martedì 1 luglio 2014

TEST: sei uno zombie o ragioni con la tua testa ?

Sei uno Zombie?di Alex Jones e P. J. Watson - traduzione di Anticorpi.info
Sei uno zombie? Reagisci d'istinto a ogni stimolo esterno senza soffermarti a riflettere? Le tue opinioni su ciò che accade nel mondo si sono formate mediante il tuo intuito e la tua conoscenza o sulla base degli input dei mass media? Ti senti intrappolato in uno stato di coscienza che sembra più simile al sonno che alla veglia?
E' probabile che se stai leggendo questo pezzo non ti consideri uno zombie, ma ricorda che comunque sei circondato da zombie. Alcuni dì essi potrebbero essere tuoi colleghi, amici o anche tuoi familiari.
L'America si sta rapidamente trasformando in una nazione di zombie e tutto ciò non è accaduto per caso, ma a seguito di un preciso disegno.
Il sistema ha dichiarato guerra alla coscienza umana. E ha condotto la guerra usando qualsiasi strumento avesse a disposizione. Con la modificazione del comportamento e l'ingegneria sociale i controllori hanno creato una razza di esseri più simili agli zombie dei film che a persone adeguatamente funzionanti.
Hanno raggiunto l'obiettivo in primo luogo tramite il mezzo televisivo. Molti studi hanno confermato che guardare la televisione o addirittura tenerla in background danneggi lo sviluppo cerebrale dei bambini (v. correlati) - e compromette la capacità di apprendere, il pensiero cognitivo e lo sviluppo del linguaggio, oltre ad aumentare le probabilità di sviluppare deficit d'attenzione e problemi sociali.
Nei bambini i programmi televisivi incrementano la tendenza all'aggressività, riducono la capacità di tenere desta l'attenzione e creano una mentalità sclerotica che incarna l'antitesi della vera conoscenza e dell'illuminazione.
E' stato dimostrato che negli adulti la televisione alteri la coscienza, riducendo l'attività elettrica del cervello al di sotto della frequenza Delta, riducendo il pensiero critico e facendo si che ogni messaggio adeguatamente ripetuto finisca per essere abbracciato emotivamente, a dispetto di qualsiasi logica.
Guardare la televisione produce anche l'effetto di rilasciare endorfine le quali agiscono come una sorta di sedativo per lo spettatore, trascinandolo in uno stato di trance con cui diventa altamente suggestionabile ed incline al lavaggio del cervello.
Questo è il motivo per cui spesso si riscontra la stessa quantità di propaganda tanto nelle fiction quanto nei notiziari. Nel 2006 la rete Fox ha ammesso di avere inserito messaggi di ingegneria sociale nelle sue sit-com e fiction allo scopo di indurre i telespettatori ad accettare la retorica di un riscaldamento globale causato dalla attività umana.
Più di recente si è scoperto che alcuni contribuenti statunitensi avrebbero compiuto uno sforzo finanziario di molti milioni di dollari affinché prodotti televisivi e di Hollywood promuovessero nelle loro storie la riforma sanitaria di Obama.
La televisione è l'equivalente attuale della allegoria della caverna platonica. Gli zombie credono reale una proiezione della realtà completamente fabbricata dai controllori. Invece di dibattere di problemi reali, agli zombie è dato solo di discutere di soap opera, sport o politica, la quale di fatto è solo un'altra forma della soap opera che mette in scena un contesto politico fasullo.
Oltre a tutto ciò la TV veicola una cultura deviata nel mondo occidentale e persuade lo spettatore che il bizzarro, bestiale e decadente spettacolo che vede trasmesso sia normale e debba essere emulato.
Il ruolo della televisione non è solo quello di manipolare il comportamento e l'opinione, ma anche di riempire chi la guarda di un senso di disgusto di se, inadeguatezza e inutilità (v. correlati).
Uno degli scopi dei controllori è quello di ritrarre l'umanità come fosse una piaga cancerosa del pianeta - proprio come un'orda di zombie da dominare, schiavizzare e nel peggiore dei casi semplicemente sopprimere.
Qualsiasi occasione è buona per esibire la morte e la decadenza. Emblema di questo atteggiamento sono state le dichiarazione del conduttore televisivo Bill Maher quando ha asserito che i media dovrebbero 'promuovere la morte' - incoraggiando l'aborto, il suicidio e la pena di morte - perché ci sarebbero troppe persone sul pianeta.
Siamo costantemente bombardati dal luogo comune della sovrappopolazione terrestre, che la vita umana non sia preziosa, e che tutti noi saremmo gentaglia inutile senza arte né parte. Questa cultura della morte ci viene somministrata con regolarità.
Tutto ciò non è che una manovra progettata per indurre lo zombie ad accettare l'idea che non abbia dignità e che possa essere trattato da schiavo in qualsiasi momento.
Questa cultura della morte sta contribuendo alla soppressione della empatia umana. Quante storie avete visto nel corso degli ultimi anni di persone che tirano dritte di fronte a qualcuno che giace morto o morente, mentre implora aiuto su un marciapiede? La zombificazione ci menoma delle emozioni umane. Ci sottrae tutti i tratti essenziali che distinguono gli esseri umani dagli animali, quali amore, compassione e solidarietà.
Mentre in passato i nostri eroi erano pionieri, inventori, poeti, grandi scrittori, pittori e scienziati, oggi gli eroi sono i partecipanti ai reality ed una serie di personaggi famosi che esibiscono alcuni degli aspetti peggiori della natura umana, ad esempio l'avidità, l'egoismo, l'arroganza, il nichilismo e la superficialità.
Gli eroi del passato erano persone che si erano distinte nei campi della creatività e dello impegno. I nostri media oggi inducono la gente ad esaltare come Dei in Terra personaggi dotati di fama immeritata e fine a se stessa.
Questo stato di trance suscita nello zombie un innalzamento infinito della soglia di sopportazione di qualsiasi abuso e indegnità senza che provi l'impulso umano naturale di resistere o di lamentarsi.
Questa sindrome di Stoccolma di massa, per cui la vittima prova sentimenti positivi verso i propri rapitori, si gioca su base quotidiana. Un recente sondaggio ha mostrato come nonostante i servizi segreti federali siano colti sul fatto a commettere abusi più volte alla settimana, la maggioranza degli americani continua a ritenere che la TSA stia facendo un buon lavoro.
Una psicosi di massa ha colto gli zombie americani. Piuttosto che guardare in faccia la realtà e adottare misure per replicare o anche solo riconoscere il fatto che l'economia, la democrazia e la stessa società civile stiano andando in pezzi, lo zombie sceglie di restare nel suo stato catatonico in cui qualsiasi grido d'allarme viene puntualmente ignorato in favore di una allegra fede nei confronti della propaganda buonistica, accolta come fosse oro colato.
Lo zombie è rapito in un perenne stato di sospensione dell'incredulità, uno stato onirico che lo rende incline all'indottrinamento e alla modificazione del comportamento.
In un recente articolo intitolato Come Mai gli Americani Sono Facili da Manipolare? Bruce Levine spiega come i governanti incaricati del controllo della nostra società stiano ricorrendo a tecniche di condizionamento mentale per annientare la nostra volontà e la capacità di pensare in modo indipendente.
"Oggi, la psichiatria sta trascendendo le tecnologie di controllo comportamentali. Si spinge a decidere quali bambini non siano conformi a causa di deficit di attenzione e iperattività, disturbo oppositivo provocatorio e disturbo bipolare pediatrico, e si arroga la facoltà di riallinearli mediante farmaci fortemente sedativi. Così Big Pharma beneficia della prescrizione dei farmaci, e l'intera lobby psichiatrica gode della legittimazione a stabilire chi debba essere sottoposto a trattamenti di condizionamento e di controllo", scrive Levine.
In aggiunta all'opera attuata dalla televisione e Big Pharma, altri fattori concorrenti alla zombificazione sono dati dall'avvelenamento dell'aria (inquinamento, scie chimiche - n.d.t., degli alimenti e dell'acqua (v. correlati).
- Molti studi hanno confermato che il fluoruro di sodio nella fornitura di acqua (anche dentifrici e gomme da masticare) non solo provochi il cancro, ma secondo un recente studio di Harvard abbassi il quoziente intellettivo. L'evidenza aneddotica suggerisce chiaramente che gli americani sono sempre più stupidi e sono più facilmente indotti a credere ad ogni frottola per via della loro scarsa intelligenza. 
- L'MSG (Glutammato Monosodico - v. correlati) aggiunto ad alimenti sempre più geneticamente modificati, sta portando gli americani a diventare grassi e pigri. Additivi (aspartame, ecc.) e pesticidi negli alimenti stanno conducendo a una condizione generalizzata di deconcentrazione e apatia, e compromettendo la normale stimolazione cerebrale.
- I vaccini contengono mercurio, una tossina mortale che si accumula nel cervello (anche le otturazioni dentarie in amalgama contengono mercurio - v. correlati - n.d.t.)
- Più di un quarto dei bambini ed un numero crescente di adulti in America assumono anti-depressivi che li tengono in uno stato permanente di confusione zombesca - storditi, ipnotizzati, e facili da indottrinare.
Solo ritirandoci dalla realtà fasulla che è stata costruita intorno a noi possiamo sperare di evitare di essere infettati dalla peste zombie. Essere nel mondo, ma non del mondo.
Benché esistano ormai poche speranze di uscirne per le orde di zombie che hanno già da tempo sacrificato la loro volontà e la capacità di pensiero critico ai colossi della ingegneria sociale, ci sono buone possibilità per chi continui a ricercare l'illuminazione spirituale e intellettuale di riaffermare la propria individualità, solo limitando la propria esposizione all'intrattenimento di massa e alla televisione, evitando i danni da farmaci, mangiando alimenti giusti e mantenendo una visione positiva della vita.
Questi sono i passi necessari da compiere per tornare liberi, tuttavia è probabile che la maggioranza degli americani non riuscirà a compierne nemmeno uno in tutta la sua vita - dato di fatto che soddisfa gli ingegneri sociali e aiuta il sistema a mantenere un apporto costante di zombie nella società, così da persuadere il resto dell'umanità non zombificata che resistere alla zombificazione sia una battaglia persa in partenza.
Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Infowars
link diretto: www.infowars.com/are-you-a-zombie traduzione a cura di Anticorpi.info
Disinformazione.it
 

diabete tipo I e latte vaccino

Relazione patogenetica tra diabete tipo I e latte vaccinoTratto dal libro: "Diabete" di Marcello Pamio
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Nel 1993, lo scienziato Bob Elliott notò che i bambini della Samoa che andavano a vivere in Nuova Zelanda erano molto suscettibili al diabete di tipo 1, mentre quelli che restavano nelle isole di Samoa avevano un'incidenza molto bassa di questa patologia. La differenza può essere espressa solo da un fattore ambientale o di alimentazione. Elliott sospettò che fosse correlata al consumo di latte, che era più basso a Samoa.
Quindi studiò la biochimica e composizione del latte vaccino.
La composizione del latte vaccino
Il latte vaccino è composto da circa un 87% di acqua e un 13% da solidi:
- grassi (panna)
- minerali
- solidi lattei, rappresentati dagli zuccheri (lattosio) e dalle proteine, che sono: l'alfa-caseina, la beta-caseina, la kappa-caseina e le proteine sieriche. La beta-caseina è la proteina presente nella percentuale maggiore.
La beta-caseina
Ci sono due principali tipi di proteina beta-caseina, note come A1 e A2. Esistono anche altre varianti minori oltre a questi due tipi, ma attualmente non sono conosciuti.
Le beta-caseine trovate nel latte vaccino sono composte da 209 aminoacidi in una sequenza fissa e la differenza tra tipo A1 e A2 sta in un singolo aminoacido. Infatti mentre il latte A1 ha un aminoacido istidina in posizione 67, il latte A2 in quella posizione ha una prolina.
La prevalenza tra la proteina beta-caseina A1 e A2 varia dalla razza delle mucche e anche dalla regione. Nel mondo occidentale è diffuso il tipo A1, dalla sottospecie Bos taurus (foto 1 nel libro).
Le vacche asiatiche della sottospecie Bos indicus (foto 2 nel libro) non producono invece beta-caseina di tipo A1.
Le vacche africane (foto 3 nel libro), anche se sono soprattutto Bos taurus, non producono comunque beta-caseina A1.
Gli scienziati ipotizzano che circa 8000 anni fa sia avvenuta una mutazione aminoacidica in posizione 67, dove la prolina è stata sostituita dall'istidina.
Ad oggi è noto che due meccanismi patogenetici principali della relazione tra latte vaccino e diabete mellito di tipo 1 sono:
- l'attività oppioide della beta-casomorfina-7, che compromette lo sviluppo dell'immunità intestino-associata
- il mimetismo molecolare tra la beta-caseina e un epitopo del trasportatore GLUT-2, con il conseguente sviluppo di autoanticorpi capaci di colpire le cellule-beta del pancreas.
L'attività oppioide della beta-casomorfina-7
Bob Elliott volle investigare se il rischio di sviluppare diabete di tipo 1 dipendesse dalla quota di latte che era stato bevuto e dalla proporzione della proteina A1 nel latte. Il fattore di rischio sarebbe quindi la quota di latte moltiplicato per il proprio contenuto di A1.
Egli studiò il problema con un approccio epidemiologico, confrontando l'incidenza della patologia con l'assunzione di latte A1 e A2 per ciascuna regione (figura 4).

Figura 4: Incidenza del diabete mellito di tipo 1 e introito di proteine del latte, da Laugesen e Elliott, New Zealand Medical Journal 116 (1168), 2003.
L'84% della variazione dell'incidenza del diabete può essere spiegata dalla variazione dell'introito di beta-caseina A1. E' una relazione molto forte. Il grafico è simile comprendendo o meno nell'analisi il formaggio.
Bob Elliott fece uno studio su animali, aiutato dal Dr. Jeremy Hill, in cui somministrò i due diversi tipi di beta-caseina a topi. I topolini nutriti con la beta-caseina di tipo A2 non svilupparono il diabete di tipo 1, mentre il 47% di quelli nutriti con il tipo A1 divennero diabetici dopo 250 giorni. Egli scoprì anche che somministrando il naloxone con la beta-caseina A1 questo effetto si annullava. Il naloxone è un antagonista degli oppiodi, ossia blocca l'effetto narcotico degli oppioidi.
La differenza tra beta-caseina di tipo A1 e A2, sta nel rilascio di una molecola chiamata beta-casomorfina-7 (BCM7), un potente oppioide già pubblicato nel 1985 (figura 5). Gli effetti negativi della beta-caseina A1 sarebbero correlate all'attività oppioide della BCM7.

 
Figura 5: il rilascio della BCM7.
Il latte umano contiene meno dell'1% della BCM7 contenuta nel latte vaccino di tipo A1.
I neonati possono assorbirla visto che le loro pareti intestinali permettono facilmente il passaggio di molecole grandi al flusso sanguigno.
Questa è la forma in cui sono capaci di assorbire il colostro della madre.
Dato che devono assorbire i complessi macromolecolari del colostro, i neonati hanno una mucosa intestinale assai permeabile, che li rende più suscettibili ai danni della BCM7.
La BCM7 rappresenta un fattore infiammatorio sull'epitelio vascolare, stimola la produzione di muco dalle mucose ed ha affinità per i recettori μ e δ, esplicitando quindi attività oppioide.
David Chamberlain, dall'Istituto di Ricerca Hannah in Scozia, condusse un team di scienziati per osservare cosa accade quando le beta-casomorfine (inclusa la BCM7) vengono infuse direttamente nell'abomaso (una parte del rumine) delle vacche. Essi hanno trovato che le beta-casomorfine abbassano la risposta insulinica del pancreas e credono che questo dipenda direttamente da un effetto oppioide diretto.
La BCM7 inoltre ha una correlazione in diversi studi con il diabete di tipo 1, ipercolesterolemia, intolleranza al lattosio, alterazioni neurologiche come l'autismo, la sindrome di Asperger e la schizofrenia.
Il mimetismo molecolare tra la beta-caseina e un epitopo del trasportatore GLUT-2
La logica dietro quest'affermazione risiede nella in una sequenza di aminoacidi (un peptide) nella beta-caseina bovina che è molto simile con una sequenza aminoacidica contenuta nel GLUT-2, la molecola che trasporta il glucosio all'interno delle cellule-beta del pancreas (figura nel libro), che producono l'insulina. Infatti, la sequenza dei quattro aminoacidi (Prolina-Glicina-Prolina-Isoleucina) è identica.
Lo scienziato italiano Paolo Pozzilli ha suggerito che questa sequenza e i frammenti più lunghi di beta-caseina che la contengono “sono responsabili per l'induzione di una risposta immunitaria contro la caseina che, per cross-reattività, sarebbe diretta contro la sequenza omologa dei GLUT-2, causando danno alle cellule che producono l'insulina”.
Nel 1999, Pozzilli ha pubblicato una review che includeva la relazione tra diabete mellito di tipo 1 e le singole proteine del latte. Ha concluso che la beta-caseina era una delle responsabili più probabili. Ha riportato i risultati del suo laboratorio, con 51% di coloro che soffrivano di diabete mellito di tipo 1 mostravano linfociti T che erano sensibili alla beta-caseina, contro il 2,7% dei controlli non-diabetici. Egli ha anche trovato che il 37% dei diabetici di tipo 1 mostravano anticorpi anti-beta-caseina, mentre solo il 5,6% dei controlli aveva questi anticorpi.
Un anno dopo, alcuni scienziati di Francoforte, diretti da S. Padberg, pubblicarono i risultati dei test sugli anticorpi confrontati tra diabetici e non-diabetici, non solo per la beta-caseina, ma anche per il tipo A1 e A2. Trovarono che i diabetici hanno alti livelli di anticorpi contro la beta-caseina di tipo A1, mentre i non-diabetici hanno alti livelli di anticorpi contro la beta-caseina A2. I risultati erano significativi con p<0 br=""> Quindi gli Autori conclusero che questo studio potrebbe confermare l'ipotesi che “nel diabete mellito di tipo 1 c'è una scarsa immuno-tolleranza al latte vaccino”, ossia il sistema immunitario confonde la BCM7 e le proprie molecole del trasportatore del glucosio GLUT-2. Dapprima il corpo produce anticorpi contro la BCM7 e poi, per errore, attacca anche le cellule-beta del pancreas, perché queste cellule sono produttrici di  molecole con la stessa sequenza aminoacidica della parte terminale della BCM7.
La relazione patogenetica tra cereali e diabete mellito di tipo 1
Il problema dei cereali è correlato al glutine che contengono. Il glutine è la principale proteina nel grano, ed è anche presente nell'orzo e nella segale, ma non nel mais. E' il costituente della farina che conferisce elasticità al pane quando lievita. A oggi sono conosciute due proteine del glutine: glutenina e gliadina. Quando la gliadina viene parzialmente digerita, può formare alcuni peptidi oppioidi, di cui il più importante è la gliadomorfina (nota anche come gliadorfina e gliadinomorfina).
Il punto importante della questione è che la gliadomorfina ha una struttura molto simile alla BCM7. Entrambe presentano 7 aminoacidi; entrambe hanno una tirosina seguita da una prolina; entrambe hanno una prolina in posizione 4 e 6. Nonostante alcune lievi differenze, gli scienziati le considerano omologhe, simili fra loro, soprattutto per il numero di patologie con cui pare siano correlate. Infatti, una delle strategie più raccomandate per ridurre il rischio di patologie auto-immuni nelle persone a rischio è mantenere un'alimentazione priva di caseina e priva di glutine (GFCF diet).
Perché l'incidenza di diabete mellito di tipo 1 sta aumentando?
Non esiste una risposta chiara a questa domanda, ma scienziati come Bob Elliott e Dr. Andrew Clarke della Corporazione A2 hanno ipotizzato che il motivo risieda nella glicazione della BCM7. Nel 2007, Bob Elliott pubblicò uno studio sulla rivista Medical Hypotheses. La glicazione è un processo in cui il glucosio e altri zuccheri reagiscono con le proteine, formando proteine modificate dallo zucchero, chiamate prodotti della glicazione avanzata (AGE). Gli AGE, secondo numerosi studi, sono correlati ad un vasto numero di malattie degenerative. La BCM7 glicata è uno di questi prodotti AGE, i cui livelli sono aumentati dai moderni processi alimentari, come il trattamento del latte a temperatura ultra-alta (UHT, molto comune in Europa), l'uso dell'acido ascorbico nei prodotti confezionati per il processo di conservazione in scatola e dal livello sempre maggiore di bibite zuccherate consumate dai bambini. Solo il tempo ci dirà se questa è la risposta.
(...)
Tratto dal libro: "Diabete" di Marcello Pamio
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