lunedì 5 settembre 2011

Ci sono giovani che hanno tre problemi in più

Pubblico quello che scrivo in diversi siti, aggregatori, forum, ovviamente oltre che nel blog.
Ultimamente mi hanno lasciato dei commenti, sul tema dei diritti ed in particolare delle pensioni, che mi hanno infastidito, somiglianti e con un’impronta che è un connubio tra Sacconi ed il grillismo acuto.
Ne riporto qui uno ad esempio, dei più contenuti se vogliamo, altri, che non sono riuscito a recuperare, erano ancora più deliranti.

voi.. la vostra generazione, che bene o male si é mangiata tutto e non ci ha lasciato neanche le briciole.. Voi tutto, lavoro fisso, pensione, istruzione e sanità.. noi sempre meno e finiremo ad avere niente…. vedrai, quando saremo maggioranza incazzata del paese, la nostra generazione si riprenderà presente e futuro

C’era un errore ma l’ho corretto io, grammatica.
Ora, che ci sia una generazione cresciuta a televisione, omogeneizzati, brioches e che è stata accompagnata a scuola dalla mamma sino ai 18 anni, giusto per far vedere alle altre mamme l’ultimo modello di Suv, è risaputo, che la televisiun la te indormenta come un coiun anche, che il fisico si pompi oltre misura con gli omogeneizzati e le merendine pure, il tutto a scapito del cervello, della sua crescita, della sua formazione.
Noi quello che abbiamo ce lo siamo conquistati sul campo, pagato con i contributi versati per decenni e sin dal primo giorno di lavoro, a 14 o 15 anni, nessuno ci ha regalato niente.
Nessun Berlusconi ha mai versato milioni di lire per aiutare le nostre famiglie, di solito molto più numerose di quella di Tarantino o della famiglia Letizia.
Non solo, abbiamo anche pensato a chi, per cause di forza maggiore, non ha mai versato un contributo, ad esempio i contadini o quelle categorie indipendenti che hanno sempre versato il meno possibile, garantendo loro un minimo di pensione che garantisca almeno l’acquisto del pane e del latte.
Il tutto basato sul versamento dei nostri contributi, se poi qualche politico furbastro e clientelare ha inserito qualche categoria di parassiti che intendeva tutelare e con  quale garantirsi i voti, ciò non è assolutamente imputabile ai lavoratori o al sindacato.
Noi non ci siamo mangiati niente, ci siamo semplicemente conquistati tutto sul campo, nelle officine, in fabbrica, nei negozi ed in piazza e, quello che mangiamo adesso è frutto di quello che abbiamo investito con i nostri sacrifici.
Non investito i banca, non abbiamo cercato di fare i parassiti speculando sulle disgrazie degli altri, abbiamo investito nei nostri contributi Inps o similari.
Prima di andare a ballare, a farci una birra, di comprarci la macchina nuova con la pensione del nonno o lo stipendio del padre, siamo andati in piazza: prima a conquistare e poi a difendere i nostri diritti acquisiti.
Abbiamo fatto sciopero da apprendisti e poi da operai, tecnici e quant’altro e molti di noi, compreso il sottoscritto, hanno fatto sciopero e sacrifici con moglie e figli a carico.
Quindi non accetto critiche, rotture di coglioni, osservazioni da chi è nato e cresciuto nella bambagia per colpa dei loro genitori che hanno commesso l’errore più grande della loro vita, anche a sinistra,  quando hanno cominciato a pensare che i loro figli non avrebbero dovuto passare quello che abbiamo passato noi.
E non si riferivano alla guerra, riflessione doverosa, ma ai sacrifici imposti per trovare un  lavoro e per cercare di migliorare la qualità della vita.
Ho visto genitori di classi tutt’altro che agiate, muoversi in punta di piedi il sabato o la domenica mattina per non svegliare il pargolo, nullafacente, che è rientrato alle cinque di mattina ed aveva bisogno di dormire.
Ho visto nonni bruciare la loro pensione per agevolare i vizi di questi parassiti che adesso pretendono di dare lezioni, o di accusare, chi ha passato la vita lottando per i propri diritti e la propria dignità partendo dal primo presupposto che era fare il proprio dovere, poi conquistarsi i diritti. Dopo aver fatto il proprio dovere.
Ovviamente questo vale per la maggioranza dei lavoratori, non saranno certo alcuni parassiti ad inquinare la nostra storia e le nostre fatiche.
Oggi attaccano, nuovamente, l’art.18, quando l’hanno fatto qualche anno fa a ribellarsi sono stati quelli che lo hanno conquistato e che hanno già i capelli bianchi, quelli che sono coinvolti in prima persona dalla strage lavorativa che seguirebbe all’abbattimento dell’art. 18 non c’erano, erano in discoteca. Non si può lavorare e basta, ci si deve anche divertire, come se a noi feste e ragazze non ci avessero mai interessato.
Quante volte abbiamo urlato: guardate che vi stanno distruggendo tutto quello che abbiamo conquistato, ribellatevi, scendete in piazza, occupate le fabbriche.
E loro, non tutti ma la maggioranza, andava al mare, come se il problema del futuro non l’avesse chi lo ha davanti ma chi, purtroppo, il futuro lo ha alle spalle.
E’ da trent’anni che attendo che i giovani diventino maggioranza incazzata e si riprendano tutto quello che, a noi, è costato lacrime e sangue, sacrifici e lotte, e finalmente vedo qualche segnale positivo.
Dò a tutti loro un bel benvenuto, ma se pensate di migliorare la situazione con le idee di Sacconi o Grillo vi dico subito che non avete capito un cazzo, siete vittime della vostra presunzione, arroganza ed ignoranza.
Chi non conosce la propria storia, la storia dei propri antenati, quelli che hanno conquistato prima la libertà dal fascismo e dopo i propri diritti e da spazio alla guerra tra poveri non ha futuro, è già finito.
Molti di questi presuntuosi ed arroganti ignoranti non sanno nemmeno che lo Statuto dei Lavoratori è del 1971, molte delle signorine in minigonna che passano la vita da una discoteca all’altra insieme ai loro amici più rincoglioniti di loro, entrambi assuefatti dalla propaganda della televisione a servizio del regime che li ha messi contro i loro padri e nonni, noi, non sanno che le loro nonne o bisnonne, prima che lo statuto dei lavoratori le garantisse la maternità, quando avevano un lavoro ed rimanevano incinte si fasciavano la pancia perchè appena il padrone si accorgeva che aspettavano un figlio le licenziava, perdevano il lavoro.
Le vostre nonne, le vostre mamme, prima di insegnarvi come mettere lo smalto alle unghie o come si mette l’ombretto avrebbero dovuto insegnarvi la loro storia, l’esperienza che hanno passato in prima persona o che hanno passato le loro madri.
Le conquiste le dovete difendere voi, senza scuse e senza timori, andando incontro ai sacrifici come hanno fatto quelli prima di voi.
Io, non ho altro da dire se non una precisazione: è ovvio, è scontato, è doveroso chiarire che questo post non vale per tutti i giovani, la maggioranza dei quali ha tutto il mio rispetto e la mia stima.
Vale per quei quattro pirla che credono di avere la verità in tasca.  Per quanto pochi siano sono comunque troppi.
I discorsi che i “privilegi”dei pensionati sono contro il futuro dei nostri giovani lasciateli fare al regime, ai Sacconi, ai Berlusconi, ai sindacati che fiancheggiano il regime ed ai Casini.
A voi vogliono tagliare le pensioni mentre Confindustria fa sempre più milioni.

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