venerdì 18 agosto 2017

L’Impero USA, la CIA e le ONG. (Intervista a F. William Engdahl)

L’Impero USA, la CIA e le ONG. (Intervista a F. William Engdahl)

Nessuno ha studiato questi tre argomenti collegati tra loro, questa triade,  più accuratamente di F. William Engdahl, un rinomato analista geopolitico, consulente sui rischi, autore e docente. Engdahl è nato a Minneapolis, Minnesota, e cresciuto in Texas. Dopo la laurea in politica all’Università di Princeton e  in Economia comparata all’Università di Stoccolma, ha lavorato come economista e giornalista d’inchiesta negli Stati Uniti e in Europa. È stato Visiting-Professor all’Università di Tecnologia Chimica di Pechino e tiene conferenze e seminari privati in tutto il mondo su diversi aspetti di economia e politica mettendo un focus particolare sugli eventi geopolitici. Negli ultimi 30 anni, Engdahl ha vissuto in Germania.
Ha scritto numerosi best-sellers su petrolio e geopolitica, “The Lost hegemon: Whom The Gods Would Destroy“, “Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order“, “Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation“,  senza dimenticare:”Target China ” per citarne solo alcuni.  I suoi libri sono stati tradotti in 14 lingue straniere.
Il suo ultimo libro sul ruolo delle ONG si concentra sul loro coinvolgimento  per le operazioni di cambio di regime e sul ruolo USA nel gestire le proteste di massa che servono  all’impero USA e alla CIA per abbattere i governi resilienti, che perseguono scelte a livello nazionale e sostituirli con governi obbedienti all’ordine del giorno di Washington . Tutto questo con il pretesto di portare una democrazia in stile americano.
La seguente intervista si concentra sull’ultimo libro di Engdahl scritto in tedesco “I  file segreti delle ONG” (Geheimakte NGOs) ed è stata fatta dal dottor Ludwig Watzal, giornalista e redattore, che vive a Bonn e gestisce il blog bilingue http://betweenthelines-ludwigwatzal.com/.
Credo che possiamo concordare sul fatto che la CIA sia la peggior organizzazione terroristica del mondo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, praticamente nessun colpo di stato o rivoluzione organizzata è stata fatta senza un aiutino della CIA. Questo è quanto ho capito dal suo libro quindi, diciamo che negli ultimi 25 anni, la CIA ha dato un po’ dei cosiddetti piccoli aiuti sotto forma di ONG. Potrebbe dirci qualcosa su questa storia?
W.E.: Durante la Presidenza Reagan, si è parlato di molti brutti scandali sulle sporche operazioni fatte dalla CIA in tutto il mondo. Cile, Iran, Guatemala, il progetto segreto MK-Ultra, il movimento studentesco durante la guerra del Vietnam, solo per citarne alcuni. Per  abbassare le luci su questi scandali, il direttore della CIA Bill Casey propose a Reagan di creare una ONG “privata”, una specie di filtro che si sarebbe presentato come privato, ma che in realtà – come ha spiegato in seguito uno dei suoi fondatori, Allen Weinstein in una intervista al Washington Post – “che avrebbe fatto quello che doveva fare la CIA, ma in privato”. Così fu creata nel 1983 la ONG chiamata National Endowment for Democracy. Poco dopo furono create altre ONG – sotto la guida di  Washington – come la Freedom House  e la   Open Society di Soros  o  la United States Institute of Peace ecc.
I soldi spesso arrivavano per mezzo di USAID del Dipartimento di Stato per nascondere la loro provenienza. Da allora tutti i grandi attacchi ai regimi fatti dal governo USA, incluso Solidarnosc in Polonia, il colpo di Stato russo fatto da Yeltsin e sostenuto dalla CIA, la rivoluzione arancione in Ucraina del 2004, i disordini in  Tibet del 2008, le primavere arabe dal 2011 a oggi,  sono stati fatti da questo gruppo scelto di ONG molto  “democratiche”. Non c’è da stupirsi se paesi come Russia,  Cina o Ungheria si muovano per bloccarle considerandole come “ONG-non-desiderabili”.
Lei ha citato Allen Weinstein, coautore dell’atto fondativo della ONG National Endowment for Democracy (NED) : “Molto di quello che facciamo oggi, 25 anni fa lo faceva la CIA”. Le  ONG americane  come NED, CIPE, USAID, NDI per non parlare della rete di Soros, sono una quinta colonna della CIA?
W.E.: Come ho già detto, questa è solo la mia opinione, ma inevitabilmente l’agenda delle ONG coincide con quella della politica estera di Washington. Coincidenza? Non credo.
Le sue critiche si riferiscono principalmente ad alcune ONG USA o in generale a tutte le organizzazioni non governative? Tutte queste ONG sono guidate da una bella mente e da nobili propositi che vogliono portare democrazia e libertà in tutto il mondo?
W.E.:  Questo è il diavolo nel concetto di Bill Casey. Nascondere le  operazioni sporche e anti-democratiche delle CIA, dietro ONG politiche private che agitano la bandiera dei diritti umani, è servito molto all’agenda globale di Washington per rovesciare regimi non cooperativi in ​​tutto il mondo. In effetti la CIA ha armato i diritti umani. Curiosamente regimi utili a Washington, come l’Arabia Saudita, vanno avanti senza essere minimamente infastiditi da richieste interne di democrazia, grazie ai miliardi prodotti dal loro petrolio che servono a finanziare l’agenda globale del terrorismo di Washington.
Prendiamo il recente caso della falsa democrazia portata dalla ONG dei caschi bianchi in Siria, con la loro propaganda e intima collaborazione con l’ISIS, per giustificare una guerra USA contro un governo Assad regolarmente eletto. I caschi bianchi, che hanno preso soldi dalla Soros Foundations, dal governo americano e da quello inglese, furono creati da un ex ufficiale dell’intelligence britannica James Le Mesurier.  I loro video, che mostrano atrocità estreme, sono stati ripetutamente dichiarati falsi perché girati da attori. Il loro presunto VIDEO sul gas Sarin chei  mostra caschi bianchi che “per primi soccorrono ” le vittime del gas Sarin senza nemmeno la protezione di un  HAZMAT è una presa in giro, è un vero-falso come è stato ben spiegato dagli esperti di gas Sarin e di  HAZMAT.
Le ONG della politica di Washington – o qualche volta della UE  – sono efficaci perché attraggono molti ingenui di buona volontà.  Ho ricevuto recentemente una lettera personale molto interessante scritta da una dottoressa europea che ha lavorato, per 18 mesi con le migliori intenzioni umanitarie, con Medici senza Frontiere nel Sud Sudan prima che il paese diventasse indipendente dopo aver ricevuto il sostegno degli USA. Mi era molto riconoscente –  dopo aver letto il mio libro sulle ONG – perché questo le aveva permesso di comprendere il perché di tante istruzioni apparentemente irrazionali che la Direzione di Doctors Without Borders americana inviava al suo personale. Si dimise dall’incarico per lo stress e ora mi ha scritto che ha capito perché. Medici onesti sono stati utilizzati da Washington per programmi politici segreti. Il Sud Sudan è entrato nel mirino di Washington perché la Cina stava ricevendo troppo petrolio via Khartoum.
Naturalmente non tutte le ONG lavorano per la CIA. Nel mio libro mi concentro solo su quelle che perseguono un programma politico nascosto e che usano i diritti umani come armi e la parola democrazia per finalità deviate.
Nel 1984, il miliardario degli hedge fund, George Soros, creò a Budapest la Fondazione Soros. Il suo primo obiettivo fu la Polonia. Papa Giovanni Paolo II e il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan si incontrarono nel 1982 in Vaticano per discutere la destabilizzazione del blocco comunista. C’è stato qualche coinvolgimento della Fondazione di Soros in questo  progetto?     
W.E.: Nel 1988 la Fondazione Soros  diede vita alla Stefan Batory Foundation di Varsavia per formare gli attivisti che alla fine avrebbero rovesciato il regime comunista. Svolsero un ruolo importante sia nella “costruzione della democrazia”, che subito dopo il crollo del governo del generale Czesław Kiszczak in Polonia nell’agosto del 1989. Soros portò in Polonia la “Shock Therapy” dell’economista Jeffrey Sachs, dell’Università di Harvard per spingere verso la privatizzazione delle imprese statali e creare una iperinflazione in modo da generare aperture agli investitori occidentali, come i suoi amici che parteciparono alle aste per comprare le attività statali polacche che si accaparrarono per pochi penny o per pochi pfennig.
I due capitoli che trattano del saccheggio dell’ex Unione Sovietica fatto dalla CIA, da Soros e dai suoi Harvard Boys insieme al clan di Yeltsin e di ex funzionari del KGB sono abbastanza scioccanti. Ci  racconta qualcosa di questa impresa-tipo-mafioso?
W.E.: Sul libro tutto è stato trattato in modo esaustivo, dopo aver fatto i dovuto controlli e cross-check. In breve, la CIA sotto la direzione dell’allora Presidente George H.W. Bush riuscì a corrompere alcuni altissimi generali del KGB che reclutarono una rete di giovani Komsomol, cioè iscritti alla Unione dei Giovani Comunisti, come Boris Berezovsky e Mikhail Khodorkovsky  che diventarono i loro “oligarchi”, scelti con cura per saccheggiare i beni statali comprandoli per pochi penny rispetto al loro vero valore. Questo fu il famigerato scandalo “voucher” che stimò il valore di tutto l’insieme del patrimonio statale, tra cui petrolio e gas, società di produzione industriale, high-tech e tutto il resto per poco meno di 16 miliardi di dollari. Letteralmente violentarono la Russia per un vantaggio personale. E la CIA con la sua rete di banche occidentali come la Riggs Bank di Washington permise di riciclare i soldi che venivano dalla Russia. Anch’io sono rimasto scioccato quando mi sono reso conto di  questi dettagli. E’ stato un crimine e Yeltsin era il ragazzo di bottega. Qualcuno ha detto che fino a quando gli passavano la sua razione quotidiana di buona Vodka, avrebbe sempre fatto tutto quello che chiedevano Soros e ai suoi economisti di Harvard.
Il punto interessante da notare è che il Presidente G.H. W Bush, ex direttore della CIA,  in un solo anno – il 1989 –  ordinò alle ONG tre destabilizzazioni simultanee :  Russia,  Cina di Piazza Tiananmen e  Jugoslavia. Il libro lo documenta tutto con grande dettaglio.
Dopo che Vladimir Putin subentrò a Boris Yeltsin come Presidente della Russia, bloccò immediatamente il saccheggio  della Russia. Crede che questa sia una delle ragioni per cui la classe politica di Washington lo odia e lo demonizza fino a un livello tanto irrazionale?    
W.E.: Putin veniva da una fazione nazionalista russa (che si opponeva a quella cosmopolita/internazionalista) del KGB e sapeva bene che doveva agire senza clamore fino a quando la sua presa di potere non fosse diventata sicura, come fu  nel 2000 quando Yeltsin fu costretto a “ritirarsi” con le buone se non voleva affrontare le conseguenze di altre rivelazioni e poi fu convinto a nominare Putin come Presidente.
C’è stata una guerra sommersa contro la stabilità del paese-stato-Russia che cominciò già prima del 1917. Il fondatore di Stratfor, George Friedman, uno degli analisti americani meglio informati in geopolitica ed ex consulente del Pentagono e della CIA, recentemente ha concesso una intervista dopo il “colpo di stato” della CIA in Ucraina e lo ha definito  “il colpo di stato più sfacciato nella storia degli USA”. Quello, se vogliamo ricordarlo, in cui Viktoria Nuland, Assistente Segretario di Stato, andò a Kiev per distribuire le caramelle ai manifestanti di Piazza Maidan e che esprimeva tutto il suo disprezzo per la UE, mentre parlava al telefono con l’ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev.
Friedman ha osservato quello che anch’io ho documentato nei miei vari altri libri come Mit der Ölwaffe zur Weltmacht, e cioè che per la politica estera USA  – almeno per tutto il secolo passato, dopo il declino dell’Impero britannico – è stata una priorità prevenire, a tutti i costi, che gli interessi economici e la cooperazione tra Germania e Russia in particolare, convergessero. Il mondo ha attraversato due guerre mondiali per questo disgraziato dogma geopolitico della politica estera USA, un dogma ereditato dagli inglesi e dal padre della geopolitica britannica Sir Halford Mackinder.
Washington odia e demonizza Putin per il semplice motivo che ha voluto deliberatamente rendere stabile la Russia e renderla una grande nazione, come posso personalmente attestare dopo quasi 25 anni di studi. Ma per effetto della demonizzazione di Putin fatta da Washington, la sua influenza sembra solo aumentare – prima in  Cina, poi nelle nazioni dell’Eurasia, in Africa, in Medio Oriente, in Asia e persino nelle Filippine e in America Latina. Il mondo è  abbastanza stanco di questa agenda interminabile di guerre oltremare e coperte o dichiarate fatte dagli USA in tutto il mondo. Dobbiamo leggere tra le righe delle parole di Trump e ci troviamo dentro gli stessi vecchi oligarchi degenerati che  lavorano nel loro cosiddetto stato profondo di burocrati non eletti da nessuno.
Lo smantellamento della Yugoslavia fu una catastrofe. I tedeschi sotto la cancelleria di Gerhard Schroeder e del suo infame Ministro degli Esteri Joschka Fischer si sono messi con Clinton per rovesciare il Presidente serbo Slobodan Milosevic. In questa operazione di colpo di stato, come erano coinvolte le ONG ? Quale fu la loro strategia?
W.E.: Beh, basta vedere come è andata la carriera di Mr. Fischer. Un facinoroso che ha cominciato con le proteste di strada del 1968 a Francoforte ed è stato  incoronato dagli Stati Uniti e dai media mainstream come se fosse uno statista. Sembra  come ricompensa per aver fatto votare il Partito dei Verdi per il bombardamento della Jugoslavia nel 1999. Lasciato l’incarico, Fischer ha preso un posto da insegnante onorario alla My Alma Mater, di Princeton e poi George Soros lo ha invitato a lavorare per il suo nuovo think tank  per le Foreign Relations del Consiglio europeo.
Per quanto riguarda la cacciata di Slobodan Milosevic, il governo USA e le ONG che hanno partecipato al progetto, tra cui le fondazioni NED e Soros, organizzarono, finanziarono e addestrarono alcuni dei capi degli studenti e altri elementi-chiave per fare un colpo di stato-di-successo che si chiamò Otpor! (Resistenza!), con il suo logo ormai-onnipresente di un pugno minaccioso. Furono usate  traduzioni in serbo degli scritti di Gene Sharp sull’azione non violenta e i capi-chiave del movimento furono addestrati personalmente dal colonnello Robert Helvey dell’esercito americano – socio di Sharp – in luoghi segreti per evitare la polizia. Otpor! secondo alcune stime ricevette fino a 30 milioni di dollari da organizzazioni statali USA  come il National Endowment for Democracy (NED), International Republican Institute (IRI) e dalla Agenzia USA per lo sviluppo internazionale (USAID). La distruzione della Jugoslavia fu orchestrata sin dagli anni ’80 da Washington, prima da Bush sr. e poi da Clinton. L’obiettivo era creare una guerra in Europa per giustificare la continua presenza di una NATO la cui ragion d’essere, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, era difficile da giustificare ai contribuenti americani e agli europei che stavano progettando una Difesa Europea indipendente, che fosse fuori dalla NATO. Per Washington e per tutto l’influente complesso industriale militare USA, questa indipendenza era un tabù ! Il secondo obiettivo USA era insediare una enorme presenza militare in Kosovo, quella che poi diventò Camp Bond Steel.
Quando le masse arabe andarono per le strade di Tunisi, del Cairo e di Tripoli, i media occidentali e tutta la classe politica ne erano entusiaste. Finalmente democrazia, libertà e diritti umani avevano trovato la loro strada nel mondo arabo. Si trattava di pressioni spontanee o erano organizzate e orchestrate da forze esterne?
W.E.: L’intera primavera araba fu progettata e finanziata segretamente  da Washington e da ONG pagate dagli Stati Uniti. L’allora  Segretario di Stato, Hillary Clinton, fu la figura chiave insieme al suo bizzarro assistente per la fratellanza musulmana, Huma Abedin. La RAND Corporation, che è un think tank del Pentagono, è responsabile dello sviluppo della tecnica dei mob “swarming” –  che riescono a far muovere la gente come fanno le api –  usando facebook e i social media per guidare quelle proteste che svolgono un ruolo fondamentale.
I gruppi di studenti che protestavano in Egitto erano stati addestrati dagli Stati Uniti, ricorrendo nuovamente alle traduzioni di Gene Sharp ed erano stati portati – in segreto – in Europa per essere addestrati dai capi di Otpor !               
Nel caso di Gheddafi e della Libia, è stato ritenuto necessario un urgente cambio di regime, come hanno rivelato le e-mail di DCLeaks e di Wikileaks, ormai famose, di Hillary al suo consulente privato Sidney Blumenthal. Gheddafi – che contrariamente alla sua immagine demonizzata – aveva costruito in Libia il più alto livello di vita di tutta l’Africa e stava per svelare la creazione di un’alleanza tra le banche centrali musulmane che avrebbero  dato vita al Dinaro d’Oro per vendrre il petrolio senza passare dal dollaro USA. Lo stava facendo insieme con Ben Ali in Tunisia e a Mubarak in Egitto. Hillary scrisse a Blumenthal, che Gheddafi doveva essere bloccato con qualunque mezzo. Il mezzo per “bloccarlo” fu il bombardamento illegale della Libia e il suo assassinio che trasformarono la Libia in un campo di macerie. Il piano originale del Dipartimento di Stato, del Pentagono e della CIA prevedeva poi l’immediata distruzione di un’altra spina nel fianco di Washington: dopo Gheddafi, c’era Bashar al Assad in Siria. Questo colpo non è andato bene per gli strateghi di Washington e una grande tragedia umana si è inutilmente consumata durante sei anni di guerra guidata essenzialmente dagli Stati Uniti.     controllato
Nei tempi antichi, i conquistatori mandavano avanti i missionari. Oggi, le potenze neo-colonialiste occidentali mandano centinaia di ONG che insegnano alla popolazione indigena come dovrebbe funzionare la democrazia occidentale. Lei crede che le ONG servano per gli interessi di queste persone? E cosa pensa delle ONG tedesche che, in particolare, hanno una grossa zavorra ideologica, ad esempio, i  main-stream che parlano di gender?
W.E.: Penso che la sua analogia tra i missionari “cristiani” del passato e le ONG  per i “diritti umani” o per la “democrazia” di oggi sia molto pertinente. Non sono la persona giusta per commentare le attività delle varie ONG tedesche. Io mi occupo di Washington, del potere egemonico di oggi e da dove viene tanta forza distruttivo, purtroppo.
All’inizio e alla fine del suo libro si fa riferimento al doppio-pensiero di George Orwell, cioè “la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”. Viviamo in tempi in cui il significato originale delle parole assume diversi aspetti? Crede che l’Impero degli Stati Uniti e i suoi stati vassalli vadano alla guerra in nome della democrazia e che  distruggano gli stati nazionali con la stessa retorica democratica?
W.E.: Questo è il motivo per cui ho trovato la citazione di Orwell così appropriata. Il suo libro 1984 in molti modi è una descrizione di quello che abbiamo permesso accadesse alle nostre democrazie occidentali, in particolare in Gran Bretagna e Stati Uniti.
Se potesse dare un consiglio alle ONG, cosa  direbbe?
W.E.: Alla gente onesta che crede nella bella retorica sui valori, sui diritti umani e su cose del genere, vorrei suggerire di controllare bene la strada dei soldi che alimentano le loro ONG. Alle fondazioni  NED o di Soros vorrei dire che farebbero un favore all’umanità se chiudessero definitivamente le loro porte. Vorrei dire di consentire alle nazioni e agli uomini di decidere il proprio futuro sovranamente,  senza nessuna ingerenza indesiderata delle ONG. Vorrei dire, parafrasando Cromwell al Parlamento britannico;  ”You human rights NGOs, Go! You have sat too long here for any good you have been doing. Depart, I say, and let us have done with you. In the name of God, go!”- “VOI , le ONG per i diritti umani, Andatevene! Siete rimaste sedute qui troppo tempo, per quanto sia stato il bene che avete fatto. Andatevene, dico, e facciamola finita. In nome di Dio, andatevene! “

1707.2017
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

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