lunedì 2 marzo 2020

Mentana: “Beppe Grillo era a bordo del famoso Britannia nel 1992.” Emma Bonino: “Non so a che titolo fosse lì”

Mentana: “Beppe Grillo era a bordo del famoso Britannia nel 1992.” Emma Bonino: “Non so a che titolo fosse lì”

Beppe Grillo, nel 1992, era a bordo della Britannia.
Sì, proprio quella Britannia, sulla quale i potentati della perfida Albione costrinsero il Governo Italiano a dare il via alle privatizzazioni industriali, ovviamente allo scopo di arricchire ancora di più chi tiene in mano. Assieme all’attuale leader del M5S erano presenti Mario Draghi, Mario Monti, Emma Bonino, Giuliano Amato, vari esponenti della famiglia Agnelli, il presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, il presidente dell’ Ina, Lorenzo Pallesi, Jeremy Seddon, direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta e decine di altri manager ed economisti internazionali, invitati dalla Regina Elisabetta in persona.
Mentana era al porto di Civitavecchia con la troupe del TG5, intervistò per qualche minuto Beppe Grillo che era sbarcato dal tender del panfilo Britannia, Grillo al microfono che lei impugnava disse che a bordo del Britannia erano state discusse cose molto interessanti. La sua risposta è importante, perchè colloca Grillo in una posizione netta rispetto alla politichina che sta tentando di affermare manipolando giovani cervelli.
Anche Emma Bonino ha confermato la presenza a bordo del comico genovese: “Non so a che titolo fosse lì, ma la cosa mi parve abbastanza strana. Oggi tutto è più chiaro”
In quei giorni vi furono indignate prese di posizione della stampa nazionalista. Vi furono preoccupate interrogazioni parlamentari di esponenti del Msi. E vi fu un coro di voci allarmate che denunciarono la «regia occulta» dell’incontro, le strategie dei «poteri forti», la «svendita dell’industria italiana». L’uso del panfilo della Regina Elisabetta sembrò dimostrare che la crociera del Britannia era stata decisa e programmata dal governo di Sua Maestà. E il fatto che l’evento fosse stato organizzato da una società chiamata «British Invisibles» provocò una valanga di sorrisi, ammiccamenti e battute ironiche.
Cominciamo dal nome degli organizzatori. «Invisibili», nel linguaggio economico-finanziario, sono le transazioni di beni immateriali, come per l’appunto la vendita di servizi finanziari. Negli anni in cui fu governata dalla signora Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte imprese, rilanciò la City, sviluppò la componente finanziaria della sua economia e acquisì in tal modo uno straordinario capitale di competenze nel settore delle acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel capitale sarebbe stato utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie britanniche avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese. «British Invisibles» nacque da un comitato della Banca Centrale del Regno Unito e divenne una sorta di Confindustria delle imprese finanziarie. Oggi si chiama International Financial Services e raggruppa circa 150 aziende del settore. Nel 1992 questa organizzazione capì che anche l’Italia avrebbe finalmente aperto il capitolo delle privatizzazioni e decise di illustrare al nostro settore pubblico i servizi che le sue imprese erano in grado di fornire.
Come luogo dell’incontro fu scelto il Britannia per tre ragioni. Sarebbe stato nel Mediterraneo in occasione di un viaggio della regina Elisabetta a Malta. Era invalsa da tempo l’abitudine di affittarlo per ridurre i costi del suo mantenimento. E, infine, la promozione degli affari britannici nel mondo è sempre stata una delle maggiori occupazioni del governo del Regno Unito. ( http://italian.irib.ir/ )
Non ero a conoscenza di questa notizia ma, chissà perchè, non mi stupirebbe. Molti dicono si tratta di una bufala, ma non penso. Vi avrò scritto cento volte che Beppe Grillo è un agente degli angloamericani: dall’imposizione dell’inglese già all’asilo all’abolizione delle province e legge Fornero per finanziare l’ingresso e la rieducazione di milioni di africani riducendo alla fame i nostri anziani.
Grillo è come la Kyenge e Balotelli. Strumenti per la manipolazione mentale dell’opinione pubblica.
Coloro che parteciparono alla riunione sul Brittannia, sono gli stessi responsabili della distruzione dell’Italia in favore della erezione del super-stato europeo continentale quali Giuliani Amato. Grillo finge di attaccarlo per la sua pensione d’oro di 33 mila euro mensili, assegnatagli come premio per ciò che ha fatto.
Mente la Bonino (quella che praticava aborti clandestini aspirando gli embrioni con una pompa di bicicletta) quando afferma che non sapeva “a che titolo” lo psicobuffono fosse a bordo del panfilo di sua Maestà britannica. Essi fanno parte del medesimo grande club di pupazzi. Non c’è bisogno di fare parte di una setta super-esclusiva o avere fatto sesso con una novenne (come disse una volta Grillo) per comprendere per quale squadra giocano costoro.
Ultimamente gli USA, tramite un misterioso convegno di Google hanno cooptato Giovanotti il quale riaffiorerà al momento opportuno. Scommetteteci.
Ora, Grillo lo impiegano alletto di Farage per fare uscire la Gran Bretagna dalla UE ed entrare la Turchia. Inoltre, per pubblicità del prodotti americani come Twitter (il blog del genovese è un tripudio di #hashtag) e per lanciare le stampanti 3D, dopo che Obama ne aveva parlato ufficialmente in un discorso di questa nuova tecnologia.

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