martedì 15 ottobre 2013

AD ASSISI LA QUESTURA VIETA IL VOLANTINAGGIO DELL’UAAR

PER “DIFENDERLI” DAI SEGUACI DI S. FRANCESCO, AD ASSISI LA QUESTURA VIETA IL VOLANTINAGGIO DELL’UAAR 37338. ASSISI-ADISTA. Incredibile episodio avvenuto a latere della visita di papa Francesco ad Assisi, il 4 ottobre scorso, quando il pontefice si è recato in visita pastorale nella cittadina umbra per rendere omaggio alla tomba del “poverello”, assieme agli otto cardinali che compongono la commissione da poco istituita per la riforma della Curia. Quel giorno, alcuni soci umbri dell’Uaar, l’Unione degli Atei Agnostici e Razionalisti, assieme ai volontari dell’associazione locale “Civiltà Laica” intendevano distribuire un volantino dai toni critici, ma tutt’altro che provocatori, nei confronti della Chiesa cattolica. In esso, a fronte delle aperture mediatiche del papa sui temi della modernità, dei diritti, del rinnovamento ecclesiale, del dialogo interreligioso, di un fecondo scambio con il mondo laico, si ricordava infatti che la Città del Vaticano non ha ancora nemmeno sottoscritto né la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo né la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali; che in materia di diritti civili e libertà individuali la Chiesa continua ad opporsi all’educazione sessuale nelle scuole, al riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita, alla fecondazione artificiale ed alla diagnosi pre-impianto, al riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, sia etero che omosessuali. Inoltre, l’Uaar e “Civiltà laica” sottolineavano come lo Stato italiano continui ad accollarsi ogni anno enormi spese a favore della Chiesa cattolica (8xmille, esenzioni, riduzioni fiscali, cappellani militari, ospedalieri, delle carceri, insegnanti di religione, contributi alle scuole cattoliche, all’editoria cattolica, agli oratori, tariffe postali agevolate, finanziamenti per i “grandi eventi” ecclesiali, ecc.). La Digos il 3 ottobre ha però negato l’autorizzazione al volantinaggio, motivandola con il fatto che un raduno «monotematico» (sic!) come quello dei cattolici ad Assisi poteva essere disturbato da un manifestino che, almeno da una parte dei partecipanti, avrebbe potuto essere inteso come «provocatorio». Per prevenire possibili incidenti, la polizia avrebbe quindi dovuto impiegare diverse unità per “tutelare” i soci dell’Uaar ed i volontari di “Civiltà laica” e questo eventuale impegno di uomini e mezzi sarebbe stato troppo gravoso, stante la carenza di personale e il carico di tensione e pericoli che avrebbe comportato la situazione. Dietro tanta premura e zelo nei confronti dei laici, degli atei e degli agnostici che intendevano volantinare ad Assisi, in molti hanno pensato si nascondesse la volontà di non creare nessuna forma di disturbo alla manifestazione papale. Del resto, come ha spiegato l’Uaar in un suo comunicato del 3 ottobre scorso, la stessa questura che ha impedito il volantinaggio ha anche vietato (forse per ossequio al santo che parlava con i lupi) per il 4 ottobre, e solo il 4 ottobre, ogni forma di caccia «ad Assisi e nelle diocesi limitrofe». Ma il vero paradosso è che per impedire il volantinaggio la Questura ha dovuto paragonare i cattolici ed i devoti di S. Francesco, una delle figure religiose più fortemente connotate nel senso della mitezza e della non violenza, a fanatici e faziosi integralisti, che avrebbero costituito una potenziale minaccia per i semplici cittadini che desideravano diffondere le loro idee ed i loro rilievi critici nei confronti della Chiesa cattolica. Un paradosso che trova la sua vera spiegazione nel dettato della nostra Costituzione, che (art. 21) non solo sancisce che «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione», ma che precisa (art. 17) che tutti possono farlo in luogo pubblico alla sola condizione di dare preavviso alle autorità del luogo, che possono vietare la manifestazione «soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica». Appunto. (valerio gigante)

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