lunedì 11 giugno 2012

Economia e Finanza


Economia
Economia e Finanza: CONCENTRATO DI GOLPE: THE GROUP OF 30 (@MIO 0.2 %)

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

(Un po’ tecnico, o “wonkish” come direbbero gli MMTers)

Che venisse da un Vinci di Matrix, nulla di che. Ma anche da un Giannino, passi, quello è pagato per rovinarci. O dallo Scacciavillani del Fatto Quotidiano, che però ci crede secondo me, quindi è meglio di Oscar. O anche da uno dei tromboni del Corriere, stessa busta paga di Giannino, dei Rocca, Vaciago, Secchi ecc. Infatti, se a tutti questi si prova a dire che siamo sotto un Golpe Finanziario, all’unisono scrollano le spalle e col sorrisetto scuotono la testa. Fantasie da complotto, fine del dibattito, e sentenziano “Via! Siamo seri”. Ok, sappiamo chi sono, inutile insistere.
 
 
 Postato da cdcnet il 04/05/2012 (171 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: IL PERCHE' DELL'ESORBITANTE IMPENNATA DEL PREZZO DEL PETROLIO

PEAK OIL O SPECULAZIONI DI WALL STREET? 

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Sin da circa l'ottobre dell'anno passato, il prezzo del greggio sulle borse merci mondiali è esploso. Diverse persone offrono diverse versioni. La più comune è la convinzione nei mercati finanziari che lo scoppio di una guerra tra Israele e l'Iran, tra gli Stati Uniti e l'Iran oppure tra tutti e tre sia imminente. Altri fronti sostengono che il prezzo stia aumentando inesorabilmente a causa del superamento del cosiddetto "Peak Oil", il picco del petrolio, il punto di una curva gaussiana immaginaria in cui la metà delle riserve conosciute sono esaurite, mentre la quantità estratta diminuirà parallelamente all'impennata dei prezzi.
 
 
 Postato da cdcnet il 18/03/2012 (336 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: LETTONIA E ARGENTINA: DUE RISPOSTE ALLA CRISI

DI RAMON TRUJILLO
Rebeliòn

La Lettonia ha già vissuto sulla propria pelle le politiche economiche che sono ora implementate in Spagna per far fronte alla crisi. Dal 2007 al 2009 la repubblica baltica è stata spazzata via dalla crisi finanziaria globale e ha subito un crollo del PIL, che è sceso del 24%. Il tasso di disoccupazione è passato dal 5,3% del 2007 al 20,5% all'inizio del 2010 [i]. 

Prima della crisi, il governo lettone aveva deciso di praticare una svalutazione interna per diminuire il costo della produzione e per incrementare le esportazioni. Così ha ridotto lo stipendio diretto (le retribuzioni dei lavoratori), lo stipendio indiretto (la spesa sociale) e lo stipendio differito (le pensioni). In teoria, la spesa pubblica più bassa avrebbe dovuto ridurre il passivo di bilancio e i salari inferiori avrebbero reso le esportazioni più competitive; in questo modo, si sarebbe riusciti a emergere dalla crisi. Nella pratica, invece, i bassi salari e la sempre maggiore disoccupazione provocheranno una flessione dell'attività economica e delle entrate fiscali, e tale manovra, messa in atto per uscire dalla crisi, impoverirà in modo permanente i cittadini.
 
 
 Postato da cdcnet il 05/03/2012 (317 letture)
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 EconomiaPolitica: IL NEOLIBERISMO E LA FINE DELLA RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO

DI CHRISTOPH HERMANN
Socialist Project
Mentre nelle crisi precedenti la riduzione dell’orario di lavoro fu analizzata per combattere la disoccupazione in crescita, dal 2007 a oggi possiamo notare sorprendentemente che questa misura non è mai stata proposta in una qualsiasi agenda politica. Neppure in Francia e in Germania, i campioni dell’orario di lavoro ridotto che avevano introdotto la settimana corta di 35 ore per affrontare l’alta disoccupazione degli anni ’80. È ancor più straordinario se si pensa la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo limitato, applicato da vari paesi europei nel corso delle crisi, si è dimostrato uno strumento utile per limitare la disoccupazione (anche se lascia inalterate le diseguaglianze del capitalismo)[1].
Anche se il capitale europeo dette il benvenuto alla riduzione dell’orario di lavoro nella fase iniziale della crisi, i datori di lavoro richiesero rapidamente un orario più lungo e una maggiore flessibilità quando la crescita cominciò a riavviarsi nel 2010. 

In alcuni paesi i governi hanno annunciato un posticipo dell'età di pensionamento nell’ambito di una serie di misure di austerità adottate per limitare i deficit di bilancio causati dalla crisi. Un'età di pensionamento più bassa e l'introduzione del pensionamento anticipato furono usati negli anni ’80 per creare opportunità di lavoro per i giovani lavoratori. Con un'inversione radicale nell’approccio, ora ci si aspetta che i lavoratori rimangano attivi per più tempo e per più anni per conservare il posto di lavoro e ricevere una pensione.
 
 
 Postato da cdcnet il 29/02/2012 (284 letture)
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 EconomiaLA NOSTRA NOTTE DEGLI OSCAR A RIMINI

DI MICHAEL HUDSON
Counterpunch

Sono appena ritornato da Rimini in Italia, dove ho sperimentato uno degli spettacoli più sorprendenti della mia carriera accademica. Quattro associati dell'Università del Missouri di Kansas City (UMKC) sono stati invitati a tenere una conferenza di tre giorni sulla Teoria Monetaria Moderna (MMT), per spiegare perché oggi l'Europa ha così tanti problemi monetari, e per mostrare che esiste un'alternativa rispetto all'austerità imposta al 99% e che l’enorme e violento rastrellamento della ricchezza da parte dell’1% non è una legge di natura. 
 
 
 Postato da cdcnet il 28/02/2012 (288 letture)
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 EconomiaL'ELEFANTE NELLA STANZA E' LA SPAGNA, NON L'ITALIA

DI MARSHALL AUERBACK
New Economic Perspectives
Un altro giorno è passato e i mercati sono tutti lì a vedere se la Grecia raggiunge un accordo "volontario" con i creditori. La parola chiave è "volontario" perché il mito dell’accondiscendenza volontaria” deve essere ben propagandato, così che quei maledetti credit default swap non vengano riscossi. 

Ma diciamola tutta: la Grecia è un brufolo. Se il resto dell'eurozona zona l’avesse estromessa con un minimo rischio sistemico, Atene avrebbe da tempo lasciato Troia. Il vero problema è che i credit default swaps minacciano un macello tale con le controparti da poter creare un nuovo stress sistemico che oltrepassa di molto i benefici destinati ai possessori dei CDS.
 
 
 Postato da cdcnet il 11/02/2012 (257 letture)
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 EconomiaOpinioni: L'USCITA DALL'EURO E' FATTIBILE

DI PATRICK BERNAU
Frankfurter Allgemeine Blogs

Lord Wolfson ha chiesto come si possa dissolvere l’Unione Monetaria, offrendo 250.000 sterline per l’idea migliore. Il 1° gennaio, un articolo dell’edizione domenicale del quotidiano Frankfurter Allgemeine ha fatto una proposta. A partire da oggi, la giuria sta esaminando i contributi, e pubblichiamo i nostri commenti in merito.

Una cosa è chiara: l’uscita dovrà accadere improvvisamente. Se la popolazione greca sapesse in anticipo di un ritorno della dracma, preleverebbe all’istante i propri soldi dalle banche greche e li porterebbe in Germania. Questo sarebbe un problema per le banche di entrambi i paesi. Per questo, l’uscità dovrebbe avvenire in una lunga fine settimana, ad esempio dal venerdì al lunedì di Pasqua.
 
 
 Postato da cdcnet il 05/02/2012 (329 letture)
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 EconomiaIL PATTO FAUSTIANO CHE GLI ECONOMISTI MODERNI NON CITANO MAI

DI GARY PETERS
Our Finite World
Storicamente le persone hanno mutato i propri sistemi di credo in vario modo. I greci e romani credevano in molti dèi e in molte dee, e gli attribuirono ogni sorta di potere. Poi sono venute le grandi religioni monoteistiche e le persone iniziarono a credere in solo uno dio, anche se lo hanno venerato con nomi differenti.

Le credenze sono cambiate anche di recente, e le persone adorano solo una sezione di un dio, la sua mano invisibile. Grazie ad Adam Smith e ai suoi seguaci, soprattutto i contemporanei teologi economici neoclassici, abbiamo assistito a un notevole aumento della ricchezza nel mondo e a numeri che erano difficile da immaginare prima della rivoluzione industriale, con il passaggio dalla forza muscolare quasi sempre umana e animale verso i combustibili fossili ad alta energia, petrolio, e gas naturale. È anche difficile immaginare che l'umanità possa retrocedere un giorno o l'altro in un'altra epoca con un’energia più scarsa e più costosa, ma è una possibilità che non può essere esclusa dal nostro pensiero.
 
 
 Postato da cdcnet il 17/01/2012 (427 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: L'IMMINENTE SCOPPIO DELLA BOLLA DEL CREDITO

DI MIKE WHITNEY
Counterpunch
Per la seconda volta in tre anni il sistema bancario è crollato, il che significa che le banche non sono più in grado di finanziare sé stesse attraverso i normali mezzi, cioè i mercati all'ingrosso. Questa stessa cosa è avvenuta nel luglio del 2007 quando due hedge fund di Bear Stearns fallirono e trilioni di dollari di titoli garantiti da ipoteca, detenuti dalle banche degli Stati Uniti, iniziarono a subire un netto decremento di valore. Nel giro di pochi mesi la maggior parte delle più importanti banche di America erano tecnicamente insolventi anche se la farsa è continuata per un altro intero anno prima che la Lehman Brothers saltasse in aria e il marciume del sistema divenisse evidente a tutti. Ora la stessa cosa sta avvenendo in Europa.
 
 
 Postato da cdcnet il 07/01/2012 (393 letture)
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 EconomiaInterviste: IL MONDO E' GIA' ENTRATO NELLA SECONDA FASE DELLA CRISI

DI ARMANDO BOITO JR.
Jornal da Unicamp 

L'economista francese Gerard Dumen­il è autore di vari testi e saggi sul capitalismo contemporaneo. Quest'anno ha pubblicato, in collaborazione con Dominique Levy, il libro “The crisis of neoliberalism” (Harvard University Press, 2011). 
Dumenil ha tenuto all'Unicamp una conferenza sulla crisi attuale nel Centro di Studi Marxisti (Cemarx) nell’ambito del programma post-laurea di scienze politiche dell'Istituto di Filosofia e Scienze Umane (IFCH) dell'Unicamp. 
In questa occasione, ha concesso un'intervista al politologo Armando Boito Junior, professore titolare dell'IFCH.
 
 
 Postato da cdcnet il 02/01/2012 (456 letture)
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 EconomiaQUEI COMPUTER CHE RENDONO FOLLE LA BORSA

DI PIERRIC MARISSAL
www.humanite.fr
Più della metà delle transazioni finanziarie nel mondo sono automatizzate, realizzate da macchine adatte a eseguire parecchie migliaia di operazioni al secondo. Ancor più dei traders è l’intelligenza artificiale che specula più di ogni altro.
Questi robot sono responsabili del 70% delle transazioni del mercato americano, il 50% di quelle nelle borse e già più del 40% nel mercato europeo. Sono capaci di imparare, di reagire in un nanosecondo per acquistare o vendere e anche di giocare d'astuzia per far sbagliare le macchine dei concorrenti. Queste intelligenze artificiali rappresentano un investimento enorme e solo i grandi gruppi ne traggono profitto, in quello che viene definito trading alta frequenza (HFT). La velocità è il cardine di questa assurdità galoppante. Le grandi banche tentano di affittare gli edifici sempre più vicino alle piattaforme borsiste per collocare le loro macchine e per poter avere il più breve tempo di latenza possibile.
 
 
 Postato da cdcnet il 18/12/2011 (415 letture)
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 EconomiaDEMOCRAZIA E DEBITO

DI MICHAEL HUDSON
Michael-hudson.com
Il Libro V della Politica di Aristotele descrive il ciclo eterno della transizione che vede le oligarchie trasformarsi in aristocrazie ereditarie, che finiscono per essere rovesciate da tiranni o sviluppare rivalità interne quando alcune famiglie decidono di "far entrare il popolo nell’arena politica" per poter arrivare a una democrazia, da cui riemerge una nuova oligarchia, seguita da una aristocrazia, e poi da una democrazia, e così via nel corso della storia.
Il debito è stato il principale motore di questi cambiamenti, sempre con nuovi colpi di scena e trasformazioni. Si polarizza ricchezza per creare una classe creditrice, la cui guida oligarchica finisce quando nuovi dirigenti (i "tiranni" di Aristotele) ottengono l'appoggio popolare, cancellando i debiti e ridistribuendo la proprietà o l’usufrutto dei terreni a favore dello Stato.
 
 
 Postato da cdcnet il 18/12/2011 (328 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: SEI RIVELAZIONI SHOCK SUL "GOVERNO SEGRETO" DI WALL STREET

DI LES LEOPOLD
Alternet.org
Alti funzionari hanno volontariamente mascherato la vera dimensione dei salvataggi del 2008-'09 al Congresso e all’opinione pubblica.
Ora abbiamo prove concrete che Wall Street e Washington stanno gestendo un governo segreto bel lontano dal processo democratico. Grazie a una richiesta per la libertà di informazioni fatta da Bloomberg News, il pubblico ha ora accesso a oltre 29.000 pagine di documenti della Fed e ad altre 21.000 transazioni della Fed che sono state deliberatamente nascoste, e per buone ragioni. (Vedi qui e qui.)

Questi documenti mostrano come alti funzionari del governo hanno volontariamente celato al Congresso e al pubblico il vero scopo dei salvataggi del 2008-'09 che hanno arricchito i pochi e rafforzato gli interessi dei giganti di Wall Street. Ora sappiamo che: 
 
 
 Postato da cdcnet il 14/12/2011 (353 letture)
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 EconomiaIL DEBITO PUBBLICO, UN MECCANISMO DI REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA DAI POVERI

DI IVAN GORDILLO
Rebelion.com
L'unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che entra realmente in possesso della collettività dei paesi moderni è il debito pubblico.
Il Capitale, Karl Marx (1867)
Gli ultimi avvenimenti economici e politici si stanno susseguendo a una velocità vertiginosa. La sparizione del governo della Grecia e dell'Italia in meno di dieci giorni è stato un colpo duro inferto dai cosiddetti mercati alle deboli democrazie parlamentari per come le avevamo conosciute sinora. Il colpo di stato finanziario iniziato nel 2008 col piano di salvataggio pubblico per i capitali privati ha preso una forma più vasta: i tecnocrati provenienti della banca internazionale - da Goldman Sachs nel caso del massimo dirigente della Banca Centrale Europea (BCE) - occupano le posizioni di controllo di queste due nazioni. Ora le porte girevoli girano anche alla rovescia: non solo i politici in uscita occupano i posti dei consigli d’amministrazione delle grandi imprese, ma anche i tecnici del capitale privato dirigono governi, della cui legittimità rimane oramai ben poco.
 
 
 Postato da cdcnet il 04/12/2011 (440 letture)
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 EconomiaPERCHE' LA CRESCITA ECONOMICA E' COSI' POPOLARE?

DI UGO BARDI
Cassandra's Legacy
Negli ultimi anni il sistema finanziario ha inviato al mondo un segnale evidente quando tutti i prezzi delle materie prime sono schizzati a livelli mai visti prima. Se i prezzi sono alti, c’è un problema nelle forniture. Dato che la gran parte delle commodities che usiamo non sono rinnovabili – il greggio, ad esempio – è almeno ragionevole supporre che ci sia un problema di esaurimento.
Invece, la reazioni dei lettori, dei decisori e degli esperti economici di tutte le risme è stata – ed è ancora – quella di ignorare le basi fisiche del sistema economico e promuovere la crescita economica come soluzione a tutti i problemi; tanto più, tanto meglio. 
Ma, se l’esaurimento è il vero problema, dovrebbe essere ovvio che la crescita può solo peggiorare le cose. 
Dopo tutto, se cresciamo consumiamo più risorse e ciò aumenta il suo sfruttamento. E allora perché i nostri lettori sono fissati sulla crescita? Non riescono a capire che si tratta di un errore colossale? Sono stupidi o altrimenti che sono?
 
 
 Postato da cdcnet il 30/11/2011 (200 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: I PARADISI FISCALI: VISITA GUIDATA

DI THOMAS VENDRYES
www.laviedesidees.fr
Quali somme sono nascoste nei paradisi fiscali? Da chi? E come? Con l'aiuto di un metodo originale e di dati finora poco sfruttati, Gabriel Zucman fa piena luce su questi problemi, sperando che ciò possa aiutare a migliorare la lotta contro i paradisi fiscali.

Avete svolto un importante lavoro su quello che lei chiama la "ricchezza mancante delle nazioni", ossia il patrimonio delle famiglie che non appare nelle statistiche nazionali e mondiali, perché nascosto nei paradisi fiscali. Vorremmo chiederle di fornirci un ordine di grandezza: quale sarebbe l'importo di questa ricchezza? La sua struttura? Quali i principali detentori? Quali sono i principali paradisi fiscali?
 
 
 Postato da cdcnet il 29/11/2011 (335 letture)
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 EconomiaTORNARE AL 1693

DI MARTIN HUTCHINSON
Asia Times Online
La crisi dell’eurozona, che poteva essere disinnescata consentendo alla Grecia di uscire dall’euro, ha preso una piega molto più seria. Se, come sembra plausibile, Italia, Spagna e persino la Francia hanno perso la fiducia dei mercati internazionali e sono costrette a contrarre più debito, allora il debito sovrano delle nazioni di prima fila non può più essere considerato privo di rischi. 

Ciò riporterà i mercati molto prima dei traumi del XX secolo, prima del relativamente sereno XIX secolo, prima persino del XVIII in cui si formarono le istituzioni.
Manderà a pezzi il trionfo del 1751 del dimenticato finanziere Samson Gideon per la formazione dei Consoli immortali, manderà a morte l’egoistico ma eccellente lavoro di Sir Robert Walpole che impedì al collasso della South Sea Company di distruggere il mercato dei bond del governo britannico, come riuscì a fare quello del Mississippi con quello della Francia, e manderà in frantumi anche le fondamenta del credito britannico, fissate con la creazione della Banca di Inghilterra. La vita per chi scambia le obbligazioni tornerà a uno stato di natura primitivamente hobbesiano, spregevole, brutale e rapido. Ma tutti noi ne soffriremmo, eccetto che nel breve termine?
In base al mercato delle obbligazioni per come lo abbiamo conosciuto nell’ultimo secolo o due, solo la Grecia era destinata al default. Il suo problema non era tanto il suo rapporto iniziale tra debito e PIL, ma il fatto che il suo PIL era iper-inflazionato, e si basava su un livello di vita totalmente irrealistico per il popolo greco.
 
 
 Postato da cdcnet il 28/11/2011 (285 letture)
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 EconomiaPolitica: L'EURO E' UNO STRUMENTO PER SCHIACCIARE LA CLASSE OPERAIA

DI ENRIC LLOPIS
Rebelion.org
L'economista Pedro Montes inaugura il seminario dell'Accademia del Pensiero Critico di Socialismo21
La maggior parte delle analisi della redditività della zona euro e i benefici (o meno) di rimanere nella moneta unica sono inseriti, con poche eccezioni, nel quadro dell'ortodossia neoliberista e incorrono in un'inflazione di cifre e tecnicismi. Ma al di là di queste analisi funzionali al sistema, cosa è l'euro? “Uno strumento nelle mani dei poteri economici per schiacciare la classe operaia”, risponde l'economista Pedro Montes dopo trentasei anni di lavoro nel Dipartimento Studi del Banco di Spagna.
 
 
 Postato da cdcnet il 21/11/2011 (316 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: PRIMA DELL'ONDA

FONTE: Crashoil.blogspot.com
Cari lettori,
Uno dei fenomeni più intriganti che sono a cavallo tra oceanografia e geologia è quello deglitsunami, principalmente quelli di origine sismica. Un spostamento trasversale di una faglia sul fondo marino, per l'enorme energia che libera, può spostare tutta la massa di acqua al di sopra per una distanza non tanto grande, forse 50 centimetri, qualche volta un metro. Il problema è che lo spostamento colpisce tutta la colonna d’acqua, che può essere di quattro o più chilometri di altezza. L'onda generata dalla semplice gravità si diffonde alla velocità di centinaia di chilometri orari, e in alcuni casi, se il terremoto avviene in acque molto profonde, giunge quasi a velocità supersoniche. Quando questa onda si avvicina alla costa, la pendenza del suolo marino induce un effetto conosciuto come frantumazione (shoaling): l'onda solitonica si rompe e si scompone in diversi pacchetti, che si diffondono a velocità molto più piccole, alcuni chilometri l’ora, ma per l'aumento della pressione dell’acqua l’altezza cresce sempre di più.
 
 
 Postato da cdcnet il 20/11/2011 (255 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: NONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA 9 E 10

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Nonna: Ma sai che adesso tutti parlano delle cose che dici tu? Ma nessuno dice le cose che dici tu. Ma sei sicuro che hai studiato nella scuola giusta?

P. Sì, eccome. I miei professori appartengono alla scuola di uno dei più importanti economisti mai esistiti, John Maynard Keynes. Sono tutti accademici di rigore.

Nonna: Ma non dicevi che sono stati tutti comprati dai ricconi? E allora sto Chenes, o come si chiama, e i suoi amici sono gli unici buoni?

P. Bè, più o meno… Keynes fu il più importante economista del XX secolo, grazie a lui abbiamo le garanzie democratiche moderne. Ma fu fatto fuori proprio dalle elite di cui parliamo, non lo comprarono, lo fecero fuori…

Nonna: L’hanno ammazzato? Ma di sù…
 
 
 Postato da cdcnet il 19/11/2011 (478 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: L'1% DELLA POPOLAZIONE E' FORMATO DAI PIU' ACCANITI DISTRUTTORI

CHE IL MONDO ABBIA MAI CONOSCIUTO

DI GEORGE MONBIOT
Guardian.co.uk
Negli ultimi trent’anni gli psicopatici industriali si sono appropriati del nostro tesoro comune. Questo è il motivo per cui siamo quasi in fallimento.
Se la ricchezza fosse il risultato inevitabile del duro lavoro e dell’intraprendenza, ogni donna in Africa dovrebbe essere milionaria. Le affermazioni che gli ultra-ricchi che formano l’1% della popolazione fanno su sé stessi – che sono in possesso di intelligenza, creatività o spirito di iniziativa al di fuori dell’ordinario - sono esempi di vera e propria millanteria. Dire che ciò significa attribuire a sé stessi risultati per cui non si ha alcun merito. Molti di coloro che oggi sono ricchi lo sono diventati perché sono stati in grado di ottenere certi lavori, più per una combinazione di sfruttamento spietato degli altri e di incidenti di percorso che per il talento e l’intelligenza, visto che questi posti di lavoro, nella stragrande maggioranza dei casi, sono in mano a persone nate in certi luoghi e all’interno di determinate classi sociali.
 
 
 Postato da cdcnet il 19/11/2011 (373 letture)
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 EconomiaNONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA 7 E 8

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia)
Nonna: Allora chi sono sti delinquenti che ci tolgono i soldi dello Stato, quelli che dicono che il debito pubblico è un nostro debito, quando invece non lo è, insomma, sti qui che con l’Euro ci hanno fatto sto brutto scherzo. Perché guardavo la televisione ieri e mi dicevo “ma sta a vedere che quel politico lì è uno di loro”. Dimmi mò.
P. Attenta, il debito pubblico non è un nostro debito quando lo Stato ha una moneta sovrana, come le lire di una volta. Ti ho spiegato che con l’Euro tutto è ribaltato. Ok? Allora nonna, per la tua domanda bisogna prima capire un paio di cose, poi ti faccio i nomi… 

Nonna: Ohh, sempre bisogna capire cento cose per capirne una, insomma…
 
 
 Postato da cdcnet il 04/11/2011 (481 letture)
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 EconomiaNONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA 5 E 6

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia)

Nonna: Senti, però ci sono due cose dell’altra volta che non ho capito. Tu dici che se lo Stato spende per darci tutto quello ci manca, e magari compra le cose che le fabbriche non vendono, allora tutti noi stiamo meglio. Bè, stamattina ero dal dottore per l’anca, e lui mi diceva che per l’operazione ci vogliono 7-8 mesi. Io gli ho detto: “Mio nipote dice che se lo Stato spende di più, può fare altri ospedali e assumere tutti i medici che vuole”. E sai lui cosa ha risposto? Ha risposto che è d’accordo, ma poi c’abbiamo l’inflazione. Cosa vuol dire?

P. Ah! Eccoli quelli dell’inflazione…

Nonna: Aspetta, poi c’è l’altra cosa. Ieri sera al telegiornale quella signora che fa l’industriale capo, che c’ha dei bei gioielli sempre addosso, adesso non ricordo il nome…
 
 
 Postato da cdcnet il 26/10/2011 (443 letture)
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 EconomiaEconomia e Finanza: I SIGNORI DEL DENARO: COSA C'E' DIETRO LA CRISI DEL DEBITO

DI ADRIAN SALBUCHI
Global Research
Negli Stati Uniti vediamo, come mai prima d’ora, milioni di persone che soffrono per l’impatto pesante dei pignoramenti e della disoccupazione, in Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia, vengono imposte dure misure di austerità sull’intera popolazione, il tutto unito al collasso delle principali banche in Islanda, Regno Unito e Stati Uniti, oltre agli indecenti salvataggi dei banchieri “troppo grandi per fallire”. 

Senza dubbio il grosso della responsabilità per questi tracolli ricade sulle spalle dei governi di queste nazioni, che sono subordinati agli interessi e agli obiettivi del potere economico. Ovunque, questo si accompagna a una intrinseca corruzione, oggi particolarmente evidente oggi in Regno Unito, Italia e Stati Uniti.
Analizzando in questo articolo alcune delle componenti fondamentali dei modelli finanziari, ci si auspica che i lettori possano ottenere una migliore comprensione del perché siamo in questa crisi e del fatto che andrà a peggiorare nei mesi e negli anni a venire.
 
 
 Postato da cdcnet il 24/10/2011 (560 letture)
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 EconomiaNONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA. 3 E 4

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia)

P. Allora nonna, riassunto delle puntate precedenti. Spero che tu abbia capito che solo lo Stato e le nazioni estere possono immettere denaro nuovo e al netto nel contenitore dei cittadini privati e delle aziende. Cioè: la ricchezza nuova, quella in più rispetto a quella già esistente, può venire solo da loro. Ok. Hai capito che uno Stato come l’Italia con la sua moneta Lira non aveva in realtà grandi problemi di debito. Che anzi, il debito di uno Stato che inventa la sua moneta dal nulla e che la spende, o che emette titoli, è la ricchezza dei cittadini e delle aziende private. Bene. Hai capito che vi hanno sempre raccontato una bugia immensa su cosa sia il debito “pubblico”, che pubblico non è per nulla…
 
 
 Postato da cdcnet il 23/10/2011 (504 letture)
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 EconomiaNONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA 2

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia)

Nonna: Paolo, tu spieghi tante cose, ma insomma, mi dici perché c’è la crisi? 

P. Nonna, io te la spiego, ma prima devi aver pazienza e capire delle cose. Poi ci arriviamo. 

Nonna: Ci ho pensato a quello che mi hai detto l’altra volta, sai? Quando ti portavamo a Cesenatico da bambino stavamo in albergo in quattro dal primo al 20 agosto, e poi una settimana nella pensione in montagna col nonno. Oggi chi se lo può permettere fra la gente come noi? Il governo che ci dava i soldi, hai detto. Ma dove li prendeva?

P. Vero nonna, verissimo. Una cosa alla volta. Ti ricordi che ti ho detto che voi nel 1950, voi nel contenitore dei cittadini privati, avevate, fa conto, 100 soldi e che poi sono diventati molti di più? Ti ho detto anche che solo il governo e le nazioni straniere possono mettere soldi nuovi al netto nel contenitore dei cittadini, che se no si passano sempre gli stessi soldi fra di loro. Ok, infatti in quegli anni fu proprio un governo, il nostro, e una nazione straniera, l’America, che ci resero più ricchi. Il baby boom… i governi italiani degli anni ’50 e ’60 spesero la lira a frotte, poi c’erano gli americani che ci compravano le cose a frotte, e investivano da noi.
 
 
 Postato da cdcnet il 23/10/2011 (327 letture)
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 EconomiaNONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA. 1

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Nonna: Paolo, chi ci dà i soldi? Insomma, perché non ne abbiamo mai abbastanza? E poi adesso c’è anche la crisi e come si fa?

P. Per capire cosa sta succedendo, dobbiamo capire un paio di cose prima. Abbi pazienza. Allora: prendi una nazione e pensa a come è fatta. C’è un territorio con delle frontiere, e dentro ci sono solo due cose: il governo e tutta la sua roba, cioè le sue proprietà, aziende, uffici, scuole ospedali ecc.; e il resto dei cittadini privati, con le loro proprietà, le loro aziende, uffici, negozi ecc. e la gente che lavora. Quindi in una nazione c’è il settore governativo pubblico, e il settore dei cittadini privati. Non ce ne sono altri.

Ora immagina questi due settori come dei contenitori, proprio immagina due cassetti. Entrambi contengono ricchezze, cioè palazzi, terre, case, fabbriche, attività. Entrambi contengono denaro. Bene. Prendi il contenitore dei cittadini privati che è quello dove io e te e tutti quelli che conosciamo vivono. Pensa a cosa succede in esso quando qualcuno fa soldi.
 
 
 Postato da cdcnet il 20/10/2011 (301 letture)
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 EconomiaCRISI PER MILIARDARI

DI ISRAEL SHAMIR
Counter Punch

Il destino di Gheddafi aleggia come lo spirito del padre di Amleto su molte scrivanie di presidenti e manager. Il leader libico ha ammassato una fortuna, in parte per sé stesso e la sua famiglia, in parte per la sua nazione, piazzandola in diverse banche, fondi e rifugi e alla fine, invece di banconote, avrebbe potuto accumulare tante belle foglie di acero con maggior soddisfazione e sicurezza. 

Con un gesto della mano, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno congelato i beni e poi li hanno rubati. Alcuni sono stati dati a libici scelti arbitrariamente, i "ribelli di Bengasi", altri sono stati usati per pagare il cibo per cani aerotrasportato a Tripoli per nutrire la popolazione resa indigente dagli attacchi NATO.
 
 
 Postato da cdcnet il 18/10/2011 (278 letture)
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 EconomiaL'APOCALISSE ECONOMICA DIVENTA MAINSTREAM: COLLASSO IN DUE O TRE SETTIMANE

SI DIFFONDERÀ OVUNQUE, LA PIÙ GRAVE CRISI FINANZIARIA DELLA STORIA

DI MAC SLAVO
SHTF Plan
Lee Rockwell
Le previsioni di un’apocalisse economica non sono più ristrette all’ambito dei pessimisti di nicchia che stanno in agguato negli angoli bui di Internet. Come abbiamo in precedenza suggerito l’incertezza ora pervade la coscienza sociale, non solo in America, ma in tutto il mondo. Ogni uscita dei maggiori media nelle nazioni sviluppate sta riportando il vento contrario che schiaccia la cosiddetta ripresa. I problemi e le minacce per la stabilità planetaria non possono più esser minimizzate come argomenti teorici, perché si stanno attualizzando, in tempo reale.

Gli scioperi in Grecia hanno praticamente posto la nazione in stallo e l’ex viceministro delle Finanze ha detto a CNBC che un defaultgreco è "inevitabile" e che l’unica speranza era per un approccio ordinato per affrontare le ricadute.
 
 
 Postato da cdcnet il 11/10/2011 (379 letture)
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 EconomiaLA RIVOLTA ECONOMICA DEL TERZO MONDO

FONTE: Infochina.be
Dopo cinque secoli di schiavitù e di colonialismo, la collaborazione tra Cina e Africa offre finalmente al continente nero una prospettiva di sviluppo. Le relazioni tra la Cina e decine di paesi dell’Asia, dell’America Latina e dell’Africa allontanano sempre più il centro di gravità dell’economia mondiale dai paesi capitalisti. Tali erano le tesi centrali della relazione di Peter Franssen, editore di Infochina, in occasione di un colloquio organizzato a Bruxelles da sei organizzazioni, tra cui i due sindacati belgi. Di seguito è riportato l’intervento. 

Gli organizzatori della giornata di studi, intitolata «Tra la Cina e l’Africa, cosa accade effettivamente?», erano la CSC (Confederazione dei Sindacati Cristiani), la FGTB (Federazione Generale del Lavoro del Belgio), 11.11.11, Intal [ONG belga, ndt], l’Inem (International Network Enviromental Management) e Gresea (Gruppo di Ricerca per una Strategia Economica Alternativa). I relatori erano: la professoressa Deborah Brautigam (American University, Washington D.C.), il professore Stefaan Marysse (Università di Anversa), Yenga Mabolia (coordinatore al Ministero congolese delle Miniere), Carlos Polenus (consulente particolare per la Cina alla Confederazione sindacale internazionale), Paul Fortin (ex direttore esecutivo della società G馗amines) e Peter Franssen, editore di questo sito. Ecco la sua relazione.
 
 
 Postato da cdcnet il 10/10/2011 (212 letture)
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La vera ragione della guerra americana - proteggere israele

 
 CONTRASTARE L’IRAN, “PROTEGGERE ISRAELE”: LA VERA RAGIONE DELLA GUERRA AMERICANA
Postato il Sabato, 09 giugno @ 17:10:00 CDT di davide
 
 
 GeopoliticaDI MICHEL CHOSSUDOVSKY
globalresearch.ca

Il Segretario di Stato Hillary Clinton sollecita un intervento militare umanitario R2P in Siria per contenere le atrocità ordinate dal governo del presidente Bashar Al Assad. Con una logica perversa Clinton riconosce che mentre le “forze d’opposizione” sono integrate con i terroristi affiliati ad Al Qaeda, qui è il governo che viene ritenuto responsabile degli attuali massacri dei civili, ma senza traccia di una prova certa. 

E’ largamente documentato che queste atroci uccisioni sono commesse da mercenari e miliziani stranieri sostenuti e armati dall’alleanza militare occidentale.



Le uccisioni fanno deliberatamente parte di un diabolico piano segreto. Si dà la colpa al nemico per i massacri che ne derivano. L’obiettivo è di giustificare un piano militare su basi umanitarie.

In gergo militare statunitense, viene definito un “evento produttore di massacri significativi”, le cui origini storiche risalgono all’ “Operazione Northwoods”, un infame piano del Pentagono del 1962 che provocò uccisioni di civili nella comunità cubana di Miami, allo scopo di giustificare una guerra in Cuba. (vedi Michel Chosudovski, SYRIA: uccisioni di civili innocenti come parte di un’operazione segreta USA che mobiliti il sostegno internazionale per una Guerra R2P contro la Siria, Global Research, 30 Maggio 2012).

Chiamata in codice Operazione Northwoods, i piani prevedevano l’ uccisione di emigrati cubani, l’affondamento di navi di rifugiati cubani in alto mare, il dirottamento di aerei, l’esplosione di una nave statunitense e persino l’organizzazione di violenti atti di terrorismo in città americane.

Tali piani furono messi a punto per “confondere l’opinione pubblica degli americani e quella della comunità internazionale per promuovere una guerra per destituire il leader comunista cubano di quei tempi, Fidel Castro.”(I militari statunitensi volevano provocare la guerra con Cuba – Abc News). Questo documento segreto del Pentagono è stato declassato e può essere liberamente consultato (vedi Operation Northwoods, vedi anche National Security Archive, 30 aprile 2011).


Nella logica dell’Operazione Northwoods, le uccisioni in Siria vengono compiute per “creare un’utile ondata d’indignazione da parte dell’opinione pubblica e favorire un’operazione militare USA-Nato R2P contro la Siria. “La comunità internazionale non starà lì ferma a guardare” ha detto il Segretario di Stato Hillary Clinton.

Dietro questo slancio d’interesse umanitario da parte della “comunità internazionale” cosa si cela? C’e’ l’America che viene a salvare il popolo siriano? Qual è il vero motivo della guerra americana in Siria?

Questa domanda viene posta in un editoriale di James P. Rubin, un capo editore di Bloomberg ed ex funzionario del dipartimento di Stato dell’Amministrazione Clinton. L’articolo appare nel mensile Foreign Policy Magazine di giugno con un titolo piuttosto diretto: “Il vero motivo per intervenire in Siria” .

Stranamente, la “risposta alla domanda”, cioè “la vera ragione”, è data dal sottotitolo dell’articolo: “Tagliare i collegamenti dell’Iran con il Mar Mediterraneo è una conquista strategica che vale il rischio”.

Il sottotitolo dovrebbe far svanire – agli occhi del lettore – l’illusione che la politica estera statunitense abbia un “mandato umanitario” sottinteso. Documenti del Pentagono e del dipartimento di Stato statunitensi e altri rapporti indipendenti confermano che l’azione militare contro la Siria viene caldeggiata da Washington e Tel Aviv da più di vent’anni.

Colpire l’Iran, “proteggere Israele”

Secondo James P. Rubin, i piani di Guerra in Siria sono strettamente legati a quelli in Iran. Sono parte della stessa agenda militare Stati-Uniti / Israele che prevede d’indebolire l’Iran allo scopo di proteggere Israele. Quest’ultimo obiettivo dovrebbe essere raggiunto attraverso un attacco preventivo contro l’Iran: “Non ci limiteremo a un attacco israeliano all’Iran” dice James P. Rubin. 

Secondo Clifford D. May, presidente della Fondazione per la Difesa delle Democrazie (“un istituto di politica concentrato su terrorismo e Islamismo”), l’interesse umanitario non è l’obiettivo principale ma piuttosto uno strumento per un altro scopo: “Se la Lega Araba non si mobilita dopo I massacri di donne e bambini siriani (essendo il loro sguardo rabbioso concentrato da sempre solo su Israele) e se l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica se ne frega se I musulmani uccidono altri musulmani, perché noi Americani dovremmo spendere una sola goccia di sudore?” …Perché la Siria, sotto la dittatura di Assad, è il più importante alleato e la principale ricchezza dell’Iran. E l’Iran è l’unica più importante minaccia strategica per gli Stati Uniti – giù le mani.” (Vedi National Review , 30 Maggio 2012).

Il tracciato militare che porta a Teheran passa per Damasco. L’obiettivo nascosto dell’ingerenza sponsorizzata USA-Nato-Israele in Siria mira a destabilizzare la Siria come stato-nazione e minare l’influenza dell’Iran nell’area (incluso il suo sostegno al movimento per la liberazione della Palestina e agli Hezbollah). Altro obiettivo nascosto è di eliminare qualsiasi forma di resistenza allo Stato Sionista.

Ecco dove entra in gioco la Siria, dice James P, Rubin. E’ il collegamento strategico tra la Repubblica Islamica e il regime di Assad che permette all’Iran di minacciare la sicurezza d’Israele. Nel corso di tre decenni di ostilità tra Iran e Israele non è mai avvenuto uno scontro militare diretto – ma attraverso gli Hezbollah, appoggiati e addestrati dall’Iran attraverso la Siria – la Repubblica Islamica ha dimostrato di poter minacciare seriamente gli interessi di sicurezza dell’Israele.

Il crollo del regime di Assad minerebbe le basi di questa pericolosa alleanza. Il Ministro della Difesa Ehud Barak, il personaggio politico israeliano che ha più voce in capitolo in questa materia, ha detto recentemente a Christiane Amanpour di CNN che la caduta del regime di Assad sarà un colpo definitivo all’asse radicale, un colpo definitivo all’Iran …è l’unico avamposto dell’influenza iraniana nel mondo arabo….e indebolirà fortemente sia gli Hezbollah in Libano e Hamas e la Jihad islamica a Gaza.” ( The Real Reason to Intervene in Syria – di James P. Rubin – di Politica Estera, 2 Giugno 2012).


I piani di Guerra USA-Israele in Siria

Rubin espone candidamente il progetto d’intervento militare USA in Siria che verrà eseguito in stretta connessione con Israele. Una soluzione diplomatica non funzionerebbe né tantomeno semplici sanzioni economiche: “solo la minaccia dell’uso della forza potrà cambiare le posizioni di Assad” dice Rubin.

"L’amministrazione statunitense del Presidente Obama è stata comprensibilmente accorta nel non intraprendere operazioni aeree in Siria (come invece ha fatto in Libia) per tre principali motivi. Diversamente dalle forze d’opposizione in Libia, i ribelli siriani non sono uniti e non hanno controllo su un determinato territorio. La Lega Araba non ha chiesto per la Siria un intervento militare esterno come invece è avvenuto per la Libia. E i Russi, protettori di vecchia data del regime di Assad, ne sono fortemente contrari. (Ibid).


Il primo passo di Washington – secondo James P. Rubin - dovrebbe essere quello di operare insieme ai “suoi alleati”, gli emirati arabi Qatar, Arabia Saudita e Turchia, per organizzare, addestrare e armare i ribelli siriani.

Questo “primo passo” è stato già compiuto. E’ avvenuto proprio ai primi scoppi insurrezionisti nel Marzo 2012. Gli USA e I suoi alleati hanno attivamente sostenuto per più di un anno i terroristi del FSA (Esercito Siriano Indipendente). L’organizzazione e l’addestramento consistevano nello spiegamento di terroristi affiliati Salafist e Al Qaeda, in parallelo con incursioni in Siria da parte di forze speciali di Francia, U.K., Qatar e Turchia. I mercenari sponsorizzati da USA-Nato vengono reclutati e addestrati in Arabia Saudita e in Qatar.

Un percorso alternativo alle Nazioni Unite

Il “secondo passo” suggerito da Rubin è quello di “assicurare il sostegno internazionale per un’azione aerea coalizzata” al di fuori del mandato ONU. “La Russia non sosterrà mai un’azione simile, quindi non c’e’ alcun motivo nell’operare attraverso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. Dice Rubin. L’operazione aerea contemplata da Rubin è un vero e proprio scenario di guerra aperta, simile ai raid aerei della Nato in Libia. 

Rubin non sta esprimendo un’opinione personale sul ruolo delle Nazioni Unite. L’opzione di scavalcare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è già stata appoggiata da Washington. La violazione delle leggi internazionali non sembra essere un problema. L’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Susan Rice ha confermato nel Maggio scorso e senza mezzi termini che "il peggiore e purtroppo probabile scenario in Siria è l’opzione di “agire al di fuori dell’autorità del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”. 

“In assenza di entrambe queste due ipotesi, mi sembra che ci sia un’unica alternativa ed è lo scenario peggiore e anche quello più probabile: l’escalation di violenza, la diffusione e l’intensificazione del conflitto, il raggiungimento di un più alto grado di allerta…L’unità del Consiglio si spaccherebbe, il piano di Annan sarebbe finito e i membri di questo Consiglio e della comunità internazionale verrebbero lasciati senza altre opzioni se non quella di scegliere se agire o no al di fuori del piano di Annan e dell’autorità di questo Consiglio.” Actions outside UN Security Council Likely in Syria - Rice | World | RIA Novosti , 31 maggio 2012


Rubin sottolinea inoltre la “riluttanza di alcuni stati Europei a partecipare a un’operazione aerea contro la Siria”. “Quest’azione militare dovrà essere una perfetta combinazione di paesi occidentali e mediorientali. Considerando l’estremo isolamento della Siria all’interno della Lega Araba, sarà possibile ottenere un grande appoggio da parte di molti stati Arabi, capeggiati da Arabia Saudita e Turchia. La leadership da parte degli Stati Uniti è indispensabile, poiché la maggior parte dei paesi chiave parteciperà solo a condizione che gli Stati Uniti conducano il gioco.

L’articolo parla di un continuo rifornimento di armi al FSA (Esercito Siriano Indipendente) e dell’esecuzione di raid aerei contro la Siria. Non si parla di azioni di terra, la campagna aerea verrebbe usata – come per la Libia – per sostenere l’esercito terrestre del FSA integrati da mercenari e brigate affiliate ad Al Qaeda.

"Se si debba creare soltanto una zona di spazio aereo interdetto che tenga a terra gli aerei e gli elicotteri del regime o effettuare veri e propri attacchi aria-terra sui carrarmati e sull’artiglieria siriana, è una cosa da pianificare militarmente al più presto…”

Il punto centrale è che finché Washington resta ferma nell’intenzione di non utilizzare truppe di terra statunitensi, come in Kosovo e in Libia, il prezzo per gli Stati Uniti sarà molto limitato. Forse la vittoria non giungerà così rapidamente o facilmente, ma verrà. E il premio sarà non indifferente. L’Iran verrebbe strategicamente isolato, incapace di esercitare più alcuna influenza nel Medio Oriente. Il regime in Siria a quel punto sarebbe costretto a guardare a Washington come a un amico, più che a un nemico. Gli Stati Uniti guadagnerebbero un ulteriore forte riconoscimento come difensori del popolo nel mondo arabo, al contrario dei regimi corrotti.” (Rubin).

Mentre la partecipazione d’Israele nelle operazioni militari non è menzionata, il fervore delle parole di Rubin fa trasparire un’attiva cooperazione tra Washington e Tel Aviv per le questioni militari e d’ intelligence, compresa la conduzione di operazioni segrete di supporto ai ribelli. Questo coordinamento avverrebbe anche nel contesto dell’accordo di cooperazione bilaterale militare/intelligence tra Israele e Turchia.


"Soccorrere la gente della Siria” sotto un falso mandato umanitario R2P mira a destabilizzare la Siria, indebolire l’Iran e permettere a Israele di esercitare un maggiore controllo politico sui paesi Arabi confinanti, inclusi Libano e Siria. 

Una guerra in Siria significherebbe guerra in Palestina: indebolirebbe il movimento di resistenza nei territori occupati, rafforzerebbe l’ambizione del governo Netanyahu di creare una “Grande Israele”, iniziando con l’annessione forzata dei territori palestinesi:

"Con la Repubblica Islamica privata del suo passaggio per il mondo arabo, diminuirebbe la necessità di un attacco a sorpresa da parte d’Israele sulle installazioni nucleari”. Un nuovo regime in Siria potrebbe addirittura far ripartire le trattative di pace da tempo congelate riguardanti le Alture del Golan. In Libano, gli Hezbollah verrebbero separati dal loro sponsor iraniano, poiché la Siria non sarebbe più un luogo di transito per l’addestramento, l’assistenza e i missili iraniani. Tutti questi benefici strategici uniti all’intento morale di salvare decine di migliaia di civili dal massacro da parte del regime Siriano...fanno dell’intervento in Siria un rischio calcolato, pur sempre un rischio ma che vale la pena correre”. (Rubin).


Guerre criminali nel nome dei diritti umani. Ciò di cui abbiamo bisogno veramente è di un “Cambio di Regime” negli Stati Uniti e…in Israele.
Michel Chossudovsky
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=31320
8.06.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

I debitori devono dare il loro oro in cambio di carta straccia


I DEBITORI EUROPEI DEVONO DARE IN PEGNO IL LORO ORO

Postato il Martedì, 05 giugno @ 21:20:00 CDT di davide
 
 
 EuropaIN CAMBIO DEL SOCCORSO DEGLI EUROBOND

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
telegraph.co.uk

Gli stati debitori dell'Europa meridionale devono offrire le loro riserve auree e le ricchezze nazionali come garanzia per un piano di stabilizzazione da 2300 miliardi di euro che inizia a concretizzarsi in Germania.

Il progetto tedesco – noto sotto il nome di Patto di Redenzione Europeo – propone una specie di “Eurobond Light” che sia compatibile con la costituzione e sblocchi l'attuale impasse politico. È una via d'uscita dalla crisi del debito molto creativa, ma non è una scelta facile per Italia, Spagna, Portogallo e altri paesi in difficoltà.



Il piano è stato abbozzato dal Consiglio Tedesco di Esperti Economici e ispirato dal Sinking Fund [1] statunitense di Alexander Hamilton – creato nel 1790 per sistemare il caos di debiti lasciato dalla Rivoluzione. La prospera Virginia di quel tempo si può paragonare alla Germania di oggi.

Lo scorso novembre il Cancelliere Angela Merkel aveva rifiutato la proposta, definendola “completamente impossibile”, ma da allora la crisi europea si è inasprita, e il partito Cristiano-Democratico ha continuato a subire brucianti sconfitte nelle elezioni locali.

L'opposizione socialdemocratica è invece favorevole all'idea. I Verdi dicono che bloccheranno la ratifica del Fiscal Compact europeo al Bundesrat, a meno che la signora Merkel non si dia una calmata.

“Questo 'Patto di Redenzione' unisce brillantemente i vantaggi dei bassi tassi di interesse (ottenuti tramite un prestito congiunto europeo) con la riduzione del debito,” dice il leader dei Verdi Jürgen Trittin. “Le passività complessive sarebbero limitate nel tempo e ridotte di dimensioni.”

Il piano prevede una suddivisione del debito pubblico degli stati dell'Unione Monetaria Europea. Tutto quello che si trova al di sotto del limite stabilito a Maastricht (60% del PIL) rimane competenza dei singoli stati, tutto quello che eccede questo limite verrebbe trasferito gradualmente nel fondo “di redenzione”, che verrebbe poi coperto da titoli emessi congiuntamente [dagli stati dell'UME].

L'Italia permuterebbe 958 miliardi di euro, la Germania 578, la Francia 498, e così via. Attenendosi ai dati di novembre, il totale sarebbe di 2326 miliardi, ma l'influenza negativa del declino europeo sulle dinamiche del debito lo spinge sempre più in alto. Il fondo di accantonamento riassorbirebbe il debito nel lasso di una ventina d'anni, utilizzando imposte ad hoc del tipo del “contributo di solidarietà” tedesco [2].

In realtà la Germania dovrebbe condividere la sua carta di credito per tagliare i costi del debito di Italia, Spagna e altri ancora. E sarebbe l'esatto contrario di un'unione fiscale. Mentre gli eurobond spingerebbero sulla strada del federalismo, questo tipo di fondo sarebbe temporaneo e auto-estinguente. “Il fondo costituisce un ritorno alla disciplina di Maastricht con in più un controllo degli stati sovrani sui bilanci,” ha detto il dottor Benjamin Eigert, segretario generale del Consiglio di Esperti.

Si tratta di un astuto stratagemma per aggirare la Corte Costituzionale tedesca, che in settembre ha decretato che la gestione del bilancio da parte del Bundestag non può essere alienata a favore di alcuna istituzione europea, cosa contraria alla Legge Fondamentale – il documento fondante della prospera democrazia tedesca del dopoguerra [3]. La corte ha ammonito che le passività a tasso variabile sono incostituzionali. Il Bundestag non può mettere in atto “procedure permanenti da cui derivi l'assunzione di responsabilità per le decisioni volontarie di altri stati, in particolar modo se tali procedure avessero conseguenze il cui impatto sarebbe di difficile valutazione”.

Il presidente della Corte Costituzionale, Andreas Vosskuhle ha dichiarato che ogni ulteriore passo nella direzione di un'unione fiscale europea renderebbe necessaria “una nuova costituzione” e un referendum.

Il fondo richiederebbe da parte della Germania un grosso sacrificio. Gli interessi su un debito congiunto sarebbe molto più alto del tranquillo 3,7% degli attuali Bund decennali. La divisione investimenti a reddito fisso del gruppo bancario Jefferies stima che il piano costerebbe alla Germania lo 0,6% annuale del PIL. Il Consiglio di Esperti – alias 'i Cinque Saggi' – sostiene che questa sarebbe una entità modesta, rispetto alla potente spinta alla crescita data da una rinnovata unione monetaria.

Comunque non si tratterebbe nemmeno di beneficenza. Un addetto ai lavori afferma che un buon motivo [di appoggiare il piano] sarebbe quello di sollevare la BCE dai suoi doveri di sistema antincendio. “Dobbiamo separare la BCE dalla funzione di distributore di moneta, e separare la politica fiscale da quella monetaria. La Germania possiede solo due voti all'interno del consiglio della BCE e non ha modo di controllare il consolidamento [del debito],” ha detto.

La Germania avrebbe uno stretto controllo del fondo, in modo da imporre la disciplina. Ogni stato dovrebbe offrire come garanzia il 20% del proprio debito. “Le risorse potrebbero provenire dalle riserve valutarie interne e da quelle auree. Le garanzie in questione verrebbero utilizzate solo se un paese non rispettasse gli obblighi di pagamento,” dice la proposta.

Una simile imposizione potrebbe scatenare polemiche in Italia e Portogallo. Entrambi gli stati si sono tenuti stretti i loro lingotti, opponendosi alle insistenze a vendere di Gran Bretagna e altri. L'Italia possiede 2451 tonnellate di oro, valutabili (a marzo) 98 miliardi di euro.

Alessandro di Carpegna Brivio, esperto del settore della società di intermediazione mobiliare Camperio, afferma che l'Italia dovrebbe considerare simili proposte con estrema cautela. “Tutto quello che si fa a livello europeo è negli interessi della Germania e della Francia, per salvare le loro banche. Non è negli interessi dell'Italia,” ha detto.

“Dovremmo utilizzare il nostro oro per occuparci del nostro debito, garantendo i titoli che vanno oltre il 100% del PIL. Questa sarebbe un'iniziativa più mirata”.

David Marsh, autore di libri sull'euro e sulla Bundesbank, dice che la Germania non è ancora pronta per il fondo di redenzione. “I tedeschi sono obbligati ad agire, ma non credo che lo faranno prima delle elezioni dell'anno prossimo. Nel frattempo la Spagna dovrà vedersela molto brutta,” ha detto.

In definitiva, un fondo di accantonamento non può affrontare le cause fondamentali della crisi europea. Può imporre un tetto ai costi del debito, ma non tocca le discrepanze valutarie interne all'UME, tra Nord e Sud Europa, e non può aiutare i paesi latini a ridurre il divario nella competitività sul lavoro.

Il Sud dovrà ancora vedersela col calvario di una “svalutazione interna” [4] – cioè una deflazione salariale [5] – tuttavia il Patto di Redenzione sarebbe almeno il primo passo per uscire dal Purgatorio.

Ambrose Evans-Pritchard
Fonte: www.telegraph.co.uk
Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/financialcrisis/9298180/Europes-debtors-must-pawn-their-gold-for-Eurobond-Redemption.html
29.05.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D’AMICO

Note del traduttore

[1] Sinking Fund: “Nel linguaggio finanziario, accantonamento periodico di moneta o altre attività mobiliari che, investite, permetteranno in seguito il riscatto di obbligazioni o altri titoli.” [ Treccani]

[2] “un’addizionale del 5,5% a titolo di “contributo di solidarietà” (Solidaritätszuschlag), introdotto nel 1995 con una legge ad hoc per finanziare i costi della riunificazione tedesca.” [ Ambasciata d'Italia a Berlino]

[3] “Costituzione tedesca” e “Legge Fondamentale” sono sinonimi

[4] Svalutazione interna: il recupero di competitività non attraverso la svalutazione della propria valuta (che gli stati dell'Euro non hanno più), ma attraverso la riduzione di salari, pensioni e quant'altro. [ www.repubblica.it/economia]

[5] “Portogallo, Italia e Spagna hanno bisogno di una 'svalutazione interna' di circa il 20% per riportare la competitività all’interno dell’UEM. Questo significa tagli salariali draconiani anno dopo anno.(...) La strategia dell’UEM di deflazione salariale in mezza Europa semplicemente non è fattibile. Fu tentata nei primi anni ’30, con risultati orribili.” [ InvestireOggi]

domenica 10 giugno 2012

Complotto contro l'Italia