martedì 3 novembre 2015

“La guerra è pace”, “l’ignoranza è forza”, “la libertà è schiavitù” e “il Gender non esiste”

La guerra è pace”, “l’ignoranza è forza”, “la libertà è schiavitù” e “il Gender non esisteMarcello Pamio - 29 settembre 2015Tratto dal libro UNISEX. Cancellare l’identità sessuale: la nuova arma della manipolazione globale

La menzogna diventa Verità e passa alla Storia
                                                     George Orwell
L’ideologia Gender non esiste! Non è mai esistita. Non esisterà mai.
Avete capito o no?! Questo è il vangelo canonico del III millennio. Guai a leggere i vangeli apocrifi… Eresia da mettere al rogo.
Chi crede infatti nella buffonata gender è un eretico, un farlocco, un bigotto, un sessuofobo, un omofobo sicuramente cattolico o catto-talebano. Un ignorante e un idiota insomma.
Questo è il verbo sacro portato avanti dai nuovi preti: psicologi, politici, insegnanti, ministri, e naturalmente molte associazioni di omosessuali, ecc. 
Purtroppo per tutti noi cascano in tale tranello moltissime persone. Ecco per esempio cosa ha scritto una mamma ad una mia amica psicologa che ha partecipato a una delle numerosissime riunioni organizzate nelle scuole per fare “chiarezza” (la loro chiarezza):
Sono stata all’incontro per la spiegazione di quella legge definita ‘educazione al genere’, che da questa estate ha reso insonni le nostre notti, in quanto veniva data un’informazione peraltro errata, riguardo a quello che sarebbe accaduto dalla scuola materna in poi. Per chi non ha partecipato, vi dichiaro che non ha nulla a che vedere con quel messaggio allarmante, l’educazione al genere che esiste come tale dal 1994 si propone di educare i nostri figli al rispetto verso tutte le persone, alla non violenza sulle donne, e al non essere protagonisti o vittime di bullismo. L’educazione sessuale non ha nulla a che vedere con questa legge, è stato travisato ed usato in modo inadeguato il termine
Avete capito quale messaggio sta passando? E’ tutta una buffonata, non è vero niente.
Questo è ciò che inculcano nelle menti certamente poco attente e poco sveglie di genitori in stato letargico alle varie riunioni: l’ideologia gender è una puttanata. Il messaggio è stato completamente travisato. Dormite sonni tranquilli: va tutto bene.
Vogliono semplicemente insegnare le buone maniere, educare i nostri figli al rispetto per tutti gli esseri umani, tutte le persone, insomma all’amore universale. Cosa volete di più? Cosa c’è di più bello?
Stranamente però a queste riunioni gli “esperti” interpellati (quasi tutti coinvolti direttamente: gay o lesbiche) non tollerano domande dal pubblico: come mai? Tutti bravissimi a riempirsi la bocca di termini quali “non violenza”, “rispetto”, “no alle discriminazioni”, ma poi sono i primi a scattare e ad irritarsi se qualcuno osa fare delle domande intelligenti.
La realtà - che ci piaccia o non ci piaccia, che ci crediate oppure no - è molto semplice: il Regime continua a lavorare alacremente, grazie ai suoi megafoni, ai suoi burattini e alla manovalanza varia (governi, politici, mass-media, giornalisti, associazioni del settore, corpo docente, maestri, insegnanti…), per farci credere che non esiste l’ideologia di genere, che non esiste un progetto volto alla cancellazione dell’identità dell’Uomo e alla creazione del cosiddetto Uomo Nuovo. Negare le evidenze è un progetto demoniaco…
Dietro il muro ufficiale della battaglia per la tutela dei diritti di alcune minoranze (gay, lesbiche, transessuali, bisessuali) contro la violenza e l’omofobia, tutte cose assolutamente condivisibili, si nasconde il vero motivo: sradicare l’identità sessuale della maggior parte delle persone. Convincere le nuove generazioni (i bambini) che ognuno può scegliere la propria identità sessuale, può scegliere in qualunque momento se diventare omosessuale o bisessuale o transessuale. Schermandosi dietro le rivendicazioni gay, i Poteri Forti attaccano ciò che l’uomo ha di più profondo: la propria natura e la propria identità!
L’ideologia gender afferma infatti che le differenze sessuali tra maschio e femmina sono solo “morfologiche” e dunque senza alcuna importanza. Le differenze sarebbero invece esclusivamente culturali! In pratica gli uomini sarebbero uomini solo perché educati da uomini, e le donne sarebbero donne solo perché educate da donne. Avete capito qual è il punto? Siamo di fronte ad una rivoluzione senza precendenti!
Come mai le oligarchie applaudono?E’ del tutto normale che alle oligarchie che ci governano e controllano sta a cuore la causa gay?
Possiamo veramente credere che la forza con cui stanno portando avanti e spingendo l’ideologia gender sia solo frutto di pressioni esercitate da piccoli movimenti minoritari e gruppi di gay e omosessuali?
Ovviamente, se abbiamo ancora dei neuroni dentro la scatola cranica, la risposta è no. Senza appoggi economici, senza un’agenda politica precisa al millimetro, tutto quello che stiamo vedendo sarebbe assolutamente non solo impossibile ma nemmeno impensabile.
Come mai personaggi come George Soros (il losco individuo che avrebbe finanziato le “primavere arabe” e le “rivoluzione colorate”) attraverso la sua Open Society Institute (150.000 dollari annui), la MacArthur Foundation (600.000 dollari annui), la Fondazione Ford (1.200.000 dollari annui), il Goldman Fund di San Francisco (2 milioni di dollari), la Rockefeller Foundation (60.000 dollari annui) foraggiano le associazioni omosessualiste?
Per non parlare di Jeff Bezos di Amazon e l’immancabile Bill Gates della Microsoft, i quali hanno appena donato milioni di dollari ai comitati pro matrimoni gay negli States...
Ma anche l’intera politica mondiale dal liberal Obama, ai politici europei come Hollande, Cameron, per giungere perfino ai falchi neoconservatori (Dick Cheney, George Bush, Colin Powell, ecc.)
E’ legittimo chiedersi come mai personaggi infimi, filantropi guerrafondai, miliardari e lobbies della finanza, dell’economia e dell’industria finanzino a piene mani questi movimenti? Cui Prodest? Cui Bono?
Un sostegno a fondo perduto non può non suscitare la domanda su quali siano veramente le motivazioni di tutta questa mobilitazione…
Uomo senza identitàIl motivo è sempre quello di creare l’Uomo Nuovo. Un uomo senza identità, cultura, religione, famiglia. Un uomo senza sicurezze, senza valori, insicuro della propria esistenza e nei confronti della vita stessa. 
Un uomo che si vuole appositamente sia confuso, ambiguo letteralmente a-morfo, senza forma propria…
Quindi un uomo facilmente controllabile e manipolabile.
Origine storica dell’ideologia genderLe origini del gender sono contestuali a quell’era di grandi stravolgimenti ideologici senza precedenti che è stata l’epoca delle grandi “rivoluzioni culturali” degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.
Oramai è ampiamente assodato che proprio in quel periodo vi sono stati dei massicci interventi della CIA e dei Servizi segreti britannici per diffondere le sostanze allucinogene (LSD per ricordare il più famoso) tra la popolazione in quella che ha preso il nome di “cultura della droga”. La diffusione mirata e strategica delle droghe e degli allucinogeni è stata un vero e proprio test sulla popolazione che è servito per stroncare sul nascere i movimenti studenteschi…
Il padre ufficiale del movimento GenderIl termine “identità di genere” venne usato per la prima volta dallo psicanalista Robert Stoller durante il Congresso Internazionale di Psicoanalisi nel 1963.
Ma il padrino indiscusso dell’ideologia Gender è il professore di pediatria e psicologia medica della John Hopkins University: John Money. Secondo lui “l’identità sessuale è sostanzialmente un prodotto della società”. Sarebbe in pratica un’acquisizione culturale!
Nonostante Money sia considerato una icona dalla scienza, aveva seri problemi mentali. Spingeva i suoi pazienti a sperimentare ogni tipo di desiderio sessuale, ivi compresa la ‘pioggia d’orata’ (urinarsi addosso durante un rapporto), la coprofilia, le amputazioni, l’autostrangolamento. Per Money non erano perversioni, ma “parafilie”.
Per il grande illuminato della Hopkins “la pedofilia e la efebofilia non sono una scelta volontaria più di quanto lo sia il fatto di essere mancini o daltonici. Non si possono curare, ma“bisogna semplicemente accettare il fatto che esistono”!
Femministe e gay lodano MoneyI primi gruppi a fare proprie le idee allucinanti di Money furono le avanguardie più radicali del femminismo americano, le quali vedevano nelle sue teorie la dimostrazione che i ruoli tradizionali dell’uomo e della donna erano una “costruzione arbitraria”. Ma a trarne pienamente giovamento furono soprattutto i movimenti omosessualisti che stavano nascendo proprio in quel periodo.
Le teorie di Money sembravano dimostrare che la sessualità era una cosa “fluida” e da questo punto di vista l’omosessuale sembrava realmente incarnare “l’uomo nuovo” del futuro, l’uomo libero dai limiti imposti dalla becera cultura tradizionale. 
Tutti felici e contenti grazie alle aberrazioni mentali di un professore universitario che ha fatto più danni all’umanità del dottor Joseph Mengele, l’angelo nero dei lager...
Tutti tifano Gender: ONU, UNESCO, Vaticano…Dai primi anni Novanta anche l’ONU nei propri documenti ufficiali adotta il termine “genere” sostituendolo al desueto e antiquato termine “sesso”.
Poi è toccato all’UNICEF che il 9 novembre 2014 pubblica un documento (“Eliminating Discrimination Against Children & Parents Based on Sexual Orientation and/or Gender Identity”) in nome della non-discriminazione verso presunti bambini che potrebbero manifestare tendenze omosessuali, e a totale sostegno del genderismo. Si tratta di un manualetto che da come acquisiti tutti i dogmi dell’ideologia di genere.
www.unicef.it/doc/6112/eliminare-la-discriminazione-contro-i-bambini-e-i-genitori-basata-su-orientamento-sessuale-e-identita-di-genere.htm Anche le gerarchie del vaticano si stanno dimostrando molto aperte.
La neolingua…Oggi si ricorre sempre più spesso a neologismi creati ad arte per far sì che non siamo più noi a pensare con le parole, ma che siano le parole stesse a pensare per noi. Questo avviene perché le parole sono state svuotate del loro significato. In una società in cui il linguaggio viene ridotto all’osso, le parole diventano gusci completamente vuoti.
L’ideologia gender, come ogni ideologia che si rispetti, ha dovuto mettere le mani sulla lingua.
Già l’imposizione del termine gender al posto di sesso è un passaggio epocale. L’invenzione del termine gay (felice) al posto di omosessuale idem e ora si parla di trans-genderindicante un individuo che transita da un genere all’altro. Addirittura eterosessuale sembra destinato a finire in cantina, sostituito dal più politicamente corretto cis-gender, ovvero colui i cui tratti sessuali di nascita coincidono con il genere di appartenenza. Pensate quale fortuna hanno i cis-gender: il loro sesso coincide con il genere!
Oggi i termini “mamma e papà” sono presi di mira perché implicitamente discriminatori nei confronti dei gay. Un bambino con due papà o con due mamme, come potrà mai chiamare igenitori?
Detto fatto. In Canada si è predisposta la sostituzione nella legislazione federale della locuzione “genitore naturale” con quella di “genitore legale”. Nel Massachusetts, nei certificati di matrimonio, non è scritto “moglie” e “marito” ma “Parte A” e “Parte B”. Come pure nei passaporti dello Stato di Washington i termini “madre” e “padre” non figurano più. In Italia si parla di “genitore 1” e “genitore 2”…
Addirittura sempre nel Belpaese, dopo numerosi appelli della presidente della Camera Laura Boldrini, un comitato nominato dal premier Renzi si riunirà per redigere “Le linee guida per la promozione di un linguaggio rispettoso di entrambi i generi presso la pubblica amministrazione
Modificare la lingua è un passaggio cruciale per condizionare le menti dei bambini di oggi che saranno gli adulti di domani…
Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato
“Il gender non esiste”Nonostante tutto quanto detto, sono i fatti a smentire tale vergognosa e becera propaganda. 
In numerosissime università del mondo si insegnano gli Studi di Genere in veri e propri Dipartimenti accademici. Ma non esiste il gender!
Nelle scuole elementari di Roma si praticano giochetti tipo “A che Genere giochiamo”. Ma il gender non esiste!
Gli asili oggi sono diventati un terreno di conquista.
In moltissimi istituti materni hanno fatto la loro comparsa dei testi graficamente adattati per bambini in età prescolare, in cui vengono proposti i temi più cari alla cultura omosessualista: le famiglie gay (arcobaleno), la possibilità di avere un figlio grazie agli uteri in affitto. Ne è un esempio il libro di Francesca Pardi: “Perché hai due papà” edizioni Lo Stampatello. Una “fiaba gay” per bambini piccoli che narra la storia di Tommaso e Franco, due uomini innamorati che vogliono mettere su famiglia…
Poi c’è stato il progetto portato avanti negli asili del Comune di Trieste dal titolo “Il gioco del rispetto” per fortuna stoppato grazie alle veementi proteste di molte famiglie per i suoi contenuti “ideologici”.
In una scuola di Roma, con il Patrocinio del Comune, è iniziato il corso per “educare alle differenze”.
Sul muro, di fianco alla lavagna, alcune locandine colorate con diverse famiglie: un bimbo, due bimbi, due mamme e due papà. Insomma la nuova famigliola arcobaleno che va tanto di moda oggi.
Alla scuola Cattaneo è andata in scena la due giorni “Educare alle differenze”. Appuntamento decisamente gay-friendly organizzato da tre associazioni vicinissime alla galassia LGBT, la sempre più potente associazione formata da Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali. Ufficialmente docenti e genitori imparano come combattere il bullismo, ma il vero intento è insegnare ai bimbi come liberarsi dagli “stereotipi di genere”, come farli crescere con l’ideologia che le differenze sessuali sono culturali e non fisiologiche, da cui è normalissimo oggi essere maschio, domani femmina e dopodomani un transgender.
Sempre a Roma nella scuola Carlo Pisacane, in una prima elementare già l’anno scorso sono iniziati ambigui “Laboratori di educazione socio-affettiva”, dove delle simpatiche operatrici del centro Donne DALIA leggono delle fiabe per così dire transgender. La favola di Hans Christian Andersen “La principessa sul pisello” è diventata “La principessa col pisello”.
Qui il video del laboratorio girato nella prima elementare di Roma www.kevideo.eu/a-che-genere-giochiamo-ecco-il-video-girato-in-una-prima-elementare-di-roma/ 
Ma naturalmente il gender non esiste!
Dal gender alla pedofilia il passo è breveIl desiderio sessuale verso i bambini è un orientamento”.
L’Associazione degli psichiatri americani (American Psychiatric Association) ha precisato che la pedofilia è un orientamento e non più una patologia.
Dopo le accuse di aver “normalizzato” la pedofilia piovute da tutto il mondo, l’APA ha dovuto rettificare distinguendo fra “pedofilia e disordine pedofilo”. Così, mentre il secondo resta una patologia psichiatrica, la pedofilia diventa un semplice “orientamento”.
Cosa distingue una pulsione sessuale di un adulto nei confronti di un bambino da un disordine pedofiliaco vero e proprio?
E’ indubbio che negli ultimi anni è in atto una modifica della percezione pubblica sulla pedofilia. 
Lo scopo non a caso è appunto “normalizzarla”. La pedofilia rappresenta l’ultimo tabù nella nostra società occidentale. 
Siamo arrivati al punto che una parte della psichiatria, della psicologia e alcune organizzazioni cercano di dimostrare che i bambini sono delle creature con impulsi sessuali sviluppati fin dalla nascita e che un eventuale rapporto sessuale tra un adulto e un bambino non genererebbe alcun trauma nel minore!
Freud docet.
Dulcis in fundo anche la medicina di genere ha la sua rivistaSe ciò non bastasse, ora anche la medicina di genere ha finalmente in Italia la sua rivista ufficiale. A Venezia, nel corso della XI edizione del convegno scientifico internazionale organizzato dalle Fondazioni Umberto Veronesi, Silvio Tronchetti Provera e Giorgio Cini dal titolo “The future of science” è stato presentato The Italian Journal of Gender-Specific Medicine, la prima rivista scientifica italiana dedicata alla Medicina di genere, pubblicata da “Il Pensiero Scientifico” Editore.
Tra gli editori della rivista troviamo il sempreverde Umberto Veronesi, Mara Carfagna dalla capitale (il nome si commenta da solo), qualche medico e Fulvio Luccini Direttore Market Access & Territory Accounts di Novartis Farma (www.novartis.it/media/fatti-notizie/2013/20130517-academy.shtml )
Sono abbastanza note e in sintonia con l’ideologia gender le posizioni espresse da Umberto Veronesi. 
Nel suo libro “La libertà della vita” ha scritto che il vero amore “è possibile unicamente tra persone dello stesso sesso” concludendo anche che la clonazione sarebbe il metodo migliore di riproduzione della specie umana! Secondo l’oncologo più famoso d’Italia: “la transessualità non ci deve inquietare, perché biologicamente potrebbe trattarsi non di una deviazione ma semmai di un ritorno alle origini”.
La Novartis Italia è lo sponsor principale di questa nuova pubblicazione. In un documento pubblicato nel sito ufficiale della rivista (www.gendermedjournal.it) dal titolo “Le ragioni della collaborazione di Novartis”, Fulvio Luccini scrive per spiegare e/o giustificare la presenza della casa farmaceutica di Basilea: “La medicina di genere applica alla ricerca biomedica il concetto di ‘diversità di genere’, intendendo non solo le differenze relative ai caratteri sessuali degli individui, ma anche e soprattutto alle numerose peculiarità che derivano sia dalla differente anatomia e fisiologia di uomini e donne sia dai fattori relativi all’ambiente, alla società, all’educazione, alla cultura e alla psicologia”,www.gendermedjournal.it/r.php?v=1990&a=21554&l=322266&f=allegati/01990_2015_01/fulltext/04_Luccini.pdf 
Ma il gender non esiste!
ConclusioneDal titolo di questo articolo è bene ricordare sempre i tre slogan del Socing, cioè la traduzione nella Neolingua di “Socialismo inglese” , l’ideologia dominante dello stato di Oceanianella visione fantapolitica del mondo che George Orwell scrisse nel suo romanzo capolavoro “1984”.
La Guerra è Pace”, “La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza è forza”.
E naturalmente “Il gender non esiste”…
 
Ancora grazie a Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta per la nuova edizione riveduta e ampliata del libro: “UNISEX. Cancellare l’identità sessuale: la nuova arma della manipolazione globale”, edito da Arianna.
 

“Calo dei vaccini, già i primi bambini morti”

Calo dei vaccini, già i primi bambini mortiMarcello Pamio – 9 ottobre 2015
Inizia il terrorismo di Stato. La macchina propagandistica è stata messa in moto, e i Goebbels del Terzo Millennio si sono infilati i guanti bianchi e si stanno sfregando diabolicamente le mani. Sono state allertate tutte le varie agenzie di Pubbliche Relazioni che sanno confezionare pacchetti mediatici e veline per i giornali ad hoc.
Il motivo è presto detto: le persone si stanno svegliando dal letargo cerebrale e in coda lentamente stanno uscendo dalla sala hollywoodiana dove proiettano il Truman Show odierno. In pratica stanno dicendo di no alle vaccinazioni pediatriche!
Una delle pratiche mediche più aberranti e rischiose per i bambini, sta venendo messa in discussione da sempre più genitori consapevoli.
Ma tutto questo, nella società dell’inganno, nella società delle falsità, non va per niente bene, e tale rivolta va stroncata a suon di leggi e decreti, il tutto condito con una buona dose di terrorismo e disinformazione.
Nuove epidemie di morbillo e pertosse (per il momento, fino a quando non indurranno qualcosa di più serio…) stanno infatti uccidendo i nostri bambini. Ecco cosa titolano i grandi giornali mainstream italiani:“Calo vaccini, già i primi morti di pertosse”, “Calo record delle vaccinazioni, aumentano i morti per la pertosse”, “Crollo delle vaccinazioni, tornano pertosse, morbillo e difterite”…
Le ipotetiche morti da pertosse risalirebbero al 2013 in due casi sospetti attribuibili alla regione Marche e un altro invece all'inizio dell'anno al Bambin Gesù di Roma. Casi sospetti in quanto la sede ospedaliera marchigiana non ha mai fornito notizie precise. 
Nel 2014 nelle Marche, è bene saperlo, è nata l’importantissima Rete Informazioni Vaccini (RIV), tra i cui partner scientifici sono: “Ulrike –Vaccinar..Sì – Vaccininfo” un blog gestito da una casalinga esperta di allattamento e anche di vaccini pediatrici di nome Ulrike Schmidleithner (vedi curriculum http://www.vaccinarsi.org/comitato-scientifico/ulrike-schmidleithner.html), e il serissimo sito “Butac (Bufale un tanto al chilo)” gestito da personaggi che si arrogano il diritto e la presunzione di demolire e smantellare le menzogne su qualsiasi argomento che da fastidio: vaccini, religione, salute, 11 settembre, politica, ecc. Spaziano su tutto perché ovviamente sono onniscienti. La Verità ce l’hanno solo loro. Loro che non hanno nemmeno il coraggio di mettere nome e cognome (ma forse è meglio così). Ecco i partner seri della RIV…
Avete capito quindi? La causa delle epidemie sarebbe il calo vaccinale!
Il Presidente della società italiana di pediatria Giovanni Corsello ha dichiarato che tale calo vaccinale ha fatto tornare malattie “dimenticate”. Ovviamente l’Istituto Superiore di Sanità è stato il primo a lanciare il gravissimo allarme sul rischio che tornino malattie “dimenticate” come la difterite che avrebbe fatto capolino in Spagna. Tale allarme è stato immediatamente accolto dalle associazioni portavoce delle lobbies della chimica e farmaceutica come per esempio l’Aifa. Naturalmente anche Federfarma si accoda condividendo le preoccupazioni delle Autorità sanitarie e invitando tutti a vaccinarsi.
Panico quindi nelle sale ovali dei produttori e spacciatori di veleni
Il messaggio è chiarissimo: l’origine delle epidemie o presunte tali è dovuto al calo delle vaccinazioni, quindi la colpa dei bambini morti è dei genitori che incoscientemente non vaccinano i propri figli.
Ufficialmente se si scende sotto il 95% di copertura vaccinale, il 5% rimanente fungerebbe da pericoloso untore in grado di infettare e creare epidemie. 
A questo punto alcune domande sorgono spontanee: ma se i bambini vaccinati sono coperti dai vaccini dove sta il rischio di ammalarsi? I problemi saranno semmai dei bambini non vaccinati, perché sono loro, non essendo appunto coperti, i più a rischio…
Non è che forse i vaccini non coprono realmente dai virus come vogliono farci credere? 
I bambini morti o quelli che si ammalano di morbillo, difterite, ecc. erano vaccinati oppure no? Questo ci permetterebbe di capire se le vaccinazioni servono realmente a qualcosa oltre ad ingrassare la casse delle lobbies.
L’amara realtà è che i farmaci spacciati per vaccini sono altamente pericolosi per la salute di tutti, bambini in primis. Nessun ente governativo, nessun ministro della salute (con o senza laurea), nessun attore al comando di istituti di sanità e nessun medico può contestare il fatto che NON esiste un solo farmaco privo di effetti collaterali. Partiamo da questo assunto.
I vaccini-farmaci però contengono non solo il virus attenuato o meno, ma tantissime altre sostanze chimiche altamente tossiche chiamate adiuvanti e/o conservanti, come per esempio la formaldeide (noto cancerogeno), idrossido di alluminio e fino a ieri un sale di mercurio (entrambi metalli neurotossici), infine nanoparticelle, ecc. 
Non tutti sanno che i virus inoculati nel corpo dei neonati vengono coltivati e fatti crescere su cellule di feti umani abortiti. Vi siete mai chiesti che fine fanno i feti abortiti?
Gli effetti collaterali di tutte queste sostanze che penetrano nell’organismo attraverso un canale innaturale (iniezione), quindi bypassando le normali entrate sottoposte non a caso a barriere e difese organiche (bocca, stomaco, intestino, ecc.), possono essere devastanti per un bambino. E purtroppo lo sono: in America 1 bambino ogni 50 rientra nello spettro autistico, per non parlare delle altre patologie pediatriche.
Qual è la causa della pandemia di autismo? 
Ricordiamo sempre che un bambino di pochi mesi non ha un sistema immunitario maturo e correttamente formato (tanto più se allattato artificialmente e non al seno della mamma), quindi la sua reazione ai vaccini e alle sostante in essi contenute è spropositata e completamente diversa da quella di un adulto. Tale reazione può essere così intensa da creare una infiammazione delle meningi (le membrane che proteggono il cervello), una specie di encefalopatia che induce all’autismo.
Ma oltre all’autismo ci sono tantissime altre problematiche, meno gravi ma certamente molto fastidiose provocate dai vaccini (allergie, asma, infezioni varie, intolleranze alimentari come la celiachia ma non solo, problemi respiratori e di pelle, patologie autoimmunitarie come il diabete di tipo 1, ecc.).
A questo punto torna alla mente il perverso e demoniaco sogno di Henry Gadsen, il capo della Merck. Egli voleva creare “farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di venderli a chiunque”. Quindi non solo spacciare droghe ai malati, ma anche a tutte le persone sane e tra queste ci sono anche i neonati.
Un sogno divenuto purtroppo una realtà. Grazie alle campagne gratuite di screening, all’anticipazione delle diagnosi, alla sempre più crescente sovradiagnosi, agli incidentalomi, all’abbassamento dei valori di normalità, alle vaccinazioni pediatriche, centinaia di milioni di persone ogni anno diventano malate pur essendo oggettivamente sane. E le industrie del farmaco piangono lacrime di coccodrillo…
Tutto rigorosamente gratuito e a norma di legge. I vaccini infatti non li paghiamo direttamente, ma li paghiamo indirettamente in due modi: con le tasse che poi vanno al Sistema Sanitario Nazionale (e da questo alle industrie, ecco perché il sistema sta deflagrando), e con le malattie provocate (cause iatrogene, effetti collaterali). 
Un prezzo salatissimo perché di mezzo c’è la salute dei bambini.
Se volete sapere realmente quali sono i rischi gravissimi dei vaccini - propaganda disinformativa di Regime a parte - andatelo a chiedere a tutti quei genitori che hanno avuto un figlio danneggiato. Andate a chiederlo ai genitori di quei bambini sanissimi, vitali e gioiosi il giorno prima dei vaccini, e che dal giorno dopo non sono più stati gli stessi. 
Per questi "sfortunati" casi chi si deve ringraziare? Il Ministero della salute, i medici vaccinatori delle ASL, i siti provaccini?

Dopo l’ISIS, vaccini e pertosse una priorità nazionale

Dopo l’ISIS, vaccini e pertosse una priorità nazionaleMarcello Pamio – 17 ottobre 2015
I servi o “camerieri dei banchieri[1] hanno deciso. La manovalanza delle lobbies farmaceutiche hanno preso la decisione per tutti noi. A Roma gli assessori alla Sanità delle Regioni italiane hanno deciso all'unanimità di inserire nel nuovo "Piano nazionale di prevenzione vaccinale", la previsione di non ammettere nelle scuole i bambini che non siano in regola con il libretto delle vaccinazioni. 
Della serie: “Per andare a scuola bisogna essere vaccinati”.
Gongolano le case farmaceutiche perché il piano vaccinale costerà a noi contribuenti la bellezza di 200 milioni di euro, senza parlare del costo incalcolabile che pagheremo in termini di salute…
Tale misura da Stato totalitario è sollecitata, tra l'altro, da una “firmatissima” petizione lanciata sul sito change.org dalla madre di una bimba di Cesena che ha contratto la pertosse.
Tale “firmatissima” petizione - come l’ha etichettata La Repubblica - riguarda circa 20 mila persone, quindi non proprio una petizione a furor di popolo, anche se grazie al terrorismo di Stato e alla vergognosa campagna mediatica di giornali e televisione, molte persone impaurite finiranno per cedere alle pressioni…
Ovviamente non poteva esimersi la neomamma nonché ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, dal concordare in pieno con l’iniziativa. Un ministro della salute che non è stato eletto da nessuno, che non ha una laurea ma solo la maturità classica, che si fa immortalare mentre va a vaccinare le sue due povere gemelle. Per chi lavora, per il popolo o per le case farmaceutiche? Da chi prende realmente gli ordini?
Quindi oggi, dopo i terroristi dello Stato Islamico, sembra che la pertosse e le vaccinazioni pediatriche siano diventate una priorità nazionale. Un problema sanitario così grave da far impallidire il virus dell’Ebola.
Questo non è dovuto alla ridicola petizione in atto, ma alla morte di un neonato. Quando muore un neonato, a prescindere dalla causa, è sempre una tragedia per tutta la collettività!
Al Sant’Orsola di Bologna una bimba di 28 giorni purtroppo non ce l’ha fatta. “Era troppo piccola per essere vaccinata” ha subito spiegato il primario di neonatologia “ma se cresce la quota di persone non vaccinate cala l’immunità di gregge”.
L'immunità di branco è soltanto un’idea e non un fatto scientifico. Se è vero come dicono che il vaccino funziona, verrebbero protetti coloro che sono stati vaccinati anche se dovessero trovarsi in mezzo ad ammalati. Se così non fosse, a cosa serve il vaccino?
L'immunità di gregge è una fantasia mirata a convincere i medici per poi convincere le persone.
Se di gregge dobbiamo parlare allora intendiamo coloro che pendono dalle labbra degli esperti, che prendono per oro colato, per Verità assolute quello che viene detto a livello ufficiale.
Se i bimbi vaccinati sono coperti dalle malattie infettive grazie ai vaccini, perché dovrebbero preoccuparsi di quelli non vaccinati? Cosa c’entra l’immunità di gregge? Forse i vaccini NON coprono effettivamente dalle malattie? E allora basta dirlo. 
Al Sant’Orsola e come in tutti gli altri casi similari, nessuno spiega nel dettaglio quali erano le reali condizioni pregresse della povera bimba. Se aveva complicanze cardiache e/o respiratorie o altre patologie ereditate dai genitori. Non dicono qual era per esempio la condizione psicofisica della mamma; se la bimba era allattata al seno o nutrita con latti chimici e artificiali che intasano di muco i bronchi e gli alveoli polmonari…
Niente di niente. “La bambina è morta di pertosse e la colpa è dei non vaccinati! 
I delinquenti sono quei genitori che decidono in scienza e coscienza di non vaccinare i propri figli, mettendo così a repentaglio la salute di tutti, vaccinati e non.
La logica conseguenza è arrestarli tutti, sospendere loro la patria potestà e inoculare - con tanto di arma dei carabinieri - dei veleni nel corpo dei figli. Semplice, vero?
Questo risolverà tutto. Saranno così debellati tutti i problemi della società: la pertosse, il morbillo, la difterite, la poliomielite, il vaiolo, il tetano, la meningite, l’epatite A e B, l’influenza e per finire anche la libertà individuale di scelta. 
E’ questa la cosa più pericolosa per il Sistema e non un batterio o un virus: è la libertà individuale di poter scegliere con la propria coscienza quello che va bene o meno per se stessi e per la propria famiglia.
L’Articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana sancisce che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Ma sappiamo che la società odierna non rispetta gli esseri umani perché li vuole utenti-consumatori-non-pensanti, possibilmente non sanissimi ma con qualche magagna e acciacco. 
Noi da bravi automi privi di cervello, sudditi doc dell’Impero, senza porci domande, senza pensare fino in fondo, senza chiederci se va bene oppure no, se ci sono effetti collaterali, ci mettiamo in fila alle ASL con in braccio il bimbo. Tutti felici e soddisfatti di essere accettati dal Sistema e di non andare contro di esso. 
Poco importa se poi il bimbo non sarà realmente immunizzato dalle malattie o peggio ancora, potrà subire un danno. Non è mica colpa nostra! Noi siamo onesti cittadini e bravi genitori e ascoltiamo quello che ci dice e ordina il papà (la legge).
Evviva la coerenza e soprattutto evviva la libertà!
Tornando alla pertosse, i grandi esperti in camice bianco ci stanno dicendo che se cala l’immunità generale per colpa dei genitori obiettori, aumenteranno i contagi. 
Un recente studio pubblicato sulla rivista ufficiale Pediatrics conclude dicendo che “la protezione data dal vaccino DTP diminuisce nel giro di 2-4 anni. E’ possibile che la mancanza di una protezione a lungo termine dopo la vaccinazione contribuisca ad aumentare i casi di pertosse tra gli adolescenti.”[2]
Il giornale Clinical Infectious Disease riporta che “la pertosse è attualmente la malattia prevenibile da vaccino meno sotto controllo nonostante una eccellente copertura vaccinale e nonostante le 6 dosi di vaccino raccomandate tra i 2 mesi di età e l’adolescenza”.
La bassa copertura vaccinale quindi NON è il problema. Ma allora qual è il problema?
Il problema è che il vaccino NON previene la trasmissione della malattia!L’ente governativo FDA in un comunicato stampa ha dichiarato che “sebbene gli individui immunizzati con un vaccino antipertossico acellulare possano essere protetti dalla malattia, essi possono comunque infettarsi con il batterio senza necessariamente ammalarsi e sono in grado di diffondere l’infezione ad altri individui, inclusi i neonati” [3]
Avete capito? Gli individui vaccinati possono continuare ad infettare e diffondere l’infezione senza magari ammalarsi.
Lo studio conclude che “quando sei stato da poco vaccinato, sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te ma non per il resto della popolazione. [4]
Ecco la triste realtà: i veri untori nella nostra società, cioè coloro che stanno trasmettendo l’infezione della pertosse sono proprio i bambini vaccinati contro la pertosse!
Esattamente l’opposto di quello che stanno dicendo i falsi profeti in camice bianco, vuoi per ignoranza, vuoi per malafede, vuoi per interessi economici e/o cattedratici, ecc.
Quindi la logica conclusione dello studio sopra citato è che i genitori che vaccinano un bambino che ha un fratellino magari neonato stanno mettendo a serio rischio proprio il neonato.
Effetti collaterali del vaccinoLa vaccinazione antipertosse viene somministrata insieme a quella antidifterica e antitetanica nel tristemente noto vaccino trivalente DTP (Difterite, Tetano, Pertosse).
Attualmente il DTP è uno dei vaccini più discussi.
Gli effetti collaterali più comuni del vaccino contro la pertosse riconosciuti dall’Associazione Medicina Americana (AMA) sono: febbre, scoppi di pianto, stato di shock e reazioni cutanee locali come gonfiori, arrossamento e dolore. Gli effetti collaterali meno frequenti, ma assai più gravi, comprendono convulsioni e danni cerebrali permanenti che si traducono in ritardi mentali.
Meno frequenti, ma venendo iniettato a milioni di bambini il numero dei danneggiati sale vertiginosamente. E quando colpisce TUO figlio poco importa se è un effetto raro o rarissimo: la tua vita cambia terribilmente.
Il vaccino è stato anche messo in relazione con la SIDS, la Sindrome da morte improvvisa nel’infanzia.[5]
Mortalità per pertosse
 

Il grafico rappresenta la mortalità della pertosse e del morbillo dal 1850 al 1970. Non serve una laurea in medicina o in statistica per evincere dalle linee che il tasso di mortalità della pertosse ha iniziato a decrescere spontaneamente dal 1870 circa andando quasi a zero SENZA l’intervento di nessun farmaco o vaccino, ma solo con le migliorate norme igienico-sanitarie Un ultimo picco di mortalità si è avuta in concomitanza della Seconda Guerra mondiale, per poi tendere di nuovo a zero. Il vaccino, anche se era disponibile dagli anni ’40, è stato introdotto molto tempo dopo e quando la mortalità era quasi azzerata dal miglioramento generale dello stile di vita: alimentazione, pulizia e igiene. 
Quindi NON E' STATO IL VACCINO A RIDURRE LA MORTALITA' DELLA PERTOSSE, come i grandi esperti ci vogliono far credere, ma il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie della popolazione.
Cure naturali per la pertosseSecondo il più grande pediatra della storia americana Robert S. Mendelsohn per la pertosse non esiste alcun trattamento specifico medico o casalingo, non esiste una cura riconosciuta. La medicina, come in tantissimi altri ambiti ad essa sconosciuti, prescrive il sempreverde antibiotico, il quale ovviamente non servirà a nulla perché il bambino si farà lo stesso tutto il decorso della malattia esattamente come un bambino a cui non viene dato nulla. 
Non a caso vi sono moltissime testimonianze di genitori di neonati NON vaccinati che hanno superato indenni la pertosse senza nessun farmaco. 
Normalmente il picco massimo della pertosse ha un durata di circa 30/40 giorni e poi va scemando da sola come tutte le malattie infettive. 
Secondo il dottor Mendelsohn l’unica cosa è aiutare il bambino a riposare, consolarlo e dargli tutto l’appoggio amorevole possibile.[6] Il bambino deve sentirsi amato e soprattutto protetto.
Un consiglio per la pertosse secondo la medicina tradizionale è salire in quota almeno fino a 1400 metri di altezza per scendere molto rapidamente senza quasi fermarsi (ovviamente dipende dall’età del piccolo). I piloti militari di Treviso per esempio portavano in quota rapidamente i bimbi per poi andare giù in picchiata e la pertosse passava.
Non si sta dicendo che un genitore deve farsi il brevetto da pilota per poi affittare un piper privato nella speranza di guarire il figlio, quello che conta è il messaggio che sta a monte. La montagna sembra aiutare.
Per qualche mente limitata o prevenuta (e in questo ambito sono assai numerose) potrà sembrare fantascienza, ma non lo è: sono conoscenze tradizionali che avevano i nostri vecchi e che oggi invece stiamo perdendo a causa di una scienza meccanicista e riduzionista. 
Oggi infatti la medicina è così freddamente ottusa che non va oltre i libri e i protocolli redatti dalle case farmaceutiche. Il protocollo è santificato e non si mette in discussione, poco importa se è stato codificato da qualche luminare nella busta paga delle lobbies… Questo è un altro problema.
Antonella N. è un’erborista e ha vissuto sulla propria pelle la pertosse.
Ho avuto la pertosse a 4 anni e mia mamma era anche incinta. Mi hanno fatta salire in funivia con il mio babbo e miracolosamente una volta scesa la pertosse mi era passata. Già allora qualche vecchietta aveva suggerito questo ai miei genitori”.
Il virus della PauraIl bravo suddito non deve farsi e non deve fare domande,ma solo eseguire gli ordini e i dettami che arrivano dall’alto. Il bravo suddito non deve essere libero di scegliere e decidere perché la sua funzione è quella dello schiavo che consuma e vota a comando.
Oggi il controllo mentale avviene attraverso il virus della PAURA. 
Un virus che ci iniettano quotidianamente - come una specie di richiamo omeopatizzato - tramite i mezzi di comunicazione di massa: giornali, radio e tv.
Paura dei batteri, paura dei virus, paura che nostro figlio venga contagiato, paura dell’invasione di barbari, paura delle malattie, paura dell’ISIS, paura….paura…. e ancora paura.
La paura blocca e paralizza le coscienze. Non a caso. 
Esiste solo un unico e sano rimedio al virus della paura: si chiama conoscenza.
La paura dal punto di vista esoterico è mancanza di conoscenza. L’uomo ha paura e teme quello che non conosce. 
Partendo da questo presupposto se iniziamo a conoscere meglio, se riprendiamo possesso del nostro cervello iniziando a pensare di più e fino in fondo, se ci poniamo delle domande cercando poi le risposte, allora la paura svanirà come la nebbia sotto il sole!
Infine per meglio immunizzarsi dal terrorismo e dall’ignoranza galoppanti è obbligatorio stare lontani dal gregge dagli untori legalizzati, cioè dai veri infettanti pubblici: televisione e giornali!
 

Dalle carni cancerogene alle bistecche di vermi…

Dalle carni cancerogene alle bistecche di vermi…Marcello Pamio - 29 ottobre  2015
Il mostro sacro dell’ufficialità in ambito sanitario ha emesso il suo verdetto.
L’oracolo di Ginevra, cioè l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO) ha decretato che la carne rossa lavorata è cancerogena come il fumo di sigaretta e l’amianto.
Leggermente meno tossica per l’organismo umano sarebbe la carne rossa non processata, che è stata classificata per questo motivo come un “probabile cancerogeno”.
A sconvolgere le notti di molti allevatori e di moltissime persone dedite a mangiare abitualmente questo tipo di carne è stato l’ufficialissimo ente Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione.
Lo Iarc ha analizzato 800 studi pubblicati e il risultato è stato ufficializzato su The Lancet Oncology, una delle più rinomate riviste in ambito oncologico.
In pratica la carne lavorata è stata inserita nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene per le quali “esiste una evidenza sufficiente che causino il cancro nell’uomo” in particolare allo stomaco e all’intestino crasso. Quella non processata è stata inserita invece nel Gruppo 2.
Incredibilmente nello stesso articolo in cui la carne rossa viene paragonata all’amianto, si ricorda anche che la stessa carne “contiene proteine di alto valore biologico e nutrienti importanti come vitamina B, ferro e zinco”. Della serie: se mangi la carne ti viene il cancro, ma non puoi non mangiarla perché sono proteine nobili! Un ossimoro di livello psichiatrico.
Quindi è meglio un uomo col cancro ma con la vitamina B, il ferro e lo zinco in regola o un uomo sanissimo senza cancro ma con un po’ di ferro in meno? Mistero della scienza…
Dopo l’uscita dello Iarc, l’attentissima ministra della salute pubblica Beatrice Lorenzin, la stessa che ha pubblicamente dichiarato che i vaccini pediatrici di massa sono assolutamente sicuri e innocui per i bambini, ha attivato subito il comitato nazionale per la sicurezza alimentare perché fornisca un parere in merito. Vuole sapere se deve o no mangiare lo zampone a Natale.
Le associazioni delle carni e dei salami (Assocarni e Assica) ovviamente hanno subito ribattuto che qui da noi in Italia il consumo di carne è basso e quindi non c’è alcun pericolo per i consumatori. 
Avete capito? Nessun pericolo. Parola delle industrie che macellano tonnellate di carne da mattina a sera! Ci si può fidare.
Il Rapporto non ha messo il luce solo statistiche, che in quanto tali possono sempre essere manipolate e/o interpretate a proprio uso e consumo: i ricercatori hanno riscontrato nelle urine delle persone che consumano carni rosse sostanze “capaci di alterare il dna”. Spiegando che “mutazioni del codice genetico erano presenti anche nelle cellule dell’intestino”. Quindi stiamo parlando di tossine alimentari in grado di danneggiare la catena della vita (DNA) e di provocare mutazioni che possono sfociare in cancro.
Entriamo nel dettaglio dello studioNelle carni processate il dito viene puntato non solo nei nitrati e nitriti usati universalmente per la conservazione i quali si trasformano in sostanze cancerogene, ma anche nei metodi di cottura, perché sia la griglia che il classico barbecue producono a causa delle alte temperature sostanze cancerogene nelle parti bruciacchiate (le parti nere).
Se qualcuno pensa di ovviare a tali rischi con cotture più basse si sta sbagliando di grosso, perché “neanche la cottura a temperatura più bassa evita del tutto la comparsa di sostanze che hanno il potere di mutare il dna”.
Oltre a quanto appena detto il rischio di cancro secondo i ricercatori francesi è dovuto a particolari proteine presenti nel muscolo animale (mioglobine) che all’interno dell’uomo si trasformano in sostanze in grado di danneggiare il DNA.
Le conclusioni dello studio, che tanto stanno facendo discutere il mondo, sono risapute da decenni in chi si occupa di alimentazione umana e consapevole. Non c’è nulla di strano: le carni non sono fatte per essere digerite dall’uomo!
Come in tutte le organizzazioni sovranazionali e/o governative che si “rispettino”, gli studi e le conclusioni sono sempre lacunose e mancano di tasselli fondamentali.
Leggendo le dichiarazioni ufficiali sembra infatti che SOLO le carni rosse siano imputate di provocare mutazioni al DNA e quindi cancro. E le carni bianche? Andando per esclusione, fanno benissimo. Ci si può allora rimpinzare di pollo, tacchino, faraona, quaglia, pesce e uova ogni giorno perché non provocano il cancro. 
Gongolano i vari produttori i quali avevano appena finito di leccarsi le ferite dovute alla perdita economica per via dell’aviaria. Qualche anno fa per via delle infezioni aviarie le carni bianche sono state boicottate e sostituite dalle squisite e sicure carni rosse …
Ora le cose s’invertono, ma il risultano non cambia.
Il vero problema delle carniIl risultato non cambia perché il problema non è il colore o l’origine della carne: il problema sono le proteine di origine animale! Punto.
TUTTE le proteine che derivano da animali creano nell’organismo umano, dopo i processi metabolici, tossine che possono generare patologie anche gravissime. 
Mettere all’indice solo la carne rossa lasciando intendere che tutto il resto, carne bianca (pregna di ormoni e farmaci), pesce (carico di metalli tossici come il mercurio), uova e latticini (pregni di estrogeni e antibiotici) vanno assolutamente bene, è estremamente pericoloso e assai fuorviante. 
Esattamente come dire: il fumo delle sigarette fa venire il cancro, ma il fumo dei sigari no, anzi fa bene alla salute.
Acidi e metaboliti variTutte le proteine di origine animale, indipendentemente dal colore e dall’animale, quando vengono metabolizzate, cioè digerite, producono nell’intestino tossine cancerogene comecadaverina, putrescina, indòlo, scatòlo, ptomaine, e sottoprodotti come acido urico, acido fosforico, acido nitrico, acido solforico. 
Questi ultimi sono acidi molto forti che vanno a squilibrare l’armonia e l’assetto acido-basico di tutto il sistema a tal punto che per neutralizzare tale acidità l’organismo richiama immediatamente sali tamponi, cioè sali minerali (calcio, magnesio, potassio, ecc.) dai vari depositi: ossa (osteoporosi), denti (carie), capelli, unghie, tendini e vasi sanguigni.
L’eccesso di azoto contenuto nelle proteine animali, che il nostro organismo NON può utilizzare, è causa di nefropatie (patologie renali), gotta, iperuricemia, ecc. Patologie queste non a caso in crescita esponenziale oggigiorno.
Andando avanti con la disamina è bene anche sapere che tutte le proteine animali NON contengono assolutamente la fibra necessaria a stimolare gli importantissimi movimenti peristaltici, quindi l’evacuazione giornaliera dei veleni e delle tossine, inducendo stitichezza cronica, tossiemia, vene varicose, emorroidi, diverticoliti, appendiciti e in ultima istanza anche il cancro.
Un altro grossissimo problema non menzionato dallo studio dello Iarc e che tocca tutti gli animali sia quelli dalla carne rossa che quelli dalla carne bianca, è l’utilizzo negli allevamenti intensivi di antibiotici (prevenzione e ingrasso), ormoni (ingrasso e crescita), cortisonici (ingrasso e per stimolare la fame), anabolizzanti (ingrasso) e moltissimi altri prodotti chimici di sintesi, spesso illegali ma usati lo stesso.
Nel caso degli antibiotici per esempio stiamo parlando di una quantità pari a 10.000 tonnellate che finiscono per “curare” e “ingrassare” gli animali da macello. E’ scontato sottolineare che questi farmaci finiranno nel piatto dei consumatori ignari.
Quindi perché puntare il dito solo sulle carni rosse quando anche quelle bianche presentano le stesse problematiche? Cosa c’è sotto? Ci stanno per caso preparando psicologicamente all’entrata di altri alimenti? Magari insetti? 
Stranamente a pochi giorni dal clamoroso studio dello Iarc, il Parlamento di Strasburgo ha dato il via libera a quello che viene chiamato novel food (nuovo cibo): insetti, vermi, larve, scorpioni, ragni, alghe. Ma anche cibi costruiti in laboratorio (che non esistono in natura e quindi pericolosissimi per l’intero ecosistema), nuovi coloranti, prodotti di colture cellulari e tessuti e nuovi nano-materiali potranno finire nella nostra imbandita tavola.
Sono le coincidenze della vita. Da una parte ci avvertono che il cotechino e la trippa sono cancerogeni e le carni anemiche del vitello (vengono a tal proposito usati farmaci anemizzanti che fanno letteralmente esplodere i globuli rossi della povera bestia) o quelle pompate di ormoni del pollo sono meglio. Per poi dirci che il cibo del futuro sono vermi, ragni e cavallette….
Ci auguriamo che il Parlamento europeo di Strasburgo pubblichi quanto prima anche un ricettario per spiegare dettagliatamente come i ragni, le larve, i vermi e le locuste andrebbero consumati: tutto a crudo o sotto i 42° per appropriarci anche degli eventuali enzimi, oppure solo cotto? E nel caso dei fritti, per evitare la formazione dell’acrilamide, quali oli sarebbe meglio usare: quello quattro stagioni del motore auto o l’olio di paraffina?
Buon appetito a tutti…

lunedì 2 novembre 2015

Alluminio e i danni sulla salute


Alluminio e i danni sulla salute





L’alluminio è dannoso a tutte le forme di vita. Danneggia tutti i tipi di tessuto. Ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e ossa. Il sintomo di avvelenamento da alluminio, è la perdita della funzione intellettuale fino alla demenza e Alzheimer



Metalli tossici e Alluminio negli alimenti: gli effetti sulla nostra salute
Negli ultimi trenta anni si è visto un aumento costante di alluminio presente nella nostra dieta ed anche nell’ambiente. Molti cibi spazzatura, caramelle colorate, agenti lievitanti, aspirina tamponata contengono additivi a base di alluminio. E’ un comune additivo alimentare e si trova in alimenti come il formaggio fuso, sale da cucina, sottaceti, farina bianca, preparati per pasta, miscele di torte, panna non casearia, vaniglia in polvere e alcuni ciambelle e cialde ed alcuni tipi di latte per neonati.
L’alluminio è dannoso a tutte le forme di vita. Danneggia tutti i tipi di tessuto.
L’alluminio è un veleno protoplasmatico e una neurotossina perniciosa e persistente. Nessun sistema vivente utilizza l’alluminio per i processi biochimici. Ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e ossa. È in condizioni normali molto meno tossico del mercurio, arsenico, piombo o cadmio, ma è molto più comune nel nostro ambiente, e sembra anche essere più persistente rispetto alla maggior parte degli altri veleni metallici.
Il pericolo è quello che si manifesta solo nei periodi di tempo lunghi. È quindi prudente evitarne il consumo. Evitarlo è attualmente il miglior modo per proteggerci dai gravi danni a lungo termine che possono derivare dalla ingestione. Le donne in gravidanza e in allattamento, i giovani e gli anziani sono a rischio.
Il modo più efficace per preservare la nostra acutezza mentale negli anni sembra essere quello di eliminare le fonti di alluminio dalla dieta.
Si possono adottare misure per minimizzarne gli effetti. La risposta più efficace è:
  • Evitarlo
  • Bloccarne la sua assunzione con integratori (calcio, magnesio, ferro)
  • Mangiare alimenti che aiutano ad eliminarlo dal corpo umano. Frutta, verdura ed alcune alghe.
Materiali di consumo in alluminio contaminati sono ormai molto comuni. Essere consapevoli delle fonti è il primo passo per l’eliminazione. La rimozione di alluminio dalla nostra dieta può essere abbastanza facile se viene assunto un approccio graduale.
Il sintomo principale di avvelenamento da alluminio, è la perdita della funzione intellettuale, smemoratezza, mancanza di concentrazione, e in casi estremi, la demenza conclamata. È anche noto per provocare rammollimento osseo e perdita di massa ossea, danneggiamento del rene e altri danni ai tessuti molli, in dosi elevate può causare arresto cardiaco.
Molti che hanno assunto una dieta a basso contenuto di alluminio hanno segnalato una riduzione della irritabilità e di mal di testa e significativi miglioramenti nella memoria e capacità di concentrazione. I genitori hanno riportato miglioramenti nei bambini affetti da problemi comportamentali.
Succo d’arancia in contenitori di alluminio trattato non è consigliato; Judie Walton, un ricercatore australiano ha scoperto che l’assorbimento da parte cervello potrebbe aumentare di dieci volte data la presenza di acidi di frutta. I composti di alluminio possono essere tossici come il piombo in determinate condizioni.
Le fibre nervose aggrovigliate nel cervello di persone affette dal morbo di Alzheimer contengono una quantità insolitamente elevate di alluminio.
L’ebollizione dell’acqua in pentole di alluminio produce tossine idro-ossidi, la pancetta fritta nella padella rilascia nitrati e la carne bollita cloruri.
Additivi da evitare
Questi sono solo alcuni degli additivi usati nei prodotti alimentari. Da evitare:
E173, E520, E521, E523 E541, E544, E545, E546, E554, E555 E556, E559.
Fonti originali: naturalnews.com 
Reagisce inoltre con gli alcoli e con gli alogenuri alchilici formando composti metallo-organici. La maggior parte della letteratura è concorde nel considerare l'alluminio non pericoloso per la salute umana[10] in quanto esso viene scarsamente assimilato nel tratto gastrointestinale e viene espulso tramite la funzione renale. Si ritiene tuttavia che, in caso di contatto prolungato, le polveri di alluminio abbiano effetti negativi sui polmoni. Una bassa percentuale della popolazione è allergica all'alluminio, e sperimenta dermatiti da contatto, problemi digestivi e l'incapacità di assorbire le sostanze nutritive se mangiano cibo cotto in pentole d'alluminio, vomito e altri sintomi di avvelenamento qualora vengano ingeriti farmaci contenenti antiacidi a base di idrossidi di alluminio e magnesio come il Maalox® o alcuniprodotti contro la diarrea.
Nessun sistema vivente utilizza l'alluminio per i processi biochimici, ragione che sarebbe sufficiente per ritenerlo tossico se in senso restrittivo si definisce tale tutto ciò che entra e non dà luogo a reazioni nell'organismo. L'alluminio è tossico per il SNC (altamente tossico anche a basso dosaggio, in caso di esposizione cronica se non eliminato), come i metalli pesanti nel caso in cui l'organismo non sia in grado di espellerlo, ad esempio in caso di gravi malattie renali. È meno velenoso ma molto più persistente (e alla fine tossico in maniera paragonabile) dei più noti mercurio, cadmio e piombo. Ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e nelle ossa. Alcune ricerche cliniche sembrano dimostrare[11] una correlazione statistica tra assunzione cronica di alluminio e lo sviluppo di gravi malattie neurodegenerative, quali Alzheimer, Parkinson, SLA, sclerosi multipla, demenza. Altri effetti di una intossicazione da alluminio possono essere: perdita della memoria, indebolimento e tremore. Tuttavia la comunità scientifica non ha riconosciuto del tutto la validità di questi studi ed esistono numerose controversie[12] in merito.
Le principali cause di assunzione di alluminio sono l'uso indiscriminato di farmaci antiacidi e antidiarroici a base di idrossido di alluminio, stoviglie e pentole di alluminio nudo (in particolare se vi si lasciano cibi acidi come il pomodoro dopo la cottura), caffettiere in alluminio, cibi e bevande contenuti in barattoli, lattine o fogli(come la carta stagnola, o il Tetra Pak per bevande) che possono essere lentamente corrosi favorendo la dissoluzione di alluminio negli alimenti, l'uso di deodoranti con cloridrato di alluminio e di quelli "naturali" come l'allume di rocca (esistono dubbi sulla possibilità di assorbimento cutaneo, in base allo spessore della molecola e alla presenza di microlesioni della cute, ovvero l'assenza di sostanze additive in grado di chelare l'alluminio prevendone l'assorbimento). Il solfato e il fosfato di alluminio sono un comune componente del lievito per uso alimentare al fine di ritardare la lievitazione (quindi assente nel lievito chimico in polvere ad azione rapida).