni il no diventa un ni e poi diventa se ne parlerà, quindi come spesso capita al PD e non solo al PD."
B: "Non solo a loro, però è una strategia che il PD tiene sempre molto buona."
M: "In questa fase erano stati fatti i primi studi, sia epidemiologici, anche se questi poi richiedono cautela e molti anni per essere portati a termine, sia i primi studi ambientali, per esempio sui licheni, evidenziando un deserto lichenico, i licheni sono ottimi indicatori dello stato di salute ambientale di un territorio, sia studi di inquinanti, che dimostravano una presenza di cadmio, arsenico, mercurio, elementi facilmente riconducibili alla centrale, anche in zone lontane, il cadmio è stato trovato addirittura nel fegato dei Galli Cedrone a Limone Piemonte, quindi.. più di 100 chilometri di distanza, quindi in zone non inquinate di per se, ma dove evidentemente il vento porta i fumi."
B: "Che non li fa sparire, li porta solo da altre parti, altrove."
M: "È un po’ come il discorso degli inceneritori che magicamente fanno sparire gli inquinanti.
In questa fase questi studi iniziarono da parte dei comitati a essere portati alla attenzione anche della politica, ma.. non riscossero molto successo, anzi in una occasione l’allora sindaco di Vado, Giacobbe, disse che sì, questi dati era il traffico.. cosa che richiama alla mente un episodio cinematografico che bene conosciamo… Jhonyy Stecchino… il “Traffico”..
E quindi insomma c’è sempre stata una negazione, un tentativo di minimizzare, anche perché non scordiamo che Tirreno Power sponsorizzava ampiamente a varie iniziative dei comuni, quindi foraggiava questi in qualche modo."
B: "Mi viene in mente anche il gioco d’azzardo, che ultimamente… come dire si concedono dei condoni incredibili perché in realtà finanzia le fondazioni partitocratiche anche se qui in realtà c’è di mezzo la salute.. oddio il gioco d’azzardo le patologie anche lì c’è di mezzo la salute, ma questo forse è più grave."
M: "Mah, se ci siano stati finanziamenti ai partiti uno il può presupporre, ma naturalmente non ci sono prove."
B: "No, però sponsorizzazioni ci sono state."
M: "Sponsorizzazioni al livello proprio aperto con nomi sui manifesti delle manifestazioni quelle sì… i comuni sì, compreso il comune di Savona che si è sempre detto no al carbone, si è sempre detto contrario, ma fino a un certo punto, ha accettato eccome queste sponsorizzazioni e si è sempre guardato bene dall’essere coinvolto nelle trattative riguardanti le autorizzazioni della centrale, che in qualche modo lambendo le acque di scarico, anche nel territorio del comune Savonese, avrebbero potuto interessarci, mi non si sono mai preoccupati più di tanto di partecipare, bene contenti di restarne fuori e fare bella figura."
B: "Senti, poi arrivano poi quindi i primi esposti, giusto?"
M: "Arrivano i primi esposti, il primo è stato firmato anche grazie a un Avvocato locale, che non ha voluto niente, l’ha fatto gratuitamente, proprio per aiutare i comitati, adesso questo primo esposto, che poi è partita l’indagine della procura che adesso ci ha condotto a questi risultati del sequestro.
A un certo punto si è iniziato a parlare di Aia provvisoria o qualche cosa di simile, legata all’ampliamento, cosa che non avrebbe dovuto essere, perché le due cose dovevano seguire strade distinte, un conto è il funzionamento dei gruppi esistenti e le regole per ottenerlo e un conto sono eventualmente nuove concessioni. Invece le due cose sono sempre state collegate, cioè la azienda, di volta in volta, ha subordinato le cose che in passato aveva già promesso e che sarebbero state dovute, migliorie dovute come la copertura dei carbonili, che ancora adesso sono a cielo aperto, o il teleriscaldamento per alcuni quartieri, che non è mai partito, sulla base delle acque calde di scarico della centrale, ha finito per subordinare sempre tutto a possibilità di ottenere di più, di ottenere ampliamento e nuove concessioni e nuovi vantaggi da una politica fin troppo sdraiata.
E come si è arrivati alla approvazione di questa Aia? In pratica… non si poteva avere la autorizzazione integrata ambientale come sarebbe stata dovuta sulla base delle migliori tecnologie disponibili, the best avaiable technologies, perché i due gruppi proprio non ce la avrebbero fatta assolutamente a arrivare a quei punti, quindi si è arrivati a aggiustamenti, la politica ha fatto delle concessioni e aggiustamenti sui limiti massimi di alcuni inquinanti.
In alcuni casi si è ricorsi al concetto di valore massico, che cosa vuole dire? Non rispetto dei limiti puntuale, giorno dopo giorno, ma un rispetto su un range più ampio, del tipo quando hai sforato calcoliamo un certo inquinante in un certo periodo e quando hai sforato chiudi per un po’ i gruppi.
Ora chiunque potrebbe capire che se un medico mi dice se fumi una sigaretta al giorno per 100 giorni o se fumi 100 sigarette in un giorno e poi basta è la stessa cosa, non sarebbe esattamente un concetto molto condivisibile! E era proprio questo il caso, proprio questo l’esempio.
E questa, quindi, è stata ottenuta questa autorizzazione e vincolata all’ampliamento, che era stato, peraltro, già approvato.
In questo caso proprio si è avuto il culmine della politica sdraiata sulle aziendali, Burlando, il governatore della regione, ha detto in quella occasione che la azienda, che la regione aveva ascoltato per l’ottanta per cento la azienda e per il venti per cento i cittadini.
Io ho dubbi solo su quel venti per cento.
E che la alternativa, chiaramente, fu detta da alcuni sindaci e era la chiusura, quindi proprio si arrivò al ricatto totale.
E fu questo che convinte anche i comitati più moderati, quelli che erano disponibili a puntare in parte sulla buona fede della politica, a ricredersi e decidere che proprio bisognava, la magistratura era l’unica soluzione, infatti partì in questa occasione un ricorso al Tar, contro questa Aia e un esposto dettagliato con l’aiuto dell’Avvocato Cerutti di Rovigo, lo stesso del caso Enel.
E che cosa è successo a fronte del ricorso al Tar contro l’Aia dei comitati? Che il Presidente della regione Burlando, tramite i suoi legali, chiese i danni, cioè in caso di sconfitta al ricorso i comitati devono pagare i danni! Ecco, è questa la risposta ai cittadini che chiedono di tutelare l’ambiente e la salute, cioè li si intimidisce con queste minacce di risarcimento danni.
Questa è la posizione della politica."
B: "La svolta successiva, il passo successivo a tutte queste cose?"
M: "Iniziarono a venire fuori effettivamente i dati, i risultati di quel primo esposto che era stato presentato e delle indagini che la magistratura aveva pazientemente svolto e commissionato, trattandosi in parte di indagini epidemiologiche sulla mortalità correlata, correlabile con la centrale depurata, cioè, di altri inquinanti e altri fattori, si trattava di dati da prendere con estrema cautela, quindi quando furono resi pubblici il dato risultò ancora più eclatante, cioè anche a fronte di una potenziale previsione, purtroppo acclarata da studi internazionali, di aumento della mortalità, per tumori, malattie, cardio vascolari respiratorie, dovuto alla centrale, avevamo negli anni presi in esame, dei casi, addirittura più di 400 morti in più di quelle previste e un numero imprecisato.. un numero molto elevato di ricoveri per patologie di tutti i tipi e purtroppo molto spesso anche di bambini, quindi un dato drammatico dentro il dramma.
Naturalmente questi primi dati fecero scalpore, perché finalmente i giornali iniziarono a occuparsi un pochino più obiettivamente della questione e arrivò la prima ipotesi di denuncia a 4 dirigenti della centrale, alcuni non più in servizio, uno diede le dimissioni subito dopo, indagati per disastro ambientale, si ipotizza anche una possibile ipotesi di reato per omicidio colposo, ma al momento non è ancora stata formalizzata.
Quindi dati molto gravi e sono quelli che poi hanno portato alla decisione del G.I.P. per il sequestro della centrale."
B: "Bene, sei stata precisissima, io sono molto contento di averti incontrato, perché questa cosa la vorrò poi approfondire, naturalmente, ascoltando anche altre voci, io so che c’è il Presidente dell’ordine dei medici, che è stato molto presente sul territorio, c’è la farmacista stessa, e lì mi piacerebbe capire la percentuale che so essere molto alta di tutti quei farmaci che hanno mi sembra l’esenzione 48, che sono farmaci antitumorali, che stanno a testimoniare chiaramente quanto sia importante l’incidenza di queste malattie sulla popolazione locale, ma poi anche comitati, la rete fermiamo il carbone, uniti per la salute, insomma, c’è stata da parte della società civile alla forte attivazione in questa direzione, insomma, di protesta e di proposta."
M: "Certo, e noi vorremmo che questo tipo di azione diventasse un esempio per tante altre zone di Italia che hanno problemi simili o peggiori, con vari tipi di inquinanti.
E noi vorremmo anche, credo che come Movimento al livello nazionale lo chiederemo, che venisse avviata una commissione di indagine sulle centrali a carbone, perché se qui siamo in queste condizioni a Vado non possiamo pensare che nelle altre centrali di carbone italiane la situazione sia molto migliore, può darsi che noi siamo particolarmente sfortunati o abbiamo gruppi particolarmente obseleti, ma comunque il carbone è carbone e fino a ora del fantomatico carbone pulito se ne è parlato, ma al di là del fatto ribadisco che il carbone pulito non esiste, però i gruppi moderni che riducano al minimo le emissioni, a un minimo tollerabile, non… qui da queste parti non si sono ancora visti."
B: "Io ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità e ricordo Milena Debenedetti portavoce del Movimento 5 Stelle al comune di Savona, tu ci tieni a sottolineare che con Debenedetti non hai nulla a che fare naturalmente, è solo pura omonimia. Grazie ancora Milena, a presto, ciao."
La strage degli innocenti di Vado
Milena: "Allora partiamo dalla anomalia della Liguria, una stretta lingua di terra sul mare, a prevalente vocazione turistica, con ben tre centrali a carbone, almeno due delle quali di grande potenza, la Spezia, Vado Ligure – Savona e Genova. E già questa anomalia la dice lunga sui criteri che vengono seguiti. Questa centrale nasce nel 74 come centrale con 4 gruppi a Olio combustibile, negli anni 80 è iniziato una.. e era Enel, negli anni 80 è inizita una sperimentazione a Carbone, che avveniva a rotazione sui 4 gruppi e che già allora evidenziò, cioè all’inizio, dei limiti che venivano sforati, cioè il carbone iniziò a farsi sentire subito. E questo dimostra, il fatto stesso che si parlasse di sperimentazione, dimostra che non ci fosse poi tutto questo entusiasmo nell’andare a carbone e che già allora si iniziava a sapere i rischi del carbone, anche se certamente l’olio combustibile in partenza non era meglio, però esisteva già allora la possibilità di pensare al Gas, come alternativa meno inquinante. Diciamo che questi gruppi hanno continuato a funzionare, la sperimentazione è diventata effettiva, nel periodo 93 – 94 si trova poi l’accordo per la sostituzione di due gruppi con gruppi a turbogas, non i migliori, con le migliori tecnologie esistenti, ma comunque diminuzione di inquinamento passando dal carbone al gas, anche se poi non è chiaro se questi gruppi funzionino sempre o adesso soprattutto la azienda continua a lamentare che sarebbero troppo costosi e troppo poco redditizi. Arriviamo al 99, in cui Bersani inizia con le liberalizzazioni, l’Enel non poteva più essere monopolista dell’energia e si iniziarono a formare nuove società che dovevano gestire le centrali, nel 2003 questa fu ceduta al gruppo Tirreno Power, Enel cedette a loro, e già allora iniziò a esserci una riduzione di personale. Allora nessuno disse niente…"
B: "Per gli esuberi? Nel 2003 mi hai detto?"
M: "Sì sì, allora nessuno disse niente, la cosa sembrava normale, ma è un dato di fatto che in tutta la filiera del carbone e non solo in questa, mano a mano che aumentavano i profitti e la potenzialità per le aziende, diminuivano gli occupati, cioè questo fenomeno, sarà forse la famosa ripresa senza occupazione di cui si parla da tanto tempo. E questa cosa, appunto andò avanti per qualche anno, ma nel frattempo iniziavano a essere sempre più forti i gruppi che si opponevano, i comitati che si opponevano al carbone, si iniziò a esserci una certa sensibilizzazione, i primi furono due ammirevoli.. un biologo e un medico, che sotto la sigla Moda non smettevano di postare dati, di mandare lettere ai giornali, di segnalare la pericolosità del carbone e di chiedere la completa metanizzazione della centrale, queste cose andarono avanti, fino a che nel 2007 la azienda presenta un progetto per l’ampliamento a carbone, altri 460 megawatt da aggiungere ai 660 già esistenti."
B: "I due gruppi energetici già esistenti."
M: "I quali tra l’altro funzionavano senza una Aia, senza una autorizzazione integrata ambientale, che peraltro non avrebbero potuto ottenere, perché l’Aia prevede che si utilizzano le migliori tecnologie disponibili, the best avaiable technology, questi gruppi, queste tecnologie, non le avevano e sarebbe stato anche arduo metterli in condizioni di averle, sia perché erano… sarebbe stato necessario un investimento enorme, sia perché erano talmente obsoleti che era un po’ difficile. Diciamo che…. Che cosa è successo? La azienda ha presentato la richiesta di Aia, questa è rimasta ferma sui tavoli, insabbiata sui tavoli burocratici per anni, per 4 o 5 anni, nel frattempo formalmente la azienda era a posto e i gruppi continuavano a produrre, non si sa come, perché non dimentichiamo che Tirreno Power spesso e volentieri ha funzionato in regime di autocontrollo, cioè la azienda si faceva le misurazioni e le autocertificava, dicendo che era tutto a posto e che rispettava i limiti."
B: "Strano, avrei detto il contrario. Che avrebbe… che si sarebbe autodenunciata."
M: "Sì, ma alla politica andava tutto bene così e quindi credevano evidentemente alla buona fede della azienda. E inizialmente come capita in questi casi tutti allarmati, sembra che questo progetto di ampliamento terrorizzi tutti quanti, poi il PD in occasione delle primarie, delle elezioni scorse regionali liguri inizia a fare manifesti no all’ampliamento e a fare una raccolta firme, con molta adesione della popolazione, passate le elezioni il no diventa un ni e poi diventa se ne parlerà, quindi come spesso capita al PD e non solo al PD."
B: "Non solo a loro, però è una strategia che il PD tiene sempre molto buona."
M: "In questa fase erano stati fatti i primi studi, sia epidemiologici, anche se questi poi richiedono cautela e molti anni per essere portati a termine, sia i primi studi ambientali, per esempio sui licheni, evidenziando un deserto lichenico, i licheni sono ottimi indicatori dello stato di salute ambientale di un territorio, sia studi di inquinanti, che dimostravano una presenza di cadmio, arsenico, mercurio, elementi facilmente riconducibili alla centrale, anche in zone lontane, il cadmio è stato trovato addirittura nel fegato dei Galli Cedrone a Limone Piemonte, quindi.. più di 100 chilometri di distanza, quindi in zone non inquinate di per se, ma dove evidentemente il vento porta i fumi."
B: "Che non li fa sparire, li porta solo da altre parti, altrove."
M: "È un po’ come il discorso degli inceneritori che magicamente fanno sparire gli inquinanti.
In questa fase questi studi iniziarono da parte dei comitati a essere portati alla attenzione anche della politica, ma.. non riscossero molto successo, anzi in una occasione l’allora sindaco di Vado, Giacobbe, disse che sì, questi dati era il traffico.. cosa che richiama alla mente un episodio cinematografico che bene conosciamo… Jhonyy Stecchino… il “Traffico”..
E quindi insomma c’è sempre stata una negazione, un tentativo di minimizzare, anche perché non scordiamo che Tirreno Power sponsorizzava ampiamente a varie iniziative dei comuni, quindi foraggiava questi in qualche modo."
B: "Mi viene in mente anche il gioco d’azzardo, che ultimamente… come dire si concedono dei condoni incredibili perché in realtà finanzia le fondazioni partitocratiche anche se qui in realtà c’è di mezzo la salute.. oddio il gioco d’azzardo le patologie anche lì c’è di mezzo la salute, ma questo forse è più grave."
M: "Mah, se ci siano stati finanziamenti ai partiti uno il può presupporre, ma naturalmente non ci sono prove."
B: "No, però sponsorizzazioni ci sono state."
M: "Sponsorizzazioni al livello proprio aperto con nomi sui manifesti delle manifestazioni quelle sì… i comuni sì, compreso il comune di Savona che si è sempre detto no al carbone, si è sempre detto contrario, ma fino a un certo punto, ha accettato eccome queste sponsorizzazioni e si è sempre guardato bene dall’essere coinvolto nelle trattative riguardanti le autorizzazioni della centrale, che in qualche modo lambendo le acque di scarico, anche nel territorio del comune Savonese, avrebbero potuto interessarci, mi non si sono mai preoccupati più di tanto di partecipare, bene contenti di restarne fuori e fare bella figura."
B: "Senti, poi arrivano poi quindi i primi esposti, giusto?"
M: "Arrivano i primi esposti, il primo è stato firmato anche grazie a un Avvocato locale, che non ha voluto niente, l’ha fatto gratuitamente, proprio per aiutare i comitati, adesso questo primo esposto, che poi è partita l’indagine della procura che adesso ci ha condotto a questi risultati del sequestro.
A un certo punto si è iniziato a parlare di Aia provvisoria o qualche cosa di simile, legata all’ampliamento, cosa che non avrebbe dovuto essere, perché le due cose dovevano seguire strade distinte, un conto è il funzionamento dei gruppi esistenti e le regole per ottenerlo e un conto sono eventualmente nuove concessioni. Invece le due cose sono sempre state collegate, cioè la azienda, di volta in volta, ha subordinato le cose che in passato aveva già promesso e che sarebbero state dovute, migliorie dovute come la copertura dei carbonili, che ancora adesso sono a cielo aperto, o il teleriscaldamento per alcuni quartieri, che non è mai partito, sulla base delle acque calde di scarico della centrale, ha finito per subordinare sempre tutto a possibilità di ottenere di più, di ottenere ampliamento e nuove concessioni e nuovi vantaggi da una politica fin troppo sdraiata.
E come si è arrivati alla approvazione di questa Aia? In pratica… non si poteva avere la autorizzazione integrata ambientale come sarebbe stata dovuta sulla base delle migliori tecnologie disponibili, the best avaiable technologies, perché i due gruppi proprio non ce la avrebbero fatta assolutamente a arrivare a quei punti, quindi si è arrivati a aggiustamenti, la politica ha fatto delle concessioni e aggiustamenti sui limiti massimi di alcuni inquinanti.
In alcuni casi si è ricorsi al concetto di valore massico, che cosa vuole dire? Non rispetto dei limiti puntuale, giorno dopo giorno, ma un rispetto su un range più ampio, del tipo quando hai sforato calcoliamo un certo inquinante in un certo periodo e quando hai sforato chiudi per un po’ i gruppi.
Ora chiunque potrebbe capire che se un medico mi dice se fumi una sigaretta al giorno per 100 giorni o se fumi 100 sigarette in un giorno e poi basta è la stessa cosa, non sarebbe esattamente un concetto molto condivisibile! E era proprio questo il caso, proprio questo l’esempio.
E questa, quindi, è stata ottenuta questa autorizzazione e vincolata all’ampliamento, che era stato, peraltro, già approvato.
In questo caso proprio si è avuto il culmine della politica sdraiata sulle aziendali, Burlando, il governatore della regione, ha detto in quella occasione che la azienda, che la regione aveva ascoltato per l’ottanta per cento la azienda e per il venti per cento i cittadini.
Io ho dubbi solo su quel venti per cento.
E che la alternativa, chiaramente, fu detta da alcuni sindaci e era la chiusura, quindi proprio si arrivò al ricatto totale.
E fu questo che convinte anche i comitati più moderati, quelli che erano disponibili a puntare in parte sulla buona fede della politica, a ricredersi e decidere che proprio bisognava, la magistratura era l’unica soluzione, infatti partì in questa occasione un ricorso al Tar, contro questa Aia e un esposto dettagliato con l’aiuto dell’Avvocato Cerutti di Rovigo, lo stesso del caso Enel.
E che cosa è successo a fronte del ricorso al Tar contro l’Aia dei comitati? Che il Presidente della regione Burlando, tramite i suoi legali, chiese i danni, cioè in caso di sconfitta al ricorso i comitati devono pagare i danni! Ecco, è questa la risposta ai cittadini che chiedono di tutelare l’ambiente e la salute, cioè li si intimidisce con queste minacce di risarcimento danni.
Questa è la posizione della politica."
B: "La svolta successiva, il passo successivo a tutte queste cose?"
M: "Iniziarono a venire fuori effettivamente i dati, i risultati di quel primo esposto che era stato presentato e delle indagini che la magistratura aveva pazientemente svolto e commissionato, trattandosi in parte di indagini epidemiologiche sulla mortalità correlata, correlabile con la centrale depurata, cioè, di altri inquinanti e altri fattori, si trattava di dati da prendere con estrema cautela, quindi quando furono resi pubblici il dato risultò ancora più eclatante, cioè anche a fronte di una potenziale previsione, purtroppo acclarata da studi internazionali, di aumento della mortalità, per tumori, malattie, cardio vascolari respiratorie, dovuto alla centrale, avevamo negli anni presi in esame, dei casi, addirittura più di 400 morti in più di quelle previste e un numero imprecisato.. un numero molto elevato di ricoveri per patologie di tutti i tipi e purtroppo molto spesso anche di bambini, quindi un dato drammatico dentro il dramma.
Naturalmente questi primi dati fecero scalpore, perché finalmente i giornali iniziarono a occuparsi un pochino più obiettivamente della questione e arrivò la prima ipotesi di denuncia a 4 dirigenti della centrale, alcuni non più in servizio, uno diede le dimissioni subito dopo, indagati per disastro ambientale, si ipotizza anche una possibile ipotesi di reato per omicidio colposo, ma al momento non è ancora stata formalizzata.
Quindi dati molto gravi e sono quelli che poi hanno portato alla decisione del G.I.P. per il sequestro della centrale."
B: "Bene, sei stata precisissima, io sono molto contento di averti incontrato, perché questa cosa la vorrò poi approfondire, naturalmente, ascoltando anche altre voci, io so che c’è il Presidente dell’ordine dei medici, che è stato molto presente sul territorio, c’è la farmacista stessa, e lì mi piacerebbe capire la percentuale che so essere molto alta di tutti quei farmaci che hanno mi sembra l’esenzione 48, che sono farmaci antitumorali, che stanno a testimoniare chiaramente quanto sia importante l’incidenza di queste malattie sulla popolazione locale, ma poi anche comitati, la rete fermiamo il carbone, uniti per la salute, insomma, c’è stata da parte della società civile alla forte attivazione in questa direzione, insomma, di protesta e di proposta."
M: "Certo, e noi vorremmo che questo tipo di azione diventasse un esempio per tante altre zone di Italia che hanno problemi simili o peggiori, con vari tipi di inquinanti.
E noi vorremmo anche, credo che come Movimento al livello nazionale lo chiederemo, che venisse avviata una commissione di indagine sulle centrali a carbone, perché se qui siamo in queste condizioni a Vado non possiamo pensare che nelle altre centrali di carbone italiane la situazione sia molto migliore, può darsi che noi siamo particolarmente sfortunati o abbiamo gruppi particolarmente obseleti, ma comunque il carbone è carbone e fino a ora del fantomatico carbone pulito se ne è parlato, ma al di là del fatto ribadisco che il carbone pulito non esiste, però i gruppi moderni che riducano al minimo le emissioni, a un minimo tollerabile, non… qui da queste parti non si sono ancora visti."
B: "Io ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità e ricordo Milena Debenedetti portavoce del Movimento 5 Stelle al comune di Savona, tu ci tieni a sottolineare che con Debenedetti non hai nulla a che fare naturalmente, è solo pura omonimia. Grazie ancora Milena, a presto, ciao."
3 Mag 2014, 12:50 in Salute/Medicina | Scrivi |
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"Dopo Scajola ecco la nuova tangentopoli delle 'larghe intese' sugli appalti Expo 2015. Il Movimento 5 Stelle in tempi non sospetti aveva denunciato con forza come l'Expo fosse un "tangentificio" a forte rischio corruzione e infiltrazioni mafiose: "Grandi Opere"...grandi tangenti! In carcere questa volta tra gli altri sono finiti l'ex Pci Primo Greganti, già coinvolto in Mani pulite vent'anni fa e l'ex senatore Pdl Luigi Grillo. Gli atti parlano di "cene ad Arcore con Berlusconi e contatti con Cesare Previti". Queste notizie confermano come sia necessario approvare quanto prima ,come già proposto una settimana fa dal Movimento 5 Stelle, una nuova e seria legge anti-corruzione. E' questa la vera riforma! In Parlamento sono già depositati diverso disegni di legge del Movimento 5 Stelle: l' 846 (sul riciclaggio e autoriciclaggio), 851 (corruzione settore privato), 847 (concussione, corruzione e abuso d'ufficio), ddl 868 (Disposizioni in materia di falso in bilancio), ddl 848 (traffico influenze illecite). Pd e Forza Italia invece nelle scorse settimane non hanno saputo far altro che indebolire il 416ter diminuendo le pene.
Visto che siamo pragmatici chiediamo anche che venga messo in discussione il disegno di legge numero 19 depositato al Senato dal PD:che riguarda proprio la corruzione e la lotta al riciclaggio. Cosa si aspetta? L'unica vera riforma da attuare ora entro maggio come rilanciato dal Mario Giarrusso (M5S) una settimana fa è un serie legge anti-corruzione!"
Maurizio Buccarella, capogruppo M5S Senato
"Flessibilizzazione selvaggia, Inno alla precarietà, condanna a morte dell'economia italiana questo è quello che avete prodotto e produrrete all'Italia e ai cittadini della nostro Paese. Un decreto che ha la lungimiranza di una vecchia talpa (vecchia come lo è il vostro pensiero, incapace di agire con saggezza comprendendo i cambiamenti del tempo). Il relatore, Sen. Ichino, scrive nella sua relazione di seguire "il modello della flexicurity, oggetto delle raccomandazioni dell'Unione Europea, un modello che implica la coniugazione tra flessibilità e sicurezza professionale ed economica". Questo è FALSO! Falso come quello che dite alla stampa cercando di imbonirvi gli ascoltatori italiani! Senatore, sto cercando, come un ago in pagliaio da più di un mese nel decreto il sostegno al reddito dei cittadini, e per quanto cerchi notte e giorno non lo trovo! Non lo trovo perchè non c'è! Ricordo a tutti voi Senatori e a questo Governo che poco ha a che fare con "Ivan Lo Scemo" di Tolstoy (...lettura che consiglio a tutti), che in Italia la flexicurity non è mai, ribadisco MAI! stata applicata. Per rispetto dell'intelligenza dei cittadini italiani (che sono stufi di essere presi in giro da sedicenti esperti dell'economia globale) eliminate la parola security! Invito il Governo, il Ministro e la maggioranza alla coerenza e a chiamare ciò che proponete col suo nome, PRECARIETA'!" Nunzia Catalfo, M5S Senato - leggi l'intervento integrale
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Il
"La Picierno nel confronto con la Castelli ha dato solamente una grande dimostrazione di arroganza pari solo ai peggiori politici Berlusconiani, dimostrando un'intelligenza e un'empatia uguale a zero. Ha ritenuto di vantarsi nell'offendere la Castelli credendo di ottenere consensi ma non si è resa conto che ha offeso gli italiani con la sua arroganza, in quanto la Castelli è una cittadina come noi. Ha dato dimostrazione di massima distanza fra la politica e la gente comune e sono sicuro che anche i destinatari degli 80 euro non grideranno così tanto vittoria per il beneficio ottenuto quanto la Picierno ed il Pd di Renzie. Non si rendono conto che non c'è cosa peggiore di fare delle buone false operazioni per poi sventolarle con vanità, dando la sensazione di superiorità quasi a voler pretendere rispetto, riconoscimento e ricambio (ovviamente alle urne) dalle persone destinatarie del (falso) beneficio! La richiesta strisciante di farvi votare, questa è la cosa che infastidisce maggiormente la gente! La cosa più assurda è che la Picierno milita in un partito che si richiama alla sinistra. Sono molto molto lontani e indegni! #vinciamonoi".
Michele P.
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Tangentopoli a larghe intese
Visto che siamo pragmatici chiediamo anche che venga messo in discussione il disegno di legge numero 19 depositato al Senato dal PD:che riguarda proprio la corruzione e la lotta al riciclaggio. Cosa si aspetta? L'unica vera riforma da attuare ora entro maggio come rilanciato dal Mario Giarrusso (M5S) una settimana fa è un serie legge anti-corruzione!"
Maurizio Buccarella, capogruppo M5S Senato
Postato il 8 Maggio 2014 alle 10:54 in Minipost | Scrivi |
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Tags: arresti, expo, expo 2015, m5s, scajola, scajola arrestato
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Postato il 7 Maggio 2014 alle 19:22 in Minipost | Scrivi |
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Michele P.
Postato il 8 Maggio 2014 alle 14:13 in Il commento | Scrivi
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Tags: 80 euro, Castelli, lilly gruber, ottoemezzo, pd, Picierno, renzie
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Il degrado dei valori
"Non ci rendiamo conto di quello che ci succede a causa della situazione del mondo. Il degrado del linguaggio, la distorsione paranoide dei valori, l'anonimità delle relazioni e l'idea romantica che
l'amore individualistico possa salvarci, la sensazione che il sistema sia immensamente più grande di noi e che di fronte ad esso siamo impotenti, la televisione che ci osserva, il pericolo di essere spiati, noi trasformati in oggetti e le cose in soggetti" James Hillman
"Non ci rendiamo conto di quello che ci succede a causa della situazione del mondo. Il degrado del linguaggio, la distorsione paranoide dei valori, l'anonimità delle relazioni e l'idea romantica che
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