domenica 17 giugno 2012

ANGURIA E BENEFICI


Proprietà e Benefici dell'Anguria (Cocomero)



L'anguria è composta principalmente da acqua (94% circa), una piccolissima percentuale di proteine e fibra alimentare,  glucidi, minerali ( sodio, potassio, ferro fosforo e calcio, vitamine A e C, niacina (vitamina PP), riboflavina (vitamina B2) e tiamina (vitamina B1). 
Da sottolineare la presenza di licopene che conferisce all'anguria il tipico colore rosso, allo stesso modo dei pomodori che ne sono particolarmente ricchi; il licopene è una sostanza antiossidante e come tale ha proprietà utili nella prevenzione dei tumori, alla prostata per gli uomini e al seno per le donne.
Proprietà Curative e Benefici dell'Anguria:
La discreta quantità di sali minerali presenti nel cocomero sono innanzitutto utili per contrastare il senso di stanchezza e spossatezza che frequentemente si presentano nei periodi estivi particolarmente caldi; grazie all'alto contenuto di acqua, l'anguria è sicuramente un frutto dissetante diuretico e depurativo dell'organismo.
Sebbene la sua polpa sia particolarmente dolce, l'anguria presenta un apporto calorico particolarmente basso ed è quindi indicata nelle diete dimagranti proprio per il suo effetto saziante e non ingrassante. Le proprietà più interessanti dell'anguria vanno però ricercate nella presenza di sostanze carotenoidi, prima fra tutti il licopene, che, oltre a comprovate proprietà antitumorali, sono anche in grado di combattere i tanto temuti radicali liberi.
Grazie alle sue proprietà, tra cui l'assoluta assenza di grassi, l'anguria, insieme all'ananas, è uno degli alimenti più efficaci per contrastare e combattere gli inestetismi della cellulite.
Ricordiamo in ultimo che il cocomero ha altresì proprietà benefiche e protettive nei confronti del fegato e delle vie respiratorie.
Molto basso l'apporto calorico dell'anguria: solo 20 calorie per 100 grammi di polpa fresca.


AMALGAMA DENTARIA


Amalgama

E' una polvere costituita da: 52% di Mercurio e 48% da una lega a base di Argento(16%), Stagno(26%), Rame(5%) e Zinco(1%) utilizzata dai dentisti per le otturazioni.
Una dose moderna di amalgama contiene circa 440mg di Mercurio e 400mg di lega. Una otturazione con amalgama rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10mg di Mercurio per fenomeni di abrasione, corrosione, disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli in ambiente salino come nella cavità orale, la bocca; anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, ecc. accentuano la naturale disgregazione delle amalgame. I metalli rilasciati per il 50% si depositano nei tessuti cellulari inibendo processi enzimatici e metabolici del nostro corpo; l'altro 50% viene eliminato attraverso le urine e le feci e va ad inquinare l'ambiente in cui viviamo, il terreno e quindi lo ritroviamo anche nella frutta, i cibi, le verdure, ecc. e nelle falde acquifere.
L'alternativa è costituita per ora dalle resine composite, dalla ceramica e dall'oro utilizzabili, purché siano testati e bio compatibili con il soggetto che li deve ricevere in bocca. Buona norma comunque è ricoprire, se possibile, ogni tipo di metallo presente nella bocca, con idrossido di calcio, per avere un minore danno.
Gli autori di una perizia presentata alla Procura della Repubblica di Francoforte, i Prof. Dott. O. Wasseman, M. Weitz ed il libro documento del Dott. C. Alsen Hinrichs, Università di Kiel, Istituto di Tossicologia, hanno anche pubblicato i lavori su riviste qualificate. Il Tribunale di Francoforte ha così definito l'amalgama: "dalle otturazioni di amalgama deriva palesemente un rischio non irrilevante per la salute umana. L'amalgama può far ammalare, cioè essa è generalmente in grado di provocare disturbi sanitari in un numero rilevante di persone portatrici di amalgame".
Recentemente, una inchiesta realizzata dall'Università di Tubinger (Germania) su 25.000 persone portatrici di amalgame, hanno messo in evidenza una "liberazione" anomale di Mercurio presso il 30% dei soggetto esaminati.
Il Mercurio presente depositandosi nei tessuti e organi altera le normali funzioni soprattutto del SNC (Sistema Nervoso Centrale) provocando depressioni più o meno forti, eccitazioni con violenza, timidezza o aggressività, disturbi della concentrazione; nei Nervi Periferici, creando paralisi e distruzione della mielina (distrofie e sclerosi a placche, epilessie) nelle mucose provocando riniti allergiche, asma, congiuntiviti; nel fegato; nel pancreas; nei reni, nelle parotidi; nelle ghiandole sudorifere, ecc. Ma quello che pochi sanno è che tutti i metalli immessi nella bocca, producono facilmente ed in molti casi, il cortocircuito elettronico delle terminazioni nervose che sono sulla parete della mucosa buccole, in quanto sono immessi in un ambiente sempre umido e molto spesso bagnato da liquido salino, ottimo conduttore delle energie bioelettroniche, quindi la risultante è come vi fossero cortocircuiti fra le terminazioni nervose della mucosa, lingua, palato, gola, modificando anche il pH della saliva. I metalli pesanti sono soprattutto veleni enzimatici, in quanto essi spiazzano i coenzimi metallici e questo e questo si evidenzia quando si scopre una carenza di Ferro, Rame, Zinco e determinano di conseguenza gravi disturbi nella funzione enzimatica e nella sintesi emoglobinica.
In Svezia (maggior produttore Europeo) è stato bandito l'uso delle amalgame; in Austria essa è proibita dal 1985; in Germania (maggior consumatore) è proibita dal 1996 sulle donne incinte e nei bambini. In Italia non se ne deve parlare!
Ecco i sintomi clinici causati dall’inquinamento da amalgami dell’organismo: (tratto da: J. Thomsen, Odontogene herde und Storfaktoren, editore ML,1985).
1. Sintomi generali: tremolio, tremor mercurialis, sonnolenza, inappetenza, rapida e continua e facile stanchezza, abbattimento psichico generale, facoltà di reazione in diminuzione, invecchiamento precoce, anormale funzionalità delle ghiandole endocrine, il tutto è sicuramente da attribuirsi al Mercurio ed alle mal funzioni dell’organismo intero ormai debilitato dall’intossicazione grave da metallo pesante.
2. Sistema nervoso: malattie nervose e degenerative ai nervi, neuroni del sistema nervoso centrale (demielinizzazione sopra tutto nei bambini), difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, apprendimento ostacolato, epilessie, difficoltà al coordinamento dei movimenti, erethismus merculiaris ovvero alto grado di nervosismo (situazione di irritabilità e agitazione che può diventare malattia cronica).
3. Sintomi psichici: depressioni fino a pensieri suicidi, paura della morte, irritabilità e violenza, agitazione facile e continua.
4. Resistenza alla terapia di: malattie influenzali, angina tonsillare, sinusite, rinite, malattie all’apparato respiratorio.
5. Testa: dolori di testa, emicranie, nevralgie facciali, bruciore della lingua, bocca arida, afte, sapore metallico in bocca, dolori alla nuca e al collo.
6. Occhi: disturbi visivi da genesi poco chiara, dovute alle mal nutrizioni dei muscoletti dell’occhio o dalle contaminazioni neuro muscolari da mercurio degli stessi; iritis, edemi perioculari, occhi senza lucentezza.
7. Orecchie: ronzio, rumori strani ed alle volte "rivelazione" di frequenze radiotelevisive, variazione della frequenza fondamentale emessa dal cervello/orecchio con la conseguente perdita od attenuazione della capacità
di percezione della spazialità dei suoni.
8. Polmoni: asma bronchiale, raffreddori strani, irritazioni alle vie respiratorie.
9. Cuore: aritmie ed anomalie dei ritmi.
10. Stomaco - intestino: vomito, colite ulcerosa, disbiosi intestinali, diarrea, gastroenteriti, tenesmo anale, tensioni alla valvola ileo cecale e cattive digestioni.
11. Intestino - continue alterazioni della flora batterica, diarree, enterocoliti, stipsi, infiammazioni della mucosa viscerale, villi atrofizzati, sistema nervoso enterico super eccitato, nascita di tumori all’intestino.
12. Vescica: irritazione dolorosa della muscolatura della vescica irritata, tenesmo vescicale.
13. Pelle: caduta di capelli accelerata, cambiamento del colore dei capelli, prurito alla pelle, esantemi, eritemi localizzati.
14. Articolazioni: dolori articolari, disturbi reumatici, muscolari.

Tratto da "GUIDA alla SALUTE NATURALE” VANOLI EDITORE srl

 


ACCISE SU BENZINA


Benzina: nuovi record. Ecco l’elenco delle vergognose accise sui carburanti











Non passa giorno che il prezzo dei carburanti segni nuovi record.


Tali notizie non possono che farci preoccupare ed arrabbiare un po’, MA ormai sappiamo tutti che i rincari sono legati prevalentemente alle elevate quotazioni del greggio.

Quello che forse non sappiamo - molto bene - è che sul prezzo in Italia pesano “tasse misteriose” che resistono da oltre 70 anni e che il nostro caro Paese continua a farci pagare.

Vediamo quali sono questi costi che gravano sugli automobilisti

Il prezzo complessivo è composto da varie voci: dal costo del prodotto raffinato, il trasporto primario, il costo di stoccaggio, le varie spese di ufficio e punto vendita, fino al margine per il gestore. Sembrerebbero molte, ma tutte queste voci - che contemplano spese e guadagni per divesi soggetti - ammontano solo al 30% del costo del carburante.

La vera “vergogna” arriva dalle famose accise che pesano per il 52% sul costo totale.

Pensate, la prima fù introdotta da Mussolini nel lontano 1935 - 1,90 lire al litro sulla benzina per finanziare la guerra di conquista dell’Abissinia. Poi nel corso degli anni ogni Governo ha deciso di imporre “balzelli” per ogni emergenza: dalla crisi di Suez (1956), al disastro del Vajont (1963), fino alle guerre in Libano e Bosnia.

L’ELENCO

Guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire)

La crisi di Suez del 1956 (14 lire)

Il disastro del Vajont del 1963 (10 lire)

Alluvione di Firenze del 1966 (10 lire)

Terremoto del Belice del 1968 (10 lire)

Terremoto del Friuli del 1976 (99 lire)

Terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire)

Missione in Libano del 1983 (205 lire)

Missione in Bosnia del 1996 (22 lire)

Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire)

Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali (0,0073 Euro)

0,040 Euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92

0,0089 per far fronte all'alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011

0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 «Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici» del governo Monti.

MA non finisce qui: perché come spesso accade in Italia – abbiamo una tassa sulla tassa. Su questi 25 centesimi di euro infatti, sommati alla vera e propria imposta di fabbricazione (definita per decreti ministeriali), viene aggiunta pure l’Iva del 20%.

Ma quanto guadagna lo Stato?: i conti sono facili, ogni centesimo di aumento sul carburante comporta un maggiore introito di circa 20 milioni di euro al mese per le casse dello Stato. Secondo i dati dell’Unione petrolifera nel 2007, le entrate fiscali alimentate dai prodotti petroliferi sono state superiori ai 35 miliardi (24,7 derivanti dalle accise e 10,5 dall’Iva).

•    A parte la non giustificata rapina operata dallo Stato o meglio chi abusa della autorità di Stato.

•    La rapina è aggravata e continuata; ma possibile che ancora paghiamo per la guerra in Abissinia, la crisi di      Suez ecc.  . Ma tutti questi soldi dove vanno a finire ?


sabato 16 giugno 2012

Gli stolti del mondo.


Gli stolti del mondo sono coloro che sanno ma fingono di non sapere. Sono coloro che capiscono ma si comportano da stupidi. Sono coloro che potrebbero cambiare le cose ma rimangono immobili. Sono coloro perennemente in guerra con loro stessi e la verità. Ed il mondo ne è pieno.

Le vite degli stolti che girano insieme al mondo

Sono tanti gli stolti del mondo. Coloro che sentono la verità, ma non la ascoltano. Coloro che capiscono ma fanno finta di non sapere nulla. Coloro che vedono bene come gira il mondo ma preferiscono girare insieme ad esso. Nasce così una giravolta di vite, consapevoli ma ignoranti, che si lasciano trascinare dal mondo invece che dominarlo.

Il sentore che ogni uomo nasconde dentro se

Costa fatica accettare la verità e gli stolti del mondo non la vogliono nemmeno ascoltare. Se la vedono girano lo sguardo dall’altra parte. Nella maggior parte degli uomini è presente un sentore. Un piccolo sentimento che fa capire qualcosa, ma che non venendo perseguito non porta a capire nulla. O meglio, qualcosa porta a capire: permette di comprendere bene dove porterà quel sentore se perseguito e questo comporta una scelta. Inutile parlare della scelta che fanno gli stolti del mondo: lo vediamo ogni giorno.
Mentre vivono la loro vita però, gli stolti del mondo hanno a volte la possibilità che la verità delle cose gli venga mostrata veramente, che gli vengano svelati alcuni segreti della vita. Piccole cose che fanno andare quel sentore, che essi provano, oltre quanto vorrebbero andasse. Perché quando il sentore si muove, si porta dietro tutto ciò che abbiamo, persino noi stessi. E perdersi è facile. Soprattutto quando ci si è costruiti una vita del tutto opposta a questo sentore.

Chi sa riconoscere la verità?

Queste persone tendono a combattere chiunque tenti di muovere un po’ di più il loro sentore, di farlo crescere, maturare. Quando si parla del vero senso della verità, della sua essenza, ci sono generalmente due reazioni che si possono verificare. Ci sono persone che si lasciano trasportare dal proprio sentore, mosso violentemente, per raggiungere una nuova visione delle cose, per arrivare a una nuova comprensione circa le questioni del mondo. Altre persone (stolti), invece, si scagliano con rabbia contro chi muove il loro sentore, oppure con superficialità, o anche menefreghismo. Spesso dopo alcune discussioni sbottano contro il loro compagno di discussione chiedendogli: “sei la verità tu?… che pensi di sapere tutto!” È la domanda che è sbagliata. In tutto. Anche nella direzione. Poiché la vera domanda che tutti dovremmo porci è questa: “se incontrassi la verità sarei in grado di riconoscerla?”














Molte persone si creano aspettative dalle amicizie su facebook, ignorando che la maggior parte di utenti di questi social network vivono con leggerezza questo tipo di rapporti.

Pesi diversi alla parola amicizia

Le amicizie su facebook sono molto particolari. A volte pericolose. Forse molti lo ignorano, ma tante altre persone danno molta importanza all’amicizia su facebook. Purtroppo lo ritengo un atteggiamento immaturo proprio perché la maggior parte di utenti non da rilevanza all’amicizia su facebook e si corre così il rischio di aspettative che non troveranno poi luogo, dando vita a turbamento nelle persone più sensibili.

Meglio pochi, ma buoni

Alcuni studi fatti su social network come facebook dimostrano come sia impossibile mantenere un rapporto con più di 150 amicizie. Il cervello umano non ne è capace e alcune saranno per forza trascurate, senza considerare che molti altri saranno rapporti di nessun particolare rilievo.

L’errore di facebook e l’errore degli utenti

Forse l’errore è stato di facebook nel chiamarle amicizie. Altri social network usano parole come contatti e follower, che non creano nessun dubbio e mantengono ben chiaro il tipo di rapporto che c’è all’interno di questi luoghi virtuali. È importante capire che la maggior parte di persone già vive rapporti che lasciano il tempo che trovano nella realtà, figurarsi avere aspettative virtuali da loro. L’amicizia è già un rapporto complesso di per se, non complichiamolo con rapporti virtuali straniti. I social network come facebook sono un buon strumento per ritrovare vecchie conoscenze (che devono comunque essere ponderate, perché se non ci si sentiva da anni un motivo ci sarà) e magari fare nuove amicizie, alle quali va dato il giusto valore. Se poi sfoceranno in qualcosa di più concreto, di più reale, ben venga. Ma non complichiamoci la vita e ricordiamo sempre dove è meglio impiegare il nostro impegno socievole














Alcune persone hanno la cattiva abitudine di prendere la ragione e cambiarne le proprietà e la struttura a proprio comodo e piacimento. L’inversione della ragione è un’altra comune caratteristica di molti Italiani.

Il luogo in cui risiede la ragione

È curioso come la ragione possa essere messa in dubbio anche quando è palese. La ragione non sta in mezzo, come sostengono in tanti, la ragione sta da qualche parte. A volte può essere divisa, o in parte, ma ha sempre un luogo. L’importante è cercarla per volere arrivare veramente ad essa con un ragionamento e non volerla portare a casa per forza, anche quando ragione non si ha. Prendere una posizione è importante, soprattutto quando si ha ragione. No, non si parla di convinzioni che potrebbero essere messe in dubbio dipendentemente dal punto di vista da cui le si osserva. Si parla di ragione, pura e semplice. Ed è fondamentale che coloro che sono in grado di discernerla, distinguerla e riconoscerla non si facciano ingannare da chi, con male parole o abilità retoriche, cerchi di offuscarla, ingannarla, invertirla!

Un episodio di vita quotidiana

Venerdì, al ritorno da una serata, mi sono soffermato con alcuni amici a fare due chiacchiere. Trovandoci in un parcheggio il discorso è presto volto a disquisire del modo in cui parcheggiano talune persone e così il mio amico D. ci ha reso partecipi di un episodio capitato alla signora R., che ho voluto chiamare “l’inversione della ragione”.
La signora R., uscendo di casa, trovava spesso un auto parcheggiata in malo modo in una stradina privata che permette di accedere a vari condomini, tra i quali anche il suo. L’auto in questione non permetteva il libero accesso non solo al parcheggio interno del condominio, ma anche alle rampe che portano ai garage. Un giorno la signora R. coglie sul fatto la responsabile di questo parcheggio funesto. Con la giusta dose di sdegno, ma gentilmente, la signora R. si avvicina alla signora X facendole notare il fatto e il problema: “mi scusi, ma non vede che in questo modo le auto non riescono a passare?”. La signora X dava vita, nella sua risposta, all’inversione della ragione: “lei! Lei non mi deve neanche parlare! Non si permetta! Lei è cattiva dentro e per questo io non la ascolto e faccio quello che mi pare!”

Se si inverte la ragione si ottiene il torto

La signora R., turbata da questa risposta, non ha potuto fare altro che andarsene, dando vita nel suo inconscio a dubbi e domande. È molto facile abbattere un uomo con insulti e giudizi e probabilmente la signora R. si sarà chiesta se forse era colpa sua, se era veramente cattiva dentro. Capiamo tutti bene dove stia la ragione in questo caso. Non sta in mezzo e non è divisa tra le parti. È semplicemente dalla parte della signora R. Ed è così che nasce l’inversione della ragione. Creando dubbi, che non hanno motivo d’essere, in chi ha ragione. L’attenzione va tutta riposta in chi fa nascere l’inversione della ragione. Il disinteresse per gli altri, il menefreghismo, l’ostentamento della propria persona, l’attaccamento alla ragione volendo portarsela a casa per forza e la mancanza di umiltà nel riconoscere un proprio errore sono le caratteristiche di chi ragione non può avere. Poiché la ragione deriva da un ragionamento. E se il ragionamento è corretto non lo si può invertire e ottenere comunque ragione, perché l’inverso della ragione è il torto.

Il maltrattamento della ragione

Questo atteggiamento è molto comune in Italia. Soprattutto nella classe politica odierna, dove l’importante non è il contesto, ma l’apparire al popolo Italiano come depositari della verità (e della ragione), anche se quest’ultima risiede, molto probabilmente, da tutt’altra parte. Questo atteggiamento lo si riscontra spesso anche tra le persone che incontriamo ogni giorno. Segno di una popolazione guasta e malsana, che prende la ragione con forza per darsi più autorità e mai si mette a disposizione della ragione per cercare la verità